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"LA TERRA CI NUTRE LA TECNOLOGIA CI GUIDA: COLTIVIAMO INSIEME IL FUTURO"
14 giugno 2026
Manipolazione climatica a fini militari ➤ L'Iran ha posto fine a una prolungata siccità neutralizzando l'arma climatica israelo-americana?
La recente fine di una lunga siccità in Iran ha scatenato polemiche in tutto il Medio Oriente: le autorità iraniane e irachene sostengono che le piogge eccezionalmente intense seguite agli attacchi iraniani contro alcune installazioni statunitensi nel Golfo Persico indichino che Teheran abbia effettivamente interrotto un programma segreto di modificazione climatica, presumibilmente condotto da Stati Uniti e Israele.
Il parlamentare iracheno Al-Kaikhani, dal canto suo, ha affermato che Washington e Tel Aviv si sarebbero macchiate di "furto di nuvole", causando così la siccità nella regione.
Alcuni analisti hanno liquidato queste accuse come "teorie del complotto" (...e ti pareva! N.d.T.). Tuttavia, la questione è più ampia e merita seria considerazione: non si tratta di stabilire se l'Iran abbia dimostrato l'esistenza di un'arma climatica statunitense-israeliana (cosa che finora non ha fatto). La questione è se tale modificazione climatica possa essere utilizzata come arma, se le grandi potenze regionali abbiano esplorato queste possibilità in passato e se le moderne tecnologie di geoingegneria possano eventualmente diventare strumenti di competizione geopolitica.
La modificazione del clima a fini militari non è fantascienza: il caso documentato più chiaro rimane l'Operazione Popeye durante la guerra del Vietnam (1967-1972), che comprendeva missioni di "inseminazione delle nuvole" progettate per provocare frane e interrompere le linee di rifornimento nordvietnamite.
Aeroplani UC-123 che spruzzano erbicidi nel Vietnam del Sud centrale, 1966. (Fonte)
È rimasta strettamente segreta fino alla sua rivelazione all'inizio degli anni '70. L'Operazione Popeye ha poi ispirato direttamente la Convenzione sulle modifiche ambientali del 1977 (ENMOD), che proibisce l'uso militare ostile di tecniche di modificazione ambientale con effetti su larga scala. Sarebbe stato illogico negoziare e ratificare un trattato internazionale che proibisse una capacità che i politici consideravano impossibile negli anni '70.
Quasi 50 anni dopo, le iniziative di modificazione climatica continuano in varie forme. La Cina conduce uno dei più grandi programmi di inseminazione delle nuvole al mondo, utilizzando aerei e droni per influenzare le precipitazioni a fini agricoli e per far fronte alla siccità. Anche l'Iran ha condotto esperimenti di inseminazione delle nuvole negli ultimi anni e si prevede che intensificherà questi sforzi entro la fine del 2025.
Il professor Nayef Al-Rodhan, direttore dello Space Security Hub presso il Geneva Centre for Security Policy, lancia un importante avvertimento. In un recente articolo, Al-Rodhan sostiene che le tecnologie di geoingegneria hanno innegabilmente un duplice scopo: i sistemi destinati a mitigare i cambiamenti climatici potrebbero anche diventare strumenti di coercizione, leva strategica o rivalità geopolitica.
Il fatto è che, a prescindere dalla fattibilità (e dalla misura) di una guerra climatica su larga scala, la semplice percezione che gli Stati possiedano tali capacità può di per sé destabilizzare le relazioni internazionali. Da un lato, gli sforzi per alterare i modelli di precipitazione in una regione potrebbero essere interpretati come azioni ostili altrove. L'intervento sul clima potrebbe benissimo diventare una nuova arena di competizione tra le grandi potenze, accanto al cyberspazio, allo spazio extra-atmosferico e all'intelligenza artificiale.
Tornando alle accuse iraniane e irachene, una delle controargomentazioni avanzate è che tali pratiche sono proibite dal diritto internazionale, come già accennato. Purtroppo, l'affermazione che la guerra climatica sia illegale non dimostra che non sia in atto. La storia, inoltre, offre numerosi esempi di governi che si sono resi protagonisti di attività in violazione di norme internazionali, trattati o standard sui diritti umani.
