Il governo messicano ha annunciato una moratoria sugli esperimenti di geoingegneria solare a seguito di un esperimento non autorizzato su piccola scala condotto da una startup statunitense. Che impatto avrà la decisione sui piani dei globalisti che mirano a usare la geoingegneria come porta d'accesso alla governance mondiale?
Solo poche settimane fa, Luke Iseman, l'amministratore delegato di Make Sunsets, l'azienda che ha condotto l'esperimento, ha annunciato al mondo di aver rilasciato due palloni meteorologici riempiti di particelle di zolfo riflettenti come parte di una trovata pubblicitaria volta ad accendere la conversazione sulla scienza della geoingegneria.
I programmi di geoingegneria prevedono l'irrorazione su vasta scala e quasi continua di aerosol tossici di metalli pesanti e di numerose altre sostanze microscopiche nell'atmosfera, con l'esplicito intento di bloccare la luce solare. Tre Stati degli Stati Uniti – Florida, Louisiana e Tennessee – hanno già approvato leggi che vietano la geoingegneria entro i loro confini.
La geoingegneria su vasta scala, condotta dal governo, è una realtà. E sta uccidendo gli americani.
Attività di geoingegneria diffuse, come l'iniezione di aerosol nella stratosfera (SAI) e la gestione della radiazione solare (SRM), si svolgono continuamente e su vasta scala nei cieli degli Stati Uniti, così come in molti altri paesi. Mentre alcuni continuano a negare l'esistenza di questi programmi, la verità è visibile a chiunque guardi il cielo.
Le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana dal governo degli Stati Uniti e dall'Unione Europea rappresentano un ulteriore passo verso un unico organo di governo centralizzato che gestisca le singole nazioni.
Venerdì scorso, la Casa Bianca ha pubblicato un rapporto che illustra l'apertura dell'amministrazione Biden allo studio della geoingegneria come parte di uno sforzo per ridurre la quantità di luce solare che raggiunge il pianeta. La geoingegneria è una scienza controversa che consiste nel manipolare il clima allo scopo dichiarato di combattere il cambiamento climatico causato dall'uomo.
110 organizzazioni e movimenti popolari chiedono lo stop immediato della geoingegneria climatica.
In un Manifesto reso pubblico oggi, il 4 ottobre, 23 organizzazioni internazionali, 6 "premi Nobel alternativi" e 87 organizzazioni nazionali di cinque continenti chiedono di fermare la sperimentazione e la considerazione della geoingegneria del clima.Tra i firmatari vi sono movimenti di popolazioni indigene e movimenti contadini, oltre a reti di organizzazioni ambientali e di giustizia climatica, tra le altre.
Il Manifesto è stato pubblicato nella stessa settimana in cui il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC per il suo acronimo in inglese) ha discusso nel suo incontro in Corea del Sud un nuovo rapporto su come limitare il riscaldamento globale a non più di 1,5 gradi Celsius.Molti anticipano che il rapporto dell'IPCC promuoverà l'uso delle tecnologie di geoingegneria, altamente controverso e non dimostrato.
Il fatto che il pianeta viene bombardato con sostanze chimiche con irrorazioni da alta quota, come parte dei numerosi programmi di geoingegneria condotti dalle agenzie governative statunitensi e dalle università, che sono stati approvati senza alcun tipo di controllo, non può più essere negato.
La riclassificazione del riscaldamento globale, altamente controversa, spesso scientificamente fraudolenta, come una "minaccia alla sicurezza nazionale" è stata sfruttata dai governi come una scusa per giocare a fare Dio, dando il via ad esperimenti segreti su larga scala che comportano innumerevoli pericoli per l'uomo e l'ambiente.
Tuttavia, ora che la crescente consapevolezza della geoingegneria, come conseguenza del fenomeno scie chimiche, si è propagata largamente, le autorità sono costrette lentamente a rivelare alcuni aspetti del programma. Siamo ormai non lontano dalla piena divulgazione della reale portata della sperimentazione nel campo della geoingegneria.
Dall'altra parte dell'Atlantico, un progetto sostenuto da Bill Gates mira a bloccare il sole e prevenire il riscaldamento globale, fermando sul nascere il cambiamento climatico.
Sebbene sembri pura fantascienza, è in realtà uno dei centinaia di piani diversi per "geoingegnerizzare" la Terra.
La geoingegneria è la manipolazione su larga scala dei processi ambientali che influenzano il clima della Terra, nel tentativo di fermare il riscaldamento globale.
