Oltre che uno stupratore
di bambine e un ricattatore seriale, Jeffrey Epstein era un ideologo
della superiorità razziale. Con la sua cerchia di interlocutori
perseguiva una lucida visione eugenetica
Non è uno scandalo come gli altri. I file Epstein – le migliaia
di pagine di email, trascrizioni e registrazioni audio rilasciate tra
la fine del 2025 e il febbraio del 2026 – raccontano, sì, di potere,
soldi e violenza sessuale. Ma raccontano anche, e forse prima di tutto,
di un pensiero che circolava tra le menti più celebrate dell’Occidente
accademico e politico: un pensiero sulla gerarchia umana, sulla qualità
del materiale biologico, sulla possibilità – anzi, sulla necessità – di
selezionare, controllare e migliorare la composizione delle popolazioni. In una parola: eugenetica. Solo che nessuno la chiamava così.
Cene sontuose, suite di attici, consigli finanziari e altro ancora, Noam
Chomsky e Jeffrey Epstein svilupparono un'amicizia segreta che li pose
letteralmente a braccio. Questa è la storia della relazione
precedentemente sconosciuta tra l’uomo che il New York Times ha definito
“l’intellettuale più importante vivo” e il più famigerato predatore
sessuale del mondo.
6 Risultati chiave di questa indagine:
Fino
al suo arresto per traffico sessuale di bambini, Chomsky stava
consigliando Epstein sulla gestione delle crisi, simpatizzando per il
“modo orribile in cui sei trattato dalla stampa e dal pubblico”.
In
più occasioni, Chomsky ha espresso il suo desiderio di visitare Little
St. James Island, sito dei famigerati crimini sessuali di Epstein.
Alcune delle persone più potenti del mondo sono in preda al panico dopo la notizia che la vera lista di Epstein di pedofili d'élite è trapelata online. Mentre il DOJ di Biden continua a bloccare la "lista dei clienti" di Epstein, gli investigatori hanno diffuso nuovi nomi di pedofili VIP collegati al trafficante di sesso infantile.
Il New York Magazine ha accuratamente compilato un elenco di pedofili VIP che si sono incontrati con Epstein e che non compaiono nel suo famigerato libretto nero:
"Chi sostiene la legittimità dell’autorità si assume l’onere di giustificarla. E se non la può giustificare, è illegittima e dovrebbe essere destituita. A dire la verità, per me l’anarchia non è altro che questo".
Noam Chomsky
Il 7 Dicembre 2018 Noam Chomsky compie 90 anni. In un sondaggio del Reader’s Digest del 2013 sulle “100 persone più affidabili in America” (con ai primi posti celebrità di Hollywood), Noam Chomsky, che si autodefinisce anarchico, si classificò al ventesimo posto (dietro a Michelle Obama al diciannovesimo, ma prima di Jimmy Carter al ventiquattresimo). Dato che gli antiautoritari nel corso di tutta la storia degli Stati Uniti sono stati sistematicamente evitati, puniti economicamente, psicopatologizzati, criminalizzati e assassinati, il fatto che Chomsky sopravviva e prosperi è davvero notevole.
Non sarà sfuggito a nessuno che il postulato democratico afferma che i media sono indipendenti, determinati a scoprire la verità e a farla conoscere ; e non che essi passano la maggior parte del tempo a dare l’immagine di un mondo tale che i potenti desiderano che noi ci rappresentiamo, che sono in una posizione d’imporre la trama dei discorsi, di decidere ciò che il buon popolo ha il diritto di vedere, di sentire o di pensare, e di “gestire” l’opinione a colpi di campagne di propaganda.Noam Chomsky - Edward Herman – “La fabbrica del consenso”
Intorno alla metà di novembre, a seguito della disfatta di Hillary Clinton (cioè all’inizio della fine della democrazia), i sedicenti Guardiani della Realtà, meglio conosciuti con il nome di “media” gestiti dal mondo degli affari, hanno lanciato una campagna mondiale di marketing contro il malefico e perfido flagello delle “fake news”. Questa campagna ha attualmente raggiunto lo stadio di isteria. I media dell’insieme dell’Impero diffondono quotidianamente degli avvertimenti terrificanti sulla minaccia imminente ed esistenziale contro le nostre libertà, la minaccia delle “post verità” . Ciò non riguarda solo la diffusione di disinformazione, di propaganda, ecc., che dura da migliaia di anni… La Verità in sé è sotto attacco. Le basi stesse della Realtà tremano.
