13 settembre 2015
Rifugiati: chi semina vento, raccoglie uragani
C’è chi in Italia assiste e chi partecipa alla marcia delle donne e degli uomini scalzi; sia che si scenda in piazza, sia che si assista a quanto accade guardando la televisione, non ci si può non accorgere che la culla dorata in cui pensavamo di essere al sicuro semplicemente non esiste.
Si pensava che nella nostra culla dorata fossimo al sicuro, che le tragedie non ci riguardassero, che la disperazione fosse lontana, distante, che appartenesse ai soliti sfigati del pianeta. Nelle nostre belle casette, sulle nostre automobili, nelle nostre città luccicanti, sulle spiagge dove facciamo il bagno, niente potesse disturbarci, venirci a fare presente qualcosa di scomodo che non vogliamo vedere. Si riteneva che i nostri governi con i loro fantocci, potessero pensare a tutto, evitarci problemi, preservarci da ogni effetto indesiderato. E invece eccola qui piombarci in casa la disperazione, la sofferenza, la morte che da bravi occidentali figli del sistema della crescita e devastazione, abbiamo esportato in tutto il mondo. Eccola venire a bussare alla porta e se non rispondiamo, questa massa di persone, la porta la sfonda, inizia bibliche marce di centinaia di chilometri travolgendo confini, muri, fili spinati. Persone che ci appaiono in tutta la loro visibilità, la loro scomodità all’ora di pranzo e cena, nei momenti meno consoni per la nostra ligia tranquillità familiare costruita sull’indifferenza, il tornaconto e un razzismo strisciante.
10 settembre 2015
New Orleans: dieci anni dopo "Katrina" segregazione sociale e razziale
Quando 29 Agosto 2005, l'uragano Katrina ha colpito la costa del Golfo del Messico, Larry Bradshaw e Lorrie Beth Slonsky, collaboratori del sito SocialistWorker.org, sono stati bloccati a New Orleans. Stavano partecipando da diversi giorni ad una conferenza di lavoratori per i servizi medici di emergenza (EMS), e non sono potuti andar via. Hanno trascorso gran parte della settimana seguente intrappolati dalle inondazioni e dal cordone della legge marziale, schierato intorno alla città.
Superstiti di Katrina si fanno strada tra gli edifici allagati
|
Quando finalmente furono in grado di raccontare la loro storia su quello che era successo nel sito SocialistWorker.org, le informazioni si sono diffuse in tutto il mondo, contribuendo a svelare ciò che era realmente accaduto a New Orleans durante Katrina. Erano presenti, soprattutto quando centinaia di persone hanno cercato di attraversare un ponte sul fiume Mississippi prima di essere arrestate dalla polizia armata sparando munizioni sopra le loro teste. In questa intervista di Elizabeth Schulte, Lorrie Beth e Larry, alla luce dell'esperienza acquisita, dieci anni fa, parlano di ciò che è cambiato - e ciò che non è chiaramente cambiato - a New Orleans.
9 settembre 2015
“MUOS, sentenza assurda”: Intervista di Antonio Mazzeo
“La sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) sul Muos di Niscemi può essere definita come un’ulteriore picconata ai più sacrosanti principi costituzionali e un gravissimo attacco al diritto alla salute di migliaia e migliaia di siciliani”.
Sono indignati gli attivisti No Muos dopo che il Cga ha annullato la sentenza del Tribunale amministrativo regionale, il quale lo scorso 13 febbraio aveva giudicato illegittime le autorizzazioni rilasciate dalla Regione siciliana in merito all’installazione del Muos di Niscemi.
