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22 ottobre 2017

VACCINI: Inchiesta sulle reazioni avverse.
Giappone e Italia a confronto (1° parte)

A fronte della estesa e martellante campagna di informazione quasi a senso unico portata avanti negli ultimi mesi da mass media, da autorità istituzionali, da compagini politiche nazionali e regionali (con pochissimi distinguo) sulle vaccinazioni e tutti i loro benefici (che esistono), e sulla responsabilità genitoriale invocata per rispondere alla salvaguardia della sanità pubblica, ho deciso di intervistare personalmente la d.ssa Hiroko Mori, un medico che per anni è stato a capo della Sezione Malattie infettive dell'Istituto di Sanità Pubblica del Giappone. Un importante ruolo governativo quello ricoperto dalla Mori, che ha raggiunto dopo anni di lavoro in veste di ricercatrice scientifica. La d.ssa Hikoro Mori, oggi anziana ed in pensione, pone l'accento soprattutto nel valutare il rapporto rischio /beneficio della cosiddetta profilassi vaccinale, e mette in guardia il pubblico nel non sottovalutare il rischio delle reazioni avverse (che esistono anch'esse) ai vaccini, una realtà documentata scientificamente e che tocca da vicino soprattutto le famiglie dei Paesi avanzati, dove le condizioni igienico-sanitarie ed i livelli di nutrizione sono nettamente migliori rispetto a Paesi in via di sviluppo. 
La dottoressa H. Mori non mette in dubbio il vantaggio che i programmi di vaccinoprofilassi hanno avuto in determinati periodi storici, e ne sottolinea l'importanza fondamentale che ancora oggi hanno in determinate aree del mondo, dove le condizioni di vita - igieniche ed alimentari - sono ancora oggi così precarie, che i benefici delle vaccinazioni superano - a detta della dottoressa giapponese - il peso delle reazioni avverse e degli effetti collaterali nocivi manifestate da chi le riceve. Ma la dottoressa sottolinea che - a suo avviso - nei Paesi avanzati del mondo, la decisione di vaccinare o meno i bambini dovrebbe essere una scelta esclusiva dei genitori, e non imposta obbligatoriamente dalle Autorità. 

Così come avviene in Germania (terra che da diversi anni riceve migliaia e migliaia di migranti anche da aree disagiate del Medio Oriente) ed in Giappone, entrambi Paesi dove le vaccinazioni sono raccomandate ma non sono obbligatorie. Infatti la vaccinazione in età pediatrica (per infanti e bambini) è un atto sanitario che non può mai essere esente da rischi al 100%, essendo il vaccino un farmaco e come tutti i farmaci sono sempre possibili effetti indesiderati nocivi quando vengono somministrati (in questo specifico caso, lo shock anafilattico è uno di questi, ma non è il solo). Si va da quelli a breve termine, passeggeri e reversibili, a quelli (più gravi e rari) irreversibili. Si consulti in proposito i "bugiardini" dei vaccini in commercio. A maggior ragione quando la somministrazione avviene per via parenterale (intramuscolare nello specifico, per gli infanti, saltando la barriera naturale delle mucose dell'organismo).

Chi scrive si è formato culturalmente anche in aule universitarie italiane, e mi è sempre stato insegnato da miei docenti di filosofia, epistemologia e di storia della scienza, che il dubbio e la forza della ragione e della critica costruttiva, sono le basi della cultura e del vivere civile, e che il dissenso, se ragionato e sorretto da pensiero logico, esercitato su teorie falsificabili che devono essere messe alla prova e devono sempre poter essere criticabili, sono il sale del progresso e tutto ciò è ancora più necessario quando i dogmi intoccabili sono protetti e custoditi dal pensiero scientifico dominante che - spesso arroccato sulle proprie posizioni - rifiuta di analizzare le anomalie scientifiche emerse e non si cura di dati ed evidenze scientifiche che mettono in crisi proprio quei paradigmi dominanti che vengono difesi con le unghie e con i denti dalle élite della comunità scientifica stessa, che per definizione non può mai essere compatta ed avere giudizi unanimi. Altrimenti il motore del progresso culturale e scientifico non esisterebbe. Ecco la prima parte della mia inchiesta sui vaccini e le reazioni avverse, nel contesto sociale e culturale di Giappone ed Italia messi a confronto. 