Secondo quanto appreso da ScienceInsider, un gruppo consultivo ufficiale della Defense Advanced Research Projects Agency si riunirà la prossima settimana per discutere di geoingegneria. La DARPA è l'ultima di una serie di agenzie ufficiali di finanziamento della scienza o di società scientifiche di alto livello che stanno esplorando questa idea controversa. Ma uno dei principali sostenitori del lavoro si oppone allo sviluppo di tecniche di geoingegneria da parte dei militari.
Per più di un decennio, Bill Gates ha versato milioni di dollari in un progetto scientificamente folle che pretende di indagare la possibilità del "raffreddamento globale causato dall'uomo". Il progetto, guidato da un fisico di Harvard, propone di inviare satelliti nell'atmosfera per far cadere tonnellate di sostanze chimiche nel tentativo di bloccare il sole. Ora, una forte resistenza in Svezia ha costretto Gates & co. ad abbandonare il previsto lancio del satellite svedese.
Quest'ultima impresa di geoingegneria di Gates mostra quale impresa non scientifica sia la farsa del riscaldamento globale. Come Gates senza dubbio sa, la Terra si sta lentamente raffreddando mentre entriamo in quello che alcuni astrofisici stimano essere diversi decenni di raffreddamento globale causato da un ciclo di grande minimo solare che abbiamo iniziato nel 2020.
Dane Wigington, uno dei maggiori esperti mondiali di Geoingegneria, interpellato pure nel fondamentale documentario di Michael Murphy, “What in the world are they spraying?”, ha di recente rilasciato un’intervista a George Noory, il conduttore del celebre programma radiofonico, “Coast to coast”.
Si tratta di un importante contributo, soprattutto poiché Wigington
evidenzia il caos climatico provocato dalle operazioni di geoingegneria
clandestina. La sua analisi ci consentirà di svolgere rilevanti
riflessioni che saranno il succo di un articolo il cui titolo sarà
“Convergenza”.
Il ricercatore ed attivista Dane Wigington ha documentato
preoccupanti cambiamenti nell'ambiente dovuti alla geoingegneria. Ciò
include varie tecniche di modificazione del clima, come le scie chimiche
ed i sistemi H.A.A.R.P. A causa degli interventi compiuti con la
dispersione nella biosfera di nanoparticelle metalliche, stiamo
assistendo ad un "oscuramento globale", con cui il 20% dei raggi del
sole non raggiunge la superficie del pianeta.
Cosa stanno spruzzando nel cielo? Chi lo sta facendo? Perché lo stanno facendo, quali sono le loro motivazioni? E cosa possiamo fare per porre fine a tutto questo?
Queste sono le domande che Richard Vobes ha posto la scorsa settimana a due piloti che hanno condotto una ricerca approfondita sulle scie chimiche. Per proteggere il loro anonimato, i due piloti sono stati chiamati Eves e Russ per l'intervista.
Il tema della geoingegneria e della guerra geologica diventa sempre "caldo" dopo i grandi disastri "naturali" che di tanto in tanto colpiscono il mondo. La senatrice rumena Diana Iovanović Sošaka è il primo politico in Europa a mettere in guardia da una serie di strane coincidenze che hanno seguito i devastanti terremoti in Turchia e in Siria, in cui sono morte decine di migliaia di persone.
Parlando dei sospetti sull'uso di geo-armi in Medio Oriente, Iovanović Šošaka ha citato il nome del generale rumeno di riserva Emil Strainu come uno dei pochi esperti che discute apertamente di questo argomento. Il generale Strainu ha accettato di parlare con i media serbi a una condizione: Prima di rispondere vorrei precisare che ciò che dirò di seguito non implica alcuna istituzione statale o privata.
Piogge anticipate, controllo degli uragani, neve per mitigare la siccità, riduzione della dimensione della grandine, tutto questo è tecnicamente possibile, grazie alla geoingegneria. Intervento tecnologico e scientifico su scala globale per cercare di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Un gioco pericoloso con conseguenze imprevedibili.
In un primo momento un gruppo di scienziati autorevoli, sostenuti dagli Stati Uniti, nega categoricamente gli effetti del cambiamento climatico. In seguito non solo lo accetta, ma propone misure tecnologiche per salvare il pianeta dalla crisi climatica. Lo stesso percorso seguono la maggior parte degli stati del nord del pianeta, responsabili della maggior parte delle emissioni di CO2. Il settore privato, in cui rientrano le multinazionali chimiche, silvicole, petrolifere e agro-alimentari, lo stesso che aveva contribuito e beneficiato di questo caos, dà il benvenuto a questa specie di piano B provvidenziale che pretende di ignorare il cambiamento climatico.
