20 ottobre 2017

Chi ha la chiave delle reti sociali in Venezuela?

Nel corso della campagna elettorale culminata con il successo delle forze bolivariane (18 regioni su 23), le reti sociali sono state il terreno privilegiato, direi esclusivo, riservato al container dei variegati segmenti oppositori. Per essere più esatti, sia Facebook che Instagram erano proibiti ai video o agli spot pubblicitari del Polo Patriottico e del Partito Socialista unito del
Venezuela (PSUV). Accettavano e trasmettevano soltanto materiali dei leaders ed organizzazioni anti-governative, sino al punto che hanno negato la possibilità di replicare ai contenuti diffamatori o non corrispondenti alla verità. La faziosità è arrivata a negare al Presidente Maduro sotto attacco, o alle istituzioni legali d'un Paese sovrano, il diritto di espressione per difendere la propria onorabilità.
I propietari delle "reti sociali" hanno preferenze di classe, agiscono come "attore politico" e si ergono al di sopra e al riparo di ogni legge.

Gli incendi della California e l’albero del diavolo

albero
In questi giorni abbiamo assistito al più grande incendio della storia della California, con fiamme indomabili che hanno distrutto 3500 abitazioni, ucciso 23 persone e provocato più di 670 dispersi. Un fatto che ha dell’incredibile se pensiamo che il rogo si è consumato nella moderna California, dove di certo non mancano i mezzi per spegnere un incendio e dove possono facilmente arrivare aiuti dal resto degli Stati Uniti.  I roghi infatti, sembrano possedere una forza implacabile e come dimostra un documento video pubblicato dal Corriere della Sera, un albero è stato addirittura filmato mentre bruciava dall’interno senza produrre fumo e senza consumarsi come accade normalmente agli alberi durante i comuni incendi. 
I più religiosi lo hanno subito soprannominato l’albero del diavolo ma belzebù non c’entra affatto e secondo alcuni, la spiegazione del fenomeno si troverebbe nel particolare tipo di legno dell’albero. Questo fatto anomalo in realtà, ricorda da vicino i fenomeni di autocombustione di Caronia di Canneto (Sicilia) dove gli incendi divampavano da soli, all’improvviso e dall’interno degli oggetti (anche quelli normalmente non infiammabili) persino davanti agli uomini della protezione civile. La popolazione del luogo lanciò subito l’allarme e il gruppo di esperti interistituzionale (istituito con ordinanza emergenziale della Protezione Civile n. 3428 che prevedeva una collaborazione tra Stato Italiano e Regione Sicilia) che indagò sulla vicenda per mesi, escluse che potesse trattarsi di incendi dolosi, proponendo come spiegazione plausibile, l’origine artificiale dei fenomeni:

19 ottobre 2017

Incendi in California: Automobili fuse e alberi ancora verdi (Sic!)

L'immagine può contenere: cielo, auto e spazio all'aperto
Tutti abbiamo visto in tv i terribili incendi che hanno colpito la California distruggendo case e vite, ma finito il disastro qualcuno ha fatto notare qualcosa di inquietante. Le foto degli incendi mostrano l'alluminio fuso che corre lungo il marciapiede, mentre gli alberi di Pino "altamente infiammabili" hanno ancora foglie verdi !
Il legno non brucia e si consuma forse prima che un metallo si fonda?
Nella foto in alto in copertina un'auto è praticamente fusa in mezzo alla strada, ma a pochi metri di distanza troviamo dei vigneti perfettamente verdi, che, solo per il calore generato nelle vicinanze avrebbero dovuto bruciare o come minimo appassire...

18 ottobre 2017

“L’Europa a due velocità” passa per il sacco di Roma

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L’eurocrisi sta entrato nell’ultima fase e, guardando indietro, si può finalmente afferrare il grande disegno nel suo complesso: tutte le tappe salienti dell’Unione Europea, dal Trattato di Maastricht all’imposizione dell’austerità, passando per la demolizione della Prima Repubblica ed il sostegno alle forze secessionistiche, sono riconducibili ad un solo, coerente, obiettivo. La fondazione degli Stati Uniti d’Europa, allargati all’intero continente, è stata scartata da anni, sempre che sia stata mai presa seriamente in considerazione. Dal 2011 in avanti, si persegue la nascita di un nocciolo federale circoscritto a Germania, Francia e realtà minori. Il destino dell’Europa meridionale è il default e lo smembramento, così da annettere alcuni territori agli USE: l’uscita dall’Unione Europea è l’unica salvezza per Italia e Spagna.
Tutto è finalmente chiaro: Macron, Monti e Bossi giocano nella stessa squadra

Abu Ali Mustafa: Le lezioni del lavoratore rivoluzionario

"Siamo un partito con una storia gloriosa e grande rispetto per i popoli, ma questo non giustifica lo stato di inerzia e di declino che ci troviamo ad affrontare. Un partito che non sa rinnovarsi nelle capacità di analisi ed azione è un partito destinato a morire". Abu Ali Mustafa, al-Hadaf - 31 luglio 2000

Qual è il principale contributo storico del leader martire Abu Ali Mustafa nel movimento di resistenza palestinese e di tutta l'area, e quello particolare all'interno del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il cui segretario generale è stato assassinato dai sionisti il 27 agosto 2001?

Quali sono gli elementi dell'automotivazione che hanno fatto di un ragazzo povero proveniente dal villaggio di Arraba (nel distretto occupato di Jenin) che lavorava nelle fabbriche di Haifa e che non ha completato la terza elementare, uno dei più importanti leader e rivoluzionari arabo-palestinesi del nostro tempo?

15 ottobre 2017

A 30 anni dalla morte di Thomas Sankara:
Sulle tracce della rivoluzione africana

Il nome di Thomas Sankara ancora oggi viene invocato in Africa quando si parla di riscatto e riaffermazione del continente: l'ex leader burkinabé tuttavia, a distanza di 30 anni è conosciuto anche in Europa e sono i suoi amici ed i suoi familiari a lavorare ogni giorno per farne conoscere la sua personalità ed il suo pensiero politico.
E' il 15 ottobre del 1987: nelle strade di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, blindati e carri armati presidiano ogni incrocio ed i militari fanno irruzione in tutte le sedi governative; in una stanza di un palazzo del centro della città, due compagni d’armi discutono animatamente: si tratta di Thomas Sankara e Blaise Compaoré, rispettivamente presidente e vice – presidente del paese africano e, ad un certo punto, il secondo spara al primo due colpi di pistola che gli risultano fatali. E’ la fine della rivoluzione africana per eccellenza, ma è l’inizio anche di un mito che ancora oggi nel continente nero è sinonimo di speranza mentre, al di là del Sahara e del Mediterraneo, nella vecchia Europa per alcuni inizia ad avere un valore più universale e non solo legato all’Africa; da quella sera di quasi trent’anni fa, sono cambiate molte cose sia nel Burkina Faso che nell’intero contesto internazionale ma, per certi aspetti, quei quattro anni di presidenza di Thomas Sankara sembrano in realtà ancora attuali e squisitamente contemporanei, per non dire forse futuristici.

