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7 aprile 2019
Sovranità = Democrazia = Libertà: Una lunga guerra in seno all'U€
La sovranità, a seguito di centocinquant’anni di lotte, coincide con la democrazia, e la democrazia è la libertà di un popolo che possa decidere di sé. Quindi io ritengo che l’imperativo morale cui dovremmo attenerci è considerarci solidali come popolo nella ricerca della nostra sovranità, intesa come dignità sociale degli italiani in quanto tali.
18 febbraio 2019
72 giorni alla No Deal Brexit
Ammuina britannica e altre questioni continentali
Il Parlamento inglese ha inflitto una sonora sconfitta a Theresa May, affossando l’accordo Regno Unito-Unione Europea faticosamente redatto sin dalla primavera del 2017. La bocciatura dell’accordo era una condizione necessaria, ma non sufficiente, per arrivare alla No Deal Brexit, che Londra persegue segretamente sin dall’esito del referendum: tocca ora ai partiti paralizzare il Parlamento inglese sino al 29 marzo. Lo choc della No Deal Brexit infliggerà un durissimo colpo alla già debilitata Unione Europea, sempre più vicina alla recessione. Altri interessanti avvenimenti suggeriscono una politica angloamericana dall’inconfondibile sapore anti-continentale.
Il Parlamento inglese ha inflitto una sonora sconfitta a Theresa May, affossando l’accordo Regno Unito-Unione Europea faticosamente redatto sin dalla primavera del 2017. La bocciatura dell’accordo era una condizione necessaria, ma non sufficiente, per arrivare alla No Deal Brexit, che Londra persegue segretamente sin dall’esito del referendum: tocca ora ai partiti paralizzare il Parlamento inglese sino al 29 marzo. Lo choc della No Deal Brexit infliggerà un durissimo colpo alla già debilitata Unione Europea, sempre più vicina alla recessione. Altri interessanti avvenimenti suggeriscono una politica angloamericana dall’inconfondibile sapore anti-continentale.
1 giugno 2018
"La Merkel non è stata eletta dagli italiani, e l’Italia starebbe meglio fuori dall’euro"
Qualunque sia la sfida a cui la UE si trova di fronte, la risposta che sentiamo ripetere piuttosto spesso è “più Europa”. Sempre la stessa ricetta per le malattie più diverse e gravi. Tuttavia, prima di prescrivere un trattamento, un medico dovrebbe fornire una diagnosi e una prognosi, ma niente di tutto questo sta avvenendo.
Temo che in molti casi il rimedio che si continua a raccomandare, il “più Europa”, non funzioni. In tutta Europa stiamo assistendo a un marcato incremento del populismo di destra, e questo è la conseguenza di “troppa Europa”. Cosa significa “più Europa”? Significa che 27, ma presto saranno 26, paesi membri diversi dal tuo hanno voce in capitolo su quanti immigrati il tuo paese debba accogliere. Significa che 17 paesi membri hanno voce in capitolo sulle tue politiche monetarie e, perciò, su quanto potete spendere per le politiche sociali e del lavoro, e altro.
10 aprile 2018
L’Unione €uropea non può essere democratizzata
Mentre la crisi interna dell’Unione Europea peggiora, e molti cittadini si ribellano contro quello che è diventato un progetto neoliberista, i politici europei si affrettano a spogliare i governi nazionali di ogni potere per impedire ulteriori interventi democratici. Il centro-sinistra crede ancora che la UE sia una istituzione votata al bene dell’Europa. Omettono la domanda più importante: di quale Europa stiamo parlando?
Storia dell'U€ neoliberista
Storia dell'U€ neoliberista
Stabilire il momento in cui il processo di integrazione europea si è volto al peggio non è compito facile. È una difficoltà dovuta al fatto che gli aspetti più nefasti (da una prospettiva progressista) di questo processo sono il risultato di decisioni apparentemente non nefaste prese nei decenni precedenti. Per semplificare, possiamo fissare il momento di svolta dell’Europa verso il neoliberismo intorno alla metà degli anni ’70, quando il regime cosiddetto “keynesiano”, adottato in occidente dopo la seconda guerra mondiale, stava attraversando una crisi conclamata.