Va ricordato che la struttura è stata costruita dagli Stati Uniti (63 milioni di dollari la spesa sostenuta finora) per completare la quarta stazione di terra che dovrebbe essere preposta – attraverso un sistema satellitare – alle comunicazioni delle forze militari nella trasmissione e nell’acquisizione dei dati emessi dai droni addetti alla sicurezza. Le altre stazioni – dotate di tre parabole del diametro superiore a 18 metri – sono ubicate in Virginia, alle Hawaii e in Australia. A Niscemi, dal 1991, sono operative 41 antenne della Marina militare americana per le comunicazioni navali. Il problema – secondo gli oppositori che si sono avvalsi di esperti molto autorevoli – è che le tre parabole, una volta entrate in funzione, saranno in grado di emettere delle onde elettromagnetiche talmente potenti che potrebbero causare malformazioni infantili e malattie come tumori, leucemie ed altro in quasi tutto il territorio siciliano.
7 settembre 2015
L'Impero: vacua sostanza e sostanza della rappresentazione
Massacro in Corea, Pablo Picasso |
Noi
siamo sognatori, utopisti e intimamente poeti...
Noi
vorremmo attraversare l'oceano ed arrivare presto alla meta e
desideriamo ardentemente che ogni uomo veda riconosciuti i suoi
diritti e la sua dignità senza essere calpestato, vilipeso e
violentato oppure ingannato e sbeffeggiato...
Noi
aneliamo alla pace universale e a una vita che possa essere definita
tale, in armonia con la natura che ci circonda e in simbiosi con
l'energia che affiora dai pori della terra...
Noi
abbiamo sognato, ma hanno colonizzato il sogno e hanno preteso il
copyright del nostro immaginario e le distopie descritte dai classici
romanzi di fanatascienza si sono inverate forse oltre ogni più fosca
previsione...
Tempi
difficili si prevedono per la White House: la popolarità del
Presidente – il democratico Bill Clinton – sta calando
incessantemente a causa di uno scandaletto sessuale e - si sa – il
popolo americano è fin troppo rigido e puritano per accettarlo. Per
quanto si possa bombardare massicciamente il Panama o l'Iraq –
accampando pretesti inficiati da falsità e manipolazione – un
Presidente rischia veramente l'impeachment se poi mente per "futili
motivi". Sono anche questi i momenti in cui l'Agenzia si muove
con la massima libertà e discrezionalità purchè al malcapitato si
restituiscano l'onore e il consenso e cosa c'è, appunto, di meglio
di una guerra combattuta in nome della libertà e contro l'ennesimo
tiranno, il Saddam Hussein d'occasione ? Non una guerra vera con il
suo corollario di morte e macerie, bensì virtuale e costruita a
tavolino, ma sufficiente a "distrarre" il pubblico
americano e a recuperare il consenso perduto, con gli indici di
gradimento...
5 settembre 2015
I rifugiati dovrebbero chiedere asilo nelle sinagoghe
Il 1° settembre la Germania ha criticato la Gran Bretagna per l'attuale crisi migratoria. Infatti la Germania, entro la fine di quest’anno, prevede di accogliere ben 800.000 richiedenti d’asilo. Anche la Gran Bretagna si sta preparando al disastro crescente dei profughi: chiude le proprie porte. Devo ammettere che l'appello tedesco pare sensato. Dopo tutto sono stati Tony Blair e il suo governo laburista ad iniziare la guerra criminale che ha portato a questa crisi umanitaria globale. Ma Blair non era da solo. Infatti non era altro che un Shabbos Goy*.
Quando Blair ha coinvolto la Gran Bretagna nella guerra contro l’Iraq, il suo principale finanziatore era il ricco Lord cash point Levy degli Amici laburisti di Israele. Gli autori della Jewish Chronicle David Aaronovitch e Nick Cohen erano i primi a difendere queste guerre intervenzioniste immorali nei media britannici e altrove.
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3 settembre 2015
Acqua “privata” in Africa: la lotta della Nigeria contro la Banca Mondiale
Il nuovo colonialismo in Africa non sta solo derubando il continente delle terre, si sta anche impadronendo delle risorse primarie, tra cui l’acqua. I fondi della Banca Mondiale sono legati a doppio filo alle privatizzazioni e molti governi ormai, corrotti o con il cappio al collo, condannano le popolazioni a una nuova schiavitù.