Al lettore lascio il giudizio sulle convinzioni etiche e mediche della dottoressa Mori, e sul tema bioetico che fa da sfondo alla intervista (consenso e dissenso informato, diritto all'informazione del paziente ed alla libertà di scelta di cura, rischi e conseguenze di un atto sanitario raccomandato od imposto obbligatoriamente dalle Autorità sanitarie come la vaccinazione profilattica e non terapeutica, effettuata su soggetti sani ed in buone condizioni di salute).
La seguente mia intervista è stata divulgata in esclusiva dalla Free Lance International Press di Roma, il 12 febbraio 2017, dopo essere stata rifiutata da diversi periodici digitali e della carta stampata italiana a cui l'avevo proposta, nonostante io non avessi chiesto alcun corrispettivo in denaro per i diritti d'Autore.
La d.ssa Hiroko Mori durante un incontro pubblico in cui parla del vaccino antinfluenzale (Fonte: YouTube, Google)

prima parte

INTERVISTA CON LA DOTTORESSA  HIROKO MORI
di Luca Scantamburlo

Dallo scandalo del vaccino MPR (1989-1993) – con la retromarcia nipponica sulla obbligatorietà a causa degli eventi avversi – al recente scandalo del particolato inorganico  estraneo nei vaccini (nanoparticelle). Risponde l'ex capo del Dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto di Salute Pubblica del Giappone. 


"Il dolore e la disperazione che vivono i genitori dei bambini vittime degli effetti collaterali, tormentano la loro intera vita" 

Hiroko Mori, PhD

Alcune settimane fa (a fine dicembre 2016) – attraverso un mio lettore residente in Giappone e già membro di un corpo accademico, e che ci ha messi in contatto - ho intervistato a distanza la dottoressa Hiroko Mori. La Mori, che ha già compiuto ottantadue anni, è stata ricercatrice nipponica in campo medico (soprattutto nel campo della microbiologia, ricerca su virus e batteri, ma non solo), nonché ha ricoperto il delicato incarico di capo della Sezione Malattie Infettive dell'Istituto di Salute Pubblica del Giappone.


L'ho intervistata perché in merito alla vaccinoprofilassi mi sembrava corretto dare voce alla storia professionale di un addetto ai lavori – oggi in pensione - che considera i genitori dei protagonisti sempre attivi, chiamati ad essere responsabilmente vigili ed in prima linea, in merito alle scelte di cura mediche per i loro figli. Inoltre le "reazioni avverse" e gli "eventi avversi" ai vaccini (effetti indesiderati, nocivi, non voluti e con stretto oppure possibile ma non necessariamente esistente nesso causale con il farmaco), sono una realtà scientifica ben documentata da diversi decenni, con cui bisogna fare i conti nel campo della vaccinoprofilassi e della farmacovigilanza più in generale.

 Le "reazioni avverse" e gli "eventi avversi" secondo taluni Autori e ricercatori medici non corrispondono e non vanno confusi con gli "effetti collaterali", legati invece alle proprietà farmacologiche del farmaco stesso somministrato in dosi normali ("side effects" in lingua inglese). Nell'intervista sono rimasto sul più generico e meno appropriato "side effects", cioè effetti secondari, collaterali, come conseguenza della vaccinazione, aventi però il carattere di "effetti avversi" ("adverse effects"). Questo lo preciso a scanso di equivoci. Del resto, la stessa italiana Legge n. 210/1992 che riconosce degli indennizzi, parla di "effetti collaterali derivanti dalle vaccinazioni stesse".

