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22 febbraio 2017

Ci siamo costruiti una “gabbia monetaria”

La guerra monetaria e finanziaria che stiamo inconsapevolmente combattendo, è impossibile da vincere se non ci liberiamo della “gabbia monetaria” che ci siamo costruiti e che riduce la nostra libertà di azione.
Il forte e chiaro NO al referendario costituzionale del 4 dicembre, ha per il momento scongiurato il rischio di peggiorare la nostra situazione, con nuove progressiva cessione di sovranità da parte dello Stato italiano a vantaggio di entità sovranazionali.

Lo scopo della riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi era infatti, per loro stessa ammissione, un passaggio necessario per adeguare l’impianto costituzionale alla nuova “governance economica europea”. In pratica, rendere la Costituzione sempre più permeabile alle norme e disposizioni comunitarie, cedendo ovviamente sempre maggiori quote di sovranità nazionale.
In pratica avrebbe rinforzato la sbarre della gabbia.
Fallito dunque il tentativo di operare un cambiamento normativo dall’interno, attraverso la riforma costituzionale, è cominciato un vero e proprio attacco all’Italia,
iniziato con “un piccolo emendamento all’articolo 507 del regolamento sui requisiti patrimoniali (Crr) prevede di delegare all’Eba, l’Autorità Bancaria Europea”, di cui abbiamo parlato dell’articolo precedente http://comedonchisciotte.org/siamo-in-guerra-monetaria-e-non-lo-sappiamo/.
L’obiettivo di questa manovra è rendere i Titoli di Stato italiani meno appetibili per il sistema bancario in modo da costringerlo a svenderli sui mercati finanziari, provocando l’aumento esponenziale dello Spread, cioè degli interessi che paghiamo sul debito pubblico.
Praticamente lo stesso effetto che ha causato le dimissioni di Berlusconi nel 2011 e l’arrivo del “commissario” Mario Monti (Presidente del Consiglio dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013), che, oltre all’applicazione rigorosa delle politiche di austerity e di privatizazioni, aveva il compito di introdurre in Italia le seguenti riforme che hanno ridotto la nostra sovranità :
– il Pareggio di Bilancio (Legge di Riforma Costituzionale n.1 del 20 aprile 2012, approvata da PD, PDL, Terzo Polo e Lega Nord >>>QUI);
– ratifica del Trattato che istituisce il MES Meccanismo Europeo di Stabilità (approvato nel luglio 2012 da queste forze politiche >>>QUI).
Non avendo la percezione di essere in una vera e propria guerra finanziaria e monetaria, siamo completamente impreparati all’arrivo dell’ennesimo attacco, sempre alla nostra Sovranità ed alle nostre libertà, proveniente dall’esterno, perché quello che talvolta esce per la porta, rientra per la finestra.
Come funziona il MES
Stiamo parlando della possibilità che venga applicato all’Italia il MES, cioè il Mostro Europeo di Schiavitù, come sarebbe più corretto chiamarlo, un intervento molto simile a quello realizzato in Grecia dal FMI, che ha prodotto gli straordinari risultati che tutti conosciamo.
Quello che è bene mettere in evidenza è che sia il tentativo di riforma costituzionale promosso dal Governo Renzi, sia il MES operano sulla base di un preciso spartito; sottrarre sovranità agli stati nazionali, per asservirli sempre più alla governance finanziaria.
Il MES infatti rappresenta un vero e proprio sistema di predazione di sovranità: offre sostegno in cambio di riforme. Il fondo è regolato dalla legislazione internazionale e ha sede in Lussemburgo. Può emettere  prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà ed acquistare titoli sul mercato primario e secondario, ma solo a condizioni molto severe e rigorose, che “possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche, al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite” e sono definite di volta in volta dal Memorandum d’intesa.
L’assurdità è che il nostro Paese negli anni ha contribuito al MES versando ben 14,4 miliardi di euro e sottoscrivendo un capitale pari a 125,4 miliardi di euro, cioè il 17,7% dell’ammontare complessivo di 700 miliardi di euro utilizzabile per i prestiti “salva-stati”.
Quindi noi abbiamo pagato e garantito il sostegno economico ad una istituzione, il MES appunto, che poi ci “salva” con i nostri soldi, ma attraverso un “prestito” che comunque dovrà essere restituito con gli interessi e solo dopo aver acconsentito alle “riforme” che ci vengono richieste e che limitano la nostra sovranità.
In pratica il MES si muove sulla base di un approccio cash-for-riforme, cioè i Paesi membri  ricevono prestiti in cambio di riforme economiche.
Le riforme che vengono richieste ai Paesi membri, per poter accedere ad un programma di sostegno del MES sono sempre le solite e sono di tre tipologie:
1 – Consolidamento fiscale – misure per ridurre la spesa pubblica, riducendo i costi della pubblica amministrazione e migliorare la sua efficienza, ma soprattutto per aumentare le entrate, attraverso privatizzazioni e/o riforme fiscali;
2 – Riforme strutturali – misure per aumentare il potenziale di crescita, creare posti di lavoro e migliorare la competitività;
3 – Riforme del settore finanziario – misure per rafforzare la vigilanza bancaria o ricapitalizzare le banche.
