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17 novembre 2017

Non è il Venezuela, è il resto dell’America Latina

Mentre i mezzi di informazione corporativi ci bombardano di notizie sul Venezuela – c’è la fame ... la dittatura di Maduro ... – nel resto del continente si vive l’assalto del neo-liberismo. 
Mentre noi “non vogliamo essere come il Venezuela”, nei nostri paesi si commettono malversazioni milionarie, muoiono centinaia di bambini per denutrizione, si fa della pulizia sociale, veniamo terrorizzati con la violenza comune, che in realtà è violenza istituzionale, si commettono furti di terre da parte dei governi e delle oligarchie, opprimendo così le comunità che le abitano e, se è necessario, facendole sparire.

Gli ecocidi abbondano, ma noi urbanizzati, noi delle capitali, non ce ne rendiamo conto o, per meglio dire, ci voltiamo dall’altra parte perchè è più comodo: teniamo gli occhi addosso al Venezuela perchè non vogliamo essere come loro; ci hanno detto che là si vive un inferno di dittatura in modo che non ci rendessimo conto che la dittatura, in realtà, la stiamo vivendo noi: questo è il successo del capitalismo e del modello neo-liberista che ci hanno imposto le post dittature in America Latina.

Un calcolo matematico, una pizza e un microscopio

Che la medicina non sia una scienza esatta pare essere cosa troppo ardua da comprendere, nonostante sia dimostrato dagli stessi manuali di medicina e ammesso anche da qualche medico onesto – pochi che sono – rimasto in circolazione. Siamo però fiduciosi che almeno si conosca un altro detto storico, così suonante: la matematica non è un’opinione. Rimarcato questo inconfutabile dato di fatto (2+2, ad esempio, fa’ sempre 4) accingiamoci a fare un piccolo giochino matematico di semplici calcoli.
I genitori cosiddetti “no-vax”, “free-vax” o tutto ciò che vi pare, aumentano a dismisura in Italia; certamente la legge 119/2017 ha dato una mano a rendere presente un bacino di genitori dissidenti molto più ampio. L’obbligo, la coercizione indiscriminata, hanno mosso le coscienza anche di coloro i quali non avevano ben chiaro l’attentato alla famiglia che minuziosamente si andava preparando. I numeri salgono, le forze crescono. Anche questo rientra integralmente nei calcoli matematici: più si è, più si è forti – a meno che non si tratti di una forza retta da tanti sprovveduti.

14 novembre 2017

Un microscopio per il nostro futuro

Tanto, di tutto e di più è stato detto e scritto sul microscopio del Prof. Stefano Montanari.
“Ancora con questo microscopio?” Eh già, vi toccherà ancora leggere di questo argomento, eppoi decidete voise è importante sapere quali sostanze vengono iniettate ai nostri figli nei vaccini, se sono sicuri. E l’acqua, l’amianto, l’inceneritore vicino casa (o anche più lontano) che incessantemente rilascia sostanze nell’aria che respiriamo? “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”? Lavoisier è superato?
I moderni inceneritori bruciano rifiuti e rilasciano ossigeno nell’aria, meglio della sintesi clorofilliana?
Sapete bene che non è così.

Penso sia stato detto troppo poco, degli studi realizzati dagli scienziati Gatti/Montanari sulle nanopatologie, ed oggi questa ricerca è in serio pericolo.
La campagna diffamatoria costruita e portata avanti contro i due scienziati, va avanti da anni, inutile ripartire dall’inizio, chi volesse saperne di più, può leggere quanto accaduto, nel 2009 che fu per molte settimane l’argomento più dibattuto in rete.

Come faremo senza la ricerca di Gatti e Montanari?