Il Giappone, fra i primi Paesi al mondo come qualità della vita, con eccellenti livelli di istruzione e con speranza di vita superiore alla media OCSE, assunse alcuni anni fa un atteggiamento di buon senso e di apertura ad istanze legali e sociali che qui in Europa, e soprattutto in Italia, sembrerebbero impensabili oggi, nell'attuale clima di allarmismo mediatico in tema vaccinazioni, sebbene anche in Giappone lo scontro fra due diverse concezioni sull'argomento sia stato, e sia tuttora, aspro e duro.

Nel 1992 la Corte Regionale di Tokyo (non la Corte Suprema), le associazioni dei consumatori e soprattutto le famiglie dei danneggiati con le loro azioni legali, misero il Governo centrale con le spalle al muro e di fronte alle proprie responsabilità, in tema di indennizzi per gli eventi e le reazioni avverse causate, i cui negativi effetti vennero riconosciuti in Tribunale (si parla di nesso causale), la cui possibilità e realtà non erano state dai medici sufficientemente illustrate in anticipo, con chiarezza, alle famiglie dei minori obbligate all'atto sanitario a cui erano state chiamate (scandalo del vaccino trivalente MPR - MMR nella sua sigla inglese - contro Morbillo-Parotite-Rosolia, avvenuto negli anni 1989-1993).

Da questo scandalo sanitario avvenuto in terra asiatica orientale, nacque nel 1994 una riformulazione del piano nazionale vaccini del Giappone: fu abolita l'obbligatorietà e furono introdotti programmi di vaccinazioni facoltative e di routine.
Noi in Italia abbiamo dovuto attendere il 1992 per avere una legge analoga che preveda una domanda di indennizzo da parte dei singoli cittadini, ed un riconoscimento economico dello Stato in caso di danno/complicanze di tipo irreversibile, a seguito di una vaccinazione ordinata per Legge/o comandata su ordinanza di autorità sanitaria (la nr. 210/1992 e s.m.i.).

Luca Scantamburlo: Dottoressa Hiroko Mori, può dirci qualcosa a proposito della sua carriera professionale in poche parole? Lei ha 85 anni, ho ragione? E Lei, è ora in pensione? La sua pregressa posizione nelle Istituzioni nazionali di Salute del Giappone, e la sua specializzazione come medico. Come dottore in medicina con molti anni di esperienza, Lei ha un punto di vista originale ed importante, perché ha lavorato per decadi in Giappone, dai tempi difficili della Seconda Guerra mondiale sino ai tempi presenti, e può giudicare meglio di altri medici la nuova situazione dal punto di vista epidemiologico, e l'aggressiva campagna di vaccinazione portata avanti da Big Pharma e da alcuni nuclei presenti all'interno di istituzioni di salute pubblica, e presenti in circoli politici di alto livello, in tutto il mondo, che vogliono incrementare il numero di dosi/richiami da inoculare ai bambini ed agli infanti, sin dai primi mesi di vita.

Hiroko Mori, PhD: È con piacere che rispondo a questa tua intervista scritta e tenterò di esprimere i miei punti di vista il più chiaramente possibile. È stata davvero una grande sorpresa per me ricevere un invito da una persona come te, così lontana, al di là del mare, ma condividerò con te le universali ed inflessibili preoccupazioni genitoriali in merito alla sicurezza e salute dei loro bambini.

Innanzi tutto sono nata nel 1934 ed ho portato avanti la mia carriera professionale come ricercatrice medica nel campo delle malattie infettive. Ho ottenuto il mio dottorato di ricerca (PhD) in microbiologia (virus e batteri) nel 1964. Sebbene io sia un medico, non ho mai lavorato su casi clinici, il che sembra ovviamente una cosa piuttosto eccezionale. Dapprima lavorai all'Istituto di Ricerca sul Cancro di Nagoya, nella Prefettura di Aichi, e terminai la mia carriera governativa come Capo del Dipartimento di Epidemiologia, Malattie Infettive, dell'Istituto di Salute Pubblica. La ragione per cui lasciai il mio incarico governativo fu a causa dei dubbi che nutrivo contro l'attitudine governativa assunta nei confronti dell'amministrazione della salute pubblica.

