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31 gennaio 2010

I PECCATI DI HAITI


Di Eduardo Galeano

La democrazia haitiana è nata da poco. Nel suo breve tempo di vita, questa creatura famelica e malata non ha ricevuto altro che schiaffi. Era appena nata, nei giorni di festa del 1991, quando è stata assassinata dalla ribellione militare del generale Raoul Cedras. Tre anni più tardi, è resuscitata. Dopo aver messo e tolto tanti dittatori militari, gli USA rimossero e riposero Il presidente Jean-Bertrand AristIde, che era stato il primo governante scelto per voto popolare in tutta la storia di Haiti e che aveva avuto la pazza idea di volere un paese meno ingiusto.
Il voto ed il veto. 

Per cancellare le impronte della partecipazione statunitense nella dittatura da macello del generale Cedras, gli lattanti della marina si sono portati via 160 mila pagine degli archivi segreti. Aristide ritornò incatenato. Gli diedero il permesso di riprendere il governo, ma gli proibirono il potere. Il suo successore, Renè Preval, ottenne quasi il 90% dei voti, ma più potere di Preval ce l’ha qualsiasi prepotente di quarta categoria del FMI o della Banca Mondiale, anche se il popolo haitiano non lo abbia scelto neanche con un voto.
Più che il voto, può il veto. Veto alle riforme: ogni volta che Preval, o qualcuno dei suoi ministri, richiede prestiti internazionali per dare pane ai famelici, scuole agli analfabeti o terre ai contadini, non riceve risposta, o gli rispondono ordinando:
-Ripeta la lezione: E siccome il governo haitiano non finisce d’imparare che bisogna smantellare i pochi servizi pubblici che rimangono, ultimi poveri ripari per uno dei popoli più svantaggiati del mondo, i professori danno  per perso l’esame.
L’alibi demografico.
Alla fine dell’anno scorso, quattro deputati tedeschi hanno visitato Haiti. Non appena arrivarono, la miseria del popolo ha colpito i loro occhi. Allora, l’ambasciatore della Germani spiegò, a Port au Prince, quale era il problema:
-questo è un paese sovrappopolato- ha detto. La donna haitiana vuole sempre, e l’uomo haitiano può sempre. E si mise a ridere. I deputati rimasero in silenzio. Quella notte, uno di loro, Winfried Wolf, consultò le cifre. E verificò che Haiti è, insieme a El Salvador, il paese più sovrappopolato delle Americhe, ma è tanto sovrappopolato quanto la Germania: ha quasi la stessa quantità di abitanti per km quadrato.
Nei suoi giorni ad Haiti, il deputato Wolf non solo fu colpito dalla miseria: fu anche abbagliato dalla capacità di bellezza dei pittori popolari. E arrivò alla conclusione che Haiti è super popolato…..da artisti.
In realtà, l’alibi demografico è più o meno recente. Fino a qualche anno fa, le potenze occidentali parlavano più chiaramente.
La tradizione razzista.
Gli Stati Uniti invasero Haiti nel 1915 e governarono fino al 1934. Si ritirarono quando riuscirono nei loro due obiettivi: farsi pagare i debiti della City Bank e abrogare l’articolo costituzionale che vietava di vendere piantagioni agli stranieri. Allora Robert Lansing, segretario di Stato, giustificò la lunga e feroce occupazione militare spiegando che la razza nera era incapace di governarsi da sola, che ha “una tendenza inerente alla vita selvaggia e un’incapacità fisica di civiltà”. Uno dei responsabili dell’invasione, William Philips, aveva incubato tempo prima la sagace idea: “Questo è un popolo inferiore, incapace di conservare la civiltà che avevano lasciato i francesi”.
Haiti era stata la perla della corona, la colonia più ricca della Francia: una grande piantagione di zucchero, con il lavoro degli schiavi. Nello Spirito delle leggi, Montesquieu lo aveva spiegato senza peli sulla lingua: Lo zucchero sarebbe troppo caro se non lavorassero gli schiavi per la sua produzione. Tali schiavi sono neri dai piedi alla testa ed hanno il naso così schiacciato che è quasi impossibile sentire pena. Risulta impensabile che Dio, che è un essere molto saggio, abbia messo un’anima, e principalmente un’anima buona, in un corpo interamente nero”.
Invece, Dio aveva messo una frusta nelle mani del caporale. Gli schiavi non si distinguevano per la loro volontà di lavoro. I neri erano schiavi per natura e lazzaroni anche per natura, e la natura, complice dell’ordine sociale, era opera di Dio: lo schiavo doveva servire il padrone ed il padrone doveva castigare lo schiavo, che non mostrava il minimo entusiasmo al momento di compiere il disegno divino. Karl von Linneo, contemporaneo di Montesquieu, aveva dipinto il nero con precisione scientifica: “Vagabondo, ozioso, negligente, indolente e di abitudini dissolute”. Più generosamente, un altro contemporaneo, David Hume, aveva verificato che il nero “può sviluppare alcune abilità umane, come il pappagallo che dice qualche parola”.
L’imperdonabile umiliazione.
Nel 1903 i neri di Haiti diedero una buona lezione all’esercito di Napoleone Bonaparte, e l' Europa mai perdonò questa umiliazione inflitta alla razza bianca. Haiti è stato il primo paese libero delle Americhe. Gli Stati Uniti avevano conquistato prima l'indipendenza, ma aveva mezzo milione di schiavi impiegati nelle piantagioni di cotone e tabacco. Jefferson, che era proprietario degli schiavi, diceva che tutti gli uomini erano uguali, ma diceva anche che i neri sono stati, sono e saranno inferiori.
La bandiera dei liberi si innalzò sulle rovine. La terra haitiana era stata devastata dalle mono coltivazioni dello zucchero e dalle calamità della guerra contro la Francia, ed una terza parte della popolazione era morta durante il combattimento. Allora cominciò il blocco. La nazione, appena nata, fu condannata alla solitudine. Nessuno comprava, nessuno vendeva, nessuno la riconosceva.
Il delitto della dignità.
Neanche Simon Bolivar, che così valoroso ha saputo essere, ha avuto il coraggio di firmare il riconoscimento diplomatico del paese nero. Bolivar aveva potuto iniziare di nuovo la sua lotta per l’indipendenza americana, quando ormai la Spagna lo aveva vinto, grazie al sostegno di Haiti. Il governo haitiano gli aveva consegnato sette navi e molte armi e soldati, con l’unica condizione che Bolivar liberasse gli schiavi, un’idea che al Libertador non era venuta. Bolivar ha mantenuto tale impegno, ma dopo la sua vittoria, quando ormai la Grande Colombia governava, voltò le spalle al paese che lo aveva salvato. E quando convocò le nazioni americane alla riunione di Panama, non invitò Haiti ma l’Inghilterra.
Gli Stati Uniti riconobbero Haiti solo sessant’anni dopo la fine della guerra d’indipendenza, mentre Etiennes Serres, un genio francese di anatomia, scopriva a Parigi che i neri sono primitivi perché hanno poca distanza tra l’ombelico ed il pene. A quell’epoca, Haiti, era in mano a dittature militari macellaie, che destinavano le scarse risorse del paese al pagamento del debito francese: l’Europa aveva imposto ad Haiti l’obbligo di pagare alla Francia un risarcimento gigantesco, come di perdono per aver commesso il delitto della dignità.
La storia di molestie nei confronti di Haiti, che nei nostri giorni ha le dimensioni di una tragedia, è anche una storia del razzismo nella civiltà occidentale.
Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

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