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Stefano Montanari e Antonietta Gatti
Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.
Roberta Doricchi – Oggi vorrei iniziare sentendo il suo parere sulla manifestazione contro il decreto della signora Lorenzin che è in programma per il 21 novembre prossimo a Roma.
Stefano Montanari – Io non ci sarò.
Perché?
Per due ragioni almeno di pari importanza. La prima è che quel giorno non sarò in Italia e la seconda è che, comunque, non sarei andato.
Forse posso immaginare il motivo ma, indipendentemente da questo, lo vuole illustrare a chi ci legge?

13 novembre 2017

Il Cile elegge il capitano del pedalò*

Di Luis Casado
Il filosofo francese Michel Feher ha appena pubblicato un libro (Le temps des investis. Essai sur la nouvelle question socialein cui analizza il modo in cui il centro di gravità del capitalismo è passato dalle imprese industriali ai mercati finanziari. Secondo Feher, questo invita a riorganizzare le lotte sociali in funzione di tale spostamento.
Da parte sua, Vladimir Ilich Ulianov - conosciuto come Lenin - scrisse nel 1916 e pubblicò nell'anno 1917, appena un secolo fa, un'opera intitolata "Imperialismo, la più alta fase del capitalismo". In quel libro Lenin scrive quanto segue:
"L'imperialismo e il capitalismo raggiungono una fase di sviluppo in cui si è affermato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, in cui l'esportazione di capitali ha acquisito un'importanza di primo piano, in cui la ripartizione del mondo è cominciata fra le fiduciarie internazionali e in cui è stata completata la ripartizione di tutto il territorio del globo tra i più grandi paesi capitalisti".
Se lo faccio notare, è perché Feher sembra scoprire la polvere da sparo con un secolo di ritardo, mentre la cosiddetta classe politica finge di non sapere.

11 novembre 2017

Uno sbadiglio: ecco come la maggior parte degli israeliani risponde al furto di terra

Cosa succederebbe se persone sconosciute in Iran, Francia o Venezuela attaccassero commercianti ebrei e li costringessero a chiudere i loro negozi? Quali scuse ed espressioni di sorpresa avremmo dovuto ascoltare dai nostri diplomatici dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite e da chi sa chi altro? Con quanta gioia i vari investigatori avrebbero manipolato l'odio crescente nei media grafici, avrebbero parlato con grande dettaglio delle inquietanti caratteristiche antisemite e rifuggendo i ricordi dimenticati del furto del sostentamento e della distruzione delle proprietà ebraiche.

Ma per noi israeliani, questa questione retorica ha perso il suo potere di educare, imbarazzare e far vergognare. Il fatto che tanti israeliani siano coinvolti nel rapinare tanti palestinesi del loro sostentamento non si registra neppure nelle nostre basi demografiche che sono destinate a registrare solo furti agricoli, per esempio apparentemente perpetrati dai palestinesi. 

10 novembre 2017

Haiti: dalla tratta al debito

L'isola delle Indie Occidentali non è in debito, è creditrice. È la Francia che le deve dei soldi. Spiega Jerome Duval, CADTM.
Risultati immagini per haiti francia debito La miseria dei paesi colonizzati è notevolmente aumentata a causa del trasferimento del debito: i debiti contratti dalle potenze coloniali con la Banca Mondiale per massimizzare la redditività nelle loro colonie, sono stati trasferiti, senza il loro consenso, ai paesi colonizzati che hanno guadagnato la loro indipendenza. Essi costituiscono un caso di debito odioso, nonché i successivi debiti contratti per rimborsarli.

A Santo Domingo, nella notte del 22-23 agosto 1791, decine di migliaia di schiavi entrarono contemporaneamente in insurrezione armata, provocando un lungo processo che conduce alla prima abolizione della schiavitù nella storia, il 29 Agosto 1793, e alla proclamazione dell'indipendenza. Santo Domingo, recuperando poi il nome di Haiti, diventa la prima repubblica nera indipendente nel 1804, caso unico nella storia di una rivolta di schiavi che hanno dato vita a uno Stato. La Francia probabilmente non ha mai perdonato questa insurrezione, con conseguente perdita di entrate del suo sistema schiavista e migliaia di piantagioni di zucchero e caffè distrutte. Haiti la paga molto cara:

