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26 aprile 2013

GOVERNO: LA "LETTA" VIA...

ENRICO LETTA, L'UOMO DEI POTERI FORTI ALLA GUIDA DEL GOVERNO ITALIANO
Il governo di larghe coalizioni ha “finalmente” un premier. Alla fine l’establishment ha scelto Enrico Letta, personaggio d’apparato di gattopardiana memoria, per la serie che tutto cambi perchè nulla cambi. Enrico, ex vice segretario nazionale del Partito Democratico, nipote del pidiellino Gianni Letta, cavallo di razza del sistema potere italiano, da vent’anni, senza far clamore, ai vertici della sinistra elitaria italiana e tra i ranghi dei più conosciuti circoli globalisti.
Di Italo Romano
Oltre La Coltre
 
E’ quello che molti chiamerebbero un uomo della casta, la più fine e sgradevole espressione di quella pseudo sinistra radical chic e politcally correct, asservita ai poteri finanziari e mondialisti, filoamericana, filosionista ed europeista dogmatica. Il nuovo Presidente del Consiglio ha alle spalle un percorso umano e formativo all’insegna del “più Europa”. Dall’infanzia a Strasburgo – dove frequenta la scuola dell’obbligo – alla laurea in Diritto internazionale all’Università di Pisa. Sempre a Pisa consegue il dottorato di ricerca in Diritto delle comunità europee alla Scuola Superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna, fucina italiana di dirigenti di partito, manager e specialisti di ogni sorta.


A 25 anni è presidente dei Giovani del Partito Popolare europeo. Nel 1990 conosce Beniamino Andreatta, uno dei padri dell’euro e padrino politico di Romano Prodi. All’epoca, quando fu ministro del Tesoro, Andreatta scrisse a chiare lettere più volte in riferimento allo “svincolo” tra Banca d’Italia e Tesoro del 1981 (che impedì da allora in poi di finanziare il deficit italiano emettendo moneta):
“…Naturalmente la riduzione del signoraggio monetario e i tassi di interesse positivi in termini reali si tradussero rapidamente in un nuovo grave problema per la politica economica, aumentando il fabbisogno del Tesoro e l’ escalation della crescita del debito rispetto al prodotto nazionale…”. (Il Sole 24 Ore)
Ed ecco spalancarsi le porte del potere. L’arrampicata sociale può iniziare.

Diventa ricercatore dell‘Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione di cui è segretario generale dal 1993. Nello stesso anno il primo contatto con le istituzioni. Segue infatti Andreatta, come capo della sua segreteria, al Ministero degli Esteri, nel governo Ciampi. Proprio Ciampi lo chiama nel 1996 al Ministero del Tesoro come segretario generale del Comitato per l’euro. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è vicesegretario del Partito popolare italiano. Nel novembre del 1998, con il primo governo D’Alema, diventa a 32 anni ministro per le Politiche Comunitarie. È il più giovane ministro della storia repubblicana e batte Andreotti, ministro a 35 anni. Nel 2000 è ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato nel secondo governo D’Alema. Incarico che conserva, con il governo Amato, per il quale è anche ministro del Commercio con l’Estero fino al 2001. 

 Nel 2001 diventa deputato per la prima volta e s’iscrive alla Margherita. Nel giugno 2004 rassegna le dimissioni dalla Camera e, da capolista dell’Ulivo, viene eletto deputato europeo per la circoscrizione Italia Nord-Est. Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e tra il 17 maggio 2006 e l’8 maggio 2008 è sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Prodi. Nel 2007 si candida alla segreteria del neonato Partito democratico ottenendo, con le primarie del 14 ottobre, oltre l’11% dei consensi. Nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008, capolista PD nella Circoscrizione Lombardia 2, viene eletto alla Camera dei Deputati.  Poche settimane Walter Veltroni lo chiama a far parte del governo ombra del PD in qualità di responsabile Welfare. Nel 2009, in occasione del Congresso del Partito democratico, decide di appoggiare Pier Luigi Bersani e la mozione che lo sostiene. 