Non bastavano il Mali, il Sud Africa (6 Corporation hanno contratti), il Ghana (dove dopo la privatizzazione il costo dell’acqua è aumentato del 95% e un terzo della popolazione non ha accesso ad acqua pulita), la Namibia. Ora la Banca Mondiale preme sulla Nigeria per permettere a una partnership pubblico-privata di mantenere e ampliare la gestione dell’erogazione dell’acqua aumentandone i costi. Ma la popolazione si sta opponendo con tutte le sue forze. La capitale Lagos, che conta 21 milioni di abitanti, è il “boccone” che le Corporations si sono servite in tavola e bramano il resto della preda.
2 settembre 2015
31 organizzazioni internazionali condannano un ondata di demolizioni di case palestinesi da parte degli Israeliani
Ondata di demolizioni in Cisgiordania. La scorsa settimana, l’esercito israeliano ha distrutto almeno 63 case e strutture finanziate con fondi internazionali, lasciando 132 persone, di cui 82 bambini, senza tetto. La notizia e la condanna arriva da organizzazioni umanitarie, che hanno reso noto questo bilancio.
È questo il bilancio dell’ultima ondata di demolizioni del governo israeliano, la peggiore degli ultimi tre anni, che la scorsa settimana ha investito dieci comunità palestinesi dell’Area C della Cisgiordania. Tra gli edifici demoliti, anche 12 strutture finanziate e costruite per necessità umanitarie, tra cui un pannello solare, una latrina portatile, alcuni recinti per animali e delle tende finanziate dall’Unione Europea. La denuncia arriva da 31 organizzazioni umanitarie internazionali che, alla luce dei dati forniti dall’agenzia Ocha delle Nazioni Unite, chiedono ai leader mondiali di adottare misure urgenti per fermare le demolizioni in corso e dichiarare il governo di Israele responsabile per la distruzione indiscriminata di proprietà palestinesi e dei progetti finanziati da aiuti internazionali nel territorio occupato della Cisgiordania.
È questo il bilancio dell’ultima ondata di demolizioni del governo israeliano, la peggiore degli ultimi tre anni, che la scorsa settimana ha investito dieci comunità palestinesi dell’Area C della Cisgiordania. Tra gli edifici demoliti, anche 12 strutture finanziate e costruite per necessità umanitarie, tra cui un pannello solare, una latrina portatile, alcuni recinti per animali e delle tende finanziate dall’Unione Europea. La denuncia arriva da 31 organizzazioni umanitarie internazionali che, alla luce dei dati forniti dall’agenzia Ocha delle Nazioni Unite, chiedono ai leader mondiali di adottare misure urgenti per fermare le demolizioni in corso e dichiarare il governo di Israele responsabile per la distruzione indiscriminata di proprietà palestinesi e dei progetti finanziati da aiuti internazionali nel territorio occupato della Cisgiordania.
1 settembre 2015
L’avvenire prospettatoci da Google
La società californiana, egemonica e tentacolare, è un’impresa dal potere quasi sovrano. Ma dietro il predatore economico si cela anche un progetto di una società ultra-individualista, basata sulla meritocrazia e la scienza per governare l’umanità di domani.