9 novembre 2017

L'opzione della banca pubblica

Risultati immagini per banca pubblica cartoon Uno studio britannico pubblicato il 27 ottobre 2017 ha scritto che la maggioranza dei politici non sa da dove viene il denaro. Secondo City A.M. (London):
Più di tre quarti dei parlamentari intervistati riteneva che solo il governo abbia la capacità di creare nuova moneta.
La Banca d’Inghilterra è intervenuta in precedenza per indicare che la maggior parte del denaro nel Regno Unito deriva da prestiti bancari. In un articolo del 2014 la Banca ha indicato che: “ogni volta che una banca fa un prestito, crea contemporaneamente un corrispondente deposito nel conto corrente bancario del beneficiario, creando così nuova moneta”.
I ricercatori della Banca d’Inghilterra hanno affermato che il 97 per cento dell’offerta di denaro in Gran Bretagna è creato in questo modo.

"Non si tratta solo della Catalogna: ma della democrazia stessa"

Di Carles Puigdemont
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Carles Puigdemont con un manifestante
La Catalogna è oggi il solo territorio dell’Unione Europea cui è stata negata la legge suprema a favore della quale hanno votato i suoi cittadini, il parlamento che i suoi cittadini hanno eletto, il presidente che tale parlamento ha eletto e il governo che tale presidente ha nominato nell’esercizio dei suoi poteri. Agendo in modo arbitrario, antidemocratico e, secondo me, illegale, lo stato spagnolo ha deciso di sciogliere il parlamento catalano nel mezzo del mandato elettorale, di rimuovere il presidente e il governo catalano, di intervenire nel nostro autogoverno e nelle istituzioni che i catalani sono andati costruendo nella nostra nazione per secoli. Ha attuato una brutale offensiva giudiziaria per determinare l’incarcerazione di massa e la criminalizzazione di candidati promotori di idee politiche che, solo due anni fa, hanno ottenuto livelli storicamente elevati di sostegno pubblico.
Oggi i leader di questo progetto democratico sono accusati di ribellione e rischiano una grave punizione, possibile in base al codice penale spagnolo: la stessa dei casi di terrorismo o omicidio, cioè trent’anni di carcere.

7 novembre 2017

Il capitalismo provoca il cancro
Gli interessi della Monsanto e la Commissione Europea

Lo scorso 24 ottobre il Parlamento europeo si è espresso, con un parere non vincolante, per vietare del tutto entro il 2022 l’uso del glifosato, un potente erbicida prodotto dalla Monsanto e che si impiega, tra l’altro, in associazione agli OGM [1]. Ma il giorno seguente, 25 ottobre, la Commissione europea, riunita per discutere il rinnovo della licenza, ha dibattuto, discettato e discusso, e infine ha rinviato tutto. La posizione degli Stati membri è diversificata. Italia, Belgio, Svezia, Austria e Grecia sono per la messa al bando; Francia e Spagna sono per il rinnovo [2]. A scanso di equivoci, non parliamo qui di OGM, ma di un diserbante attualmente impiegato anche nel nostro Paese.

Monsanto, la multinazionale recentemente acquisita dalla Bayer – e nel mirino dell’Antitrust europeo - è già nota per aver prodotto il Napalm: l'arma chimica che gli americani usavano in Vietnam, presentandola come un defoliante. Il meccanismo del glifosato è noto: l'erbicida è generalmente letale per ogni forma di vita, ma le piante brevettate dalla Monsanto sono geneticamente modificate per resistergli. Tuttavia, sul glifosato grava da tempo il fondato sospetto di causare il cancro.

JP Morgan manipola il rischio paese ogni volta che il Venezuela paga il suo debito

Il rischio paese è un indicatore che permette di valutare lo stato di salute finanziario di un paese in base agli impegni di debito che ha contratto, cioè la sua capacità o incapacità di pagare. Nel caso venezuelano è la banca statunitense JP Morgan che elabora questo indice - denominato EMBI -, incentrato principalmente sui mercati emergenti.