12 ottobre 2017

12 ottobre: ​​niente da festeggiare

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Nel 1492, i bianchi arrivarono a rubare le nostre terre. Poi (1538) ne arrivarono sempre di più e cercavano di sterminare i Paeces, Pijaos e Guambianos (1). Più tardi è venuto un uomo bianco chiamato Pedro de Añasco. Appena è venuto a rubare l'oro e la terra, ha cominciato uccidendo un figlio di una Cacica Páez (2) chiamata La Gaitana (3).
Nel 1886 arrivò l'invasione europea della chiesa nell'educazione, evangelizzando e riducendo la popolazione indigena, imponendo le proprie abitudini straniere, con i divieti sulle lingue native, le tradizioni e le pratiche della visione del mondo andino e il nostro rapporto con la Madre Terra.
Spezzarono la nostra cultura, colpendo i territori, distruggendo l'identità indigena, smantellando il tessuto sociale e culturale ancestrale.

In Colombia più di 200 lingue native sono state perse con l'arrivo degli spagnoli, sterminando i saperi ancestrali dei popoli nativi.

Esercito USA : Un Gigantesco Sistema Nervoso & Armato ?

I capi dei servizi stanno convergendo su una sola strategia per il dominio militare: collegare tutto a tutto. I capi delle forze aeree, della Marina, dell’esercito e dei marines stanno convergendo su una visione delle future forze militari: collegare ogni asset presente sul campo di battaglia globale. Questo significa tutto: dai mitragliatori degli F-35 sulle cacciatorpediniere sul mare, alla difesa dei carrarmati che strisciano sulla terra, a ogni tipo di armi in tasca ai soldati. Ogni arma, veicolo e dispositivo collegati, che condividono dati, costantemente consapevoli della presenza e dello stato di tutti gli altri snodi di una rete veramente globale. L’effetto: un sistema nervoso cefapoloidale inimmaginabile armato con le armi più sofisticate del mondo. Il risultato : un enorme inimmaginabile sistema nervoso cefapoloidale che dispone delle più sofisticate armi del mondo.

Negli ultimi mesi i Joint Chiefs of Staff  USA si sono riuniti ed hanno concordato la più recente versione della loro strategia militare nazionale. A differenza delle precedenti,  è segreta. Ma richiede  una strategia di  buy-in e collaborazione di tutti  i servizi. Negli ultimi mesi, almeno due Joint Chief hanno parlato apertamente della direzione che, sorprendentemente è molto simile, che stanno prendendo le forze armate.

9 ottobre 2017

Ernesto Che Guevara, il santo che non verrà mai canonizzato

“L’unica volta in vita mia, in cui ho visto piangere mio padre, è stato il 10 ottobre 1967: alla radio era stata appena annunciata la morte del Che”, mi ha raccontato un giorno un uomo di teatro originario dal Kurdistan iraniano, incontrato in un bistrot parigino. E il montanaro curdo non fu il solo a rimpiangerlo. Ma tutti non piangevano. Per i maoisti come noi a suo tempo la morte del Che significava la disfatta – forse definitiva – della teoria del foco (il focolaio di guerriglia rurale creato da un piccolo gruppo di combattenti), popolarizzata nell’Europa di allora da Régis Debray.


Come partigiani della “guerra popolare prolungata” – il modello cinese messo in pratica dai vietnamiti sotto la direzione del geniale generale Giap, l’artigiano della vittoria di Dien Bien Phu-, eravamo dell’idea che ogni ripetizione dell’esperienza cubana sarebbe destinata a fallire. Gli uomini del Granma avevano tratto beneficio dall’effetto sorpresa, dalla corruzione che affliggeva il regime di Batista e suscitava una scocciatura generalizzata e dalla neutralità dell’impero yankee. La loro vittoria aveva suscitato delle contromisure di tutti gli apparecchi della contro-insurrezione stabiliti nelle Americhe, sotto la guida della CIA, della DIA e della Scuola delle Americhe, a suo tempo ancora insediata a Panama.

9 ottobre 2017: 50 anni senza Ernesto «Che» Guevara

"Ciò che rimane di Guevara non è nei sogni ormai ingialliti di un marxismo agonizzante, ma il rovesciamento radiale della società. Rivoluzione come atto assoluto, gesto puro" (Massimo Fini)
 

Sindrome autistica: genitori informati

Recente conferenza di Massimo Montinari organizzata da Francesca Salvador. Effetti tossici devastanti dei metalli pesanti nei bambini e possibilità di rimozione tramite alimentazione e protocolli di studio appositi.

8 ottobre 2017

Gentiloni sta per imporre la censura sul web

Il Fatto Quotidiano ne ha scritto stamane e con notevole chiarezza a firma di Fulvio Sarzana. E merita di essere ripreso e rilanciato. Anzi, urlato. Da mesi diversi opinionisti, tra cui il sottoscritto, denunciano la tendenza da parte dei governi impongano la censura sul web. Ebbene, zitto, zitto, colui che si presenta come un rassicurante moderato, e che ha l’aspetto di un cagnolone innocuo, sta facendo approvare una delle leggi più liberticide della storia politica italiana.

Sì, avete capito a chi mi riferisco: al premier Paolo Gentiloni, che ha scelto la forma del disegno di legge per far approvare un provvedimento senza un appropriato dibattito parlamentare e senza possibilità di introdurre modifiche, perché quel testo, come spiega il Fatto, andrà votato a scatola chiusa.
La scusa? Ma sì la conoscete già, è un grande classico: ce lo chiede l’Europa! Ma con uno zelo che non ha precedenti nell’Unione europea.

La Polonia riduce l’età pensionabile, sfidando il trend europeo

Come riporta Reuters, pare che nel mondo sia possibile essere un’economia più piccola di quella italiana, permettersi una propria moneta, crescere a ritmi del 3,9 per cento, fare politiche demografiche attive e addirittura abbassare l’età della pensione. Fortunatamente ci pensano gli austeri banchieri a ricordare a tutti il più grande pericolo per l’umanità, ossia che gli stipendi dei lavoratori crescano troppo velocemente. E che è proprio un peccato che certi governi tengano addirittura fede alle proprie promesse elettorali.