Il 9 novembre 2009 – dopo le primarie che eleggono Bersani segretario nazionale – viene nominato dall’Assemblea nazionale, ad amplissima maggioranza, vicesegretario unico del Partito Democratico. Dal 2004 è vicepresidente di Aspen Institute Italia, circolo elitario che riunisce la crema dell’industria italiana, delle banche e delle assicurazioni, della cultura e della politica. Una vera e propria organizzazione di capitali parastatale mascherate di buonismo e falso intellettualismo.

E’ membro della Commissione Trilaterale, think tank non governativo, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e da alti dirigenti mondiali, i soliti noti, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski, la mente del progetto Trilateral. E’ una commissione molto speciale. E’ un triangolo industriale-economico che lega America, Europa e Giappone. Questa organizzazione elitaria riunisce i massimi dirigenti industriali e del commercio per imporre subdolamente un Nuovo Ordine economico.

Inoltre, per la prima volta, il 31 Maggio 2012 a Washington DC, ha partecipato (lista partecipanti) alla riunione annuale del Gruppo Bilderberg. Ennesimo fanatico e conservatore circolo elitario, nato nel 1954, dove vengono decise a tavolino le sorti di intere nazione e continenti. Qui si creano le crisi economiche, militari e sociali. L’unico scopo è raggiungere l’obiettivo finale: il governo mondiale. I leader politici vengono invitati per essere indottrinati a servire la causa, manipolando poi l’opinione pubblica, veicolandola nel modo più “pacifico” possibile.

Ovviamente è tra gli ospiti fissi del Workshop Ambrosetti, “consueto” appuntamento che si tiene ogni anno dal 1975 nella prima settimana di Settembre nella Villa d’Este di Cernobbio, sull’incantevole scenario del lago di Como. L’evento, a cui partecipano i massimi vertici della politica, della finanza e dell’industria internazionale, è organizzato dalla European House – Ambrosetti, gruppo di potere fondato nel 1965 da Alfredo Ambrosetti.
Insomma, che dire, se questa è la sinistra italiana, siamo messi bene. Peccato che gli elettori piddini sono tanto fanatici quanto ignoranti.
Quale sarà il programma di questo governo tecnocrate commissariato dai poteri mondialisti? L’agenda Monti e il documento dei dieci saggi di Giorgio Napolitano.
Ecco alcune dichiarazione  rilasciate circa un anno fa da Enrico Letta:
Dobbiamo lavorare molto sul tema privatizzazioni. Il patrimonio pubblico è ancora enorme. Da una parte bisogna lavorare su una scatola finanziaria che valorizzi il patrimonio pubblico e grazie a questo riesca ad abbattere il debito. Bisogna, poi, cominciare a mettere nel mirino ulteriori privatizzazioni di pezzi di Eni, Enel e Finmeccanica“. Lo spiega ad Affaritaliani.it Enrico Letta, vicesegretario del Pd in una video-intervista al direttore Angelo Maria Perrino al Festival di Lodi.
Non immediatamente perché il mercato non lo consente“, prosegue l’ex ministro del governo Prodi sempre sul tema privatizzazioni, “ma è possibile farlo perché oggi con la legge sulla golden share, che è vidimata da Bruxelles, possiamo difendere queste aziende da possibili attacchi ostili senza dover per forza avere, come Stato,  il 30% di proprietà di quei gruppi. Avevamo già posto in Parlamento alcune cose e sarà uno dei temi del nostro esecutivo quando, mi auguro, gli elettori ci faranno governare, perché non si può più caricare oltremodo sui cittadini il peso del risanamento“.
Ci devono svendere, senza sé e senza ma. Le prime aziende pubbliche ad essere cedute saranno Eni, Enel e Finmeccanica. E non è certo un caso che gli amministratori delegati di Eni ed Enel abbiano preso parte all’incontro annuale del gruppo Bilderberg.
E’ una “naturale” prosecuzione del governo tecnico di Mario Monti. Prepariamoci a politiche di smantellamento sociale lacrime e sangue.

Ironia della sorte domani, 25 Aprile, si dovrebbe festeggiare l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal regime nazi-fascista. Ma pensandoci bene, in Italia, liberi non lo siamo mai stati. Dal quel giorno del 1945 siamo una colonia degli Stati Uniti d’America e oggi più che mai siamo sotto il giogo dei poteri internazionali, spogliati di ogni sovranità nazionale e della dignità di popolo.

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