La sola esperienza americana ne offre diversi esempi: le uccisioni mirate tramite attacchi con droni in diversi paesi hanno scatenato negli ultimi anni lunghe controversie legali. Ancor più noto è l'uso dell'Agente Arancio durante la guerra del Vietnam, che ebbe conseguenze devastanti.
Allo stesso modo, Israele è sottoposto a un intenso esame da parte di esperti delle Nazioni Unite, Amnesty International e altre organizzazioni per la sua condotta a Gaza, comprese le accuse di genocidio.
Il fatto è che gli Stati a volte violano il diritto internazionale: l'illegalità della guerra climatica non può quindi servire a dimostrare che sia impossibile!
Considerate anche i seguenti esempi:
I famigerati esperimenti MKUltra della CIA, che prevedevano il controllo mentale e il "lavaggio del cervello", furono un tempo derisi come fantasie paranoiche prima che le indagini ufficiali ne confermassero la veridicità.
Anche i programmi di sorveglianza di massa della NSA furono liquidati da molti fino alle rivelazioni di Snowden.
L'ipotesi di una fuga di COVID-19 da un laboratorio fu ampiamente liquidata come "paranoia" prima di diventare oggetto di una seria indagine ufficiale, come accade oggi.
Vale la pena notare che le indagini del Pentagono ora riconoscono l'esistenza di "fenomeni aerei inspiegabili" dopo decenni di derisione sull'argomento.
Lo stesso fenomeno si può osservare nel campo della tecnologia militare:
Aerei stealth come gli F-117 sono stati spesso derisi, liquidati come miti sugli UFO o considerati aerodinamicamente impossibili ("non volerà").
Gli aerei spia U-2 utilizzati dalla CIA nell'Area 51 diedero origine a voci sugli UFO e, quando emersero le prime segnalazioni, molti esperti ritenevano che le altitudini raggiunte fossero impossibili per un aereo pilotato; in realtà, i vari avvistamenti di "UFO" o "UAP" potrebbero essere fenomeni legati a tecnologie classificate.
Prima del 1945, l'idea che una singola bomba potesse distruggere un'intera città sembrava fantasiosa alla maggior parte degli osservatori, eppure la bomba atomica fu sviluppata in assoluta segretezza durante la Seconda Guerra Mondiale (Progetto Manhattan).
Il fatto è che ciò che oggi sembra impossibile al grande pubblico potrebbe diventare la norma domani, dopo anni di ricerca finanziata da bilanci segreti e sviluppo compartimentato.
È vero che nulla di tutto ciò dimostra che l'Iran abbia distrutto un'arma climatica americana o israeliana. La siccità e le variazioni delle precipitazioni hanno molteplici cause e i sistemi climatici sono notoriamente complessi.
Tuttavia, la tempistica dei recenti eventi in Iran è certamente discutibile. Dato il crescente interesse globale per la geoingegneria, tutti i precedenti storici documentati, i programmi di inseminazione delle nuvole in corso e le motivazioni strategiche, queste accuse meritano seria considerazione piuttosto che essere derise.
L'avvertimento del professor Al-Rodhan deve quindi essere preso sul serio. La guerra climatica, condotta durante l'era della guerra del Vietnam, rimane una potenziale arena di competizione futura, regolata dal diritto internazionale.
È vero che accuse straordinarie richiedono prove straordinarie. È anche vero che la storia ha ripetutamente dimostrato che una segretezza straordinaria può dare origine a capacità che stupiscono il mondo quando vengono rivelate. Nell'era della guerra ibrida, della competizione nella zona grigia e delle tecnologie climatiche sempre più sofisticate, le speculazioni su attività segrete di modificazione del clima non sono affatto assurde.
Resta da vedere se i sospetti dell'Iran (riguardo alla siccità nel Golfo) si riveleranno alla fine fondati. In ogni caso, questi sospetti stessi indicano che il clima sta diventando un nuovo campo di battaglia geopolitico.
Uriel Araujo, PhD in Antropologia, è uno scienziato sociale specializzato in conflitti etnici e religiosi, con un'ampia esperienza di ricerca sulle dinamiche geopolitiche e le interazioni culturali. Collabora regolarmente con Global Research.
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