La mia attenzione è stata rivolta alla politica del Ministero giapponese del Welfare, della Sanità e del Lavoro, e mi sono impegnata per divulgare le mie preoccupazioni e punti di vista sulle vaccinazioni e sulla discutibile politica assunta dal Governo.

1) L.S.: Il confronto dei rischi fra gli effetti secondari delle vaccinazioni e che cosa accade se i bambini sono infettati naturalmente con la malattia, particolarmente i casi in cui i bambini possono essere infettati naturalmente dal morbillo, dalla rosolia, dalla parotite epidemica…. Ect2) Le vostre parole pubblicate su The Japan Times, “il diritto a scegliere [le vaccinazioni] dovrebbe essere riconosciuto come un fondamentale diritto umano„ per i genitori, suppongo che tocchiate un argomento sensibile e bioetico, una questione bioetica, che interessa il consenso informato del paziente, già riconosciuto in Europa dalla Convenzione di Oviedo; essere informato dei possibili effetti secondari è inoltre importante, per i nuovi genitori, ma quest'ultimi non sono spesso bene informati dai medici sugli effetti secondari; questi negativi effetti collaterali [è più corretta l'espressione "reazioni avverse", ndr], sono sempre possibili ed in alcuni casi, anche mortali; potete commentare ancora per noi la vostra dichiarazione e fornirci alcuni esempi in proposito?3) Il fatto che tutti i vaccini siano facoltativi in Giappone. Nessuno è richiesto per la frequenza scolastica. Anche attualmente c'è in Giappone la medesima situazione od essi nel frattempo sono diventati obbligatori per la frequenza scolastica?

H.M: Naturalmente, la mia discussione è principalmente basata sulle circostanze disponibili in Paesi avanzati dal punto di vista sanitario, specialmente mi riferisco alle condizioni di salute nel Giappone. I rischi degli effetti collaterali sono molto più seri e spiacevoli quando avvengono a seguito della inoculazione, piuttosto dei rischi che corrono i bambini quando vengono infettati naturalmente. La maggior parte o persino tutte le malattie infettive quali il morbillo, rosolia e parotite epidemica, possono essere vinte naturalmente dai bambini, nelle situazioni in gli stessi siano in buone condizioni di salute. Il dolore e la disperazione che vivono i genitori dei bambini vittime degli effetti collaterali, tormentano la loro intera vita. Se i genitori sono sicuri che la vaccinazione sia necessaria, non negherei la loro convinzione, ma se un qualunque genitore avesse un dubbio sulle vaccinazioni, alla luce di vari effetti collaterali, gravi, riferiti, voglio sottolineare che essi hanno il diritto di dire No.

Come ho già dichiarato sopra, ai genitori dovrebbe essere consentito scegliere, sia nel caso intendano vaccinare sia nel caso non abbiano questa intenzione. In Giappone tutte le vaccinazioni sono facoltative, ed alcune sono classificate come di routine. Sì, c'è un atmosfera dominante in tutto il Giappone creata dagli Istituti di Salute pubblica, dai medici, dai membri del business farmaceutico, secondo la quale le vaccinazioni dovrebbero essere ampiamente accettate per mantenere buona la salute pubblica. Le madri si sentono gravemente isolate ed incolpate se scelgono di non fare vaccinare il loro bambino durante la crescita, come raccomandato, all'inizio della scuola materna, ecc. Anche gli anziani sono costretti a sentirsi piuttosto colpevoli, quando vedono alla televisione pubblicità progettate in modo persuasivo e con stelle del cinema, se non assumono i vaccini come quelli contro l'influenza e la polmonite. Credo che quanto sopra abbia risposto collettivamente alle tue prime tre domande.

4) L.S.: Le morti degli infanti di 1 anno di età, sono diminuite nel 2013 da 205.000, dato del 1947, a 2.200. Credete che la migliore nutrizione, le migliori condizioni igieniche sviluppate nel mondo occidentale e nel Giappone, siano stati fattori chiave per questi numeri? Sono interessato a capire meglio, quale fu il ruolo svolto dai programmi di vaccinazione in tutto il mondo?

