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23 marzo 2010

BLACKWATER: I CROCIATI DELLA MORTE!


di Gordon Poole

Quando ci si riferisce agli operatori di Blackwater e di altre compagnie private simili, vengono identificati eufemisticamente come “civilian contractors”. In un recente programma radiofonico della National Public Radio si e' denunciato il fatto che quando sono feriti, mutilati o uccisi in zone di combattimento come l'Iraq o l'Afghanistan, non ricevono se non un'iniziale e sommaria assistenza dalle strutture ospedalieri militari Usa e trovano difficolta' a farsi compensare tramite le proprie polizze assicurative. Durante il programma non si e' parlato di cosa facevano in Iraq e Afghanistan questi sfortunati o i loro piu' fortunati colleghi di lavoro.

L'eufemismo del termine “civilian contractors” sta nel fatto che una parte significativa degli operatori alle dipendenze di Blackwater, come delle altre societa' simili, sono mercenari, costituiti in una “compagnia di ventura”, un vero e proprio esercito, parallelo alle forze armate regolari nazionali. La base Blackwater nello stato del North Carolina s'estende su circa tremila ettari, possiede una propria aviazione di 76 aerei (che affitta alle forze armate regolari statunitensi per operazioni “delicate”), un proprio settore marittimo (con esercitazioni su un lago artificale appositamente costruito). E come qualsiasi esercito che si rispetta ha il proprio corpo di intelligence, e le proprie forze speciali. Queste ultime in Pakistan sono incaricate tra l'altro di commettere assassini e sequestri di persone sospettate di appartenere ai Talebani o ad Al Qaeda. Inoltre gestiscono la campagna segreta statunitense di bombardamenti con aerei invisibili, i cosiddetti drone. 

Mentre i soldati dell'esercito regolare Usa sono per lo piu' giovani e per circa due terzi membri delle minoranze etniche (con qualche straniero con aspirazione alla cittadinanza), gli eserciti privati sono composti soprattutto da bianchi maturi, con una lunga esperienza militare acquisita in varie branche delle forze armate. La differenza maggiore l'esercito regolare e la Blackwater e' che quest'ultima dipende, nella prassi, direttamente dall'esecutivo, non risponde al Congresso. I suoi agenti entrano ed escono dalle stanze piu' segrete delle strutture di sicurezza nazionale, dove neanche i parlamentari possono accedere se non dietro autorizzazione specifica e motivata. Possono condurre operazioni in patria e soprattutto all'estero che non sarebbero consentite a militari regolari, molte delle quali proibite da accordi internazionali, come la Convenzione di Ginevra. Quindi Blackwater, che e' la maggiore fra le compagnie di questo genere, e' un esercito che agisce nell'ombra, le cui operazioni sono coperte da una fitta nebbia di segretezza.
La Cia e' particolarmente irritata perche' questa compagnia ha assunto un ruolo sempre maggiore nel compimento di operazioni clandestine che erano in passato sua prerogativa. La disinvoltura con la quale si muove la Blackwater fa si' che passi indenne attraverso controversie e processi per atti che, se fossero stati commessi da operatori della Cia, sarebbero probabilmente stati condannati.


Secondo Jeremy Scahill, autore di Blackwater: The Rise of the World's Most Powerful Mercenary Army, giornalista di “The Nation”, accanto ai circa 250.000 militari regolari dislocati fra Iraq e Afghanistan c'e' un ugual numero di contractor. In Afghanistan, in particolare, si verifica un'anomalia: oltre ai circa 68.000 arruolati nelle truppe regolari operano circa 104.000 contractor. Con l'aumento del numero di regolari voluto dal governo di Obama si calcola che si avra' un congruo aumento anche delle forze irregolari: oltre a Blackwater, compagnie come il KBR (specializzata in logistica), DynCorp e Tripple Canopy, che sono forze paramilitari a contratto col Dipartimento della Difesa, il Dipartimento di Stato o la Cia. L'esercito Usa e' soltanto la seconda forza in campo. E la presenza di truppe mercenarie permette agli Stati Uniti, se necessario, di fare a meno della politica di alleanze con altre nazioni: basta affittare un esercito e farselo pagare dai contribuenti. Inoltre, i morti e feriti dei contractor non contano, nel senso che non entrano nei tabulati.