Negli ultimi anni non rare sono le notizie di sperimentazione pertinente la robotica, pur tuttavia appaiono frammentarie, addirittura prive dei contesti teorici da cui scaturiscono oltre che degli obiettivi mirati, tanto da privare di una conoscenza adeguata e composita, possibilità meglio offerta dai pochi testi di studio pubblicati dagli specialistii, tra cui B.G. Bara con il suo libro: “La simulazione del comportamento. L’intelligenza artificiale: analisi e riproduzione di attività mentali umane”, collana dedicata alla psicologia diretta da M. Cesa-Bianchi, Franco Angeli Editore, Milano – 1977.
Il libro si rivolge alla divulgazione seria degli argomenti trattati, che costituiscono l’ambito professionale del gruppo di simulazione cognitiva dell’Istituto di psicologia della Facoltà medica dell’Università di Milano, composto da Gabriella Airenti, Barbara Carniti, Diego Chianese, Danilo Curci, Cristina Guglielmini, Lucia Pomello, Simone Vassallo ed infine dal professore Marco Somalvico, direttore del suddetto progetto di intelligenza artificiale del Politecnico di Milano, a cui l’autore riserva encomi di ringraziamento.
Noam Chomsky ha discusso del film "American Sniper" ad un evento organizzato da The Baffler la scorsa settimana a Cambridge. Il celebre linguista, filosofo e commentatore politico ha commentato il film, tracciando
un paragone tra la mentalità di Chris Kyle (l'American Snyper dalle cui
memorie è tratto il film), quella degli operatori dei droni, e il
pubblico americano che ignora la guerra dei droni.
Un
sondaggio internazionale ha rilevato che gli USA si collocano di gran
lunga in testa alla classifica come “l’attuale più grande minaccia per
la pace nel mondo”, parecchio avanti al secondo posto del Pakistan e
senza nessun altro tanto vicino.
Immaginate che la Pravda riporti in un editoriale uno studio del KGB
che esamini le più grandi operazioni terroriste dirette dal Cremlino nel
mondo, nel tentativo di determinare i fattori che hanno portato al loro
successo o al loro fallimento, concludendo infine che, sfortunatamente,
gli esiti positivi siano stati rari, tanto che è in atto un certo
ripensamento della linea politica. Supponete che l’articolo continui
citando una dichiarazione di Putin secondo cui avrebbe chiesto al KGB di
eseguire tali indagini per scoprire casi di operazioni di
“finanziamento e rifornimento di armi a un’insurrezione in un paese che
avrebbero avuto successo, ma che il KGB non avrebbe trovato un granchè”.
Perciò, lui avrebbe una certa riluttanza a proseguire l’impegno in
questo tipo di operazioni.
Se, cosa quasi inimmaginabile, un simile articolo dovesse apparire, si
solleverebbero in cielo grida di sdegno e di indignazione, mentre la
Russia verrebbe amaramente condannata – o peggio –, non solo per il
terribile archivio terrorista apertamente reso noto, ma anche per la
reazione tra la dirigenza e la classe politica: nessun problema, tranne
che per il buon funzionamento del terrorismo di stato russo e la
possibilità di migliorarne la pratica.
Noam Chomsky lo ha detto chiaro e tondo a Firenze: siamo schiavi del neoliberismo, la democrazia in Italia è finita, destra e sinistra inseguono le stesse idee politiche
Noam Chomsky, filosofo e linguista, nella sua estrema lucidità, non ha dubbi: in Italia la democrazia è virtualmente terminataquando si è insediato un governo non scelto dagli elettori. La destra e la sinistra portano avanti le stesse idee politiche e subiamo il frutto amaro del neoliberismo, distruttivo per i popoli d’Europa. Chomsky ha poi rincarato la dose durante la sua recente conferenza a Firenze: il welfare state è stato annientato; nei suoi discorsi Mario Draghi parla di banche, ma le persone dove sono? Perfino il Wall Street Journal ha scritto che la democrazia è collassata.
E gli intellettuali? Fondamentalmente, ha aggiunto Chomsky, i cosiddetti intellettuali servono il potere, ecco perchè vengono rispettati. Ma ci sono anche intellettuali che sfidano il potere e allora vengono combattuti, messi ai margini. “Il 70% della popolazione non ha nessun mezzo di influire sulle politiche adottate dai vari livelli delle amministrazioni, ha proseguito Chomsky.
Il
22 maggio 1949 il Segretario della Difesa degli Stati Uniti, James
Forrestal, deciso di saltare fuori da una finestra dell'ospedale della Marina nel Maryland ponendo fine alla sua vita.
Alcuni storici come Eric Hobsbawm, sostengono che la sua situazione
psichica era crollata al punto che gli pareva di vedere dalla sua stanza, i russi che avanzavano verso l'ospedale. La paura della "minaccia del pericolo rosso" sarebbe stato l'innesco che ha portato alla fine della sua esistenza.