H.M.: Credo inoltre che i bambini che crescono in ambienti estremamente difficili dal punto di vista sanitario e nutrizionale, potrebbero avere una migliore probabilità di sopravvivenza attraverso i mezzi offerti dalle vaccinazioni. Gli effetti positivi possono ben superare i rischi degli effetti secondari (collaterali). Tuttavia, il Giappone come pure la maggior parte delle nazioni sviluppate nel mondo, hanno da tempo vinto l'ampia diffusione delle malattie infettive mortali. Se qualcuno sta viaggiando oltremare dove ci sono rischi predominanti di infezione epidemica, vaccinazioni contro malattie specifiche saranno necessarie. Nel Giappone come pure nel vostro Paese, non ci sono più alcune malattie infettive mortali che minacciano le nostre vite immediatamente, nella nostra vita quotidiana. La vaccinazione ha avuto un ruolo necessario soltanto quando la nostra condizione di vita molto era molto meno avanzata.

5) L.S.: Che cosa accadde nel Giappone quando l'Istituto Nazionale di Salute (o il Ministero della Salute, mi corregga se sbaglio) introdusse il vaccino MMR (contro morbillo, parotite epidemica e rosolia) nel 1989? Potete dirci perché è stato costretto a eliminarli dagli scaffali 4 anni più tardi? Che cosa può dirci delle circa 2000 persone che accusarono effetti secondari, fra i quali la meningite asettica. E poi c'è la Legge Preventiva delle vaccinazioni del 1994, con i Legislatori che decisero di riclassificare la vaccinazione: ora esse sono di routine e facoltative?

H.M.: Il nostro istituto governativo incaricato per tutelare la salute è chiamato Ministero della Sanità, del Lavoro e del Benessere. Non appena il vaccino MMR è stato introdotto nel 1989, sono stati riferiti molti seri casi di effetti collaterali che condussero alla meningite asettica. A quel tempo, la vaccinazione era obbligatoria. Ci vollero 4 anni affinchè il MHLW [sigla che sta per Ministero della Salute, Lavoro e Benessere, Ministry of Health, Labour and Welfare, ndr] riclassificasse questa vaccinazione da obbligatoria a vaccinazione di routine (per esempio facoltativa). Inoltre cessarono [la vaccinazione contro, ndr] la parotite epidemica [cioè gli orecchioni, ndr] ed attualmente l'MMR è stato cambiato in MR. La categoria di ROUTINE significa che [la vaccinazione, ndr] è gratuita (il costo è coperto dal Governo) ed anche il momento [l'età in cui si vaccina, ndr] è assegnato. Tutti i vaccini per gli infanti, compreso l'MR, sono classificati come di routine.

La categoria FACOLTATIVA si riferisce alle vaccinazioni per le quali i destinatari [cioè gli utenti del servizio sanitario giapponese, ndr] devono pagare, ad esempio quella contro l'influenza. Ovviamente né quelle di routine né quelle opzionali (facoltative) sono obbligatorie, ma molti Giapponesi, sia giovani sia anziani, sono portati a pensare che sia un obbligo pubblico assumere le vaccinazioni raccomandate sebbene la consapevolezza degli effetti secondari, come pure il reale scarso effetto rispetto a quanto annunciato al momento dell'inoculazione, stia incrementando.

6) L.S.: “i bambini stanno perdendo la loro capacità di guarire naturalmente„ avete detto a The Japan Times: non vi opponete al programma di vaccinazione, ma siete d'accordo con me se dico che la vaccinazione è soltanto uno strumento medico, che i medici possono utilizzare, ma che dovrebbero usare con molta attenzione e sarebbe meglio condurre alcuni analisi ed esami per identificare eventuali allergie, prima?

