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1 ottobre 2009

PRAGA RICATTATA DALL'UE....COME L'IRLANDA?

di Andrea Perrone

Bruxelles ricatta Praga
La Repubblica Ceca non potrà nominare il nuovo commissario Ue se continuerà a bloccare la ratifica del Trattato di Lisbona. È il duro monito del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso (nella foto), al leader del Partito democratico civico (Ods) Mirek Topolanek, legato al presidente Vaclav Klaus e ai senatori che chiedono con una petizione il parere dell’Alta Corte sul Trattato Ue.
“Ritengo che il messaggio dell’incontro di oggi sia piuttosto chiaro: se il Trattato di Lisbona non sarà ratificato a causa del rifiuto della firma del presidente Klaus, la Commissione europea sarà ridotta”, ha osservato Topolanek. Il leader ha poi aggiunto: “Senza dubbio, il parere dei 26 Stati membri sarà ridotto di un commissario ceco”. Bruxelles si è mostrata ancora una volta preoccupata e nervosa sul futuro del Trattato Ue, tanto da minacciare una punizione esemplare nei confronti dei cechi. I timori sono tutti appuntati sull’esito della consultazione referendaria del 2 ottobre e sui pericoli di un rinvio sul via libera al documento sia nella Repubblica Ceca che in Gran Bretagna.

Se la Carta costituzionale Ue non entrerà in vigore le regole attuali dell’Ue rimarranno le stesse. Ciò equivale a dire che il prossimo esecutivo comunitario avrà un numero inferiore di commissari rispetto a quello degli Stati membri.
Qualsiasi riduzione comunque dovrà essere decisa all’unanimità da tutti i 27 governi nazionali. Ma Topolanek, che ha definito l’incontro con Barroso un “avvertimento”, ha sottolineato che seppure Praga fermasse la sua opposizione e nominasse un commissario, l’Europarlamento non sarebbe d’accordo. “Il Parlamento europeo non approverà senza alcun dubbio il commissario ceco”, ha precisato. Gli eurodeputati dovranno valutare ciascun Commissario in audizioni individuali e poi votare la Commissione nel suo insieme prima del suo insediamento.

Il monito di Barroso ha fatto seguito a quello di qualche settimana fa del presidente francese, Nicolas Sarkozy, che ha minacciato la Repubblica Ceca di non meglio precisate conseguenze se Praga non completerà la ratifica. Finora le due Camere del parlamento di Praga hanno approvato il documento Ue, ma la ratifica per essere definitiva ha bisogno della firma del presidente euroscettico, Klaus, che continua a rinviarla in attesa dell’esito del referendum irlandese e soltanto se l’Eire darà il via libera al Trattato, Klaus concederà il benestare. Ma il ritardo nella firma del presidente ceco è causato anche da altri motivi. La sua speranza è che la vittoria dei conservatori di David Cameron, prevista alle elezioni britanniche della primavera prossima garantiscano un ulteriore ritardo alla ratifica definitiva del documento Ue.

I Tories, da parte loro, hanno promesso che se vinceranno le elezioni daranno il via ad un referendum sul Trattato Ue, soltanto nel caso in cui non sarà ancora entrato in vigore. Le cose potrebbero cambiare sabato prossimo, quando l’esito elettorale del referendum irlandese sarà ormai noto.
Una vittoria potrebbe tradursi in una vera e propria pressione sul presidente Klaus, obbligandolo a firmare al più presto. Invece un voto contrario potrebbe creare una nuova crisi nell’Unione europea come nel 2005, quando i francesi e gli olandesi bocciarono la Carta costituzionale.
Martedì scorso 17 senatori dell’Ods, guidati dal loro omologo Jiri Oberfalzer, hanno presentato una petizione all’Alta Corte di Praga, poiché il Trattato di Lisbona infrange le leggi della Repubblica Ceca.

Dal canto suo Oberfalzer ha precisato che la decisione è stata presa, poiché i firmatari temono che il documento Ue neghi la sovranità e la legge del Paese. Oberfalzer e i suoi colleghi chiedono ai magistrati di pronunciarsi sul Trattato Ue e se questo costituisca il presupposto per la legalizzazione di un super Stato europeo. Se fosse vero - hanno dichiarato - tutto ciò violerebbe inevitabilmente la Costituzione ceca. Bisognerà attendere qualche mese - forse due - prima che la Corte decida, ma per il documento neoliberista questo costituirà un nuovo ostacolo che potrebbe creare altri problemi alle strategie degli eurocrati e delle lobby economiche. Sempre che poi i cittadini irlandesi domani non ribadiscano il loro “NO”, come nel giugno dello scorso anno, al Trattato di Lisbona. Un esito che provocherebbe un enorme sconcerto a Bruxelles e dintorni.

Titolo originale: Bruxelles ricatta Praga

Fonte: http://www.rinascita.info/

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