Al di là della precisione sugli ultimi minuti del funzionario degli Stati Uniti,
che non sono mai stati confermati ufficialmente - la Guerra Fredda ha
presentato uno dei suoi elementi più ricorrenti: l'intensificazione di una
retorica apocalittica che consisteva nell'infondere un senso di insicurezza e
vulnerabilità alla popolazione. Di Matías Emiliano Casas Rebelión
La campagna elettorale di John Fitzgerald Kennedy, per esempio, fu
attraversata da discorsi che enfatizzavano la presunta minaccia del
blocco sovietico.
Secondo Hobsbawm, l'uso e la ricreazione della paura da parte dei
politici del Nord hanno rappresentato uno strumento fondamentale quando
si parla di voti e di consenso nel Congresso.
Nelle sue prime parole da presidente nei primi mesi del 1961, Kennedy
non ha esitato a classificare il periodo come quello di maggior rischio
nella storia del paese.
Nel suo discorso disse: "Nella lunga storia del mondo, solo poche
generazioni hanno dovuto difendere la libertà nel momento di massimo
pericolo.
Non mi spaventa questa responsabilità, me ne rallegro". La difesa della libertà sarà un argomento presente, anche, tra i futuri presidenti come Ronald Reagan e
George W. Bush.
Il capitalismo oggi esistente è radicalmente incompatibile con la democrazia. Vi è il “capitalismo” e poi c’è il “capitalismo reale”. DiNoam Chomsky
Il termine
“capitalismo” è comunemente usato riferendosi al sistema economico
degli USA, che prevede considerevoli interventi dello Stato, i quali
vanno dai sussidi per l’innovazione creativa alla politica assicurativa
“too-big-to-fail” (troppo-grandi-per-fallire, ndr) del governo per le
banche. Il sistema è altamente monopolizzato e ciò limita ulteriormente la
dipendenza dal mercato, in modo crescente: negli ultimi 20 anni la
quota dei profitti delle 200 imprese più importanti è aumentata
enormemente, riporta l’accademico Robert W. McChesney nel suo nuovo
libro Digital disconnect. In questo momento “capitalismo” è un termine comunemente usato per
descrivere sistemi nei quali non ci sono capitalisti; per esempio il
conglomerato-cooperativa Mondragón nella regione basca in Spagna, o le
imprese-cooperative che si espandono nel nord dell’Ohio, spesso con il
sostegno conservatore – entrambe esaminate in un’importante ricerca
dell’accademico Gar Alperovitz. Leggi tutto...
Viene qui proposto uno schema che si rifà al linguista Noam Chomsky, dalle cui riflessioni si estrapola un decalogo, una lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
Tra tutte le presunte minacce alla superpotenza regnante, un rivale sta emergendo in silenzio e con forza: la Cina. E gli USA stanno analizzando da vicino le intenzioni di questo paese. (Immagine di Patrick Thomas)
Di Noam Chomsky
Il 13 agosto, uno studio del Pentagono esprimeva la preoccupazione che la Cina stesse espandendo le sue forze militari in modo da “poter neutralizzare la capacità delle navi di guerra statunitensi di operare in acque internazionali”, dice Tom Shanker nel New York Times.
Washington ha lanciato l'allarme che “la mancanza di trasparenza della Cina sulla crescita, le capacità e le intenzioni dei loro militari crea instabilità ad una regione vitale del globo”.
Gli USA, al contrario, sono abbastanza trasparenti sulle loro intenzioni di operare liberamente in lungo ed in largo della “regione vitale del globo” che circonda la Cina (e ovunque).
La grave minaccia all’Iran è la più seria crisi politica estera che l’amministrazione Obama affronta. Il Congresso ha indurito le sanzioni contro questo paese, castigando più severamente le aziende estere che realizzano affari lì. L’Amministrazione ha esteso la capacità offensiva degli USA nell’isola africana Diego Garcia, reclamata dal Regno Unito, che aveva espulso la popolazione in modo che gli USA potessero costruire una grande base per attaccare Medio Oriente e l’Asia Centrale.
La Marina statunitense ha informato dell’invio di un equipaggio all’isola per appoggiare i sottomarini dotati di missili Tomahawk, che possono trasportare testate nucleari. Secondo la relazione da parte della Marina che il Sunday Herald ha ottenuto, da Glasgow, l’equipaggio militare include 387 distruttori di bunker per far esplodere strutture sotterranee rinforzate. “Stanno attivando l’ingranaggio per distruggere l’Iran”
Chomsky è stato a Parigi, a fine maggio, invitato da Le Monde Diplomatique e il College de France.
Ha persentato il suo nuovo libro: “Hopes and Prospects”, nel quale fa una raccolta dei suoi articoli sull' America Latina, USA, Medio Oriente e Israele.