Varsavia. Lunedì la Polonia abbasserà l’età pensionabile, onorando una costosa promessa elettorale che il partito conservatore al governo aveva fatto, e andando controcorrente rispetto alle tendenze europee a incrementare gradualmente l’età della pensione, mentre le persone vivono più a lungo e rimangono più in salute.

L’abbassamento dell’età pensionabile a 60 anni per le donne e a 65 per gli uomini è un provvedimento caro soprattutto ai sostenitori del governo di centro-destra (sì, avete letto bene, anche in Polonia è il centro-destra a preoccuparsi degli interessi dei lavoratori NdVdE) del Partito della Legge e della Giustizia (PiS), e inverte un provvedimento che l’aveva portata a 67 anni, approvato nel 2012 dal governo centrista allora in carica.

5 ottobre 2017

Omaggio alla Catalogna

“Il tempo della vita è breve e se viviamo è per calpestare la testa dei re.”
(Shakespeare)
Non sono cittadino di Bologna come c’è scritto sulla mia carta di identità (l’identità mente, l’identità non c’è, come può una carta certificare l’inesistente dell’identità?). 

In questi anni sono cittadino di Barcellona, una città dove ho molti amici, dove insegno periodicamente, dove ho visto le mostre d’arte più interessanti degli ultimi anni e dove le librerie espongono i miei libri in bella vista (mentre alla Feltrinelli di Bologna li nascondono). 

Le mie condizioni fisiche non mi permettono di essere a Barcellona domenica primo ottobre. Debbo curarmi un’asma soffocante e il mio medico sta a Bologna, per cui ho dovuto rientrare nella città dei morti che mangiano al fico.

Negli ultimi mesi mi sono chiesto cosa farei il primo ottobre, se fossi iscritto nelle liste elettorali della città di Barcellona (il mio nome figura nelle liste elettorali della città dei morti che mangiano).
Ci ho pensato e ripensato e avevo deciso che il primo ottobre mi sarei astenuto. Né sì né no. Certo non voterei per il centralismo monarchico di Rajoy e di Urdungarin. Ma tutte le bandiere mi fanno vomitare come dice Lopez Petit, quindi non mi entusiasma l’indipendentismo catalano. L’unità del popolo non fa per me.
Mi astengo, avevo deciso, non voto né si né no.

2 ottobre 2017

L’Unione Europea contro la Catalogna: bene censura e repressione

Risultati immagini per catalogna UE censuraIl portavoce della Commissione Europea, Margaritis Schinas, ha affermato ieri 27 settembre che la chiusura di circa 200 pagine web in Catalogna da parte del governo di Madrid, rientra all’interno della “legalità”. Il portavoce dell’Ue ha giustificato le misure adottate visto che “sono state ordinate da magistrati in un contesto specifico e ha ricordato che la Commissione non ha competenze specifiche sulla questione riaffermando di fatto, indirettamente, che giudica quanto sta accadendo a Barcellona una questione interna allo Stato Spagnolo. Schinas ha risposto così alle domande di alcuni giornalisti che gli domandavano se, a suo avviso, la censura, la chiusura di numerosi siti web e la persecuzione nei confronti di numerosi mezzi di informazione, indipendentemente dal referendum, non costituiscano “un attacco alla libertà di espressione”, comparando la repressione spagnola in Catalogna con quella realizzata dal governo turco contro giornalisti e libertà di stampa. Il portavoce della Commissione Europea non ha voluto rispondere nel merito.

29 settembre 2017

“Lo Stato nazionale è superato”: perché Bruxelles tifa per la secessione della Catalogna

Si accende in Spagna lo scontro tra Madrid e Barcellona: la Guardia Civil ha arrestato una quindicina di esponenti politici e sequestrato milioni di schede relative al referendum sulla secessione della Catalogna, già proibito lo scorso febbraio dalla Corte Costituzionale. La consultazione costituisce un vero e proprio attacco all’integrità della Spagna. Le autorità di Bruxelles, possibiliste sull’indipendenza della Catalogna, al momento tacciono, ma già si alzano dalla stampa critiche per la deriva “autoritaria” del premier Mariano Rajoy. La secessione di Barcellona si inserisce nel più ampio disegno degli Stati Uniti d’Europa, dove gli Stati nazionali dovrebbe essere sostituiti da un governo federale in alto, e dalla macroregioni in basso.
Secessione della Catalogna: “il Manifesto per una rivoluzione unitaria dell’Europa” diventa realtà
Gli sforzi dell’establishment euro-atlantico per riplasmare il Vecchio Continente procedono su più linee: dall’economia alla società, dalla demografia all’integrità degli Stati nazionali. In ambito economico, abbiamo assistito all’imposizione coatta delle “riforme strutturali” di stampo neo-liberista e alla somministrazione di quell’austerità che ha portato al lastrico l’intera Europa meridionale.

28 settembre 2017

L’entrata in vigore del CETA è uno scandalo per la democrazia

Il CETA, trattato di libero scambio con il Canada, è infine entrato in vigore giovedì 21 settembre, ad eclatante dimostrazione di come gli Stati abbiano rinunciato alla loro sovranità, lasciando spazio ad un nuovo diritto, indipendente dal diritto degli stessi Stati e non soggetto ad alcun controllo democratico.

Il CETA sarebbe, sulla carta, un “trattato di libero scambio”. In realtà però prende di mira le normative non-tariffarie che alcuni Stati potrebbero adottare, in particolare in materia di protezione ambientale. A questo riguardo, c’è da temere che il CETA possa dare l’avvio a una corsa a smantellare le norme di protezione. A ciò si aggiungono i pericoli che scaturiscono dal meccanismo di protezione degli investimenti contenuto nel trattato. Il CETA crea infatti un sistema di protezione per gli investitori tra l’Unione Europea e il Canada che, grazie all’istituzione di un tribunale arbitrale, permetterà loro di citare in giudizio uno Stato (o a una decisione dell’Unione Europea) nel caso in cui un provvedimento pubblico adottato da tale Stato possa compromettere“le legittime aspettative di guadagno dall’investimento”.