Ci sono altri indicatori - come il Credit Default Swap, elaborato dalla banca tedesca Deutsche Bank - che valuta anche la capacità di pagamento di un determinato paese e il rischio d’investimento.

Secondo i punteggi dell'indice (dal più basso al più alto), la credibilità finanziaria, la capacità di pagare e la salute finanziaria variano. La base del calcolo per determinare questi fattori è la relazione del debito estero con il Prodotto Interno Lordo (PIL), cioè la capacità che ha l'economia di ottenere le risorse necessarie per affrontare gli impegni assunti dal paese.

5 novembre 2017

Come il cartello "Banca d'Italia" governa l'Italia

Visione della gestione del potere di Bankitalia al Governo
La segreteria del Ministro non può avere rapporti con la struttura stabile del Ministero, ha la funzione di tenere i rapporti tra il Ministro e la politica del territorio.
Il Gabinetto del Ministro è l’unico deputato ad avere rapporti con il segretario Generale del Ministero o con i capi Dipartimento per comunicare gli indirizzi del Ministro o del Sottosegretario.
La contabilità finanziaria è regolata per legge con i capitoli di spesa.

I capitoli di spesa sono assegnati e gestiti dai Direttori funzionari pubblici (burocrati) non scelti dalla politica ma vincitori di concorsi e protetti dalle associazioni sindacali, il Ministro può solo chiedere al Capo di Gabinetto di spostare un direttore ad altra direzione motivando la richiesta e il dirigente può fare ricorso alla Corte dei Conti (se è un Ministro capace riesce a fare lo spostamento anche dopo un anno)

4 novembre 2017

Tutto quello che sapete sul neoliberalismo è sbagliato

Diciamolo: nell’economia internazionale odierna, sempre più complessa e interdipendente, la sovranità nazionale è diventata irrilevante. La crescente globalizzazione economica ha reso i singoli Stati sempre più impotenti nei confronti delle forze del mercato. L’internazionalizzazione della finanza e la sempre maggiore importanza delle multinazionali hanno eroso la capacità dei singoli stati di perseguire autonomamente delle proprie politiche sociali ed economiche – in particolare quelle di tipo progressista – e di assicurare la prosperità ai propri popoli. Pertanto, la nostra unica speranza di conseguire qualsiasi cambiamento significativo è che i paesi “mettano insieme” le loro sovranità e le trasferiscano ad istituzioni sovranazionali (come l’Unione europea) che siano abbastanza grandi e potenti da far ascoltare la loro voce, riconquistando così a livello sovranazionale la sovranità persa a livello nazionale.

3 novembre 2017

Lettera di un italiano in Svizzera

Riceviamo e pubblichiamo
Sono un italiano: fin qui, nessuna colpa. 
Appartengono alla “classe 1984”: nemmeno questa una colpa. Una “sfiga” forse si: quella di appartenere ad una generazione di mezzo, quella generazione “Y” nata a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90: né “figli dei fiori” (per lo più “figli di papà” in lotta per superbi ideali, almeno finché non entrati in banca o ottenuto un posto fisso); né figli della globalizzazione (svezzati a pane e smartphone e quanto mai “cittadini del mondo”). Una generazione “ibrida” cresciuta in un mondo jurassico ormai estinto, dopato da un benessere diffuso e indottrinato dal mito della crescita felice. “Studia e farai strada”, dicevano in tanti; “una laurea in Legge è meglio di un’assicurazione sulla vita”, aggiungevano altri. 
Ed eccomi qui, a 33 anni, crocifisso dal mercato del lavoro, con una Laurea (cum Laude) in tasca e tanti sogni in un cassetto che non si aprirà mai… Il miraggio resta sempre lo stesso: né la fama, né il successo, né la ricchezza, nemmeno il famigerato “posto fisso”… Semplicemente un lavoro, un dignitosissimo lavoro, che consenta finalmente di esclamare: “ce l’ho fatta!”.