1 agosto 2017
Dopo la Brexit una “Polexit”?
I giovani polacchi hanno vinto una battaglia contro i conservatori
Dopo la Brexit si parlerà di una “Polexit” per la Polonia, o direttamente di una “Estexit” per l’eventuale scissione tra i vecchi paesi membri dell’Unione europea e quelli nuovi dell’Europa centrale e orientale?
La decisione presa il 24 luglio dal presidente polacco Andrzej Duda di apporre il veto su due delle tre riforme del sistema giudiziario proposte dal governo di Varsavia e adottate dal parlamento, allontana per il momento questa minaccia. Si tratta però soltanto di una tregua, una battaglia vinta nella guerra dell’autoritarismo combattuta in seno stesso all’Unione europea.
Il presidente Duda, al quale fino a oggi nessuno aveva attribuito una simile forza di carattere, ha detto di essere stato colpito dalle parole di Irena Zofia Romaszewska, 77 anni, anziana intellettuale associata all’epopea di Solidarność nell’era comunista.
18 febbraio 2017
La disobbedienza ai trattati non è realistica è necessario superare l'euro
Uno dei maggiori limiti della sinistra sta nel confondere l'europeismo con l'internazionalismo e pensare che il superamento dell'euro sia deleterio o una proposta di destra. La creazione di un "demos europeo", mediante una agenda europea dei conflitti e dei movimenti, o la proposta di realizzare un movimento europeo contro l'austerity e il neoliberismo, basato sulla disobbedienza ai trattati, non sono proposte realistiche. Esse non tengono conto del contesto: l'integrazione valutaria europea. L'euro è stato pensato con uno scopo preciso: bloccare ogni capacità di risposta e di resistenza dei salariati alla riorganizzazione dell'accumulazione capitalistica. La finalità di tale riorganizzazione è semplice: compensare il calo del tasso di profitto tagliando i salari e il welfare e eliminando le imprese e le unità produttive in "eccesso".
L'euro costringe al rispetto dei Trattati
I meccanismi principali dell'integrazione europea sono due. Il primo riguarda il trasferimento delle decisioni economiche dal livello statale a organismi sovrastatali, come la Commissione europea, il Consiglio europeo, che riunisce i primi ministri, e il Consiglio dell'Unione Europea, che coordina i ministri europei. L'obiettivo non è superare gli stati, ma realizzare la "governabilità", cioè bypassare i parlamenti e le costituzioni statali, dove i meccanismi della democrazia parlamentare creerebbero, pur nei limiti della democrazia rappresentativa borghese, dei vincoli all'azione delle forze dal capitale.
L'euro costringe al rispetto dei Trattati
I meccanismi principali dell'integrazione europea sono due. Il primo riguarda il trasferimento delle decisioni economiche dal livello statale a organismi sovrastatali, come la Commissione europea, il Consiglio europeo, che riunisce i primi ministri, e il Consiglio dell'Unione Europea, che coordina i ministri europei. L'obiettivo non è superare gli stati, ma realizzare la "governabilità", cioè bypassare i parlamenti e le costituzioni statali, dove i meccanismi della democrazia parlamentare creerebbero, pur nei limiti della democrazia rappresentativa borghese, dei vincoli all'azione delle forze dal capitale.
16 novembre 2016
Disintegrazione dell’€uropa o processo costituente?
Crisi, governo dell’emergenza e prospettive di nuova invenzione democratica
Il testo che qui proponiamo in versione italiana nasce da una comune ricerca, intrapresa nel corso della prima metà del 2016 intorno alle “crisi multiple” del processo d’integrazione europea. È in corso di pubblicazione in tedesco nel volume curato da Mario Candeias e Alex Demirović, Europe – What’s Left? Die Europäische Union zwischen Zerfall, Autoritarismus, und demokratische Erneuerung, Münster, Westfälisches Dampfboot, 2017. Integrato con alcune considerazioni successive all’esito del referendum sulla Brexit, l’articolo è stato scritto ovviamente prima dei risultati delle elezioni presidenziali americane. Ancora non è dato sapere quale impatto possa avere Trump alla Casa Bianca sulle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico, all’interno del più generale sommovimento che su scala planetaria la sua vittoria andrà a produrre. Nondimeno riteniamo che già alcune delle tesi contenute in questo contributo – dal ruolo dell’Europa nel contesto capitalistico globale alla reale natura dei “sovranismi” di cui lo stesso Trump è certamente espressione, fino alla necessità di articolare molteplici e convergenti livelli d’iniziativa, sociale e politica, alternativa – possano contribuire al dibattito in corso. E a un suo ulteriore avanzamento, a partire dai nodi politici che il testo, e prima ancora la realtà contemporanea, lasciano irrisolti e aperti alla discussione collettiva.
