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17 gennaio 2010

L' AGENTE SEGRETO DELLA RIVOLUZIONE...


di Eliseo Bayo

Obama è stato il candidato dell’ala sinistra della CIA e con lui i pupilli della Trilaterale hanno recuperato il potere


Barack Obama è stato il candidato della comunità dell’Intelligence. Più precisamente, rappresenta l’ala sinistra della CIA, che non è sorprendente,
a meno che non si abbia un’idea molto semplicistica della Centrale. Il mondo è mosso da forze rivoluzionarie, ma a quanto pare non si nota la loro forza gravitazionale.

Lo scenario è cambiato radicalmente. Se ne sono andati i
neocons dalla Casa Bianca. Portano ancora la colpa per quasi tutto il male che è successo nel mondo, e certamente si sbagliavano. Quasi nessuno ormai si ricorda che il mondo era un posto appetibile per vivere e sperare di vivere meglio. La sicurezza collettiva, il mondo della stabilità mutante, il paradiso dei piccoli borghesi che vivono delle briciole dei grandi speculatori, è andato letteralmente all'inferno.

I
neocons non sono stati sostituiti da una classe politica onesta e pulita, disposta a cambiare i paradigmi, perché non vi è nulla di simile. Sono tornati i vecchi mostri agenti della rivoluzione: tipi come Brzezinski, Soros, gli immortali, disposti a cambiare la faccia visibile dell’imperialismo.

Il potere a Washington è passato dai
neocons alla Trilaterale. Tornano i pupilli di un' organizzazione nata per raggiungere un’utopia contro natura: che le redini del mondo, sono ancora nelle stesse mani di coloro che le hanno avute per secoli, fino a quando sono state tolte dai ribelli del grande sogno americano.

La Trilaterale è entrata nella Casa Bianca con Carter, appoggiato dai suoi padroni David Rockefeller, Zbigniew Brzezinski e Paul Vocker.
Quell' Amministrazione ha causato non meno di cinque milioni di morti, senza contare quelli che sono stati condannati nel World Report 2000 con l'inizio dello spopolamento dell'Africa.

Brzeziinski ha manipolato le cose in un modo tale che i russi invadessero l’Afghanistan, ha provocato la guerra Iraq-Iran, mentre Volcker ha aumentato l’interesse del denaro fino al 22%,
il che ha significato la distruzione delle infrastrutture industriali americani (e per estensione, spagnole).

Obama è stato reclutato da Brzenznski quando studiava all’Università della Columbia. Lì entrò in contatto con la Trilaterale ed il Club del Bilderberg,
di cui uno dei mentori è il neoliberista Joseph Nye, il principale appoggio ideologico di Obama e ha anche introdotto la Ford Foundation (l'istituzione più conservatrice negli Stati Uniti, che serve l'oligarchia finanziaria), il Council on Foreign Relations e la Scuola di Chicago (con il professor Austin Goolsby, di estrema destra economica ).

La fondazione Gamaliel

La madre di Obama, Stanley Ann Dunham, di facciata pro comunista ma relazionata con i servizi dell’Intelligence, è stata al servizio della Ford Foundation e alla Banca Mondiale. Suo figlio lavorò per la Fondazione Gamaliel, insieme al militante palestinese e suo amico Rashid Khalidi, portavoce di Arafat. Probabilmente è lì che Obama si è interessato per il programma di portare la sanità pubblica a tutte le persone ed ha imparato
a gestire il lavoro sociale.

Nella stessa fondazione c’era Bill Ayres, attivista rivoluzionario negli anni '60 e protettore di Obama. Colui che si è seduto sulle ginocchia di Jeremiah Wright per 20 anni, l’attivista della teologia della liberazione nera.


La complessa personalità di Obama disegna la figura di un presidente della prima potenza in guerra permanente, dato che
la pace non è possibile fino a quando l’impero non imponga la sua Pax Mundial. Il suo pensiero politico si basa sulle origini degli USA, sorti da una guerra per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. La strategia globale sarà di ottenere l’egemonia degli USA come garante dei suoi principi.

Brzezinski ed i suoi, da tempo hanno stigmatizzato la Russia e la Cina come i nemici principali, volendo usare i radicali contro i nemici degli USA.
Anche prima dell ’11 settembre, il servizio dell’Intelligence nordamericana sosteneva Al Qaeda ed ai Talebani per lanciare gli Uiguri musulmani contro il Governo cinese, ed ai Talebani contro gli alleati russi dell’Asia centrale.

L’obiettivo della presenza in Afghanistan non è quella di sradicare Al Qaeda, nè i talebani
, con i quali non tarderanno ad intendersi, ma essere in una situazione dalla quale poter colpire la Russia e la Cina. La Cina ha l’economia più forte al mondo, disciplina sociale, abbondante mano d’opera e classe media in aumento. La Russia possiede le maggiori riserve mondiale di gas e di petrolio. Le due superpotenze convergono nell’Organizzazione per la Cooperazione Shan-ghai, creata nel 2001 (con Kazakstan, Kirguistan, Taykistan e Uzbekistan).

Il vecchio Grande Gioco

L’essenza del nuovo imperialismo è di riprodurre il vecchio Grande Gioco di usare una piccola potenza per attaccare l’obiettivo e
fare in modo che i vicini litighino tra di loro in modo che l’alleato vinca. Si distrugge il Pakistan, con la scusa di bombardare Al Qaeda. Curiosamente nè Bush, nè McCain, nè Clinton, sono stati d’accordo nel bombardare il Pakistan. Obama, sì. Perché? Perché il Pakistan è un alleato tradizionale della Cina. Questa dipende dell’Africa per l' approvviggionamento di materie prime e di petrolio, specialmente dal Sudan che gli fornisce l’8% del suo fabbisogno di greggio. Bisogna cacciare la Cina dall’Africa e isolarla, perché se la si priva di rifornimento di energia deve andarlo a cercare nella Siberia Orientale, dove c’è abbondanza di materie prime e poca popolazione.

Il problema è che Pechino e Mosca conoscono il gioco, e allo stesso tempo
tutta la struttura finanziaria anglo-statunitense è in profonda crisi. Obama domina lo scenario ideologico che porterebbe ad una rivoluzione senza precedenti, ma non ha alleati in grado di comprendere e il mondo è stato vinto dal caos irrazionale e distruttivo. La speranza è una chimera, e nessun rivoluzionario coerente la offre. Il nuovo mondo, precisamente per essere tale, sorge quando il vecchio è sparito completamente senza poter immaginare come sarà quello che verrà.

Fonte:
http://www.publico.es/internacional/282422/encubierto/agente/revolucion

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di
VANESA

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