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7 gennaio 2010

USA E CINA: UNO PERDE, L'ALTRO VINCE

di James Petras

Introduzione

Il capitalismo asiatico, in particolar modo quello della Cina e della Corea del Sud, è in competizione con gli USA per il potere mondiale. Il potere asiatico globale è spinto da una crescita economica dinamica, mentre gli USA applicano la strategia della costruzione dell’impero attraverso mezzi militari.


Lettura di un numero del
Financial Times
Anche una lettura superficiale di un solo numero del Financial Times- del 28 dicembre 2009- illustra le divergenze strategiche della costruzione dell’impero. Nella pagina uno, l’articolo principale sugli USA, parla circa i conflitti militari in espansione e la loro “guerra contro il terrore” sotto il titolo “
Obama chiede una revisione della lista delle organizzazioni terroriste”. In contrasto, ci sono due articoli, nella stessa pagina, uno sulla Cina, che informano dell’inaugurazione, in questo paese, del treno più veloce del mondo e della sua decisione di mantenere la propria moneta vincolata al dollaro come un meccanismo per promuovere il suo dinamico settore di esportazioni. Mentre Obama si focalizza nella creazione di un quarto fronte di battaglia (Yemen) nella “guerra contro il terrore” (dopo l’Iraq, Afghanistan e Pakistan), il Financial Times nella stessa pagina informa che un consorzio della Corea del Sud ha vinto un appalto di 20.400 milioni di dollari per lo sviluppo di centrali nucleari per uso civile negli Emirati Arabi Uniti, superando i concorrenti di Stati Uniti ed Europa.

Nella pagina due del FT c’è un articolo più lungo sulla nuova rete ferroviaria cinese, che mette in risalto la sua superiorità sul servizio ferroviario degli USA. L’ultramoderno treno ad alta velocità cinese trasporta i passeggeri tra due delle città più importanti, a 1.100 km di distanza, in meno di 3 ore, mentre il treno “Express” della compagnia Amtrack, degli USA, “impiega tre ore e mezzo per coprire 300 km tra Boston e New York”. Mentre il sistema ferroviario degli USA si deteriora per la mancanza di investimenti e di manutenzione, la Cina ha speso 17.000 milioni di dollari nella costruzione della sua linea ferroviaria ad alta velocità.
La Cina pianifica la costruzione di 18.000 km di nuovi binari del suo ultramoderno sistema per il 2012, mentre gli USA spenderanno una somma equivalente per finanziare la loro offensiva militare in Afghanistan e Pakistan, così come per aprire un nuovo fronte bellico nello Yemen.

La Cina costruisce un sistema di trasporto che unisce i produttori ed i mercati lavorativi delle provincie dell’interno con i centri di fabbricazione e porti costieri, mentre nella pagina 4 del FT si descrive come gli USA
ancora si aggrappano alla loro politica di affrontare la “minaccia islamica” in una “guerra senza fine contro il terrore”. L’occupazione e le guerre contro i paesi musulmani hanno sviato centinaia di migliaia di milioni di dollari di fondi pubblici verso una politica militarista senza alcun beneficio per il paese, mentre la Cina modernizza la sua economia civile. Mentre la Casa Bianca ed il Congresso sovvenzionano e soddisfano lo Stato militarista- coloniale d’Israele, con la sua insignificante base di risorse e mercato, allontanandosi da 1.500 milioni di musulmani (FT, pag 7), il prodotto interno lordo (PIL) della Cina si è moltiplicato per dieci negli ultimi 26 anni (FT,pag 9). Mentre gli USA hanno dato più di 1.400 milioni di dollari a Wall Street e ai militari, aumentando il deficit fiscale e di conto corrente, duplicando la disoccupazione e perpetuando la recessione (FT, pag 12), il governo cinese lancia un nuovo pacchetto di stimolo diretto ai settori interni del manifatturiero e la costruzione che ha prodotto una crescita dell’ 8% del PIL, una riduzione importante della disoccupazione e il “rilancio delle economie vincolate” in Asia, America Latina e Africa (TF, pag 12).

