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1 maggio 2017

I Muri della vergogna - Eduardo Galeano



"Il muro di Berlino è stata la notizia tutti i giorni dalla mattina alla sera abbiamo letto, guardato, ascoltato:  Il Muro della Vergogna, il Muro dell'infamia, la cortina di ferro

Infine, questo muro, che meritava di cadere, è caduto. 
Ma altri muri sono sorti, continuano a germogliare nel mondo, 
e anche se sono molto più grandi di quello di Berlino di essi si parla poco, molto poco o niente
Poco si parla del muro che gli Stati Uniti stanno innalzando sul confine messicano, e poco si parla circa i recinti di Ceuta e Melilla

Quasi per niente si parla del muro della Cisjordania, che Israele ha costruito per perpetuare l'occupazione delle terre palestinesi che presto sarà 15 volte più lungo del muro di Berlino.

E niente, niente di niente, si parla del muro del Marocco, il secondo muro più lungo del mondo, più lungo della Muraglia cinese, che da 20 anni perpetua l'occupazione marocchina del Sahara Occidentale. Questo muro, minato da un'estremità all'altra e sorvegliato da migliaia di soldati, è 60 volte il muro di Berlino

Perché mai ci sono muri così altisonanti e muri così muti? 
Sarà per i muri dell'isolamento, che i grandi media di "comunicazione" costruiscono ogni giorno? 

Nel luglio 2004, la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja ha stabilito che il muro della Cisjordania  violava il diritto internazionale e ha ordinato che fosse demolito. 
Ma finora, Israele non ha compreso...

Nel mese di ottobre del 1975, lo stesso tribunale aveva stabilito testualmente: "che non ci fosse nessun vincolo di sovranità tra il Sahara occidentale e il Marocco" Per essere brevi diciamo che il Marocco è stato "sordo"
Fu peggio: il giorno della presente risoluzione, scatenò l'invasione, la cosiddetta Marcia Verde e poco dopo mise a sangue e fuoco quelle vaste terre altrui ed espulse la maggior parte della popolazione.
E così continua...

Mille e una risoluzioni delle Nazioni Unite hanno confermato il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.

A cosa sono servite queste "Risoluzioni"?
Avrebbe dovuto esserci un plebiscito, in modo che le persone decidono il loro destino.
Per assicurarsi la vittoria, il monarca del Marocco riempì di marocchini il territorio invaso
Ma ben presto, nemmeno i marocchini erano degni della sua fiducia

Il re, che aveva detto di sì, disse "chissà"...
E poi ha detto di no, e ora suo figlio, erede al trono, dice anche no.
Il rifiuto equivale a una confessione. 
Negare il diritto di voto, il Marocco confessa che ha rubato un paese

Continueremo ad accettare una cosa del genere?
Accettando che nella Democrazia universale i sudditi possono esercitare solo il diritto di obbedienza?
A cosa sono servite le mille e una risoluzioni delle Nazioni Unite contro l'occupazione israeliana dei territori palestinesi
E le mille risoluzioni contro il blocco di Cuba?

Il vecchio proverbio insegna:
"L'ipocrisia è la tassa che vizio paga alla virtù"

Il patriottismo è, oggi, un privilegio dei paesi ricchi, le nazioni dominanti lo praticano ogni giorno
Ma quando lo praticano le nazioni dominate, il patriottismo è sospettato di populismo o di terrorismo, o semplicemente non merita la minima attenzione.

I patrioti sahrawi che da trent'anni lottano per riconquistare il loro posto nel mondo, hanno raggiunto il riconoscimento diplomatico di ottantadue paesi. 
Tra cui il mio, l'Uruguay, che ha recentemente aderito la stragrande maggioranza dei paesi dell'America latina e dell'Africa.

Ma l'Europa no!
Nessun paese europeo ha riconosciuto la Repubblica Saharawi
Neanche la Spagna
Questo è un caso grave di irresponsabilità, o forse amnesia, o almeno di indifferenza.

Fino a trent'anni fa il Sahara era una colonia della Spagna, e la Spagna ha il dovere legale e morale di proteggere la sua indipendenza.

Che cosa ha lasciato là il dominio imperiale?
Dopo un secolo, quanti universitari ha formato?
In tutto, tre: un medico, un avvocato e un perito commerciale
Questo ha lasciato. E ha lasciato un tradimento.

La Spagna ha servito su un piatto d'argento questa terra e questa gente affinché fossero divorati dal Regno del Marocco. Da allora, il Sahara è l'ultima colonia dell'Africa. Le hanno usurpato l'indipendenza

Perché gli occhi si rifiutano di vedere ciò che è evidente davanti ad essi?
Sarà perché gli Sahrawi sono stati merce di scambio, offerta da aziende e paesi che comprano dal Marocco ciò che il Marocco vende, anche se non è suo?

Un paio di anni fa, Javier Corcuera intervistò in un ospedale di Baghdad, una vittima del bombardamento nordamericano. Una bomba gli aveva distrutto un braccio. E lei, che aveva otto anni e aveva subito undici operazioni, disse:

"Vorrei che non avessimo il petrolio!"

Forse il popolo del Sahara è colpevole perché nelle sue lunghe coste risiede il più grande tesoro  dell'Oceano Atlantico e perché sotto l'immensità di sabbia, che sembra così vuota, si trova più grande riserva mondiale di fosfati, e forse anche petrolio, gas e uranio

Nel Corano e nella Bibbia, potrebbe esserci, anche se non c'è, questa profezia:
Le richezze naturali saranno la maledizione dei popoli

I campi profughi nel sud dell'Algeria, sono nel più deserto dei deserti.
Si tratta di un vastissimo nulla, circondato dal nulla, dove crescono solo le pietre.

E tuttavia, in quelle aridità, e nelle zone liberate, che non sono tanto meglio,
gli Saharawi sono stati in grado di creare la società più aperta e meno maschilista, di tutto il mondo musulmano.

Questo miracolo degli saharawi, che sono molto poveri e molto pochi, non si spiega solo con la loro caparbia volontà di essere liberi, e questo si che abbonda in quei luoghi in cui manca tutto: ma si spiega anche in gran parte con la solidarietà internazionale

E la maggior parte dell'aiuto viene dal popolo della Spagna
La sua energia solidale, memoria e  fonte di dignità, è molto più potente dei folli beni dei governi e dei meschini calcoli delle imprese

Dico solidarietà, no carità, la carità umilia. 
Non si sbaglia il proverbio africano che dice:

"La mano che riceve è sempre sotto quella che da"

Gli Saharawi aspettano. Sono condannati alla pena di perpetua angoscia e di perpetua nostalgia. I campi profughi portano i nomi delle loro città sequestrate, i loro luoghi di incontro perduti, le loro radici: El Aaiun, Smara ...
Essi si chiamano (loro stessi) figli delle nuvole, perché da che hanno memoria vivono perseguendo la pioggia.

Da oltre trent'anni perseguono, anche la giustizia, che nel mondo del nostro tempo sembra più sfuggente dell'acqua nel deserto...
Eduardo Galeano

Traduzione e sottotitoli di Alba Canelli

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