H.M.: Credo che i bambini dovrebbero essere cresciuti affinché possano sviluppare la loro propria immunizzazione, per fare fronte alle malattie infettive, esponendosi all'ambiente naturale, se la società è ben sviluppata in termini di igiene pubblica. Che cosa desidero precisare in termini di allergie, è la possibilità che molte delle allergie riscontrate attualmente, potrebbero originariamente essere causate dalla immunizzazione artificiale creata, avvenuta fra molti altri fattori quali quello dell'inquinamento ambientale, ecc

7) L.S.: Siete d'accordo con me se dico che ci sono altre linee di difesa importanti per il corpo umano, per evitare le malattie e le infezioni letali causati dal virus e dai batteri? È vero che nel passato (secolo scorso), il tasso di malattie stava cadendo anche prima dell'introduzione dei programmi di vaccinazioni?

H.M.: Ci sono effettivamente alcune malattie abbastanza letali, che devono ancora essere vinte dalla umanità, ma non credo che la vaccinazione ed il farmaco siano la migliore soluzione per la salute. L'umanità è sopravvissuta finora senza cedere alla estinzione, e deve pertanto avere alcune forze fisiche di base con cui affronta la maggior parte delle malattie. Tuttavia, devo dire che alcune popolazioni che si trovano in un ambiente difficile ed altamente avverso, necessitano della vaccinazione per diminuire l'impatto mortale che i virus hanno sulle loro condizioni fisiche sfavorevoli.

8) L.S.: Siete d'accordo con me se dico che vi sia un pericolo reale nell'approntare una campagna di vaccinazione di massa per la comunità infantile, contro un malattia con virus a RNA, perché questo genere di virus (con la struttura a RNA, come morbillo ed influenza) può cambiare più velocemente di quanto un virus a DNA faccia, cioè che un RNA può geneticamente subire una mutazione in una nuova forma più aggressiva se attaccato?

H.M.: È ovvio che il virus a RNA continui a mutare in natura senza cause esterne. Tuttavia, non sono sicura circa l'impatto esatto dei vaccini sullo [virus a, ndr] RNA.

9) L.S. Siete al corrente che alcuni ricercatori - anche qui in Italia, per esempio il dr.. Stefano Montanari e sua moglie, la d.ssa Antonietta Gatti – hanno scoperto che alcuni vaccini hanno metalli non elencati nelle loro relazioni tecniche allegate [nei loro foglietti illustrativi, chiamati volgarmente "bugiardini", ndr]? I vaccini analizzati dagli scienziati italiani (un campione di 28 di loro), avevano nano-particelle di acciaio, titanio, ferro, cromo, zinco, tungsteno, silicio, ect… I due ricercatori italiani hanno analizzato il contenuto dei 28 vaccini più ampiamente usati in Italia, con analisi di microscopia elettronica. Queste nano-particelle metalliche sono naturalmente impurità metalliche, probabilmente dovute ai processi di produzione differenti che richiedono miglioramenti e protocolli di sicurezza aggiuntivi.

H.M.: Non mi sono imbattuta sinora in questa particolare informazione. Prenderò del tempo per leggerla quando mi riprenderò dal mio viaggio attorno al mondo, da cui sono tornata appena una settimana fa.

Hiroko Mori, Ph.D.

La dottoressa Hiroko Mori ha poi concluso la sua risposta alla mia intervista dicendomi che un suo amico, con una buona padronanza della lingua inglese, l'ha gentilmente aiutata a rispondere alle mie domande, in particolare nella traduzione dall'inglese al giapponese e viceversa, essendo trascorsi oramai 25 anni dall'ultima volta che l'aveva usato durante i suoi studi.
FINE PRIMA PARTE

© Luca Scantamburlo, febbraio 2017
socio Free Lance International Press (Roma)


Inchiesta sui vaccini e le reazioni avverse: Giappone ed Italia a confronto

FLIP, 12 febbraio 2017, Roma 
Fonte:http://www.flipnews.org/component/k2/vaccini-intervista-con-la-dottoressa-hiroko-mori.html


VACCINI: Inchiesta sulle reazioni avverse.
Giappone e Italia a confronto (2° parte)

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