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10 novembre 2011

Europarlamentare irlandese sequestrato dalla marina israeliana

Europarlamentare irlandese sequestrato dalla marina israeliana, maltrattato, detenuto in carcere senza accuse, costretto a sottoscrivere dichiarazione mendace per  tornare in libertà. Il deputato irlandese Paul Murphy non sottoscrive menzogne e chiede  – in nome della legalità internazionale -  di fermare lo strapotere dello stato più illegale del mondo e di essere immediatamente liberato, insieme agli altri sequestrati della missione umanitaria Freedom Waves.
Cos’aspettano le autorità internazionali e sovranazionali a porre Israele fuori legge?

Il Parlamento europeo non può ingoiare anche quest’oltraggio, così come non possono i cittadini liberi di qualunque paese.
Chiediamo a voi, operatori dell’informazione, sempre più imbavagliati, di svolgere il ruolo di civiltà conforme al codice etico che vi fa definire “giornalisti” e di portare a conoscenza dell’opinione pubblica queste gravissime illegalità. 


Contatti. 347.6090366 – 328.8616084


COMUNICATO STAMPA
Per maggiori Informazioni:
Lingua inglese: Wendy Goldsmith, Canadian Boat to Gaza, 519-619-6766
Dylan Penner, Canadian Boat to Gaza,
613-859-6996
Lingua Francese: Denis Kosseim, Canadian Boat to Gaza, 514-923-5594

Ieri, gli attivisti della Freedom Waves to Gaza, reclusi in Israele, tra cui il canadese David Heap e Ehab Lotayef sono stati portati davanti al giudice che ha notificato loro che potrebbero essere trattenuti in prigione per 2 mesi senza accusa o processo.
Per evitare questo, il giudice ha chiesto loro di firmare una dichiarazione che sono entrati in Israele volontariamente e illegalmente nonostante siano stati rapiti con violenza e trascinati in israele contro la propria volontà mentre cercavano di raggiungere Gaza. Mentre una manciata di partecipanti alla Freedom Waves to Gaza sono stati già deportati, tra cui la canadese Karen DeVito – 18 attivisti sono in prigione israeliana da ben 5 giorni senza via d’uscita in vista. DeVito è disponibile a rilasciare interviste.
La marina israeliana ha requisito con la forza le navi Tahrir e MV Saoirse su cui viaggiavano giornalisti e attivisti al seguito dell’iniziativa Freedom Waves, portandoli al porto di Ashdod in Israele.
La giornalista americana Jihan Hafiz era a bordo della nave canadese Tahrir , ed è stata detenuta assieme agli altri nonostante le sue credenziali di giornalista. Le autorità israeliane hanno ordinato loro di non parlare assolutamente di “qualcosa di negativo o politico” durante la breve conversazione telefonica tenuta con la famiglia dalla prigione israeliana. Questo tipo di censura spiega come mai alcuni dettagli stiano venendo fuori solo ora. Martedì ha raccontato la sua esperienza durante l’arrembaggio israeliano alle navi Irlanedese e Candese:
“C’erano tre navi da guerra [...] quattro Zodiacs, quattro navi con i cannoni ad acqua, e quattro cannoniere vere e proprie. Tutti i commandos su tutte quelle navi erano pesantemente armati. Sembrava dovessero affrontare l’armata di un paese nemico.”
Ha aggiunto: “Due cannoniere ad acqua hanno iniziato a sparare getti d’acqua sulla nave irlandese, allagandola, fulminando le prese e facendo saltare il sistema elettrico. A quel punto il delegato irlandese con cui ho parlato mi ha riferito di aver detto alla marina israeliana : “stiamo imbarcando acqua. Stiamo per affondare. Finiremo in fondo al mare se continuate a inondarci con i getti d’acqua”
 

Hafiz ha continuato a descrivere l’attacco violento durante il quale sono state puntate armi alla testa dei passeggeri , come siano  stati picchiati, maltrattati, perquisiti e filmati nudi. Ci racconta anche di come le sia stato sequestrato il suo equipaggiamento da giornalista allo scopo di impedire che riportasse qualsiasi immagine che potesse contraddire il rapporto ufficiale israeliano sul sequestro della Tahrir e della MV Saoirse.
Video completo ed intervista : http://www.democracynow.org/2011/11/8/israel_deports_democracy_now_correspondent_jihan

“I nostri compagni sono stati assaltati, trattati con taser, picchiati, rapiti, derubati e imprigionati. Ora israele minaccia di trattenerli in prigione illegalmente per due mesi. Che deve accadere di peggio per far muovere il  governo canadese e intervenire in qualche modo presso uno stato straniero che rapisce cittadini canadesi e non li lascia andare? “ chiede Wendy Goldsmith, una delle organizzatrici della Canadian Boat to Gaza.
“Siamo arrabbiati ma non sorpresi riguardo la mancanza di azione di Baird e Harper,” afferma Dylan Penner, un organizzatore della Canadian Boat to Gaza. “Decidendo di non prendere posizione contro il blocco israeliano di Gaza, il governo canadese di fatto sceglie di condonare Israele per il disprezzo dei diritti umani dei cittadini di Gaza e di avallare la sua impunità quando decide non rispettare gli obblighi internazionali. E’ questo silenzio che costringe cittadini di coscienza quali David ed Ehab, ad agire. Mentre il nostro governo evita accuratamente di farlo”
 

Gli organizzatori della Canadian Boat to Gaza chiedono al Ministro degli Affari Esteri John Baird di dimettersi per non aver svolto il proprio lavoro e dovere di difendere gli interessi di cittadini canadesi.

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