Eric Schmidt, presidente e direttore generale di Google, non si presenta come un dirigente d’impresa. Non parla di affari, ma di una rivoluzione e di una visione del mondo. Nella conclusione del suo penultimo libro intitolato The New Digital Age si legge: “La nostra ambizione consiste nel creare il miglior mondo possibile”. E Google non si accontenta di parafrasare Aldous Huxley. Infatti trova anche i mezzi del suo potere. Innanzitutto con una base economica incredibile. Un tesoro di guerra di quasi 60 miliardi di dollari, ben piazzato nel caldo clima delle isole Bermuda e delle risorse abissali, generate dal monopolio quasi perfetto nel settore della pubblicità su internet grazie a Adword ed Adsense. Ma questo settore non è che una piccola parte della sua attività. L’impresa è spinta perpetuamente da una logica di creazione e di conquista, perseguendo lo scopo di espandere di continuo. Allora Google crea e distrugge a colpi d’innovazione tecnologica. Nel corso di questi ultimi anni ha investito somme ingenti nei settori della sanità, della robotica, dell’intelligenza artificiale, della cultura e persino nel settore automobilistico …
Eric Schmidt, presidente e direttore generale di Google, non si presenta come un dirigente d’impresa. Non parla di affari, ma di una rivoluzione e di una visione del mondo. Nella conclusione del suo penultimo libro intitolato The New Digital Age si legge: “La nostra ambizione consiste nel creare il miglior mondo possibile”. E Google non si accontenta di parafrasare Aldous Huxley. Infatti trova anche i mezzi del suo potere. Innanzitutto con una base economica incredibile. Un tesoro di guerra di quasi 60 miliardi di dollari, ben piazzato nel caldo clima delle isole Bermuda e delle risorse abissali, generate dal monopolio quasi perfetto nel settore della pubblicità su internet grazie a Adword ed Adsense. Ma questo settore non è che una piccola parte della sua attività. L’impresa è spinta perpetuamente da una logica di creazione e di conquista, perseguendo lo scopo di espandere di continuo. Allora Google crea e distrugge a colpi d’innovazione tecnologica. Nel corso di questi ultimi anni ha investito somme ingenti nei settori della sanità, della robotica, dell’intelligenza artificiale, della cultura e persino nel settore automobilistico …
29 agosto 2015
Gli studi sul terrore per neutralizzare il dissenso
“Il Pentagono finanzia studi sul terrore per scovare le sacche di resistenza alla sua politica; gli individui vengono così identificati come sostenitori della violenza politica”. E’ provocatorio, come nel suo stile, Glen Ford, commentatore radiofonico americano e fondatore di Black Agenda Report.
“Fin dal 2008 le università americane hanno collaborato con il Pentagono per studiare le dinamiche dei movimenti sociali nel mondo” spiega Glen Ford, commentatore radiofonico americano, fondatore di Black Agenda Report e autore di The Big Lie: An Analysis of U.S. Media Coverage of the Grenada Invasion. Gli ultimi avvenimenti, il quadro internazionale, le scelte politiche e militari degli anni recenti lo hanno spinto ad un’analisi provocatoria e molto dura.Che vi proponiamo.
“Fin dal 2008 le università americane hanno collaborato con il Pentagono per studiare le dinamiche dei movimenti sociali nel mondo” spiega Glen Ford, commentatore radiofonico americano, fondatore di Black Agenda Report e autore di The Big Lie: An Analysis of U.S. Media Coverage of the Grenada Invasion. Gli ultimi avvenimenti, il quadro internazionale, le scelte politiche e militari degli anni recenti lo hanno spinto ad un’analisi provocatoria e molto dura.Che vi proponiamo.
24 agosto 2015
Quando il potere globale si mangia la politica
La Politica è ormai robetta locale, è il Potere ad essere divenuto globale. Con queste parole, il più grande sociologo vivente, Zygmunt Bauman, è solito sintetizzare il processo di spoliticizzazione dell’economia, a favore di un potere transnazionale che detiene tra le sue mani le sorti dell’intero pianeta e dei suoi abitanti.
Alle parole del grandissimo sociologo, aggiungerei che il Potere è sì globale nei suoi effetti, ma è sempre più concentrato nelle sue determinanti. Cioè,nelle mani che lo esercitano. La concentrazione del Potere, infatti, procede parallelamente a quella della ricchezza. E non è ormai più un mistero che l’attuale livello di iniquità distributive non abbia precedenti nell’intera storia del genere umano. Se cinquant’anni fa la ricchezza del più ricco 5% della popolazione umana era pari a 30 volte la ricchezza del 5% più povero, vent’anni fa lo era 60 volte e oggi lo è all’incirca 150 volte. Una recente analisi dell’Oxfam annuncia che il 2016 sarà finalmente l’anno in cui la ricchezza dell’1% più ricco del pianeta supererà quella della restante popolazione: un’ulteriore, amara legittimazione allo slogan internazionale del movimento Occupy “siamo il 99%”.