Che cosa provoca questo cambio di opinione? Ammettere fin dall'inizio i fatti avrebbe significato riconoscere il fallimento del modello economico attuale, cosa che non interessa in alcun modo, perché continua a produrre benefici. D'altra parte, parlare di un cambiamento di paradigma sarebbe una misura molto impopolare tra la popolazione. Soluzione? Lasciare le cose come stanno e cercare altre "vie d'uscita" per mitigare gli effetti di questo ormai inarrestabile cambiamento climatico. Qualcosa che consenta di proseguire con le emissioni di CO2, il livello attuale di produzione e ovviamente di consumo e che garantisca la continuità del sistema attuale.
Per oltre sessant'anni in Australia, lo studio delle nuvole, della pioggia e dell'atmosfera è stato in gran parte nascosto al pubblico, mentre una rete segreta di agenzie governative e di interessi commerciali privati continua a manipolare il clima che ci circonda a proprio vantaggio personale.
La geoingegneria, o manipolazione meteorologica, è ormai comunemente accettata come intervento deliberato o manipolazione su larga scala del sistema climatico della Terra per contrastare il "riscaldamento globale" o per influenzare l'ambiente.
Qualcuno sta “coltivando” il cielo. Lo dimostrano le anomalie
climatiche e i residui che piovono a terra. Ne è convinto l’ingegner
Paolo Broggia: ormai, dice, la realtà supera largamente qualsiasi
ipotesi fantascientifica. Inoltre, i “coltivatori” dell’aria lasciano
tracce quotidiane: «Se osservassimo i nostri cieli più attentamente,
vedremmo attività aeronautiche non ufficiali, cioè non legate a transiti
di aerei di linea, che rilasciano delle sostanze visibili che si
disperdono dopo qualche minuto, a volte dopo ore. Probabilmente si
tratta di droni, che quotidianamente “spazzolano” il cielo come una
griglia “a scacchi”: ormai non c’è zona dell’Italia (e dell’Europa)
che non sia irrorata». Droni, dunque, perché solo velivoli senza pilota
potrebbero reggere al millimetro «la estrema ripetitività delle rotte,
stressanti e pericolose per esseri umani in carne e ossa: infatti, nel
ripassare nelle precedenti scie, in cabina entrerebbe l’aria proveniente
dall’esterno, inquinata dello stesso materiale rilasciato dallo
scarico». Che cosa spruzzano? «Qualunque cosa, a giudicare dalle analisi
dell’acqua piovana». Sembra proprio che dal cielo stia venendo giù di tutto, scrive Broggia su “Megachip”: nell’aria si registra infatti la presenza di «metalli pesanti, polimeri,
batteri, sostanze non classificate». Attenzione: ci sono anche «i fili
che cadono dal cielo, imitazioni quasi perfette delle ragnatele, ma di
lunghezze spropositate».
Uno dei temi più importanti della riunione globale della Convenzione delle Nazioni Unite sul cambio climatico che è terminata a Parigi il 12 dicembre (COP21) è stato la definizione di una nuova meta del riscaldamento globale che non si potrebbe oltrepassare. Paesi insulari ed altri del Terzo Mondo da anni affermano di non poter sopravvivere ad un riscaldamento globale superiore ad 1,5 gradi centigradi, visto che il loro territorio sparirebbe per l’aumento del livello del mare e per altri disastri. Ragioni più che attendibili, che si aggiungono al fatto che quei paesi non sono responsabili di aver causato il cambio climatico.
La temperatura media globale è aumentata di 0,85 gradi centigradi nell’ultimo secolo, la maggior parte dei quali durante gli ultimi 40 anni, a causa delle emissioni di gas serra di diossido di carbonio (CO2) e di altri gas causati dall’uso di combustibili fossili (petrolio, gas, carbone), in maggior parte per la produzione di energia, per il sistema agro-industriale, le urbanizzazioni e i trasporti. Se continua il corso attuale, la temperatura aumeterà fino a 6 gradi centigradi a fine secolo XXI, con impatti tanto catastrofici che non è possibile prevederli.
La recente fine di una lunga siccità in Iran ha scatenato polemiche in tutto il Medio Oriente: le autorità iraniane e irachene sostengono che le piogge eccezionalmente intense seguite agli attacchi iraniani contro alcune installazioni statunitensi nel Golfo Persico indichino che Teheran abbia effettivamente interrotto un programma segreto di modificazione climatica, presumibilmente condotto da Stati Uniti e Israele.
