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23 aprile 2012

CI LIBEREREMO!

Ci libereremo dai vincoli dell'unione europea, propagandati come libertà: di circolazione delle persone, dei capitali, dei servizi e delle merci.       Ci libereremo dall’imposizione della diabolica concorrenza, che non è sana competizione, la quale, tra l'altro, deve talvolta lasciare il campo ora alla cooperazione ora al monopolio.
Ci libereremo dalla fiducia nichilistica nel mercato e dalla diffidenza verso l'umanistica programmazione.

Ci libereremo dal credito al consumo.

Ci libereremo dalla televisione commerciale nazionale, dalla soggezione alla pubblicità e dal desiderio di essere consumatori suscitato dal grande capitale e dal legislatore ad esso asservito.

Ci libereremo dalla dipendenza dai “mercati", ossia dai grandi intermediari finanziari.


Ci libereremo dal dominio dell’industria chimica e farmaceutica.

Ci libereremo dalla falsa credenza che il passato non possa mai offrirci la soluzione e che quest’ultima o debba essere ricercata presso altri popoli o debba essere una novità.

Ci libereremo dalla depressione che spinge a considerare soltanto gli elementi negativi dei diversi periodi della nostra storia.

Ci libereremo dal provincialismo che induce il nostro Stato e la nostra comunità scientifica ad attribuire un maggior valore ad un articolo scientifico scritto in una lingua straniera o a una tesi di laurea redatta e discussa in lingua inglese.

Ci libereremo dalla basi militari straniere sul nostro territorio.

Ci libereremo dalla stima di cui godono mostriciattoli che vedono nella desiderata nostra liberazione un pericoloso sogno da piccola patria.

Ci libereremo.

Di Stefano D'Andrea
Appello Al Popolo

2 commenti:

  1. Appello incoraggiante, molto troppo lontano dalla realtà di fatto. Per essere liberi bisogna essere informati ma tutti poiché informazione è potere, oggi la gran parte della gente ignora cosa sia il fiscal compact e le disastrose conseguenze, una in particolare coinvolge la sanità, la salute poi c'è l'istruzione. Un imperante clientelismo permette ancora che si mantenga vivo il voto che non è espressione democratica ma gesto forzato. Nessuno sa il perché non si è potuto fare un referendum sul fiscal compact.
    In Italia si sa poco o nulla di cosa sia una rivoluzione ma non necessariamente armata, una rivoluzione sarebbe quella di volere a tutti i costi l'uscita dall'Europa e dall'eurozona, di certo non è scendere per strada con le bandiere della pace e un fischietto in bocca, non appartiene al popolo viola, agli indignati e via dicendo poiché quel politicamente corretto è la rappresentazione di un lunghissimo immobilismo sinistroide. Sostengo, è un mio parere, che ci voglia concretezza, fatti concreti, una base da cui partire. La base da cui partire ovvero la gente è ancora lontana dall'essere cosciente e attiva.
    A parte tutto sono il primo che desidera il cambiamento.

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    Risposte
    1. Gentile Andrea,
      mi sembra che tu fai parte di quella minoranza che invece è abbastanza informata sulla situazione politica ed economica italo-europea...e questo fa sempre piacere.

      Sono d'accordo con te sul fatto che ci vogliono fatti concreti. Penso che l'unico modo per cambiare rotta sia riconquistando la Sovranità perduta.
      Ci sono in atto iniziative importanti in questo senso e che meritano attenzione, spero tu sia abbastanza interessato alle "cose concrete"...se è così ti invito a contattarmi privatamente per alcune considerazioni...
      Alba

      Elimina

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