21 agosto 2015
Grecia: "Questo è l'opposto della solidarietà europea!"
La deputata tedesca Gesine Lötzsch del Partito "die Linke" al Bundestag nella seduta straordinaria del 19 agosto 2015 sul disastroso pacchetto di aiuti alla Grecia, prima del voto finale al 3° Memorandum. (113 No, 454 Si, 18 astenuti.
Il Parlamento tedesco approva il pacchetto di aiuti alla Grecia!)
Il Parlamento tedesco approva il pacchetto di aiuti alla Grecia!)
20 agosto 2015
Dietro la tragedia greca i segreti nascosti delle banche private
La Grecia si trova ad affrontare un problema enorme di debito pubblico e una crisi umanitaria senza precedenti. La situazione attuale è infinitamente peggiore di quella del 2010, quando la Troika - Fondo monetario internazionale, Commissione europea e Banca centrale europea - ha imposto il suo "piano di salvataggio" per il Paese, giustificato dalla necessità di sostenere la Grecia. In realtà, tale piano è stato un completo disastro per la Grecia, dal momento che il paese non ha ottenuto assolutamente alcun beneficio con i particolari accordi sul debito implementati da allora.
Di Maria Lucia Fattorelli
Auditoria Cidada
Ciò che quasi nessuno dice è che un altro piano di salvataggio, di successo, è stato effettivamente attuato in quello stesso momento, nel 2010, non per salvare la Grecia, ma le banche private. Dietro la crisi greca c'è un enorme ed illegale piano di salvataggio delle banche private. E il modo in cui tale piano è in atto è un enorme rischio per tutta l'Europa.
Di Maria Lucia Fattorelli
Auditoria Cidada
Ciò che quasi nessuno dice è che un altro piano di salvataggio, di successo, è stato effettivamente attuato in quello stesso momento, nel 2010, non per salvare la Grecia, ma le banche private. Dietro la crisi greca c'è un enorme ed illegale piano di salvataggio delle banche private. E il modo in cui tale piano è in atto è un enorme rischio per tutta l'Europa.
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18 agosto 2015
Wikileaks: 100.000 € per i segreti nascosti del TTIP
Il Parlamento europeo l'ha approvato, senza che se ne conosca il contenuto. Si tratta di un trattato di libero scambio che non è del tutto un trattato di libero scambio. Ed è estrememente controverso, perché insieme agli altri trattati internazionali Tisa e TPP, è stato pensato dagli Stati Uniti per rafforzare il loro predominio, indebolendo al contempo l'influenza dei paesi emergenti.
Il TTIP viene criticato da molte organizzazioni non governative, perché secondo loro finirà per favorire le multinazionali in un mondo sempre più globalizzato, penalizzando invece i singoli consumatori e governi locali.
Il TTIP viene criticato da molte organizzazioni non governative, perché secondo loro finirà per favorire le multinazionali in un mondo sempre più globalizzato, penalizzando invece i singoli consumatori e governi locali.
17 agosto 2015
amerika21: impegno giornalistico autentico per l'America Latina
Harald Neuber scrive per amerika21, il portale tedesco di informazione sull’America Latina
Milena Rampoldi: Che importanza riveste oggi in Europa un giornalismo professionale sull’America Latina nel mondo tedesco?
