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8 aprile 2013

COME GLI USA HANNO UTILIZZATO LE ONG PER DESTABILIZZARE IL VENEZUELA

Un documento pubblicato da Wikileaks rivela la strategia in cinque fasi degli Stati Uniti per minare il chavismo del Venezuela utilizzando l'USAID ed altre organizzazioni non governative (ONG). In un messaggio inviato a Washington nel novembre 2006, l'ambasciatore degli Stati Uniti in Venezuela, William Brownfield, ha dettagliato i risultati del suo lavoro nel 2004, che aveva cinque obiettivi:
  • 1) Rinforzare le istituzioni democratiche
  • 2) Infiltrarsi nella base politica di (Hugo) Chavez
  • 3) Disgregare il chavismo
  • 4) Proteggere gli interessi vitali delle società statunitensi
  • 5) Isolare Chavez a livello internazionale.
In totale, tra il 2004 e il 2006, l'Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) ha donato 15 milioni di dollari ad oltre 300 organizzazioni e ha fornito un supporto tecnico e di formazione attraverso il suo Ufficio di Iniziative di Transizione ( OTI).

Diritti umani come strumento antichavista

L'USAID ha cercato di portare davanti ai tribunali internazionali presunte violazioni dei diritti umani in Venezuela per minare la credibilità internazionale del governo dell'ex presidente Chavez. Era quello che alcune organizzazioni come l'Observatoire Vénézuélien des Prisons et Human Rights Lawyers Network in Bolivar State (una rete di avvocati) facevano nel paese.

D'altra parte, William Brownfield ha spiegato nel suo messaggio che uno dei meccanismi chavisti di controllo è l'uso di un "vocabolario democratico per sostenere l'ideologia della Rivoluzione Bolivariana". Al fine di ridurre l'influenza del discorso di Chavez, gli Stati Uniti hanno attirato più di 600.000 persone verso un programma civico denominato "La democrazia tra noi".

Mescolare venezuelani e stranieri

Inoltre, l'USAID ha speso più di un milione di dollari organizzando intorno a 3000 forum per raccogliere gli attivisti dell'opposizione e sostenitori di Chavez e dare a questi ultimi la possibilità di interagire con i Chavisti per allontanare lentamente il chavismo".

L'ambasciata degli Stati Uniti ha anche organizzato una serie di visite a Brownfield, in aree povere del paese, per mostrare "la preoccupazione del Governo degli Stati Uniti per la situazione del popolo venezuelano". L'obiettivo era quello di mescolarsi all'opinione pubblica ed impedire a Chavez di utilizzare gli Stati Uniti come "un nemico unificante".

L'OTI ha anche invitato accademici, membri di ONG e responsabili delle politiche internazionali in altri paesi a venire e partecipare alle attività in Venezuela. In questo modo, quando fecevano ritorno al loro paese, diventavano alleati dell'opposizione venezuelana all'estero.

Alla fine del 2010, il parlamento venezuelano ha approvato una legge per vietare finanziamenti esterni per scopi politici nel paese, che ha portato alla chiusura dell'OTI.


Fonte: 
Al Manar موقع قناة المنار- لبنان

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