Spagna: la polizia catalana rifiuta la presa di Madrid, si impegna a “resistere”

Sabato, la Spagna si è trovata sull’orlo di una crisi di sovranità, dopo che la “regione ribelle” della Catalogna ha rifiutato di dare maggior controllo al governo centrale, sfidando le autorità di Madrid che stanno tentando di sopprimere il referendum sull’indipendenza dell’1 ottobre.
Mentre le tensioni salgono in vista di quella data e dopo che Madrid ha inviato navi cargo pieni di poliziotti militari, peraltro respinti in due porti, sabato la Procura della Repubblica ha detto al capo della polizia catalana Josep Lluis Trapero che i suoi ufficiali devono ora obbedire agli ordini di un coordinatore nominato dal governo.
La polizia catalana, tuttavia, non è d’accordo e, come riferisce Bloomberg , il sindacato SAP – che è quello maggiore tra i 17.000 poliziotti catalani, noti come Mossos d’Esquadra – ha detto che rifiuterà l’ordine, come suggerito dai politici separatisti.

25 settembre 2017

I palestinesi ricordano Sabra e Chatila

Sono trascorsi 35(*) anni dal massacro nel campo profughi di Beirut, dove le condizioni di vita restano inumane e sono aggravate dall'arrivo di tanti rifugiati dalla Siria. Una storia di persecuzioni e di fuga che si ripete

Beirut – Sono passati trentacinque anni da quei drammatici giorni del settembre dell'82, quando le falangi fasciste, con la complicità dell'esercito israeliano, fecero strage di palestinesi nei campi di Sabra e Chatila. Anni che non hanno cancellato il dolore e la rabbia nel vedere i carnefici di allora restare impuniti. Non dimenticare Sabra e Chatila significa non dimenticare le tante stragi compiute in questa regione negli ultimi decenni, significa non dimenticare Deir Yassin, Jenin, Bourj Shamaly, Gaza… un elenco lunghissimo. Non dimenticare quella strage, significa però, innanzitutto, non dimenticare i vivi, i rifugiati palestinesi che continuano a vivere in condizioni inumane dentro campi che sono ora prigioni e ora formicai indescrivibili.

Trentacinque anni sono tanti. Anni che hanno visto nascere generazioni di palestinesi, donne e uomini che a loro volta hanno visto scorrere davanti ai loro occhi la storia e che oggi vivono una realtà allucinante. Gli si nega il presente, attraverso l'assenza di diritti e vessazioni di ogni tipo, e gli si nega il futuro, disperdendoli nel mondo e cercando di cancellarne la memoria.

22 settembre 2017

Perché Harvey ha fatto più vittime in Texas che Irma a Cuba?

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I danni degli uragani alle costruzioni e alle infrastrutture sono simili in tutti i Caraibi. Ma Cuba si distingue perché il numero di persone che muoiono durante questi fenomeni è molto, molto minore che nel resto di questi paesi. 

Dall’anno 2008 Cuba ha sofferto 18 uragani, che hanno provocato la morte di migliaia di persone nei Caraibi e negli USA. A Cuba il costo è stato di sole 45 vite umane, anche se ci sono state centinaia di migliaia di case distrutte e si sono persi i raccolti.

Il recente uragano Irma ha causato enormi danni a Cuba, provocando onde alte fino a 11 metri a L’Avana, con una penetrazione del mare di circa 600 metri sul Malecòn, e ha spazzato il paese con venti di 285 chilometri all’ora, dato che si è trattato del più grande uragano della storia. In questa occasione ci sono stati 10 morti, cosa inusuale ma comprensibile data la gravità del fenomeno (secondo l’agenzia EFE, negli USA lo stesso uragano Irma ha fatto almeno 30 morti).  
Le enormi differenze tra i costi umani che gli uragani provocano negli altri paesi, rispetto a Cuba, ci parlano delle caratteristiche della società. Credo rispondano a tre fattori molto legati alla storia della rivoluzione.

20 settembre 2017

Israele a mano armata

Il barbaro assassinio del piccolo Alì – il bimbo palestinese bruciato vivo da un colono israeliano – non è un episodio isolato ma, al contrario, il punto d’arrivo di una politica di estrema destra basata sull’esaltazione della violenza, la protezione della malavita organizzata ed il ripudio della democrazia.
Quasi in contemporanea al terrorismo sionista in Cisgiordania veniamo a sapere che un ebreo ortodosso – un tal Yishai Schlissel, di 40 anni – accoltella sei persone al Gay Pride di Tel Aviv. Un gesto isolato ? Assolutamente no, infatti questo balordo aveva compiuto lo stesso crimine nel 2005 ferendo tre persone alla medesima manifestazione. L’imbarazzo delle autorità israeliane, le stesse che avevano usato la difesa dei diritti degli omosessuali come protesi ideologica da contrapporre al proprio razzismo antiarabo ( e non solo ), è evidente: il sito web 0404 si limita ad ammettere che questo assassino era “già noto” alla polizia.

19 settembre 2017

Trump vuole la guerra al Venezuela

Oggi, ancora una volta il Presidente USA, Donald Trump è intervenuto sul Venezuela. Come riportato poco fa da Televideo RAI, Trump ha detto: "Vogliamo che sia restaurata la democrazia e la libertà in Venezuela, e lo vogliamo subito"

Ovviamente i governanti statunitensi quando parlano di democrazia intendono riferirsi al loro concetto di democrazia, in cui tutto il potere è nelle mani degli oligarchi e il popolo escluso totalmente e rilegato in miseria e quando parlano di libertà intendono la libertà di appropriarsi al minor prezzo possibile (ossia rubando) di tutte le risorse del Venezuela, come facevano prima dell'avvento di Chávez e come fanno con le risorse degli altri paesi poveri del mondo.

A margine dell'Assemblea Generale dell'ONU, Trump si è incontrato con i Leader Latinoamericani, ai quali ha chiesto la massima collaborazione per affrontare la crisi venezuelana. 

Venezuela: Italiani denunciano, «Dagli squadristi minacce di morte»

«Per favore, togliete tutti i nomi dall’appello , abbiamo ricevuto gravi minacce, hanno minacciato di morte i nostri famigliari». La voce di Giuseppe s’incrina, al telefono.
È da sempre un uomo di sinistra, abituato a esprimere pubblicamente le sue idee, dentro e fuori l’ambito in cui ha deciso di militare. Si capisce che recedere gli brucia. Tuttavia, «con i fascisti, qui, ormai, non si scherza. Molti di loro, come quelli che hanno bruciato il giovane afrovenezuelano Orlando Figuera, sono di origine italiana». Giuseppe vive da oltre quarant’anni in Venezuela, si è trasferito lì dopo il golpe in Cile, paese dove avrebbe voluto vivere se la «primavera allendista» non fosse stata stroncata dal dittatore Pinochet.