Harald Neuber: L’America Latina nel mondo della stampa tedesca degli ultimi decenni ha percorso diverse fasi. A partire dagli anni 1950 i paesi dell’America Latina erano soprattutto partner commerciali. Seguirono poi i grandi conflitti politici e l’epoca sanguinosa delle dittature. Allora l’interesse crebbe visto che si formava un movimento di solidarietà con i movimenti di resistenza e visto che delle imprese della Germania occidentale e lo stesso Governo della Germania occidentale di allora erano coinvolti nelle violazioni dei diritti umani. In seguito l’America Latina scomparve dai media per poi riottenere una certa importanza alla fine degli anni ’90 con l’ascesa dei governi progressisti di sinistra. Come si è avuto questo cambiamento? In particolare nel caso del Venezuela si può dimostrare come molti aspetti non furono semplicemente riportati o riportati in modo errato. Basti pensare all’origine del Movimento della Quinta Repubblica…
16 agosto 2015
Atene e Caracas promuovono lo slancio delle relazioni bilaterali
Caracas, 1 Agosto 2015 (MPPRE) .- Come parte delle alleanze che hanno sviluppato la Repubblica Bolivariana del Venezuela e la Repubblica ellenica, ha avuto luogo la firma di un Memorandum d'Intesa tra i due Paesi sulla cooperazione energetica.
La firma di questo accordo è stata attuata dal vice ministro degli Idrocarburi del Venezuela, Ing. Angel Eduardo Gonzalez Saltron, e dal segretario generale delle Relazioni Economiche e della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri della Grecia, Giorgos Tsipras. La cerimonia si è svolta presso la Casa Gialla "Antonio José de Sucre", sede del Ministero degli Esteri del Venezuela e vi ha partecipato il Vice Ministro per l'Europa, Calixto Ortega ed altri rappresentanti diplomatici dei due Paesi.
14 agosto 2015
La realtà e i sogni
“Scrivere è un modo di essere utile se si considera che la nostra umanità rassegnata deve essere educata di più ed in maniera migliore davanti all’incredibile ignoranza che c’avvolge tutti, ad eccezione dei ricercatori che cercano nelle scienze una risposta soddisfacente. È una parola che implica in poche lettere il suo contenuto infinito.
Fidel Castro Ruiz
Granma
Fidel Castro Ruiz
Granma
Tutti nella nostra gioventù abbiamo sentito parlare di Einstein qualche volta e, specialmente, dopo l’esplosione delle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki che ha terminato la guerra crudele scatenata tra Giappone e gli Stati Uniti. Quando quelle bombe furono lanciate, dopo la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti al Giappone per l’attacco alla base militare di Pearl Harbor, l’impero giapponese era già vinto. Gli Stati Uniti, il paese il cui territorio ed industrie rimasero fuori dalla guerra, è diventato il paese più ricco e meglio armato della Terra, di fronte ad un mondo rovinato, strapieno di morti, feriti ed affamati.
13 agosto 2015
Tutti gli Israeliani sono colpevoli di aver dato fuoco a una famiglia palestinese
Il j'accuse contro la società israeliana di uno dei pochi intellettuali critici che vi abitano, arrivato dopo la morte di un bambino di un anno e mezzo arso vivo da un commando di coloni che ha dato fuoco alla sua casa.
Gli israeliani accoltellano gay e bruciano bambini. Non vi è un briciolo di calunnia, il minimo grado di esagerazione, in questa secca descrizione.
Vero, queste sono le azioni di pochi. Vero, anche, che il loro numero sta crescendo. E' vero che tutti loro - tutti gli assassini, tutti coloro che danno fuoco, che accoltellano, che sradicano alberi - fanno parte dello stesso gruppo politico. Ma chi è all'opposizione condivide la responsabilità.
Tutti coloro che hanno pensato che sarebbe stato possibile sostenere isole di democraticità nel mare del fascismo israeliano sono stati messi in imbarazzo questo fine settimana, una volta e per tutte.
Funerale del piccolo Ali Dawabsheh |
Vero, queste sono le azioni di pochi. Vero, anche, che il loro numero sta crescendo. E' vero che tutti loro - tutti gli assassini, tutti coloro che danno fuoco, che accoltellano, che sradicano alberi - fanno parte dello stesso gruppo politico. Ma chi è all'opposizione condivide la responsabilità.
Tutti coloro che hanno pensato che sarebbe stato possibile sostenere isole di democraticità nel mare del fascismo israeliano sono stati messi in imbarazzo questo fine settimana, una volta e per tutte.