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28 aprile 2016
I piani segreti per creare gli Stati Uniti d'Europa
Francia, Italia e Lussemburgo hanno firmato una dichiarazione a Roma a settembre nella quale si propone la creazione di una "Unione Generale degli Stati"
Se attuato, nella pratica il piano darebbe ancora più potere ai burocrati dell'Unione Europea (UE) a Bruxelles (capitale belga) sugli Stati membri in una serie di aree che "non dovrebbero essere limitate al campo economico o alle questioni di bilancio, al mercato interno e alla politica agricola", afferma la dichiarazione, come ha rivelato (24 aprile 2016) il quotidiano britannico Times.
"Dovrebbe comprendere tutte le questioni relative all'ideale europeo: questioni sociali e culturali, così come la politica estera, di sicurezza e di difesa", dice il documento.
"Crediamo che l'integrazione europea dovrebbe ricevere un nuovo impulso. Crediamo che abbiamo bisogno di più Europa, e non meno per affrontare le sfide che abbiamo di fronte" (sic!), secondo la dichiarazione. Secondo gli Stati firmatari, la situazione attuale è l'occasione per "avanzare" verso l'integrazione politica europea, ed è anche esplicitamente menzionato che il processo in questione "potrebbe portare ad un'unione federale degli Stati".
11 marzo 2016
Paesi Bassi. Il 6 aprile, il popolo potrà dire NO a una delle peggiori mosse dell'UE: l'accordo di associazione con l'Ucraina
Nel 2005, avevamo
espresso il nostro vivo apprezzamento per il popolo olandese che, pochi
giorni dopo i francesi, avevano votato NO al progetto di "Costituzione
europea". Nell'"altro paese del No" il rifiuto popolare di questa UE del
capitale si è ancora ampliato. Il prossimo 6 aprile gli olandesi
potranno nuovamente esprimersi con il voto. Infatti si terrà un
referendum su una questione europea tutt'altro che secondaria: l'accordo
di associazione tra l'UE e l'Ucraina.
Il referendum è stato possibile grazie a una campagna "cittadina" con la raccolta di 428.000 firme, molte di più delle 300.000 previste dalla Costituzione. Il risultato del referendum sarà considerato valido se la partecipazione supererà il 30%. La vittoria dei NO, esito probabile del voto, non sarà vincolante, ma metterà il governo in difficoltà. In Francia, come nella maggior parte degli altri paesi dell'UE, la ratifica dell'accordo UE-Ucraina è stata fatta in segreto: meno di tre ore di dibattito in seno all'Assemblea e al Senato ormai un anno fa, praticamente senza alcuna copertura mediatica, anche da parte dei parlamentari che hanno votato contro. Tutto ciò nonostante le implicazioni economiche e politiche pesanti di questo accordo.
Il referendum è stato possibile grazie a una campagna "cittadina" con la raccolta di 428.000 firme, molte di più delle 300.000 previste dalla Costituzione. Il risultato del referendum sarà considerato valido se la partecipazione supererà il 30%. La vittoria dei NO, esito probabile del voto, non sarà vincolante, ma metterà il governo in difficoltà. In Francia, come nella maggior parte degli altri paesi dell'UE, la ratifica dell'accordo UE-Ucraina è stata fatta in segreto: meno di tre ore di dibattito in seno all'Assemblea e al Senato ormai un anno fa, praticamente senza alcuna copertura mediatica, anche da parte dei parlamentari che hanno votato contro. Tutto ciò nonostante le implicazioni economiche e politiche pesanti di questo accordo.
