Da due anni vivo senza denaro e nessuna spesa, vi racconto come ci riesco
E’ irlandese e il suo nome è Mark Boyle. Quest’uomo ha deciso di vivere senza redditto, senza nessun conto in banca e senza nessuna spesa. Come farà a vivere? Qui ci racconta la sua Esperienza Personale in questo percorso di CAMBIAMENTO RADICALE.
Se sette anni fa, durante il mio ultimo anno di Economia, mi avessero
detto che fra qualche anno avessi vissuto alla giornata senza un
centesimo, gli avrei presi per pazzi. Il mio obbiettivo a quei tempi era
quello di ottenere un “buon lavoro”, riempirmi di beni materiali per
dimostrare a tutti di aver ottenuto il Successo. A dire il vero per un po’ di tempo ho lavorato per una grande Azienda
di alimenti biologici, il lavoro andava alla grande, ero riuscito a
comprare addirittura uno yacht. Sarei ancora li se non fosse stato per
il VIDEO, il video che mi cambiò la visione del Mondo, il video
intitolato GANDHI! Ero li a filosofeggiare con un mio amico sullo yacht con un buon
bicchiere di Merlot, e quelle parole continuavamo a rimbalzarmi in
testa: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel Mondo”, fino ad allora
non conoscevo il vero significato di Cambiamento. Iniziammo così a
parlare di distruzione ambientale, guerre per la conquista delle risorse
energetiche, allevamenti intensivi, sfruttamento del lavoro ai limiti
dello Schiavismo.
[Nota introduttiva: "Il dilemma della Palestina: rivolgersi o non rivolgersi al Tribunale Penale Internazionale"
è stato pubblicato il 13 luglio del 2014 sul sito Middle East Eye, un
portale che consiglio a tutti coloro che hanno interesse per i problemi
del Medio Oriente; il post che segue rappresenta un testo un po’
rivisto, sebbene contenuto nella struttura dell’originale. La
plausibilità politica di fare appello alla Corte Penale Internazionale
per poter indagare sulle accuse di criminalità indirizzate a Israele
aumenta ogni giorno.] Dal momento in cui quest’ultima considerevole
operazione militare di Israele contro Gaza ha avuto inizio l’8 luglio
scorso, si sono succedute con una certa frequenza proposte per accusare
Israele come colpevole di crimini di guerra, e che la Palestina debba
fare del proprio meglio per attivare la Corte Penale Internazionale nel
proprio interesse. Queste le prove che supportano in maniera
schiacciante le fondamentali accuse palestinesi: Israele è colpevole sia
di aggressione in violazione dello Statuto dell’ ONU che in flagrante
violazione dei propri obblighi come forza occupante, secondo la
Convenzione di Ginevra, di salvaguardia della popolazione civile di un
popolo occupato; Israele sembra colpevole dell’eccessivo e
sproporzionato uso della forza contro l’inerme società della Striscia di
Gaza; inoltre Israele, in un vasto insieme di altri reati, sembra
colpevole di aver commesso crimini contro l’umanità, data l’imposizione
di un regime di apartheid in Cisgiordania e attraverso il trasferimento
di popolazione verso un territorio occupato, comè stato il caso col suo
massiccio progetto d’insediamento di coloni. Leggi tutto....
Parlare dei tentativi
della Monsanto per ostacolare la giustizia, impedire la trasparenza ed impedire
che la gente ne fermi le lucrose attività nel settore dei semi e degli erbicidi
può sembrare una noiosa ripetizione di un tema ormai assodato. Il problema ad
oggi è che l’azienda sta assumendo dei comportamenti ancora più dannatamente
discutibili: adesso la Monsanto si sta rifiutando di rendere pubblici i
risultati di test di laboratorio condotti a St. Louis, Missouri, i quali le
hanno “conferito” l’autorizzazione per usare il glifosato in Cina [e da lì nel
mondo].
Solo pochi mesi fa, dei
volontari della sicurezza alimentare in Cina hanno inviato una richiesta al
Ministero dell’Agricoltura perché rendesse pubblici i risultati delle prove che
avevano permesso di attribuire il certificato di sicurezza per l’importazione in
Cina dell’erbicida RoundUp, prodotto dalla Monsanto e contenente il glifosato.