Hillary Clinton, quando era candidata alla presidenza, promise che avrebbe messo Blackwater al bando e propose leggi in questo senso; ora, quando si reca in Afghanistan, le sue guardie del corpo sono agenti Blackwater. Anche Barack Obama, quando era senatore, cerco' di regolarizzare la posizione dei contractor, per metterli sotto il controllo di un qualche sistema di leggi. Non solo non vi riusci', ma sotto la sua presidenza se ne fa un uso molto maggiore di quanto non abbia fatto l'amministrazione Bush.


In effetti, Obama e' costretto a servirsi delle compagnie di contractor per compensare il fatto che le forze militari ufficiali sono troppo estese sia in Iraq che in Afghanistan e inoltre sono inadatte alla conduzione del genere di operazioni clandestine, spesso sporche, che le forze speciali mercenarie invece compiono con impunita'. Un esempio di grande attualita' e' il programma, segreto naturalmente, del JSOC (Joint Special Operations Command) a Karachi: una forza specialissima composta di esperti militari in pensione dai Navy Seals, Delta Force, Army Rangers, ecc. Sono operativi in Afghanistan e, dal 2006, anche in Pakistan. Il JSOC, che dipende dalla Blackwater, e' particolarmente specializzato nel sequestrare persone identificate come nemici perche' siano sottoposte a rendition e “interrogate”. Inoltre collabora alla campagna di bombardamenti aerei dei drone della Cia. Tutto questo, sebbene ormai conosciuto grazie a indiscrezioni e soffiate, viene sistematicamente negato dal Pentagono e dalla Casa Bianca.


Il capo del JSOC dal 2003 al 2008 e' stato il generale Stanley McChrystal che, durante l'amministrazione Bush, prendeva ordini direttamente dal vicepresidente Richard Cheney e dal segretario della Difesa Donald H. Rumsfeld, senza passare per il Congresso. Proprio McChrystal e' stato nominato da Obama capo delle forze militari in Afghanistan. Per garantire una maggiore collaborazione con le forze regolari, l'attuale capo del JSOC e successore di McChrystal e' il suo ex-vice nel JSOC, l'ammiraglio William McRaven.

I crociati della morte

La compagnia Blackwater ha una sua ideologia politica, che non collima perfettamente con quella professata dal governo statunitense, in particolare dall'attuale amministrazione Obama. Il capo e fondatore della compagnia e' un uomo dell'estrema destra, Erik Prince, un “Christian crusader” (crociato di Cristo: la definizione e' sua) che si crede investito dalla sacra missione di muovere guerra all'Islam. Gli operatori di Blackwater venivano incoraggiati a fare cacce notturne in elicottero per abbattere iracheni in giro per le strade o le campagne, una specie di sport. Fra l'altro, Erik Prince e' stato accusato ufficialmente da due ex-dipendenti (pentiti) di aver fatto uccidere individui creduti informatori delle autorita' federali nel corso di un'investigazione subita dalla Blackwater per attivita' criminali. Questo capo del piu' grande esercito privato degli Stati Uniti, che si considera un patriota, ha accesso a informazioni super-segrete ritenute cosi' importanti da non essere comunicate neanche ai membri del Congresso.

Quello che si sa della Blackwater proviene soprattutto da ex-arruolati che hanno lavorato per anni per la compagnia e che per varie ragioni sono rimasti delusi, e dal giornalismo investigativo di persone come Jeremy Scahill. Spesso si tratta di persone che avevano una specie di venerazione per Erik Prince, finche' cominciarono a rendersi conto degli scopi “messianici” che costituiscono il cuore della sua politica. Altri furono sconcertati dall'illegalita' che caratterizzava molte operazioni. La maggior parte sono ex-operatori che sentono il dovere di informare il pubblico della realta' di un'organizzazione della quale si pentono di aver fatto parte.


Fonte: La voce delle voci

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