Fino ad oggi, il nostro Paese è riuscito a fare a meno dell’aiuto del fondo, ma già prima della votazione referendaria, sui media e sulla stampa, erano iniziate a circolare con una certa insistenza, nefaste previsioni concernenti rischi di solidità del sistema bancario italiano in caso di vittoria del NO, vittoria che poi è puntualmente arrivata.
In particolar modo, l’accento era stato posto sul Monte dei Paschi di Siena, la banca italiana che ad oggi presenta i maggiori problemi di solidità patrimoniale, secondo gli stress test condotti dall’ Autorità Bancaria Europea (EBA).
In effetti, dall’inizio degli anni duemila, la banca senese non ha dato prova di grandi capacità strategiche  e di pianificazione, realizzando una commistione politico-finanziaria su una scala in Italia ancora inarrivabile, con l’acquisto di banche che non godevano di ottima salute, come Banca 121 e Banca Antonveneta, ma soprattutto realizzando operazioni speculative ed in derivati che hanno completamente rovinato la Banca più antica e prestigiosa al mondo, che fa gola a molti, visto che ha oltre 160 mld di attivo.
Alla luce dei risultati degli ultimi stress test, la BCE ha chiesto un aumento di capitale di circa 5 miliardi di euro, ma oggi a questa situazione di crisi si aggiungerà anche l’effetto dirompente del declassamento dei Titoli di Stato italiani all’interno dei patrimonio già scarsi del nostro sistema bancario, con l’effetto di peggiorare ancora di più i risultati degli stress test anche di tutte le altre banche come MPS.
L’obiettivo invocato da più parti, sempre più insistentemente, è quello di un intervento risolutore del Meccanismo Europeo di Stabilità, che significherebbe, per il popolo italiano, una disfatta totale; l’intervento del  fondo rappresenta la cessione incondizionata della “governance economica” ad una tecnocrazia che sta progressivamente depotenziando la sovranità degli Stati.
Il tutto per salvare una moneta nata male e proseguita peggio, corredata da un insieme di norme e trattati che stanno distruggendo le economie reali, impoverendo i popoli, creando disoccupazione e povertà crescenti, rendendo oltretutto ancora più instabile ed in crisi il sistema bancario.
Il Meccanismo Europeo di Stabilità rappresenta oggi una enorme idrovora di diritti e libertà, che con la corresponsabile negligenza o collusione della classe politica rischia di trovare spazio anche in Italia. Se poi a questo sommiamo il fatto che: i membri dell’organizzazione sono per Trattato immuni da procedimenti legali; gli atti scritti e i documenti ufficiali redatti sono inviolabili; i locali e gli archivi del MES sono inviolabili; l’ente ha come scopo quello di realizzare profitti e può avvalersi dei contributi di banche private sia per quanto riguarda le erogazioni da fornire, sia per quanto attiene le misure da chiedere in cambio ai paesi debitori, è evidente  che la sovranità dei singoli Stati membri rischia quindi di essere sostituita da una governance economica privata in grado di imporsi facilmente sugli organi sovrani dei vari stati nazionali.
La domanda che andrebbe rivolta ai nostri rappresentati politici dovrebbe essere: vale la pena ricorrere al MES, al bail-in, alla cinesizzazione dei salari, alla perdita dei diritti, alla precarizzazione del lavoro per salvare una banca, una moneta, una idea di società che ha prodotto e prosegue a produrre solamente miseria e povertà?
Perché non permettere ad uno Stato sovrano, in grado di creare una moneta, di avviare una diretta ricapitalizzazione di MPS o di altre banche in difficoltà, definendo nuove regole e limiti all’attività bancaria commerciale?
Come funziona la gabbia monetaria
Riassumiamo la situazione per chi non conosce le nostre analisi sul funzionamento del sistema economico e monetario, in modo da riuscire a comprendere la natura della “gabbia monetaria” che ci siamo costruiti (o meglio che ci hanno costruito con la nostra inconsapevole approvazione) :
1) il sistema bancario, coordinato ed alimentato dalla BCE, crea dal nulla la maggior parte del denaro che usiamo, cioè il 99,7%, attraverso la concessione di prestiti con interessi;
2) ma il sistema bancario crea il denaro soprattutto per speculazioni immobiliari e finanziarie, che avvantaggiano poche persone, attraverso un meccanismo di creazione instabile e perennemente a rischio di fallimento, per cui necessita ciclicamente di essere salvato dallo Stato, ovviamente con i soldi dei cittadini;
3) lo Stato, che ha rinunciato all’utilizzo della propria sovranità monetaria, coniando solo le monete metalliche, che sono lo 0,3% del totale, è costretto a finanziarsi solo con l’emissione di Titoli di Stato e l’aumento del debito pubblico, rimanendo sotto ricatto continuo dei mercati finanziari e delle banche;
4) ma lo Stato, per salvare il sistema bancario e ridurre il debito pubblico, si sottomette a cessioni di sovranità e politiche di austerity, che sottraggono risorse al sistema economico reale e alla vita della maggior parte dei cittadini.
5) la BCE, con la scusa di risolvere la crisi economica, non fa altro che creare denaro dal nulla per alimentare i mercati finanziari, con il QE, ed il sistema bancario, con le banconote e gli LTRO, cioè prestiti a tasso negativo;
6) come risultato, si torna al punto 1, in una situazione però progressivamente peggiorata.
Abbiamo anche provato a fare un breve video, per spiegare come funziona il sistema monetario attuale in modo semplice ed accessibile a tutti :