Egitto: scomparso uno dei legali della famiglia Regeni

Ibrahim Metwaly Hegazy
È irrintraciabile da domenica Ibrahim Metwaly Hegazy, uno dei consulenti legali egiziani della famiglia Regeni. L’avvocato  era atteso a Ginevra alle Nazioni unite. Era inviato dell’Ecrf per parlare delle sparizioni forzate e dell’omicidio del ricercatore italiano.

L’avvocato si stava imbarcando su un aereo diretto a Ginevra dall’aeroporto del Cairo dove sarebbe dovuto intervenire sul tema dei diritti umani a un’assemblea delle Nazioni Unite. Dal momento in cui è stato fermato ai controlli non risulta più contattabile e non ha mai preso il volo per la Svizzera.

In quella sede Hegazy avrebbe dovuto parlare dell’omicidio di Giulio Regeni, caso che segue da vicino per la Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ercf), l’Ong che fornisce consulenza ai legali della famiglia del ricercatore friulano torturato e ucciso al Cairo nel 2016. E avrebbe illustrato anche l’ultimo rapporto sulle sparizioni forzate nel paese di Al Sisi pubblicato dall’Ecrf sulla propria pagina web, oscurata d’imperio dal governo egiziano il 5 settembre scorso come altri 405 siti di Ong da maggio ad oggi.

18 settembre 2017

Regeni: chi sa, chi mente e chi è complice

Due novità aggiornano nelle ultime ore gli sviluppi sul caso Regeni.
Un articolo del New York Times pubblicato ieri conferma che il dipartimento di Stato americano informò il governo italiano che dietro la morte di Giulio Regeni c'erano i servizi segreti egiziani con alti esponenti dell'entourage di Al-Sisi coinvolti. Gli americani non rivelarono le fonti né i dettagli delle figure coinvolte per non bruciare gli informatori. Renzi tacque la notizia e non approfondì la pista. La seconda novità riguarda l'annuncio dato, sempre nella giornata di ieri, dalla Farnesina dell'invio di un nuovo ambasciatore, Giampaolo Cantini, al Cairo. Per la famiglia di Giulio è il segnale di una resa. Il predecessore di Cantini, Massari, venne richiamato a Roma l'8 aprile 2016 per esercitare pressione verso le autorità egiziane in riferimento alle indagini sul caso Regeni. La tempesta è passata, la normalità delle relazioni diplomatiche, commerciali e di potere, ovvero quella normalità che ha ucciso Giulio Regeni, va ristabilita.

Lettera dal Venezuela alle italiane e agli italiani

Pubblichiamo una importante lettera sottoscritta da diversi connazionali in Venezuela e inviata agli italiani, sulla strumentalizzazione della “presenza italiana” in questo paese – fatta in più occasioni anche da dirigenti politici e di Governo – e sulla (dis)informazione a senso unico che è rilanciata dai maggiori media italiani sul paese sudamericano. (Segue testo integrale)
“Care italiane, cari italiani, cari connazionali,
leggendo nei siti on line di gran parte dei quotidiani italiani ed ascoltando i report radiofonici e televisivi emessi dalla Rai e da altre catene, abbiamo purtroppo registrato che rispetto ai fatti venezuelani, vige una informazione a senso unico che rilancia esclusivamente le posizioni e le interpretazioni di una delle parti che si confrontano.
Abbiamo anche letto e ascoltato spesso che l’attenzione prestata alla situazione venezuelana viene giustificata per la presenza in Venezuela di una “consistente comunità italiana o di origine italiana” in sofferenza e che sembrerebbe essere accomunata in modo unanime alle posizioni dell’opposizione.

15 settembre 2017

Il genocidio dei Rohingya

"Aung San Suu Kyi: Vergognati"

In una certa misura, Aung San Suu Kyi, è come un falso profeta. Elogiata dall’occidente per molti anni, la hanno resa una ‘icona della democrazia’ perché si è opposta alle medesime forze nel suo paese, la Birmania, nel tempo in cui la coalizione occidentale guidata dagli Stati Uniti, aveva isolato Rangoon per la sua alleanza con la Cina.
Aung San Suu Kyi ha svolto il suo ruolo come previsto, ottenendo l’appoggio della Destra e l’ammirazione della Sinistra. Per questo ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace nel 1991: è entrata nel gruppo degli ‘Anziani’ ed è stata pubblicizzata da molti giornalisti e da vari governi come una figura eroica che si doveva imitare.
Una volta Hillary l’ha definita “una donna straordinaria.” Il percorso della ‘Signora’ della Birmania da pariah politica nel suo paese dove è stata per 15 anni agli arresti domiciliari, è finalmente terminato con un trionfo quando è diventata la leader della Birmania in seguito a un’elezione multipartitica nel 2015.

Bombe Molotov: quelle buone e quelle cattive

Nel loro accelerato processo di putrefazione morale, i portavoce della destra e la stampa egemonica dell’Argentina si stracciano le vesti di fronte alla scalata violenta che sta avendo luogo in questi ultimi giorni nel quadro delle proteste per la sparizione forzata di Santiago Maldonado (giovane sparito in agosto durante la repressione di una protesta del popolo mapuche, n.d.t.).
Nella città di Buenos Aires e in El Bolson (cittadina della provincia meridionale del Chubut, n.d.t.) le manifestazioni contro questo fatto, un mese dopo, sono finite con gravi scontri tra alcuni gruppi usciti da pacifiche manifestazioni di massa – che nel caso di Buenos Aires hanno visto centinaia di migliaia di persone nella Plaza de Mayo – e le forze di sicurezza.

13 settembre 2017

L'eredità di Allende

Rovesciato l’11 settembre 1973 con un cruento golpe militare che né il suo governo né i partiti popolari erano in condizioni di affrontare, Salvador Allende entrò nella storia, tuttavia, con il piglio di un leader vittorioso. La sua eredità politica e morale fornisce insegnamenti importanti per i rivoluzionari di oggi. 
In primo luogo, la sua coerenza politica ed il suo coraggio personale, che gli fecero impugnare il fucile per resistere alla Moneda insieme ad un pugno di coraggiosi. Con le sue stesse parole: pagava con la sua vita la lealtà del popolo. 