Il glifosato aveva ricevuto il certificato di sicurezza nel 1988, dopo che
furono condotte, dalla Monsanto stessa, delle ricerche presso gli Younger
Laboratories di St. Louis, Missouri.
La ricerca si riteneva
fosse un test della tossicità per esposizione acuta, con dei ratti che
ricevevano per via orale il RoundUp per numerosi giorni e dei conigli che ne
erano esposti sulla cute. L’azienda aveva sostenuto che l’erbicida non avesse
manifestato effetti né agli occhi né sulla pelle, né che ci furono allergie
conseguenti. Tuttavia, si è rifiutata di inviare i risultati al laboratorio dei
volontari cinesi asserendo si tratti di un “segreto commerciale”.
- Angelo Iervolino- 28 Luglio 2014 - Ieri a Gorlovka, nel Sud-Est dell’Ucraina i criminali di Kiev
hanno ucciso una giovane donna e la sua bambina. Quando i media
occidentali si accorgeranno di questo genocidio? Pochi giorni fa a Lugansk un altro massacro nei bombardamenti. Tutti morti da attribuire all’amministrazione Obama che sta finanziando da tempo Israele e il governo Ucraino. La strategia della morte attuata dagli Stati Uniti
in molti paesi del mondo continua, una nazione al collasso economico
che ha investito tutto quello che aveva in armi e quindi in morte. Il
prezzo del gran baraccone tenuto in piedi da Obama lo
stanno pagando i civili di molti paesi del mondo con la morte.
Ovviamente per tenere un esercito di tali dimensioni qualcuno deve
pagare, quindi gli Stati Uniti continuano a finanziare e
provocare guerre, per giustificare le enormi spese militari alle quali i
contribuenti americani sono chiamati a contribuire.
L'eurodeputato Udo Voigt, 62 anni,
ex presidente dell'organizzazione neonazista tedesca Partito
Nazionale Democratico (NPD), è stato eletto pochi giorni alla Commissione per le Libertà Civili del Parlamento di Bruxelles. Il 20 novembre 2010 Voigt è stato invitato dai fascisti
ispanici a celebrarela commemorazione della morte di Franco, e ha anche avuto modo
di fare un discorso in Plaza de Oriente a Madrid. Recentemente ha reso omaggio all'ex leader di Alternativa Spagnola sulla sua
pagina personale in occasione della sua morte, definendolo un "amico dei nazionalisti tedeschi." Mantiene inoltre buoni rapporti con gli ungheresi di Jobbik e i greci di Alba Dorata. DiJuan Manuel Olarieta Opinion De Clase
Voigt è un militare di professione che ha raggiunto il grado di capitano
dopo 12 anni di servizio nella Luftwaffe, l'aviazione tedesca, da cui
fu espulso nel 1984 per aver rifiutato di lasciare l'NPD.Anche suo padre era nazista e ha combattuto nelle SS durante la Seconda
Guerra Mondiale, evento che gli è costò quattro anni di carcere in Unione
Sovietica. Nel 1968, quando aveva solo 16 anni, il figlio è entrato nel NPD, che ha presieduto tra il 1996 e il 2011. L'eurodeputato è stato accusatoato in 15 cause penali di "incitamento all'odio razziale e alla violenza", "negazione dell'Olocausto" e "ostentata propaganda di simboli nazisti".
Nel 1998 i giudici tedeschi lo ha condannato a quattro mesi di
prigione, per aver chiesto agli elettori durante un comizio di partecipare ad una "lotta armata".
Fin dal 1948, i palestinesi sono stati condannati a vivere in
un'umiliazione senza fine. Non possono neanche respirare senza permesso.
Hanno perduto la loro patria, le loro terre, la loro acqua, la loro
liberta', ogni cosa, anche il diritto di eleggere il loro governo.
Quando votano per chi non dovrebbero, vengono puniti. Gaza ora vene
punita, è diventata una trappola senza via d'uscita da quando Hamas ha
vinto giustamente le elezioni nel 2006. Qualcosa di simile era accaduto
nel 1932, quando il Partito Comunista ha vinto le elezioni a El
Salvador: la gente espiava il suo cattivo comportamento con un bagno di
sangue e da allora in poi ha vissuto sotto dittature militari. La
democrazia è un lusso che non tutti meritano. I missili fatti
in casa che non hanno dato scelta ai combattenti di Hamas a Gaza,
sparano con una mira approssimativa verso le terre una volta palestinesi
e attualmente sotto il dominio israeliano, sono nati dall' impotenza.
