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24 aprile 2013

PERCHE' IL FMI NON PUO' AFFRONTARE LA VERITA' SUL FALLIMENTO DELL'€URO?

Christine Lagarde
Sono stato a Washington per la maggior parte di questa settimana, in occasione della riunione di primavera del Fondo Monetario Internazionale. Vorrei poter annunciare che si è vista la luce in fondo al tunnel, ma la realtà oggettiva è che siamo ancora in una fase di depressione profonda. Mi dispiace usare luoghi comuni, ma mi vengono alla mente due espressioni: “ci si balocca mentre Roma brucia”, e “si riordinano le sedie a sdraio sul ponte del Titanic che sta affondando”. 
Di  Jeremy Warner
 
In “The Economic Consequences of the Peace - Le conseguenze economiche della pace”, l’economista britannico John Maynard Keynes scriveva che la sua preferenza in qualsiasi negoziato o arbitrato era quella di “dire la verità, anche se brutale e spietata”, ma nelle discussioni di questa settimana c’è stata ben poca attestazione di tutto questo.

Invece di affrontare le cause alla base del disastro economico attuale - il fallimento dell’euro - il dibattito si è incentrato su questioni marginali di bilancio e monetarie, come il consolidamento fiscale troppo stretto della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.

Che il responsabile in capo del dipartimento economico del FMI, Olivier Blanchard, e la sua direttrice generale, Christine Lagarde, possano pensare che qualche allentamento dei cordoni della borsa fiscale in Gran Bretagna sia misura adeguata e in grado di riportare la crescita, quando in Europa è in corso una crisi così profonda, non è solo strano, è patetico.
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