La sua immolazione fu un atto cosciente di ribellione per non umiliarsi davanti al tradimento e al crimine dei generali e degli ammiragli. In altre circostanze avrebbe sicuramente guidato la resistenza di un popolo armato e di unità militari costituzionaliste. L’unica cosa che non passò per la mente di Allende nel palazzo in fiamme fu di arrendersi e di negoziare le condizioni di un onorevole esilio. I suoi ultimi messaggi per radio e la sua decisione finale lo coprirono di gloria e, allo stesso tempo, seppellirono nell’infamia i golpisti, la cui vigliaccheria morale venne confermata dai loro crimini e dall’arricchimento illecito dei terribili anni che seguirono.  
Non fu solo il suo coraggio e la sua coerenza. Salvador Allende lasciò anche altri insegnamenti. 

Glaxo: "Non avrai altro vaccino all’infuori di me"

Devo ammettere che sui vaccini non ho alcuna certezza, non ho nemmeno competenze scientifiche per affermarne l’assoluta validità, oppure per denunciarne rischi accertati. Però in questa strana storia molte cose non tornano, le ambiguità abbondano e le bufale ben orchestrate e indecifrabili  dell’informazione mediatica addensano la nebbia sulle verità.
Il vaccino sembra comunque essere diventato il nuovo dogma di fede, dogma di Stato, verità scientifica rivelata e imposta ai fedeli come principio sacrosanto.
Naturalmente come ogni fede assoluta suscita ribellioni eretiche e diserzioni agnostiche, scatena fanatismi da entrambi i versanti, con tutte le deviazioni del caso. Perché dunque tutta questa ansia, questo fanatismo, del tipo chi non si vaccina con me peste lo colga?
Sarebbe meglio invece spiegare pacatamente all’opinione pubblica quali studi hanno portato a decidere l’obbligatorietà di ben 10 vaccini nel primo anno di vita, cosa si sa delle possibili complicazioni, e come fare per evitarle.

12 settembre 2017

Il consigliere di sicurezza del presidente Jimmy Carter: "Ho creato il terrorismo jihadista e non me ne pento!"

"Qual è la cosa più importante per la storia del mondo? I talebani o il crollo dell'impero sovietico?" È la risposta di chi era il consulente per la sicurezza del presidente Jimmy Carter, Zbigniew Brzezinski, alla domanda della rivista francese Le Nouvel Observateur (21 gennaio 1998) sulle  atrocità commesse dai jihadisti di al-Qaeda. Un'aberrante mancanza di etica di individui che distruggono la vita di milioni di persone per raggiungere i loro obiettivi.

In questa intervista, Brzezinski confessa un'altra realtà: che i jihadisti non entrarono dal Pakistan per liberare il loro paese dagli occupanti sovietici infedeli, ma che sei mesi prima dell'ingresso dell'Armata Rossa in Afghanistan gli Stati Uniti hanno lanciato l'Operazione Ciclone, il 3 di Luglio 1979, inviando 30.000 mercenari armati anche di missili Stinger, in Afghanistan per devastare il paese, diffondere il terrore, rovesciare il governo marxista del dottor Nayibolá e piazzare una trappola per l'URSS: trasformandola nel suo Vietnam. E ci sono riusciti. Sul loro cammino, hanno violentato migliaia di donne, hanno decapitato migliaia di uomini e hanno causato la fuga di 18 milioni di persone dalle loro case. Caos che continua ancora oggi.

10 settembre 2017

L'illegittimo debito nascosto del Mozambico

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Il rapporto dell'audit sul debito "nascosto" del Mozambico  (2 miliardi di dollari) eseguito su richiesta del procuratore generale del paese, ha cominciato a circolare da fine giugno 2017, con molti mesi di ritardo. Solo le conclusioni sono disponibili in questo momento. Essi sono chiari: al di là dei limiti imposti dal gabinetto statunitense Kroll: gran parte di questi prestiti sono illegittimi.
Questa revisione è stata richiesta dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) per riprendere il proprio sostegno al bilancio alle autorità del Mozambico, interrotto nell'aprile del 2016, quando è stato scoperto questo debito "nascosto".

9 settembre 2017

“A Genova in via Fracchia fu un'esecuzione”: rivelazioni sulla strage BR legata al Caso Moro

«A Riccardo Dura spararono un unico colpo alla nuca. Non andò come dissero i carabinieri». Così rivela all'Espresso Luigi Grasso, autore della denuncia che ha riaperto l'inchiesta sull'irruzione del 1980 nel covo genovese delle Br. Un blitz che interessa anche alla Commissione Moro: nell'appartamento sarebbero stati nascosti documenti del presidente Dc. Ma nei rapporti successivi all'operazione non ve ne è traccia
Un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Genova riapre le indagini sull'irruzione dei carabinieri nel covo delle Brigate rosse di via Fracchia, trentasette anni dopo il blitz in cui persero la vita quattro esponenti della colonna genovese delle Brigate rosse. Sul covo genovese delle Br si stanno concentrando anche le indagini della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e l'uccisione di Aldo Moro: nell'archivio brigatista sarebbero stati tenuti documenti relativi alla prigionia dello statista ucciso il 9 maggio 1978.

8 settembre 2017

Il Complesso Militare Industriale di Trump

Immagine correlata Guerra nucleare con la Corea del Nord. Guerra fredda II con la Russia. Guerra sporca in Yemen. Guerra indefinita in Afghanistan. Guerra economica contro il Venezuela. Guerra retorica con l'Iran. Guerra dei muri con il Messico. Guerra razziale negli Stati Uniti. Per essere il presidente che ha promesso "nessun intervento" e "l'America prima di tutto", in soli otto mesi Donald Trump è diventato il re delle guerre. E dietro c'è l'intero settore militare statunitense e le sue imprese miliardarie che sbavano alla prospettiva di espandere e ampliare il potere militare USA. Per la prima volta nella storia contemporanea del paese, Trump ha militarizzato la Casa Bianca, piazzando i generali nelle più importanti posizioni del gabinetto presidenziale per le politiche di sicurezza e di difesa e demandando al Pentagono le decisioni dirette sulle operazioni di combattimento. Il suo capo di Stato maggiore, John Kelly, è un generale dei marines che per un breve periodo ha anche ricoperto la carica di Segretario alla Sicurezza nazionale di Trump - inasprendo le politiche antimigratorie – ed è stato anche a capo del Comando Sud dal 2012 al 2016, quando Washington ha intensificato la sua politica aggressiva contro il Venezuela.