Mentre la terza guerra mondiale non è stata formalmente dichiarata, i
conflitti di tutto il mondo stanno raggiungendo livelli mai visti dal
1944. Naturalmente, per la grande maggioranza di persone in
tutto il mondo, le notizie su questi conflitti sono solo parte della
cronaca quotidiana, ma un'altra quota di essa verte sul caos esistente
nei nostri paesi. Esso è così complesso e confuso che molte persone hanno rinunciato al
tentativo di tentare qualsiasi forma di comprensione profonda, così ho
pensato che sarebbe stato utile offrire dieci spiegazioni di come siamo
riusciti a creare questo caos. 1) Il
mondo, così come esiste oggi, è stato in gran parte plasmato dalle
potenze coloniali, che lo hanno diviso tra di loro, ritagliandosi Stati
senza alcuna considerazione per le realtà etniche, religiose o culturali
esistenti. Questo era particolarmente vero per l'Africa e il mondo
arabo, dove è stato imposto il concetto di stato sui sistemi di tribù e
clan.
Tutti
i combattimenti all'interno delle città e tutti i bombardamenti degli
spazi urbani, anche i più "precisi e chirurgici", rappresentano per i civili una potenziale trappola mortale. Di conseguenza, la penetrazione della guerra nelle città trasforma inevitabilmente i loro abitanti in potenziali scudi umani.
Per i Palestinesi che vivono a Gaza oggi, semplicemente
passare il tempo nelle loro case, frequentare una moschea, andare in
un ospedale o a scuola è diventata un'impresa pericolosa, dal momento
che uno qualsiasi di questi edifici può diventare da un momento
all'altro un bersaglio. Non si può più contare sul fatto che la presenza
di masse di corpi umani - anche di corpi di bambini - in spazi civili
possa servire come difesa dei deboli contro la capacità letale degli
stati hi-tech. "Dove nascondono le armi i terroristi di Gaza?" Leggi tutto...
Tra le espressioni che più alimentano la sfiducia negli uomini vi
sono senza dubbio l'ipocrisia, la doppiezza, la menzogna professionale,
che poi sono le qualità necessarie, indispensabili, per chi vuole
emergere nella politica o nell'informazione.Tutto il mondo contemporaneo si regge sulla falsificazione scientifica
dei fatti, sulla omissione delle notizie importanti, cercando di creare
un'opinione pubblica popolare che si occupi di cronaca spicciola, di
sport, di pettegolezzi riguardanti personaggi noti.
Il più colossale e sanguinario "pacco" che fu confezionato
dall'intreccio tra politica e "informazione", tra autentici delinquenti,
fu quello che fece iniziare la seconda guerra del Golfo, con
l'aggressione all'Iraq, inventandosi le "prove inoppugnabili" sugli
arsenali chimici di distruzione di massa, che poi non furono mai usati
né trovati.
Bush jr, Blair,
i media, i servizi segreti, in combutta tra loro hanno la piena
responsabilità per le centinaia di migliaia di morti, di cui quattromila
americani, e nessuno li ha accusati di terrorismo, visto che hanno
usato il terrore che provocano i bombardamenti e le torture, per
sostituire un capo di Stato di un Paese sovrano che non obbediva più
agli ordini USA, ma che soprattutto poteva decidere di vendere il
proprio petrolio a chi gli pareva e magari non in dollari.
Il 5 stelle Alessandro Di Battista è durissimo: “Non siamo contro
Israele ma contro le politiche del suo governo”, spiega.“Stiamo con i
deboli, oggi con i palestinesi”. Via l’ambasciatore dunque e parole più
nette dal governo, che per ora “in politica estera è stato debolissimo” E’ il cinquestelle terzomondista, Alessandro Di Battista. “Di politica interna non voglio parlare”
dice all’Espresso, prima di rievocare i suoi viaggi e elencare i suoi
rapporti internazionali, soprattutto nel sudamerica. Delle bombe che
cadono su Gaza, però, parla: “Quello che sta portando avanti Israele è
un genocidio” dice senza mezze misure, riprendendo “le parole di tanti leader internazionali”, tra cui “Ortega e Morales, con cui abbiamo molti rapporti di lavoro”.