2 novembre 2017

Il peccato originale di Balfour

http://tlaxcala-int.org/upload/gal_17346.jpg Non c’è mai stato niente di simile: un impero ha promesso una terra, che non aveva ancora conquistato, a un popolo che non vi viveva senza chiederlo agli abitanti.
Non c’è altro modo per descrivere il colonialismo temerario e incredibile della dichiarazione Balfour. I primi ministri di Israele e Gran Bretagna celebreranno l’enorme successo sionista questa settimana.  

Cento anni di colonialismo, prima inglese e poi, ispirato da esso, israeliano si è realizzato a scapito di un altro popolo. Questo è il suo infinito disastro. La dichiarazione di Balfour avrebbe potuto essere un documento giusto se avesse promesso di trattare nello stesso modo sia le persone che sognavano la terra sia le persone che vi abitavano, ma  la Gran Bretagna ha scelto  i sognatori, quasi nessuno dei quali viveva  nel paese, non i   suoi abitanti vissuti  lì  da  centinaia di anni e  che costituivano la maggioranza assoluta. Non ha concesso loro alcun diritto nazionale.
Così la Gran Bretagne ha seminato i semi della calamità i cui frutti velenosi stanno mangiando entrambi i popoli. Questa non è una causa da festeggiare piuttosto, nel 100° anniversario della dichiarazione, ci dovrebbe essere  una richiesta per riparare  un’ingiustizia mai  riconosciuta né  dalla Gran Bretagna  né  da Israele.

Cambiamenti all'interno della struttura dell'imperialismo

- La tua avidità fa male all'economia!
- Aumento del minimo salariale
Per lungo tempo si sono potute distinguere le valute del mondo in tre distinte categorie: (i) la moneta leader, tipicamente appartenente alla potenza imperialista principale, oggi gli Stati Uniti, considerata "buona come l'oro" dai possessori dei patrimoni mondiali; (ii) le altre valute della metropoli imperialista in base alle quali i possessori di patrimoni mondiali detenevano parte della loro ricchezza, ma che, proprio per non essere considerate "buone come l'oro", dovevano mantenere un certo valore stabile nei confronti della moneta principale attraverso il perseguimento di appropriate politiche macroeconomiche, comprese le politiche di contrattazione nei rispettivi paesi; e (iii) le valute del terzo mondo che, a prescindere dalle politiche macroeconomiche perseguite, erano destinate generalmente al deprezzamento nel tempo del loro valore relativo nei confronti dei suddetti due gruppi di valute, sia in termini nominali che in termini reali (anche quando fossero presi in considerazione i tassi differenziali di inflazione tra questi paesi e le economie metropolitane); per cui i possessori di patrimoni evitavano di detenere una parte della loro ricchezza in quelle valute e se i ricchi locali dei paesi in parola, lo hanno fatto, ciò è dovuto a inerzia o coercizione (ossia l'esistenza di un sistema di controlli che ponevano restrizioni allo spostamento della ricchezza all'estero). 

26 ottobre 2017

Similitudini e differenze tra Spagna e Venezuela


Lo sviluppo di eventi in Catalogna sta generando molte discussioni sulla leicità, legittimità o legalità di alcuni atti, sia da parte del governo catalano che da quello spagnolo. Si discute, ad esempio, se il governo agisce unilateralmente o lo fa con l'approvazione di giudici o tribunali, si discute anche se azioni giudicate illegali da parte dei giudici raggiungono la legittimità quando sono supportate da centinaia di migliaia di persone in strada. Tutto questo, ovviamente, è passato attraverso i media, che sono il filtro con il quale i cittadini vedono la realtà da molto tempo.

Questi elementi mi fanno percepire alcune somiglianze con il Venezuela che vale la pena analizzare, tra le altre cose, ed evidenziare i due pesi e due misure di molti. Tuttavia, ci sono alcuni elementi diversi che dobbiamo anche prendere in considerazione. Vediamoli.

