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11 dicembre 2011

LA MORTE DELLA POLITICA PER MANO DEI MERCATI

LA VERA NATURA DEL SISTEMA DEMOCRATICO
Va da sé che ho sentimenti contrastanti su questo problema e penso che ci sono molte sfumature al momento di trattarlo, ma senza dubbio gli avvenimenti degli ultimi giorni mi hanno fatto dubitare della vera natura dei sistemi democratici che presumibilmente governano i paesi europei, nella misura in cui questi sono stati alterati in modo straordinariamente grave dall'interferenza di fattori esterni che non sono considerati veri agenti democratici, né tanto meno come parte della sovranità popolare su cui poggia la democrazia.
Di Francisco Quevedo  
Revista Siempre

In primo luogo riconosciamo l'ovvio: chi ci presta i soldi ha, tutto il diritto del mondo, o almeno abbastanza diritto di stabilire le condizioni alle quali esso presta.
Quando uno stato va dai mercati finanziari sa che ci possono essere situazioni di rischio che li portano a chiedere tassi di interesse più elevati come conseguenza del rischio che corrono, anche se questa situazione può trasformarsi in un serpente che si morde la coda, perché maggiore è il volume di interesse così aumenta anche la possibilità che il mutuatario non può soddisfare il pagamento ed è necessario andare dai mercati finanziari e così via all'infinito.

Infatti, gran parte del problema della Grecia è proprio questo: le è costato così tanto collocare il proprio debito sul mercato che ora non può far fronte al pagamento degli interessi dello stesso. Stati e mercati sono intrappolati in una dinamica perversa, nella misura in cui, realmente uno ha bisogno dell'altro mentre si odiano.

Sarebbe il colmo se il potere dei mercati finanziari arrivasse al punto di togliere e porre i governi senza che in nessun momento si pronuncino i cittadini.

Ma abbiamo raggiunto una situazione in cui, probabilmente a causa della penosa e scandalosa, in alcuni casi mediocre gestione politica, gli stati sono in ginocchio davanti ai mercati, fino all'estremo in cui questi ultimi sono diventati agenti in grado di rovesciare i governi e dar luogo a nuovi, senza essere preventivamente passati attraverso le urne. E' vero che sta per accadere: in Spagna il giorno 20, in Grecia e in Italia anche in un prossimo futuro. Sarebbe il colmo se il potere dei mercati finanziari, e non solo dei mercati finanziari - ora mi riferisco ad un'altra interferenza che considero ancora più grave - arrivassero fino al punto in cui togliessero e ponessero i governi senza che in nessun momento si pronuncino i cittadini, ma quasi. Sia in Grecia che in Italia questo è esattamente ciò che sta accadendo, e anche se è vero che sono parlamenti in definitiva a prendere decisioni, è anche vero che lo fanno sotto la pressione di una situazione assolutamente incontrollata per loro.

Chi governa qui? Perché non è solo la pressione dei mercati finanziari quella che sta pervertendo l'essenza della sovranità popolare: è l'interferenza di un paese, la Germania, e il suo braccio armato, la Banca Centrale Europea, con il consenso interessato della Francia, che sta di fatto costringendo i paesi periferici dell'Europa meridionale a prendere decisioni d'importanza politica senza che i cittadini siano stati consultati in anticipo. Ha diritto la Germania d'imporre le sue condizioni fino a questo punto? Credo di no, e che commettiamo un errore che potrebbe costarci caro in futuro, se noi paesi periferici permettiamo questa ingerenza brutale nella nostra politica interna.

E' vero che politici nefasti come Berlusconi, come Papandreu come lo stesso Zapatero, hanno portato i loro paesi in situazioni estreme. Se oggi i mercati finanziari di oggi hanno dato un respiro alla Spagna concentrando le loro mire sull'Italia, è proprio perché, obbligato da queste pressioni, Zapatero ha chiesto elezioni anticipate. In caso contrario, era molto probabile che oggi eravamo in una situazione molto simile a quella dell'Italia o della Grecia, alla ricerca di un 'ex' della Banca di Spagna per metterlo a capo del paese, un Caruana un Viñals i cui meriti nessuno discute, ma che nessuno avrebbe eletto in modo democratico.

L'Unione europea richiede l'impegno di tutti e l'adempimento di determinati obblighi. Quando la Germania e la Francia non hanno rispettato l'obiettivo di disavanzo, nessuno ha chiesto la testa dei suoi primi ministri. E la Germania e la Francia sapevano bene che l'euro è stato costruito con paesi di natura molto diversa, eppure sono andati avanti. Così ora tutti noi dobbiamo subirne le conseguenze, ma anche loro. Specialmente quando poi, la durezza della posizione franco-germanica è condizionata dalla proprie aspettative elettorali dei leader politici, Merkel e Sarkozy. Pertanto non possiamo permettere che il loro intervento arriva al punto di annullare l'essenza stessa del sistema democratico. Va bene che esigiamo da tutti il ​​rispetto di determinate condizioni, di continuare a ricorrere ai mercati, ma è anche necessario che per continuare a costruire questa Europa si rispettino le decisioni dei cittadini e li si consulti. E qui, in tutta questa storia della crisi del debito, i cittadini sono meri spettatori di una situazione che colpisce proprio loro.

Traduzione per MERCATO LIBERO di
Alba Canelli

1 commento:

  1. Il problema principale non è il debito "pubblico", ma è la natura stessa dell'euro, ossia di una moneta senza Stato, e gli Stati che utilizzano l'euro utilizzano una moneta che non possiedono. Gli Stati membri dell'euro quando hanno bisogno di denaro non hanno altra scelta se non quella di andare a chiederlo ai mercati, agli interessi stabiliti da quest'ultimi.
    Perchè stati che hanno un rapporto debito/pil peggiore dell'Italia come il Giappone, gli Stati Uniti, la stessa Gran Bretagna, se ne fregano di quel rapporto come pure di Spread e debito? Perchè se hanno bisogno denaro, se lo stampano gratuitamente. Gli Stati Uniti mica vanno a chiedere i dollari ai mercati. Ne hanno bisogno? La loro banca centrale li crea e glieli dà - tutto lì. Cosa che la BCE non può fare (perchè per statuto non glielo lasciano fare) per gli Stati dell'Europa. E il bello è che alcuni paesi europei accettano il diktat demenziale di iscrivere il pareggio di bilancio nella costituzione. Bel modo di suicidarsi...

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