Mentre gli USA spendono male il loro tempo, risorse e personale nell’organizzazione delle “elezioni” per i loro corrotti stati satelliti dell’Afghanistan e Iraq, e partecipavano alle inutili mediazioni tra il loro intransigente socio israeliano e il loro impotente cliente palestinese, il governo della Corea del Sud ha sostenuto un consorzio guidato dalla Korea Eletric Power Corporation
nel suo tentativo riuscito di 20.400 milioni di euro per l'installazione di centrali nucleari, aprendo così la strada a svariati altri contratti multimilionari nella regione (FT, pag13).

Mentre gli USA spendevano più di 60.000 milioni di dollari per il controllo interno e la moltiplicazione in numero e in misura dei suoi organismi interni di sicurezza in cerca di potenziali terroristi, la Cina investiva più di 25.000 milioni di dollari consolidando i suoi scambi energetici con la Russia (FT, pag13).


Quello che ci raccontano gli articoli e le notizie di una sola edizione, in un solo giorno, del FT, riflette una realtà più profonda che illustra
la grande divisione del mondo di oggi. I paesi dell’Asia, con in testa la Cina, stanno raggiungendo lo status delle potenze mondiali, a base di grandi investimenti nazionali ed esteri nell’industria manifatturiera, il trasporto, la tecnologia, l' estrazione e lavorazione dei minerali. Al contrario, gli USA sono una potenza mondiale in declino, con un peggioramento della società risultato della sua costruzione dell’Impero con mezzi militari e della sua economia finanziaria speculativa:

1-
Washington cerca clienti militari di minor importanza in Asia, mentre la Cina allarga i suoi accordi commerciali e di investimenti con importanti soci economici: la Russia, Giappone, Corea del Sud e altri.

2-
Washington drena la sua economia nazionale per finanziare le guerre all’estero. La Cina estrae minerali e risorse energetiche per fomentare il suo mercato interno del lavoro nell' industria.

3-
Gli USA investono in tecnologia militare per lottare contro insorgenti locali che si scontrano agli Stati satelliti degli USA, la Cina investe in tecnologia civile per creare esportazioni competitive.

4-
La Cina comincia a ristrutturare la sua economia per sviluppare l’interno del paese, e assegna spese sociali maggiori per correggere i grandi squilibri e disuguaglianze, mentre gli USA riscattano e rinforzano il settore finanziario parassita, che ha saccheggiato l’industria (riducendo i suoi attivi attraverso fusioni e acquisizioni), e specula su obiettivi finanziari senza impatto sul lavoro, produttività o la competitività.

5-
Gli USA moltiplicano le guerre e l'accumulo di truppe in Medio Oriente, Asia Meridionale, Corno d’Africa e Caraibi; la Cina offre investimenti e prestiti di 25.000 milioni di dollari per la costruzione di infrastrutture, l’estrazione di minerali, la produzione di energia e la costruzione di costruzione di impianti di assemblaggio in Africa.

6-
La Cina firma accordi commerciali di migliaia di milioni di dollari con l’Iran, Venezuela, Brasile, Argentina, Cile, Perù e Bolivia, assicurando l’accesso all’energia strategica e alle risorse minerarie e agricole; Washington da 6.000 milioni di dollari di aiuti militari alla Colombia, ottiene dal presidente Uribe la cessione di sette basi militari (per minacciare il Venezuela), appoggia un colpo militare nel piccolo Honduras, e denuncia il Brasile e la Bolivia per diversificare le loro relazioni economiche con l'Iran.

7-
La Cina aumenta le relazioni economiche con le economie dinamiche dell’America Latina che rappresentano più di un 80% della popolazione del continente; gli USA si associano con lo stato fallito del Messico, che ha il peggior ruolo economico dell’emisfero e nel quale potenti cartelli della droga controllano ampie regioni e sono penetrati profondamente nell’apparato statale.