6 settembre 2017

Perché l’Irlanda dovrebbe seriamente pensare alla "Irexit"

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L’UE è un mastodonte politico con mire egemoniche e sempre più militarizzato, controllato dalla Germania.
Bisogna che parliamo di Irexit. Sul serio. A infilare la testa nella porta di una delle innumerevoli riunioni in cui si discutono tutte le questioni legate alla Brexit, l’unica parola che non si osa pronunciare è Irexit. La follia dei Britannici? Certo. Quanto sono male organizzati e divisi? Naturale. Quanto le loro aspettative sono irrealistiche? Certamente.

Con poche, notevoli eccezioni, l’ Irlanda “ufficiale” si è bevuta lo spin. Ha reso l’Unione Europea custode dei nostri interessi nazionali. Ha ceduto la responsabilità dei negoziati sulla nostra futura relazione con il Paese che ci è più vicino e con lo Stato che è il nostro più grande partner commerciale. Tutto questo non ha senso. I rischi del negoziare l’approvazione dell’ “Europa” sugli interessi a lungo termine del Paese sono enormi.

5 settembre 2017

I robot RADAR di Google completeranno il monopolio dell’informazione

Risultati immagini per google information control Nel corso del week-end Sputnik ha pubblicato un articolo sull’accordo dal valore di 800.000 dollari siglato tra il leader tecnologico della Silicon Valley e la UK Press Association per il progetto «Digital News Initiative», un progetto triennale di Google dal valore di 170 milioni di dollari, che comprende tra i suoi numerosi obiettivi, la creazione di «informazioni» automatizzate o scritte dai robot. Questo specifico programma è formalmente conosciuto con il nome di «Reporters and Data and Robots», o RADAR, e, in base a quanto è stato già scritto, i «giornalisti robot» progettati da Google si serviranno di open source paragonabili a quelle impiegate dei governi e dalla polizia per produrre dei rapporti che in seguito invieranno agli altri media per la loro diffusione o che serviranno da base per articoli scritti da persone in carne e ossa.

1 settembre 2017

Il Mossad ha usato due furgoni nell'attentato a Barcellona...

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Il primo furgoncino senza  logo
“Il Mossad ha usato due furgoni nell’attacco sulle Ramblas di Barcellona, e sono arrivati entrando dalla strada laterale e non dal centro. Il primo furgoncino era telecomandato da Richmond (USA). Il secondo, quello con la pubblicità, lo hanno messo a bloccare la zona “.

Sarà la moneta del Nuovo Ordine Mondiale?

A prima vista potrebbe sembrare una semplice "intuizione artistica", ovvero un piccolo lampo di genio, da parte di un artista che cerca di prevedere come sarà il mondo in cui vivremo domani. Ma nella serie di nuove monete "immaginate" dall'artista francese Jade Dalloul c'è sicuramente qualcosa di più di una semplice intuizione. 

Si tratta infatti di una nuova moneta sulla quale non compaiono più i volti dei personaggi storici delle varie nazioni che emettono quella moneta, ma compaiono i volti di noti personaggi internazionali come Steve Jobs, Mark Zuckenberg, Larry Page o Bill Gates. Sono rispettivamente il fondatore della Apple, di Facebook, di Google e di Microsoft, ovvero i nuovi potenti del terzo millennio. E poi ci sono anche grossi personaggi di famose multinazionali, come il fondatore di Mc Donald's, Ray Kroc, il padrone della catena Starbucks, Kevin Johnson, o l'AD della Shell, Ben van Beurden.

31 agosto 2017

Verso la fine del contante dopo l’addio al segreto bancario?

In quale direzione si muoverà la lotta all’evasione fiscale dopo la fine del segreto bancario? Nello scenario spicca anche l’addio al denaro contante: il punto del consulente finanziario Paolo Cardenà.
È la fine di un’era: l’addio al segreto bancario segna un nuovo passo verso una lotta concreta all’evasione fiscale internazionale. Noti paradisi fiscali si sono redenti con l’adozione del CRS e molti altri Paesi ancora si stanno muovendo verso lo standard dello scambio automatico di informazioni.

Abbiamo chiesto a Paolo Cardenà, consulente finanziario e private banker dei maggiori gruppi bancari italiani ben noto tra gli appassionati di finanza anche grazie al suo famoso blog Vincitori e Vinti, in che modo e in quale misura la fine del segreto bancario sancisca la fine dell’evasione fiscale internazionale, passando dall’effettiva capacità dei sistemi di supportare tali informazioni alla necessità di una normativa chiara e condivisa che non lasci i contribuenti e le imprese nella gabbia del Fisco.

28 agosto 2017

Sul ripugnante video della “sceneggiata di Barcellona”

È l’ultima frontiera dell’intossicazione mediatica: promuovere o, addirittura, commissionare video che “smascherano” complotti utilizzando “prove” così palesemente false o inconsistenti da neutralizzare ogni pur serio tentativo di mettere in dubbio la Verità ufficiale.

Una strategia già segnalata, anni fa, dall’ottimo Massimo Mazzucco e che ha cominciato a marciare a pieno regime con la diffusione di un falso-falso video attribuito allo staff del senatore McCain e soprattutto con i falsi-falsi video dellastrage al Bataclan (da noi analizzati qui).  Video che, come quelli prodotti per altre stragi che hanno insanguinato l’Europa, pretendono di dimostrare come queste siano null’altro che sceneggiate  realizzate con l’utilizzo degli ormai famigerati “Crisis Actors” e cioè comparse, – spesso mutilate di braccia o gambe – solitamente utilizzate per rendere più “verosimili”  esercitazioni militari o di Protezione civile.

26 agosto 2017

NATO: Napoli, l’Italia, gli USA e l’UE

Il prossimo 1° settembre inizieranno le attività del nuovo Centro di Coordinamento Strategico della North Atlantic Treaty Organization (NATO: Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) di Napoli che, poi, verrà inaugurato ufficialmente il successivo 5 settembreIl nuovo Hub, come viene definito in gergo militare, si occuperà di coordinare le azioni della NATO nelle aree sud ed est del Mediterraneo: Medio Oriente, Africa settentrionale, Sahel, Africa subsahariana. In pratica, si tratta delle aree attualmente di maggior interesse per i Paesi dell’Alleanza Atlantica.

Il comando del nuovo Centro di Direzione Strategica è affidato all’Ammiraglio Michelle Howard, della Marina degli Stati Uniti.

25 agosto 2017

Stiamo viaggiando verso un’altra crisi di debito privato, perché nessuno se n’è accorto?