20 agosto 2015
Dietro la tragedia greca i segreti nascosti delle banche private
La Grecia si trova ad affrontare un problema enorme di debito pubblico e una crisi umanitaria senza precedenti. La situazione attuale è infinitamente peggiore di quella del 2010, quando la Troika - Fondo monetario internazionale, Commissione europea e Banca centrale europea - ha imposto il suo "piano di salvataggio" per il Paese, giustificato dalla necessità di sostenere la Grecia. In realtà, tale piano è stato un completo disastro per la Grecia, dal momento che il paese non ha ottenuto assolutamente alcun beneficio con i particolari accordi sul debito implementati da allora.
Di Maria Lucia Fattorelli
Auditoria Cidada
Ciò che quasi nessuno dice è che un altro piano di salvataggio, di successo, è stato effettivamente attuato in quello stesso momento, nel 2010, non per salvare la Grecia, ma le banche private. Dietro la crisi greca c'è un enorme ed illegale piano di salvataggio delle banche private. E il modo in cui tale piano è in atto è un enorme rischio per tutta l'Europa.
Di Maria Lucia Fattorelli
Auditoria Cidada
Ciò che quasi nessuno dice è che un altro piano di salvataggio, di successo, è stato effettivamente attuato in quello stesso momento, nel 2010, non per salvare la Grecia, ma le banche private. Dietro la crisi greca c'è un enorme ed illegale piano di salvataggio delle banche private. E il modo in cui tale piano è in atto è un enorme rischio per tutta l'Europa.
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15 luglio 2015
La costruzione dell'Unione €uropea: Un'organizzazione liberale al servizio del capitalismo
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i paesi capitalisti si trovano in una situazione economica molto complicata, con un debito enorme e paesi da ricostruire fisicamente ed economicamente. Poiché devono equilibrare i loro conti, fanno appello agli Stati Uniti, i quali, dopo aver tratto un buon tornaconto dalla guerra, offrono ai paesi europei il Piano Marshall, un piano di aiuti economici, di prestito. Il progetto è affidato alla OECE (Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea), che ha lo scopo di organizzare una duratura cooperazione economica tra i paesi europei e mettere in atto un programma comune di recupero, l'Economic Cooperation administration e anche l'Export-Import Bank. Diciassette paesi europei ricevono così finanziamenti attraverso il Piano Marshall.
Gli Stati Uniti, grazie al Piano Marshall, emergono come regolatore dell'economia in Europa e come garante dell'imperialismo economico. Possono anche vegliare contro l'insorgenza di qualsiasi movimento comunista ad ovest della Germania, in particolare in paesi come la Francia, dove il Partito Comunista, alla fine della guerra esce notevolmente rafforzato. I liberali europei sostengono al tempo stesso l'idea di una comunità economica, volta a creare gli Stati Uniti d'Europa sul modello americano.
12 luglio 2014
IL COMPLOTTO DEL BRITANNIA...
La strategia anglo-americana dietro le privatizzazioni in Italia: il saccheggio di un'economia nazionale Documento diffuso dall'Executive Intelligence Review e dal Movimento Solidarietà.
Il 2 giugno 1992, a pochi giorni dall'assassinio del giudice Giovanni Falcone, si verificava in tutta riservatezza un altro avvenimento che avrebbe avuto conseguenze molto profonde sul futuro del Paese. Il «Britannia», lo yacht della corona inglese, gettava l'ancora presso le nostre coste con a bordo alcuni nomi illustri del mondo finanziario e bancario inglese: dai rappresentanti della BZW, la ditta di brockeraggio della Barclay's, a quelli della Baring & Co. e della S.G. Warburg. A fare gli onori di casa era la stessa regina Elisabetta II d'Inghilterra. Erano venuti per ricevere alcuni esponenti di maggior conto del mondo imprenditoriale e bancario italiano: rappresentanti dell'ENI, dell'AGIP, Mario Draghi del ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell'IRI, Giovanni Bazoli dell'Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop, alti funzionari della Banca Commerciale e delle Generali, ed altri della Società Autostrade.