E siccome “fanno bene a parlare di genocidio”, Alessandro Di Battista
annuncia che i deputati 5 stelle della commissione esteri presenteranno
una risoluzione per il richiamo dell’ambasciatore italiano in Israele, “un atto simbolico dovuto”.
Non teme le accuse, Di Battista: “Chi parla di antisemitismo dovrebbe
capire che l’unica cosa a fare il gioco degli antisemiti sono le azioni
del governo israeliano”. Di Battista sa che “Israele non è il suo
governo”, così come “la Palestina non è Hamas”.
Il loro obiettivo è il profitto, senza alcun riguardo per la salute umana. Dai nostri campi alle nostre forchette, le grandi corporation hanno una quantità enorme di potere sul nostro approvvigionamento alimentare, spiega Mychael Snyder sul blog 'The Economic Collpase'.
Attualmente più di 313 milioni di persone vivono negli Stati Uniti e il
compito di nutrirle tutte è concentrato nelle mani di poche decine di
compagnie. Lo scopo di queste aziende è quello di massimizzare la
ricchezza dei propri azionisti. Così il popolo americano finisce per
mangiare miliardi di chili di cibo estremamente malsano, curato con
sostanze chimiche e additivi.
Se gli Usa avessero avuto un vero sistema capitalistico, avrebbero un elevato livello di concorrenza nel settore alimentare. L’industria alimentare statunitense è, invece, diventata sempre più concentrata ogni anno che passa. Basta considerare i seguenti numeri sul settore agricolo degli Stati Uniti.
Il settore agricolo degli Stati Uniti soffre di livelli
anormalmente elevati di concentrazione. La maggior parte dei settori
economici ha rapporti di concentrazione di circa il 40%, il che
significa che le prime quattro imprese del settore controllano il 40%
del mercato. Se il rapporto di concentrazione è superiore al 40%, gli
esperti ritengono che la concorrenza possa essere minacciato e gli abusi
di mercato sono più probabili: più alto è il numero, maggiore è la
minaccia.
Gli Stati Uniti stanno facendo pressioni all'Unione Europea per indebolire un'importante normativa ambientale allo scopo di promuovere gli interessi delle compagnie petrolifere, secondo quanto denunciato da organizzazioni ambientaliste. Il rapporto Dirty Deals: How trade talks threaten to undermine EU climate policies and bring tar sands to Europe (Affari Sporchi: Come i negoziati commerciali rischiano di minare le politiche climatiche dell'UE e portare il petrolio da sabbie bituminose in Europa), che è stato preparato da diversi gruppi ambientalisti (Sierra Club, Friends of the Earth Europe, Friends of the Earth U.S., Transport & Environment, Greenpeace y Council of Canadians), riferisce che, nel contesto dei negoziati sul Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP) gli USA insieme con il Canada promuovono gli interessi dei lobbisti del petrolio.
"Il governo canadese sta agendo come l'avvocato del petrolio sporco dal 2009, mettendo sotto pressione l'Unione Europea attraverso negoziati commerciali e minacciando di presentare un reclamo all'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Recentemente, tuttavia, la pressione sull'UE per indebolire la direttiva sulla qualità dei carburanti (FQD, il suo acronimo in inglese) è aumentata notevolmente, con i gruppi dell'industria petrolifera che promuovono i propri interessi. Le compagnie petrolifere e le raffinerie hanno trovato una nuova strada per minare il FQD: i negoziati sul Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP)", recita lo studio.