Il parlamentare iracheno Al-Kaikhani, dal canto suo, ha affermato che Washington e Tel Aviv si sarebbero macchiate di "furto di nuvole", causando così la siccità nella regione.
Alcuni analisti hanno liquidato queste accuse come "teorie del complotto" (...e ti pareva! N.d.T.). Tuttavia, la questione è più ampia e merita seria considerazione: non si tratta di stabilire se l'Iran abbia dimostrato l'esistenza di un'arma climatica statunitense-israeliana (cosa che finora non ha fatto). La questione è se tale modificazione climatica possa essere utilizzata come arma, se le grandi potenze regionali abbiano esplorato queste possibilità in passato e se le moderne tecnologie di geoingegneria possano eventualmente diventare strumenti di competizione geopolitica.
La CIA sta finanziando uno studio scientifico per determinare la
possibilità di alterare il clima del pianeta, con lo scopo di
scongiurare il cambiamento climatico, secondo alcuni documenti
rilasciati dalla National Academy of Sciences.
I documenti rivelano che il progetto avrà una durata di
21 mesi con un costo di 630 mila dollari ed una relazione finale
prevista per il 2014. Gli scienziati appoggiati dalla CIA studieranno
come i modelli meteorologici possano essere influenzati e modificati e
in tal modo valutare i potenziali impatti dei tentativi di
geo-ingegneria. Il sitoweb della NAS rileva che il finanziamento per lo studio proviene dalla “comunità di intelligence degli Stati Uniti“. William Kearney, portavoce della NAS, ha riferito a Mother Jonesche l’agenzia in questione è la CIA. Tali rivelazioni segnano la prima volta che una agenzia di intelligence finanzia pubblicamente un tale studio.
Un portavoce della CIA non ha confermato il coinvolgimento dell’agenzia, ma ha affermato che “è
‘naturale che su un tema come il cambiamento climatico l’Agenzia possa
collaborare con gli scienziati per comprendere meglio il fenomeno e le
sue implicazioni sulla sicurezza nazionale.”
Forse non tutti sanno
che la più grande colonia statunitense (l'Italia), nel mese di gennaio
del 2002, firmò un accordo che, insieme al trattato definito "OPEN SKIES TREATY", firmato nel 2009, sancì l'inizio ufficiale delle attività di aerosol clandestine sul territorio italico, come per stessa ammissione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In molti ormai avranno però compreso che soggetti come Andrea Corigliano o Peppe Caridi,
di comune accordo con i loro colleghi burattini ed in ottemperanza alle
precise disposizioni dell'aeronautica militare italiana, svolgono un
assiduo lavoro di disinformazione, sia attraverso previsioni meteo
oggettivamente insultanti (che cosa sarebbero le innocue velature?) sia
con la pubblicazione di articoli del tutto simili a quelli che si
possono trovare sui beceri canali di negazionismo istituzionalizzato.
E'
oggettivamente avvenuto un passaggio del testimone tra i disinformatori
storici, obbiettivamente col fiato corto, ed i galoppini
dell'aeronautica militare italiana: i "meteorologi" civili. Ora sono
loro che tentano di tappare la falla attraverso la quale fiumi di
informazioni corrette rendono edotte le persone sulla geoingegneria
clandestina attualmente in corso d'opera e che qualcuno vorrebbe regolamentare. Per quale motivo si chiederebbe di regolamentare un qualcosa che non è in atto? Leggi tutto...
OVERCAST è un documentario innovativo su un fenomeno che molti di noi riterrebbero normale: le scie degli aerei che si allargano fino a diventare nuvole, coprendo il cielo e bloccando l’irradiazione solare. Per alcune persone tuttavia, queste scie costituiscono il più grande crimine ambientale nella storia dell’umanità.
Era il mese di maggio
2005, allorquando notammo che qualcosa di anomalo si verificava nei
cieli di Sanremo. Presto focalizzammo il problema, concludendo che le
attività di guerra climatica iniziate alcuni lustri prima negli Stati
Uniti, ora erano appannaggio anche dell'Italia e quindi, giocoforza,
comprendevano anche la nostra città. Da allora sono passati nove anni.
Molti governi fantoccio si sono succeduti ed hanno continuato ad
avallare, coprire e favorire le operazioni di geoingegneria clandestina
che, via via, si sono estese a tutto il territorio italiano nonché in
tutto il mondo. Se, infatti, escludiamo paesi come la Siria e pochi altri, la diffusione di nanopartcolato di metalli pesanti e polimeri è ormai una prassi consolidata a livello globale.