Si trattava di discutere i preparativi per liquidare, cedere a interessi privati multinazionali, alcuni dei patrimoni industriali e bancari più prestigiosi del nostro paese. Draghi avrebbe detto agli ospiti inglesi: "Stiamo per passare dalle parole ai fatti". Da parte loro gli inglesi hanno assicurato che la City di Londra era pronta a svolgere un ruolo, ma le dimensioni del mercato borsistico italiano sono troppo minuscole per poter assorbire le grandi somme provenienti da queste privatizzazioni. Ergo: dovete venire a Londra, dove c'è il capitale necessario.
Il 2 giugno 1992, a pochi giorni dall'assassinio del giudice Giovanni Falcone, si verificava in tutta riservatezza un altro avvenimento che avrebbe avuto conseguenze molto profonde sul futuro del Paese. Il «Britannia», lo yacht della corona inglese, gettava l'ancora presso le nostre coste con a bordo alcuni nomi illustri del mondo finanziario e bancario inglese: dai rappresentanti della BZW, la ditta di brockeraggio della Barclay's, a quelli della Baring & Co. e della S.G. Warburg. A fare gli onori di casa era la stessa regina Elisabetta II d'Inghilterra. Erano venuti per ricevere alcuni esponenti di maggior conto del mondo imprenditoriale e bancario italiano: rappresentanti dell'ENI, dell'AGIP, Mario Draghi del ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell'IRI, Giovanni Bazoli dell'Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop, alti funzionari della Banca Commerciale e delle Generali, ed altri della Società Autostrade.
Si trattava di discutere i preparativi per liquidare, cedere a interessi privati multinazionali, alcuni dei patrimoni industriali e bancari più prestigiosi del nostro paese. Draghi avrebbe detto agli ospiti inglesi: "Stiamo per passare dalle parole ai fatti". Da parte loro gli inglesi hanno assicurato che la City di Londra era pronta a svolgere un ruolo, ma le dimensioni del mercato borsistico italiano sono troppo minuscole per poter assorbire le grandi somme provenienti da queste privatizzazioni. Ergo: dovete venire a Londra, dove c'è il capitale necessario.
8 luglio 2014
Quello che la gente comune dei nuovi paesi associati all'UE ha il diritto di sapere L'EuroGendFor e la prospettiva di malcontendo di massa in Europa
Il
27 giugno Georgia, Ucraina e Moldavia hanno firmato accordi di
associazione all’UE. La mossa è stata presentata come una svolta
decisiva per la democrazia ed i diritti umani, ma alcune circostanze
legate a questa decisione sono state appositamente tenute fuori dello
schermo radar. I media hanno assicurato che alle masse non siano
passate alcune informazioni fondamentali circa aspetti importanti della
strada intrapresa dai loro stessi governi verso la cosiddetta “scelta
europea”. Per cui un bel giorno le popolazioni di questi stati si
potrebbero svegliare trovandosi di fronte un risveglio più duro di
quanto avrebbero mai potuto immaginarsi. Vero, il periodo di
transizione economica da stato associato a membro non sarà un sentiero
cosparso di petali di rosa e c’è un dettaglio molto specifico – in caso
ci fosse qualsiasi tipo di malcontento sociale sarà meglio tenerselo
per sé se no guai a chi ci tocca!
Di Andrei Akulov Андрей Акулов
Strategic Culture Foundation
Di Andrei Akulov Андрей Акулов
Strategic Culture Foundation
La Forza di Gendarmeria Europea (EUROGENDFOR) è un’iniziativa
multinazionale di 6 stati membri dell’UE – Francia, Italia, Paesi Bassi,
Portogallo, Romania e Spagna – sancita da un trattato firmato nel 2006
con l’obiettivo di rafforzare le capacità di gestione delle crisi
internazionali e contribuire allo sviluppo della Politica di Sicurezza
Comune e Difesa.
EUROGENDFOR può essere considerata una forza di polizia integrata,
studiata per portare a termine missioni in differenti scenari, compresi
quelli destabilizzati, a supporto dell’UE, dell’ONU, dell’OCSE, della
NATO o di coalizioni create ad hoc.
30 maggio 2014
23 maggio 2014
€URO: LA MONETA UNICA DELL'€UROPA NAZISTA
Sembra che la Grande Germania, ritornata soggetto geopolitico egemone in Europa,
stia realizzando attualmente la prospettiva immaginata dai politici e
dagli economisti nazisti per il loro dopoguerra vittorioso: di rendersi
esportatrice netta di merci verso una periferia monetariamente
subalterna ad una moneta unica che allora sarebbe stato il marco e
adesso è l’euro.