Conclusione


La Cina non è un paese capitalista d’eccezione
. Sotto il capitalismo cinese, si produce lo sfruttamento del lavoro, le disuguaglianze di ricchezza e di accesso ai servizi abbondano, i piccoli agricoltori si vedono sfollati per i progetti di mega dighe, e le aziende cinesi estraggono minerali e altre risorse naturali nel Terzo Mondo senza troppe esitazioni. Ma, la Cina ha creato decine di milioni di posti di lavoro nell’industria ed ha ridotto la povertà molto più velocemente e per molte più persone nel lasso di tempo più breve della storia. Le sue banche finanziano soprattutto la produzione. La Cina non bombarda, non invade nè saccheggia altri paesi. Al contrario, il capitalismo degli Stati Uniti è una mostruosa macchina militare globale che drena l'economia nazionale e riduce il tenore di vita del paese per finanziare le sue guerre infinite all'estero. Il capitale finanziario, commerciale, immobiliare mina il settore manifatturiero, beneficiano della speculazione e di importazioni a basso costo.

La Cina investe in paesi ricchi di petrolio; gli Usa li attaccano.
La Cina vende vassoi e ciotole per matrimoni afghani, gli USA bombardano le celebrazioni con i loro droni. La Cina investe in industrie estrattive, ma, a differenza dei coloni europei costruisce ferrovie, porti, aeroporti e fornisce crediti a prezzi accessibili. La Cina non finanzia né arma guerre etniche, nè organizza “rivoluzioni di colori” come la CIA statunitense. La Cina autofinanzia la propria crescita, il suo commercio ed il suo sistema di trasporto; mentre, gli USA stanno sprofondando sotto un debito di parecchi miliardi di dollari per finanziare le guerre senza fine, per salvare le loro banche di Wall Street e puntellare non altri-settori produttivi, mentre molti milioni di persone restano disoccupati.

La Cina crescerà ed eserciterà potere attraverso i mercati, gli USA entreranno in guerre senza fine nella loro
cammino verso il fallimento e il decadimento interno. La crescita diversificata della Cina è legata a partner economici dinamici; il militarismo degli USA è vincolato a narco-stati, regimi diretti da signori della guerra, supervisori delle repubbliche delle banane, e all’ultimo e peggiore regime razzista e coloniale dichiarato: Israele.

La Cina attrae i consumatori del mondo; le guerre globali degli USA producono terroristi all’interno del paese e all’estero.


La Cina potrebbe trovarsi di fronte ad una crisi e anche ribellioni dei lavoratori,
ma ha le risorse finanziarie per risolverli. Gli USA sono in crisi e possono dover affrontare una ribellione interna, ma hanno esaurito il loro credito e le loro fabbriche sono all’estero, mentre le loro basi ed installazioni militari rappresentano passivi, non attivi. Ci sono meno fabbriche negli USA disposte a riassumere i loro lavoratori disperati: uno sconvolgimento sociale potrebbe rivelarsi ai lavoratori statunitensi occupando gli scheletri vuoti delle loro vecchie fabbriche.

Per diventare uno Stato “normale” dobbiamo cominciare dall’inizio:
chiudere tutte le banche d’investimento e le basi militari all’estero, e ritornare in America. Dobbiamo cominciare la lunga marcia verso la ricostruzione di un’industria al servizio delle nostre necessità nazionali, a vivere dentro il nostro proprio ambiente naturale e ad abbandonare la costruzione dell’impero a favore della costruzione di una repubblica socialista democratica.

Quando prendiamo il
Financial Times, o qualsiasi altro giornale, e leggere della nostra propria linea ad alta velocità che trasporti passeggeri statunitensi da New York a Boston in meno di un’ora? Quando saranno le nostre proprie fabbriche a fornire i negozi di ferramenta? Quando costruiremo generatori di energia eolica, solare e oceanica? Quando abbandoneremo le nostre basi militari per permettere che i signori della guerra, i trafficanti di droghe e i terroristi si trovino di fronte alla giustizia della loro stessa gente?

Arriveremo a leggere tutto questo sul Financial Times?


In Cina, tutto è iniziato con una rivoluzione...


Lo scrittore statunitense James Petras è professore di Sociologia nella Binghamaton University, State University di New York.


Fonte:
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=98167

Tradotto per Voci Dalla Strada da
VANESA

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