25 ottobre 2017

La BC€ ha guadagnato quasi 8 miliardi di euro dalla crisi finanziaria della Grecia

Risultati immagini per banca centrale vampiro La Banca centrale europea (BCE) ha tratto buon profitto dalle sue partecipazioni al debito pubblico greco, secondo un documento visionato dal Financial Times. Una risposta scritta alla richiesta di un parlamentare greco ha dimostrato che la banca ha raccolto 7,8 miliardi di euro di pagamenti di interessi nel periodo tra il 2012 e il 2016 sui titoli di stato greci acquisiti nell'ambito del programma Securities Market Programme (SPM)

Gli utili sono di solito ridistribuiti tra le 19 banche centrali dell'area euro. Nel 2016, la BCE aveva raccolto più di 1,1 miliardi di euro di pagamenti di interessi sui titoli greci sui circa 20 miliardi di euro di bond da essa detenuti, secondo il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung.

Un'analisi della Jubilee Debt Campaign stima che l'altro creditore della Grecia, il Fondo Monetario Internazionale, aveva collezionato 2,5 miliardi di euro di guadagno sui suoi prestiti al paese.

23 ottobre 2017

La Globalizzazione è Povertà

Zazou, pittore della Torre Eiffel, 1953
I banchieri centrali non hanno mai fatto tanti danni all’economia mondiale quanti ne hanno fatti  in questi ultimi dieci anni. Possiamo anche dire che finora non hanno mai avuto tanto potere per farlo. Se i loro predecessori avessero avuto questo potere … chissà? Comunque, l’economia globale non è mai stata più interconnessa come lo è oggi, soprattutto per effetto dell’avanzamento del globalismo, del neoliberalismo e forse anche della tecnologia.
Ironia della sorte, tutti e tre questi fattori vengono continuamente magnificati come forze del bene. Ma gli standard di vita per molti milioni di persone in Occidente sono scesi – o sono pieni di incertezze – mentre milioni di cinesi ora hanno un livello di vita migliore. Alle persone in occidente hanno detto di guardare a questo come ad uno sviluppo positivo; dopo tutto, permette di comprare prodotti che costano meno di quelli che produrrebbero le industrie nazionali.

VACCINI: Inchiesta sulle reazioni avverse.
Giappone e Italia a confronto (2° parte)

Risultati immagini per vaccini reazioni avverse Nella prima parte della mia inchiesta dedicata alla vaccinoprofilassi ed in particolare alla questione delle reazioni avverse, ho diffuso la intervista con la dottoressa Hiroko Mori, che in passato è stata a capo della Sezione Malattie Infettive dell'Istituto di Salute pubblica del Giappone. La questione della vaccinoprofilassi è un tema molto delicato, perché diritti individuali si scontrano con l'interesse della collettività, la cui salute viene tutelata dalle Autorità sanitarie e dal Legislatore, che in Italia impone una vaccinazione obbligatoria (a differenza della Germania, e del Giappone, dove non c'è obbligatorietà, come già da me ricordato nella prima parte della inchiesta). 
Nondimeno, la vaccinoprofilassi, essendo un atto medico che prevede la somministrazione di un farmaco quasi sempre nel sangue (ad eccezione di quelli somministrati oralmente), non è esente da rischi. Fortunatamente il mercurio – in passato usato come componente/ingrediente di un conservante (il thimerosal) – è stato ridotto od eliminato da molti vaccini negli ultimi anni (eliminato soprattutto in quelli ad uso pediatrico). In alcuni è contenuto solo in tracce. Ma l'alluminio - invece - continua ad essere frequentemente usato, purtroppo, poiché esso ha la funzione di potenziare l'efficacia della risposta immunitaria (è contenuto nei sali di alluminio, come adiuvante immunologico). Il suo impiego si accompagna talvolta all'insorgenza di sospetti effetti collaterali.