Alla metà degli anni ’30 la stabilità degli scambi commerciali con
l’estero era stata raggiunta in Germania mediante accordi bilaterali di
clearing che consentivano di scambiare le merci senza “consumare” moneta
perché le importazioni, non coperte da esportazioni, venivano
contabilizzate in una “stanza di compensazione” e rinviate al futuro,
senza interessi, in attesa d’essere saldate con esportazioni a venire. A
seguito dei successi militari del 1940 una sua evoluzione venne
ritrovata nella compensazione multilaterale tra le nazioni
progressivamente alleate o conquistate, così che se la Germania si
trovava con un debito verso A ma pure con un credito verso B, B pagava A
e la Germania era libera dal debito senza nessun movimento di valuta.
3 febbraio 2014
"POLIZIA SEGRETA UE: UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA"
Forse nessuno ha mai sentito parlare dello Standing Committee on
Operational Cooperation on Internal Security (comitato permanente per la
cooperazione sulla sicurezza interna) meglio conosciuto come COSI ed è
un vero peccato perche' questo ente che lavora nell'ombra e i cui
dirigenti si incontrano in segreto ha un potere enorme sulle vite dei
cittadini europei.
Istituito col Trattato di Lisbona che l'Italia sciaguratamente ha sottoscritto, il COSI è di fatto una sorta di ministero degli interni dell'Unione Europea il cui scopo è quello di coordinare il lavoro delle forze di polizia dei paesi membri con istituzioni quali l'Europol, la Gendarmeria europea e il Frontex.
Oltre ad operare in completa segretezza il COSI non è sottoposto a nessun controllo da parte dei parlamenti dei vari stati europei e quindi agisce nella totate impunità.
A rivelare la pericolosità di questa istituzione autoritaria è stato il Daily Telegraph, il quale qualche giorno fa ha rivelato che sta lavorando a un piano per introdurre in tutte le auto un dispositivo che permette a qualsiasi poliziotto dentro un qualsiasi distretto di polizia di fermare qualsiasi auto premendo un semplice bottone.
Istituito col Trattato di Lisbona che l'Italia sciaguratamente ha sottoscritto, il COSI è di fatto una sorta di ministero degli interni dell'Unione Europea il cui scopo è quello di coordinare il lavoro delle forze di polizia dei paesi membri con istituzioni quali l'Europol, la Gendarmeria europea e il Frontex.
Oltre ad operare in completa segretezza il COSI non è sottoposto a nessun controllo da parte dei parlamenti dei vari stati europei e quindi agisce nella totate impunità.
A rivelare la pericolosità di questa istituzione autoritaria è stato il Daily Telegraph, il quale qualche giorno fa ha rivelato che sta lavorando a un piano per introdurre in tutte le auto un dispositivo che permette a qualsiasi poliziotto dentro un qualsiasi distretto di polizia di fermare qualsiasi auto premendo un semplice bottone.
25 ottobre 2013
MAASTRICHT EREDE DI AUSCHWITZ
La lugubre pagliacciata allestita attorno al cadavere di Priebke, ha
sortito l'effetto di attribuire anche ad un personaggio del genere
l'alone di vittima e di martire. Non era però questo l'obiettivo
principale dell'operazione, dato che l'isterismo così generato ha
fornito il pretesto per reintrodurre in grande stile nella legislazione
la criminalizzazione delle opinioni; ciò attraverso il reato di
"negazionismo" nei confronti del cosiddetto "Olocausto". In molti hanno
notato che, rispetto allo scopo dichiarato, la legge contro il
"negazionismo" appare del tutto incongruente; anzi, essa finisce per
attribuire all'opinione che si dice di voler combattere una patente di
anticonformismo culturale e persino di eroismo. Sono quindi altre le
opinioni che si vogliono effettivamente colpire, perciò si vedranno ben
presto una legislazione ed una giurisprudenza ad hoc, che magari
dilateranno la categoria di "negazionismo" a ben altri scetticismi, come
quello di chi non crede alla versione ufficiale sull'11 settembre, o
nega l'esistenza di Bin Laden. Lo scopo non è esclusivamente repressivo,
ma soprattutto di discredito nei confronti di opinioni che vedrebbero
con imbarazzo il trovarsi accomunate a "quel" negazionismo.
