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22 febbraio 2016

La guerra per procura in Siria contro l'ISIS ha raggiunto il suo apice: Verso un'invasione di terra sponsorizzata da USA e NATO?

La strategia di Washington consiste nel comandare una guerra regionale più ampia istigando la Turchia, l'Arabia Saudita così come Israele a "fare loro il lavoro sporco per noi".
Le forze del governo siriano insieme ai suoi alleati (Russia, Iran, Hezbollah) si sono scontrate, fino a poco fa, con i cosiddetti "ribelli dell'opposizione", composti in gran parte di terroristi "moderati" e mercenari, coadiuvati da forze militari e di intelligence degli USA e della NATO che combattevano tra i loro ranghi sotto copertura.

I terroristi affiliati ad Al Qaeda e all'ISIS sono supportati da USA e NATO insieme a Israele e ai loro alleati del Golfo Persico. La Turchia e l'Arabia Saudita, in stretto collegamento con Washington, hanno giocato un ruolo decisivo nel reclutamento, nell'addestramento e nel finanziamento dei terroristi.
Fino ad ora, questa guerra per procura si è svolta senza un diretto confronto tra le forze alleate di USA e NATO e l'esercito siriano, che è militarmente supportato da Russia ed Iran.


Una transizione importante si sta ora verificando nella guerra in Siria. La guerra per procura (sotto lo slogan formale della "guerra al terrorismo") ha raggiunto il suo apice.

Una nuova fase: il ruolo della Turchia e dell'Arabia Saudita

Le forze turche sono ora direttamente coinvolte nelle operazioni di guerra all'interno del territorio siriano.

A sua volta, l'Arabia saudita, che è uno stato sostenitore dei terroristi, ha annunciato che schiererà le proprie truppe in Siria, formalmente per combattere i terroristi dell'ISIS, che guarda caso sono sostenuti proprio dagli stessi sauditi.

Il generale di brigata dell'Arabia Ahmed Al-Assiri ha dichiarato a nome di Riyadh che le forze saudite: "combatteranno con la coalizione guidata dagli USA per sconfiggere i militanti dell'ISIS in Siria; comunque - ha aggiunto - Washington è più indicato a rispondere a domande su ulteriori dettagli in merito a future operazioni di terra" Al Arabyia.

Qual è il significato di questa dichiarazione? La guerra per procura contro l'ISIS è finita?

Una nuova guerra per procura con la Turchia e l'Arabia Saudita direttamente coinvolte nelle operazioni di terra sta per essere realizzata, con USA e NATO che tirano i fili dietro le quinte. Riyadh ha confermato che è stata anche istituita una struttura di coordinamento per operazioni congiunte turche e saudite.

L'Arabia Saudita sta ora pianificando di invadere la Siria come da ordine di Washington: "Il Regno è pronto a partecipare in qualsiasi operazione di terra che la coalizione (contro lo Stato Islamico) voglia intraprendere in Siria,"…

Asseri ha detto che l'Arabia Saudita è stata un membro attivo della coalizione guidata dagli Stati Uniti che ha combattuto lo Stato Islamico in Siria sin dal 2014, ed ha espletato oltre 190 missioni aeree.

… "Se ci sarà il consenso della leadership della coalizione, il Regno parteciperà a queste operazioni, perché crediamo che le operazioni aeree non sono la soluzione ideale e deve esserci un mix tra operazioni di terra e di aria" ha detto Asseri (Reuters, 4 febbraio 2016).

Il cambiamento potrebbe essere dalle operazioni aeree a quelle terrestri, con lo schieramento di truppe saudite all'interno della Siria.

"Parlare di Pace" pianificando la fase successiva della guerra in Siria

Secondo gli ultimi sviluppi, il vice principe ereditario e ministro della difesa Mohammed bin Salman era a Bruxelles al quartier generale della NATO "per discutere sulla guerra civile in Siria". Questo incontro è stata un'iniziativa del Pentagono piuttosto che della NATO. L'intenzione era quella di pianificare la prossima fase della guerra in Siria.

Significativo è il fatto che il principe bin Salman si è incontrato a porte chiuse con il segretario USA alla difesa Ashton Carter.

Contemporaneamente, a Monaco, John Kerry e Sergei Lavrov stavano discutendo come promuovere una "cessazione delle ostilità" in Siria che possa estendersi a tutta la nazione.

Nel diabolico scenario del Pentagono, il confronto sul terreno del teatro di guerra sarà tra Arabia saudita e le forze governative siriane, rispettivamente supportati da USA e NATO i primi, da Russia e Iran i secondi

I corrispondenti dal fronte confermano che i terroristi di USA e NATO supportati dall'Arabia Saudita, dal Qatar e altri, sono stati per la maggior parte sconfitti. Saranno sostituiti nel loro ruolo dalle forze convenzionali saudite e turche, unite con altre di USA e NATO che sono già all'interno del territorio siriano?

All'interno di questo scenario in evoluzione, c'è anche il pericolo che le forze della Turchia e dell'Arabia Saudita che agiscono per conto di USA e NATO possano essere coinvolte in confronti militari diretti con forse sia russe che iraniane, scoperchiando un pericoloso vaso di Pandora, una porta d'accesso all'escalation militare.

Il generale saudita Ahmed Al-Assiri ha anche prospettato all'Iran una velata minaccia, dicendo che "se Teheran sta combattendo l'Isis sul serio, dovrebbe anche smetterla di supportare il 'terrorismo' in Siria e Yemen" (Al Arabyia).

La strategia di Washington a tale proposito consiste nel comandare una guerra regionale più ampia istigando la Turchia, l'Arabia Saudita così come Israele a "fare loro il lavoro sporco per noi".

Questa guerra supportata dagli USA è da ultimo diretta in realtà contro la Russia e l'Iran.

Il progetto egemonico americano dopo l'11 settembre è la "globalizzazione della guerra" dove la macchina militare di USA e NATO - in unione con le operazioni coperte e sotto falsa bandiera, le sanzioni economiche e le spinte per i "cambi di regime" - è schierata in tutte le maggiori regioni del globo. La minaccia della guerra nucleare preventiva è altrettanto utilizzata per spingere alla sottomissione i paesi considerati "canaglia".

Questa "guerra di lunga durata contro l'umanità" viene portata avanti nel pieno della crisi economica più grave della storia moderna. Essa è intimamente legata a un processo di ristrutturazione finanziaria globale, che ha portato al crollo delle economie nazionali e all'impoverimento di vasti settori della popolazione mondiale.

L'obiettivo finale è la conquista del mondo indossando il mantello dei "diritti umani" e della "democrazia occidentale".


Michael Chossudovsky | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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