12 agosto 2015
La guerra infinita nel nuovo film di Michael Moore
Ci lavorava in gran segreto dal 2009, ma nei giorni scorsi ha rivelato il suo progetto e lo ha annunciato pubblicamente: Michael Moore sta per uscire con il suo nuovo film, “Where to invade next”. Avete indovinato di cosa parlerà? Di come il governo degli Stati Uniti mantiene questo stato di guerra infinita.
Sui social network lo ha definito lui stesso “un film epico”: è con “Where to invade next” che il regista americano Michael Moore torna sul grande schermo dopo gli Oscar già vinti con i suoi documentari al vetriolo. Dopo avere pubblicamente criticato le strategie di controllo di massa degli Usa e dopo avere definito Edward Snowden“eroe dell’anno”, Moore si appresta a proporre un lavoro (la prima mondiale sarà al Toronto Film Festival a settembre) girato in tre continenti che punta a raccontare di come «l’obiettivo degli Stati Uniti sia la guerra infinita, cosa che mi preoccupa da tempo e che mi ha indotto a tirare fuori la satira che serviva per questo film». «C’è questa sorta di bisogno costante di avere un nemico – ha spiegato Moore – c’è bisogno di individuare quale sarà il prossimo nemico, in modo da mantenere e alimentare il grande sistema e business dell’industria bellica, garantendo gli affari di chi fa soldi con questo business.
11 agosto 2015
Le zucche, le api e la nostra borsa della spesa
In questi giorni sono fiorite le piante di zucca, il profumo si sente da lontano. Ne seminiamo e piantiamo sempre tante, perché le zucche si conservano tutto l’inverno e sono una risorsa preziosa quando nell’orto rimangono solo cavoli. Così ora c’è questa grande parcella fiorita e rumorosa, anche il ronzio si sente da lontano: in ogni fiore aperto si affollano le api bottinatrici, e poi bombi di tutti i tipi. Ci sono interi alveari, si direbbe, che vanno e vengono dalle nostre zucche.
Anche a noi, come a tutti, piacciono i fiori di zucca fritti o in frittata o nelle crêpes… Ciononostante, ogni mattina mi limito a raccogliere quelli che stanno sfiorendo e che perciò si sono già richiusi. Lascio gli altri alle api. Perché? Non solo perché ci sono ben pochi fiori ormai, in questa stagione, nelle campagne riarse dal riscaldamento globale, ma anche perché questi fiori sono lontani dalle vigne.
Da anni ogni primavera, quando cominciamo a tenere le finestre aperte, api confuse e stordite vengono a ronzare in casa, si aggirano senza scopo nelle stanze, finiscono per accasciarsi moribonde sul pavimento. Ogni mattina ne troviamo qualcuna morta e rattrappita.
Ogni settimana sentiamo il rombo dei trattori che spargono veleni sulle vigne del Chianti.
10 agosto 2015
Infanzia rubata: una storia palestinese
Il mondo è clamorosamente indifferente alle sofferenze dei Palestinesi.
Ismail, Zakaria, Ahed, Mohamed , questi quattro nomi sono ben noti e incisi nella coscienza di ogni palestinese.
Sono i bambini della famiglia Bakr – tutti tra i nove e gli undici anni.
La loro storia non è stata diffusa dai media occidentali . La loro perdita non è stata umanizzata e non sono stati effettuati colloqui con i loro cari. nelle TV mondiali. Così nessuno conosce le loro gioie, i loro sogni, o le loro aspirazioni.
Un anno fa, un 16enne palestinese, Mohammed Abu Khdeir, è stato bruciato vivo da aggressori israeliani a Gerusalemme . Si trovò un biglietto vicino al suo corpo con la scritta in ebraico : “uccisione per vendetta”! .
Venerdì scorso, in un incendio doloso, appiccato da coloni israeliani, ad una casa nel villaggio di Duma, un bambino, di 18 mesi, Ali Saad Dawabsheh, muore bruciato vivo. Ciò riporta la mente alla morte di Abu Khdeir, dell’anno scorso alla vigilia dell’operazione “Margine Protettivo” .
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