Sono qui per parlarvi di una storia oscura e tragica. Avete
già capito che l’Europa è un mostro che va contro a tutte le regole
della teoria monetaria moderna e dell'economia moderna. E quindi il problema è: perché esiste un sistema così assurdo? Mi
è stato detto che nel vostro Paese, come nel mio del resto, alcune
persone pensano che se riusciamo a liberarci dell’euro, l’Italia o la
Francia potrebbero ritornare ad essere equiparabili ad alcuni dei Paesi
più poveri dell’Africa, come lo Zimbabwe; ma l’economia reale dell’eurozona è già nello stesso stato dello Zimbabwe. Vediamo per esempio alcuni dati sulla Francia. I Francesi hanno inventato e imposto l’eurosistema molto tempo fa;
ebbene, in Francia il vero tasso di disoccupazione è di circa il 60%
della popolazione attiva [includendo nel computo anche i lavoratori sottopagati, N.d.R.], quindi una cifra enorme; e quindi abbiamo un tasso di inflazione effettivo del 7-8%. Non
abbiamo la piena occupazione e non abbiamo una stabilità dei prezzi;
questo significa che tutti i dati ufficiali europei sono menzogne. Comincerò la mia presentazione vera e propria con una citazione del responsabile del Ministero delle Finanze francese [Postel-Vinay, N.d.R.], che fra l’altro appartiene all’ordine dei benedettini, è un monaco ed è anche il capo dell’Opus Dei francese: e la Commissione Europea è ampiamente controllata, come anche il governo francese, dall’Opus Dei.
Se mi dai uno schiaffo massacro il tuo popolo. Un casus belli
inventato dal Mossad per bombardare e invadere Gaza. Un solo esercito,
una sola aviazione: un’azione
di guerra - sostenuta dal governo di Washington a livello internazionale
- contro un intero popolo, in particolare i civili.. E una sola vittima
israeliana: un soldato. Tutte le altre vittime sono civili , donne e
bambini
palestinesi. Una sproporzione gigantesca tra offesa e reazione.
In realtà, il nodo cruciale è lo sfruttamento esclusivo di
un giacimento di idrocarburi nelle acque territoriali della terra santa,
dinanzi a Gaza, del valore di miliardi euro. Nel 1999 ci fu un accordo per
l’estrazione firmato da Yasser Arafat che vede un contratto tra British Gas
Group ed una compagnia privata palestinese per l’estrazione del gas. L’operazione
viene osteggiata ad arrestata dal governo di Tel Aviv - grazie anche ai buoni
uffici di Tony Blair - che vuole invece arraffare tutto.
In ogni caso viene formato un nuovo governo di unità
nazionale il 2 giugno 2014. Questo governo diventa decisivo per i progettati
accordi tra Russia e Palestina e il 12 giugno, dieci giorni dopo, si consuma il
cosiddettorapimento dei tre giovani israeliani.
Per capire qual è uno
degli obiettivi dell’attacco israeliano a Gaza bisogna andare in
profondità, esattamente a 600 metri sotto il livello del mare, 30 km al
largo delle sue coste. Qui, nelle acque territoriali palestinesi, c’è un
grosso giacimento di gas naturale, Gaza Marine, stimato in 30 miliardi
di metri cubi del valore di miliardi di dollari. Altri giacimenti di gas
e petrolio, secondo una carta redatta dalla
U.S. Geological Survey (agenzia del governo degli Stati uniti), si
trovano sulla terraferma a Gaza e in Cisgiordania.
Nel 1999, con un
accordo firmato da Yasser Arafat, l’Autorità palestinese affida lo
sfruttamento di Gaza Marine a un consorzio formato da British Gas Group e
Consolidated Contractors (compagnia privata palestinese),
rispettivamente col 60% e il 30% delle quote, nel quale il Fondo
d’investimento dell’Autorità ha una quota del 10%. Vengono perforatidue
pozzi, Gaza Marine-1 e Gaza Marine-2. Essi però non entrano mai in
funzione, poiché sono bloccati da Israele, che pretende di avere tutto
il gas a prezzi stracciati. Tramite l’ex premier Tony Blair, inviato del
«Quartetto per il
Medio Oriente», viene preparato un accordo con Israele che toglie ai
palestinesi i tre quarti dei futuri introiti del gas, versando la parte
loro spettante in un conto internazionale controllato da Washington e
Londra. Ma, subito dopo aver vinto le elezioni nel 2006, Hamas rifiuta
l’accordo, definendolo un furto, e chiede una sua rinegoziazione. Nel
2007, l’attuale ministro della difesa israeliano Moshe Ya’alon avverte
che «il gas non può essere estratto senza una operazione militare che
sradichi il controllo di Hamas a Gaza».