Questa è una richiesta: che si faccia un’inchiesta pubblica sugli attuali livelli di debito privato.
Ormai da quasi dieci anni abbiamo vissuto in una menzogna. E questa bugia sta per infliggere enormi danni alla nostra economia. Se non apriamo un dibattito imparziale riguardo a quello che sta davvero accadendo, i risultati potrebbero essere disastrosi.

La bugia a cui mi riferisco è l’idea che la crisi finanziaria del 2008 e la seguente “Grande Recessione” siano state causate dalle scriteriate spese dei governi e dal debito pubblico che ne sarebbe derivato. In realtà, la vera causa è l’esatto opposto. La crisi si è verificata a causa di livelli pericolosamente alti di debito privato (in particolare una crisi dei mutui). Inoltre – e questo è quello che non si deve mai dire – il livello del debito pubblico e del debito privato sono inversamente proporzionali.

Che cosa intendeva Martin Luther King per amore?

Essendo una persona che insegna regolarmente la filosofia politica di Martin Luther King, Jr,. spesso trascorro del tempo a discutere con gli studenti i modi in cui le idee del Dottor King sono estratte da un contesto e trasformate in citazioni per sostenere le posizioni che lui stesso non avrebbe preso. L’esempio più ovvio è il modo in cui la sua riga più memorabile del discorso “Ho un sogno” sul non giudicare le persone basandosi sul colore della loro pelle ma sul contenuto del loro carattere, è usato per giustificare attacchi contro una discriminazione costruttiva – una politica che certamente sosteneva – oppure citava in modo da dichiarare che la strada migliore verso la giustizia razziale è di ignorare in qualche modo la razza e di diventare privo di pregiudizi razziali. La violenza dei suprematisti bianchi a  Charlottesville è la prova che ora non possiamo semplicemente cercare di ignorare i problemi del razzismo ora.

23 agosto 2017

Il Venezuela oggi come il Cile nel '73. La denuncia del nipote di Salvador Allende

Risultati immagini per venezuela usa golpe Pablo Sepúlveda Allende, nipote del presidente cileno vittima di un golpe fascista nel 1973, denuncia ai microfoni di teleSUR, che in Venezuela vengono applicate le stesse strategie golpiste di allora.

Pablo Sepúlveda Allende è un medico cileno, nipote del presidente Salvador Allende spodestato 43 anni fa da un colpo di stato fascista con il supporto degli Stati Uniti d’America. Intervistato da teleSUR, nell’ambito del programma ‘Siete Preguntas’, Pablo Sepúlveda Allende ha evidenziato come la guerra non convenzionale, l’accaparramento di prodotti di prima necessità, i sabotaggi e il contrabbando, facciano parte di quella stessa strategia applicata in Cile nel 1973 per rovesciare il legittimo governo guidato da Salvador Allende. 
«Vi sono molte similitudini, molte somiglianze, soprattutto gli attacchi destabilizzanti della destra - spiega il nipote del presidente cileno - dell’oligarchia nazionale e del governo degli Stati Uniti. La guerra economica è molto simile, quello che sta accadendo attualmente in Venezuela, con la questione dei prezzi, la scarsità di cibo, l’accaparramento, il contrabbando, l’inflazione reale e indotta, è uguale a quello che accadde in Cile».

Verità e bugie di Donald Trump

Risultati immagini per donald trump lies Nel dichiarare che la guerra in Afghanistan "continuerà finché avremo raggiunto la vittoria finale", il presidente Trump ha affermato insieme una grande verità e una grande bugia.
La grande verità è che i presidenti americani in politica estera non contano praticamente nulla. Già Obama era entrato alla Casa Bianca dichiarando di voler mettere fine all'invasione dell'Afghanistan, ma dopo pochi mesi si era trovato a fare marcia indietro, mandando invece altri 30.000 soldati proprio in quel territorio.
Anche Donald Trump aveva, fra le sue promesse elettorali, quella di "mettere fine all' invasione inutile e costosissima dell'Afghanistan", ma dopo pochi mesi ha invece dovuto dichiarare, appunto, che la guerra continua fino a nuovo ordine. Evidentemente c'è qualcosa che il neo presidenti non sanno, e che vengono ad apprendere soltanto dopo essere entrati nell'ufficio ovale.

22 agosto 2017

Google: Motore di Ricerca o Organo dello Stato Profondo?

Questo post dovrebbe essere letto come Parte 3 della serie che sto scrivendo sulle infamità compiute da Google, per cercare di comprendere dove potrà arrivare la nostra società se consentiremo ad una minoranza di miliardari-tecnocratici, estremamente ricchi e potenti, di prendere il controllo sociale della cultura, per adattarla alla loro visione ideologica usando la coercizione, la forza e la manipolazione.   Ecco i link per la  Parte 1  e la  Parte 2.

Ho dovuto pensarci parecchio per scegliere il titolo di questo pezzo perché, dopo le elezioni del 2016, l’uso del termine “stato profondo” non è mai stato troppo associato ai cheerleaders di Trump e non mi sto riferendo a quelle persone che hanno votato per Trump – persone che posso comprendere e rispettare – sto parlando di quelli che hanno un “culto per Trump”. Parlo di quella gran parte di persone che in modo irragionevole ed entusiastico si attaccano a certe figure di politici, tanto da sembrare idioti, se non solo opportunisti.

Creme solari, attenzione ai disgregatori endocrini
Ecco le marche tossiche e non

Risultati immagini per cosmetici tossici Lo studio di un'organizzazione danese di consumatori THINK Chemicals segnala alcune delle marche di creme solari che contengono disgregatori endocrini, allergeni o inquinanti ambientali, ed altre che invece sono prive di tali sostanze. Essendo a fine agosto forse l'articolo sarebbe stato più utile qualche mese fa, ma il tema è sempre e comunque attuale.
Essendo allergica al termine consumatori, userò la la parola utilizzatori, ma in ogni caso, abbiamo il diritto di conoscere la sicurezza dei prodotti che mettiamo sulla nostra pelle. Ancora di più se il rischio per l'esposizione a questi disgregatori endocriniriguarda bambini, donne in gravidanza e lattanti.
Di seguito mostriamo i risultati dell'organizzazione danese di consumatori THINK ChemicalsDelle 47 marche analizzate dall'organizzazione solo 17 sono risultate esenti da sostanze tossiche. Significa che le aziende cosmetiche stanno rispondendo alla crescente domanda di prodotti più sicuri, ma i numeri dimostrano che non è ancora sufficiente.