13 maggio 2013
€UROZONA: Fallimento assoluto!
L'intento del progetto europeo era quello di togliere la democrazia agli Stati nazionali per mettere quel potere in mano a persone che non possono essere chiamate a rispondere di ciò che fanno. Sapendo, che l'Euro non avrebbe funzionato...
15 aprile 2013
EUROPA A CONTROLLO TOTALE: IN ITALIA SCHEDATURE DI MASSA
Anche in Occidente i diritti dell’essere umano sono sempre più carta straccia. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare del Trattato di Prüm, sottoscritto da sette Stati membri il 27 luglio 2005, e ratificato dal Parlamento italiano, con la Legge n. 85 del 30 giugno 2009. In ossequio alle dottrine autoritarie Usa, nonché ai Trattati di Velsen e di Lisbona -approvati in tutta fretta dai parlamentari di stanza a Bruxelles e Strasburgo (compresa Sonia Alfano che tiene conferenze pubbliche con Forza Nuova, sponsorizzata in campagna elettorale dal comico eterodiretto Beppe Grillo) senza uno straccio di coinvolgimento popolare, almeno nel belpaese- la libertà risulta sempre più vigilata nel vecchio continente.
Di Gianni Lannes
Oltre Orwell - il codice ereditario umano è balìa di alcuni Stati europei. Il pretesto è apparentemente nobile: la lotta contro «il terrorismo internazionale, la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale» mediante la cooperazione. In sostanza: il Dna (acido desossiribonucleico), viene immagazzinato per 40 anni in una banca dati istituzionale.
Lo standard europeo Issol (Interpol Standard Set Of Loci) “aveva inizialmente solo 7 marcatori più amelogenina” spiega l’avvocato Giorgio Ponti “Nell’aprile 2005 è stata decisa l’introduzione di 3 nuovi marcatori ritenuti molto sensibili. Non tutte utilizzano il medesimo standard di archiviazione, anche se la risoluzione del Consiglio E del 9 giugno 1997 ‘invita’ gli Stati membri alla realizzazione di uno standard comune. La più affollata banca dati europea è quella inglese con 3 milioni di profili”.
18 gennaio 2013
L'UNIONE €UROPEA E LA SOVRANITA' POPOLARE PERDUTA
“Voi
non potete immaginare quale angoscia e quale rabbia invada l’animo
vostro, quando degli inetti si impadroniscono di una grande idea, che
voi da gran tempo venerate, e la danno in pasto ad altri imbecilli
uguali a loro, in mezzo a una strada, e voi la ritrovate al mercato
della roba vecchia, irriconoscibile, infangata, messa a gambe all’aria,
assurdamente, senza proporzione, senza armonia, ridotta a giocattolo per
bambini stupidi!”. Queste parole piene di amarezza che Stepan, nei Demoni
di Dostoevskij, pronuncia tra i sospiri (non sappiamo quanto sinceri)
sono, proprio perché così amare, sempre veritiere e attuali. Oggi, per
esempio, offrono una descrizione perfetta dell’Unione Europea.
Di Giampiero Marano
L’antica e
alta aspirazione a unire i popoli d’Europa superando rivalità secolari
ha avuto sostenitori come Dante, Novalis, Mazzini, Hugo; poi però la
“grande idea” è finita nelle mani di uomini spiritualmente “inetti” che
l’hanno uccisa e sfigurata: i burocrati e i tecnocrati dell’UE, vuoti e
arroganti come il premier non eletto Mario Monti.
“L’altissimo merito di quest’ultimo”,
chiariva Piergiorgio Odifreddi all’indomani della nomina a senatore a
vita, “è di essere stato commissario europeo con deleghe economiche, dal
1994 al 1999 per nomina del primo governo Berlusconi, e dal 1999 al
2004 per nomina del primo governo D’Alema. Oltre che di essere stato
presidente della famigerata Commissione Trilaterale, una specie di
massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da
David Rockefeller e Henry Kissinger.
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