Lo vogliamo capire che questo circolo “vizioso” non solo ci impoverisce, ma ci sta rendendo “schiavi” sempre di più ?
La trasformazione del nostro sistema monetario, da strumento di crescita a strumento di schiavitù, è iniziata nel 1981, dall’ormai famoso “divorzio tra il Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia”, ad opera di Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi, ma è proseguito durante tutti i Governi di centro-destra e di centro-sinistra, che adesso si scoprono critici verso il sistema che loro stessi hanno contribuito a realizzare.
Tutte le scelte che sono state fatte, hanno provocato un aumento del debito pubblico esponenziale, tanto che in 30 anni abbiamo pagato più di 3.000 mld di euro solo di interessi, e le soluzioni che ci propongono sono sempre le stesse dal 1992, cioè privatizzazioni e patrimoniali, perchè da sempre sono questi i veri obbiettivi, colonizzare l’Italia dopo averla convinta a non utilizzare gli strumenti monetari a disposizione dei paesi sovrani.
Ma la “gabbia monetaria” che ci siamo costruiti, in realtà si può aprire in qualunque momento, perché essendo la sovranità monetaria e fiscale di competenza esclusiva dello Stato, in qualunque momento potremmo decidere di uscire da questo meccanismo diabolico.
Basta cominciare a “stampare soldi“, che significa semplicemente creare strumenti monetari alternativi e validi solo sul proprio territorio per pagare le tasse, in modo tale da non costringere più lo Stato ad “elemosinare” soldi che vengono creati dal nulla, proprio da chi ha ricevuto dallo Stato stesso, la possibilità di crearli.
Ma dobbiamo anche aumentare la nostra consapevolezza su questi temi, e pretendere che i movimenti e/o partiti politici dicano in modo chiaro che lo Stato deve ricominciare a “stampare soldi”, in qualunque modo possibile, e che sono disponibili a metterlo al primo punto del loro programma elettorale. Altrimenti questa volta non li votiamo.
Possiamo liberarci dalla gabbia monetaria
Non è il momento di abbassare la guardia, anche se siamo riusciti a bloccare la “schiforma costituzionale”, dobbiamo restare vigili.
Una battaglia è vinta, ma la guerra per liberarci della gabbia è ancora tutta da combattere.
Anche perché molti non si rendono neanche conto di vivere in una vera e propria “gabbia monetaria”, che ci siamo costruiti da soli ma della quale possiamo e dobbiamo liberarci, basta acquisire la consapevolezza che la sovranità monetaria è nostra, ma non la stiamo utilizzando.
Solo così potremo affermare di vivere in una democrazia pienamente realizzata.
La moneta dovrà essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito.
Fabio Conditi   Presidente dell’Associazione Moneta Positiva
Fonte: www.comedonchisciotte.org

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