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15 febbraio 2017

Decodex: la Censura ai tempi del Web

In Francia è arrivato il "Decodex": uno strumento che pretende di distinguere il bene dal male e la verità dalla menzogna, avrebbe potuto inventarlo Orwell e per il Ministero della Verità del Grande Fratello sarebbe stata una manna dal cielo! Invece è Le Monde che offre questo "servizio" al cittadino-lettore ipoteticamente "perso" nella giungla di informazioni del web (sic). Grazie a quest'arma informatica chiamata Decodex, può identificare e distinguere la buona verità giornalistica dalla cattiva propaganda. 
A prima vista quest'idea potrebbe sembrare lodevole, ma una riflessione più approfondita solleva molte perplessità e la domanda nasce spontanea: chi controlla i controllori? O meglio chi verifica i verificateur?
Concretamente, Decodex si presenta come un motore di ricerca, si digita l'indirizzo di un sito e questa bocca della verità (sic) dice se è affidabile o diffonde false notizie. Ci sono già estensioni disponibili per Chrome e Firefox e anche per reti sociali come Facebook e Twitter. A partire dal 2 febbraio, 600 siti, per lo più francesi, saranno valutati da un motore di ricerca attraverso un sistema di bollini colorati che ne sentenziano l'affidabilità: grigio per i siti pubblici come Wikipedia, blu per i siti parodia, rosso per i siti "non del tutto affidabili, complottisti o fuorvianti", arancione per i siti "inaffidabili o altamente orientati", verde per i siti "molto affidabili". Un modo con cui si vuole classificare la loro nocività per l'informazione.

I giornalisti di Le Monde quindi si proclamano arbitri di affidabilità della professione, non solo sarebbero loro la bocca della verità assoluta, ma decretano chi è al loro livello e chi ai piani inferiori. Su quali parametri il servizio "Decoder" sarebbe autorizzato a concedere brevetti di affidabilità? Anche Le Monde, è un produttore di informazioni, come non vedere un conflitto di interessi? Jerome Fenoglio, intervistato su France Inter da Sonia Devillers, nega qualsiasi intenzione di censura ideologica: si tratta semplicemente di offrire a coloro che lo vogliono (insiste che non si è obbligati, sic!) un modo per sapere se sono di fronte a ciarlatani o persone serie, se ciò che leggono da un sito è informazione o una contraffazione. L'intenzione è lodevole, ma il problema è: con quali canoni si distingue l'uno dall'altro? E vendendo i pochi esempi forniti dai promotori di questa lodevole iniziativa, si può già temere e constatare un filtro ideologico.
Tanto per fare un esempio concreto dei parametri di giudizio su cui si basa il Decodex di Le Monde, basta citare il sito Investig’Action di Michel Collon giustiziato con un bel bollino rosso! Infatti inserendo l'indirizzo del sito in questo motore di ricerca appare la scritta: "Questo sito diffonde regolarmente false informazioni o articoli fuorvianti". A sostegno della tesi nessun esempio, ma un paio di riferimenti a sostegno della decisione/sentenza. 
1) Un articolo di Le Monde del 5 giugno 2012 intitolato "Il piccolo mondo composito dei sostenitori al regime siriano". Riguardo Michel Collon il testo di Decodex recita: 
"Anti-americano e anti-sionista, si è mobilitato molto contro l'operazione della NATO in Libia. Ha anche visitato Tripoli nel luglio 2011, su invito del regime di Gheddafi. Michel Collon, Pierre Piccinin rivendica come un amico, aveva già protestato contro l'intervento della NATO in Kosovo nel 1992".
E questo è tutto! Passi l'epiteto anti-americano, ma la critica alla politica estera degli Stati Uniti non può essere ridotta ad una forma di razzismo primario!
Infine Le Monde rimprovera a Michel Collon di "opporsi alla colonizzazione della Palestina e di denunciare gli interventi della NATO?

2) Il secondo pezzo portato da Decodex per giustificare il bollino rosso a Michel Collon è particolarmente interessante. Si tratta di un articolo di Libération, datato 9 febbraio 2012: "Le reti francesi al servizio della Siria" accenna brevemente a Michel Collon. Secondo l'articolo avrebbe partecipato a un viaggio stampa in Siria al fianco di simpatizzanti di Front National. Di fatto però Collon non ha mai fatto parte della spedizione e nemmeno ha mai messo piede in Siria. Così il Decodex, che si auto-proclama specialista del fact-cheking invitando a "verificare le informazioni prima di condividerle", di fatto non da il buon esempio pubblicando un articolo con informazioni false per giustificare il bollino rosso di Investig'Action! I bracconieri sono migliori dei guardacaccia?

Se si vuole veramente aiutare l'informazione con la verifica di fatti e fonti, bisognerebbe creare una rete aperta con il contributo di tutti gli internauti, lavorando sulle singole notizie per verificarne l'autenticità; non di certo abrogarsi il diritto di giudizio su interi siti adoperando solo il filtro ideologico.
Chi critica la politica estera degli Stati Uniti diffonde notizie false? E' un ragionamento inaccettabile.
Forse Le Monde non ha ben presente cosa significhi "verificare i fatti". Per la qualità dell’informazione è indispensabile rispettare quattro principi base: accuratezza, imparzialità, indipendenza, legalità. Ma nessuno di questi principi è rispettato nel giudizio (divino) del Decodex. 