Al Ahram Weekly è riuscito a parlare con Chomsky nonostante i tempi strettissimi del professionista in linguistica e filosofia. Quanto segue è un riassunto dell’intervista nella quale Chomsky ha dato la sua opinione sulla situazione attuale in Medio Oriente e sulla politica statunitense verso Israele, Palestina e la regione a livello globale.(Rissunto dell'introduzione, NdT)
Potrei chiederle una dichiarazione sull’attacco di Israele di questa settimana alla Freedom Flotilla mentre si trovava in acque internazionali verso Gaza?
Sequestrare navi in acque internazionali e uccidere passeggeri è, senza dubbio, un crimine molto grave. Gli editori del Guardian di Londra hanno ragione quando dicono: “Se un gruppo armato di pirati somali avesse preso ieri sei navi in alto mare, uccidendo almeno 10 passeggeri e ferendone molti altri, una forza della NATO già oggi si dirigerebbe verso le coste somale”.
Israele ha impedito oggi (16/05/2010, Ndt)) l'accesso al territorio della Cisgiordania al professor Noam Chomsky, che aveva programmato una conferenza per domani presso l' Università di Bir Zeit a Ramallah, ha riferito l'edizione online del quotidiano "Haaretz". Il famoso linguista e filosofo, conosciuto per le sue posizioni anarchiche, critico con Stati Uniti e Israele, aveva l'intenzione di attraversare oggi la frontiera di Allenby, tra la Giordania e il territorio palestinese della Cisjordania, controllato dalle autorità portuali israeliane e non hanno autorizzato l'accesso.
Intervista all’intellettuale e dissidente statunitense Noam Chomsky
Il New York Times ha catalogato Chomsky come forse “l’intellettuale in vita più importante di oggi”. Ma le sue opinioni sono raramente ascoltate sui mass media. La trasmissione Democracy Now!di questo lunedì ha ospitato il linguista e dissidente di fama internazionale, Noam Chomsky. In una lunga conversazione pubblica a Harvard Memorial Church a Cambridge, Chomsky parla della politica estera e la politica sulla sicurezza nazionale del presidente Obama, degli insegnamenti che il Vietnam ha lasciato, e del sul suo stesso attivismo.
“Non si può essere coinvolti a metà in questo tipo di cose”, afferma Chomsky. “O si fa in modo serio e ci s' impegna seriamente, o vai ad una manifestazione e torni a casa e te ne dimentichi, ritorni al tuo lavoro e non succede nulla. Succedono cose solo quando c’è un lavoro veramente dedicato e diligente”.
Il movimento del potere nel mondo, reale o potenziale, è un animato argomento tra gli analisti politici e gli osservatori. Una domanda è se la Cina farà parte (o quando) con gli Stati Uniti come protagonista dominante a livello mondiale, forse insieme con l'India. Questo cambio potrebbe causare che il sistema globale torni ad essere qualcosa di simile a prima delle conquiste europee. La crescita economica in Cina e in India è stata rapida, grazie al rifiuto delle politiche occidentali di deregolamentazione finanziaria sono sopravvissute alla recessione meglio di molti altri. Tuttavia, sorgono interrogativi.
“I settori del potere non vorranno che la dissidenza cresca per lo stesso motivo per cui le aziende non metteranno i loro annunci su giornali come La Jornada”.
Creare qualcosa di nuovo in mezzo a tanto rumore. Questo è quanto ci proponiamo in Amauta: immaginare che un giornale che dia lo spazio per discutere seriamente sulla sofferenza, le oppressioni, i dubbi e speranze di chiunque voglia partecipare. Siamo costantemente bombardati di informazioni, ma non ci sentiamo bene informati, e teoricamente, la conoscenza porta potere,ma non ci siamo mai sentiti così impotenti. Queste frustrazioni che sentiamo sono reali. Ma da dove vengono e perché non possiamo affrontarle adeguatamente?
di Noam Chomsky In These Times
A novembre c’è stato l’anniversario di due grandi avvenimenti del 1989: “il più importante anno nella storia mondiale dal 1945”, come lo storico britannico Timothy Garton Ash lo ha descritto.
Quell' anno “tutto cambiò”, scrive Garton Ash. Le riforme in Russia di Mikhail Gorbaciov e la sua “ impressionante rinuncia all’uso della violenza”, hanno condotto alla caduta del muro di Berlino il 9 novembre e alla liberazione dell’Europa dell’Est della tirannia russa.
Gli elogi sono meritati, i successi memorabili. Ma le prospettive alternative possono essere rivelatrici.
Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha dato tale prospettiva- non intenzionalmente- quando ci ha esortato tutti ad “usare l’inestimabile dono della libertà per finire coi muri dei nostri tempi”.
Un modo per seguire i suoi buoni consigli sarebbe quello di smantellare l’enorme muro di Berlino, che ridimensionato in scala e lunghezza di Berlino, adesso serpeggia in territorio palestinese violando la legge internazionale.