Tanto per fare un esempio concreto, esempio che Le Monde potrebbe seguire, in Italia già nel 2012 nasceva un progetto per una nuova piattaforma web dedicata al fact checking, uno strumento a disposizione di tutti i cittadini per contribuire alla verifica dell’informazione. La piattaforma è stata presentata in anteprima al Festival del Giornalismo di Perugia il 28 Aprile 2012, come riportato dall'ANSA. Il progetto è stato lanciato dalla Fondazione <ahref. Si tratta di una fondazione di ricerca no-profit, nata nel 2010 su iniziativa della Provincia Autonoma di Trento ed ha tra i suoi soci fondatori la Fondazione Bruno Kessler e Informatica Trentina.

Invece Le Monde usa un metro diverso dai fatti concreti, per bollare altri siti che sono ideologicamente contrari al proprio pensiero. A prova di questo, si possono fare tanti esempi, perché non solo Michel Collon è stato preso di mira dal Decodex. La lista di tutti i siti i siti classificati da Decodex con tanto di commenti e "motivazioni sono stati pubblicati da un blog. Dando un'occhiata a questo lungo elenco quello che risulta subito evidente è che i giornali con cui Le Monde ha collaborazioni (apertamente o implicitamente) sono sempre verdi. Gli altri sono di colore arancione e rosso, in particolare le fonti cosiddette alternative. 

Con Jacques Sapir, il Decodex è stato più clemente (rispetto al collega Collon), e si è aggiudicato solo un bollino arancione, cioè sarebbe un sito fortemente orientato, come segnala lui stesso su Russeurope (articolo tradotto interamente da Voci Dall'Estero). Nell'articolo Sapir cita anche un'altro blog "arancione" quello di Olivier Berruyer che, come segnalato da Sapir:
ha risposto in modo pungente ai guardiani di Decodex. La classificazione è stata motivata con un esempio di “notizie false” che Le Monde presenta in questo modo: ” … a volte riferisce informazioni false, negando la presenza di truppe russe in Ucraina nel 2014, benché fosse stata accertata.” Se questi “giornalisti” avessero fatto il loro lavoro, avrebbero potuto constatare che non avevo affatto negato la presenza di soldati russi a Donetsk e Lugansk, ma che, citando in particolare un generale americano di stanza presso la NATO, avevo segnalato che la presenza di militari russi non era in grado di spiegare le vittorie riportate dalle forze della DNR e LNR nel settembre 2014. Ma è chiaro che qui la verità importa poco ai giornalisti di Le Monde. Chi vuole annegare il suo cane lo accusa di avere la rabbia.
Credere di reinventare il mondo comune a colpi di algoritmo è nel migliore dei casi ingenuità tecnologica e nel peggiore, arroganza politica. Nessun robot risolverà per noi la difficile questione della verità, perchè non è possibile inventare il Ministero della Verità, ma solo quello della propaganda, di cui l'informazione "ufficiale" dei mass-media è già piena.

Se questo è il metro di misura e il mio blog fosse classificato da Decodex, troverei davvero offensivo un bollino verde, lo voglio rosso!


1 commento:

  1. Oggi,
    penso che occorra ri-assumere, approfondire e ri-lanciare
    p o l i t i c a m e n t e
    la fondamentale intuizione e proposta
    di ENRICO GIARDINO
    ( Ingegnere elettronico, una vita alla Rai, prima funzionario e finalmente dirigente,
    impegnatissimo nelle decennali battaglie per la libertà di informazione.
    Lavorava nel “Supporto tecnico” del servizio pubblico...)


    Ai tre poteri dello Stato liberale
    – legislativo, esecutivo, giurisdizionale –
    occorre ormai aggiungere
    quello COMUNICATIVO :

    Comunicazione: quarto potere costituzionale e sovranità popolare
    www.pickline.it › Blog
    10 giu 2012 - Home Blog La comunicazione quarto potere costituzionale. Blog ... legislativo, esecutivo e giudiziario, e sull'esercizio della sovranità popolare, ...

    – Comunicazione quarto potere costituzionale e strumento di esercizio della sovranità popolare.
    Il Diritto a Comunicare è principio universale. ...

    << Credo allora che sia finalmente arrivato il momento
    di rivendicare che la “comunicazione” di massa
    sia regolata come quarto potere costituzionale autonomo,
    al servizio della sovranità popolare diretta.
    Com'è intuitivo, questa rivendicazione principale ne presuppone altre,
    che illustrerò su questo blog in successivi articoli:
    la conquista per legge del Diritto A Comunicare;
    di una “Carta universale dei diritti comunicativi dei popoli,
    dei cittadini/utenti e dei lavoratori della comunicazione”;
    di norme penali contro la lottizzazione partitocratica
    del sistema comunicativo e dei servizi connessi;
    della proprietà collettiva dei sistemi comunicativi;
    di strumenti elettivi e popolari (assemblee)
    e di comitati esecutivi che formulino indirizzi di programmazione e di esercizio, che procedano alla nomina dei responsabili editoriali e gestionali,
    che controllino la qualità, l’affidabilità e l’autonomia dei messaggi
    rispetto ai poteri dominanti.
    Va anche bandito il monopolio anticostituzionale dei partiti sulla politica
    e dei giornalisti sulla informazione...>>
    ( ENRICO GIARDINO )



    V. :

    [PDF]Le COMUNICAZIONI di MASSA come quarto potere COSTITUZIONALE ...
    www.forumdac.it/pdf/fdac-gen98-potere-cost.pdf
    Le COMUNICAZIONI di MASSA come quarto potere COSTITUZIONALE:
    scuola e ... strumento costituzionale per l'esercizio effettivo della sovranità popolare, ...


    RispondiElimina

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