21 agosto 2017

L'UE nasconde le prove che il Glifosato è cancerogeno


Un nuovo rapporto scientifico dimostra che le autorità europee hanno nascosto le prove che il glifosato è cancerogeno.
Il rapporto di GLOBAL 2000 (Amici della Terra, Austria) è stato realizzato dall'eminente tossicologo Peter Clausing, che dopo aver lavorato per anni nel settore farmaceutico è oggi un membro del Pesticide Action Network Germania. Le contraddizioni sul glifosato sono innumerevoli, è stato detto tutto e il contrario di tutto.
Ad esempio, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca contro il Cancro (IARC inglese) che dipende dall'OMS ha classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo", nel 2015.
D'altra parte, le autorità europee sembrano cedere alle pressioni dell'industria che produce questi veleni (con Monsanto in prima linea) e dei grandi proprietari terrieri, principali utilizzatori di pesticidi, ed esitano a ritirati dal mercato, fino al punto di nascondere le prove della tossicità e violare le sue stesse leggi.

20 agosto 2017

Terrorismo in Catalogna: Non è stato l’ISIS

Gli episodi, si tratta di tre momenti di attacco, distinti ma collegati, ci dicono che qualcosa è cambiato nelle strategie, nella tattica e nel Brand dei terroristi.

L’unico ad averlo notato è stato @Giuseppe Santomartino in un suo post che non ritrovo più.

Evito di proposito di parlare di morti e ” sangue sulle ramblas” come fanno gli pseudo giornalisti de @ il messaggero e mi concentro sui fatti acclarati con un paio di commenti personali.
L’ISIS – posto che abbia mai avuto una consistenza da Stato organizzato, ora non l’ha più e ha cambiato nome – essendosi evidentemente fuso con le cellule marocchine, numerose, efficaci e silenti, e da che era ” Siria e Irak” è diventato ufficialmente ” Stato Islamico” tout court.
La ” rivendicazione” è ambigua ed evita di battere la grancassa, come usava fare, in prima persona.

16 agosto 2017

C’é dittatore e dittatore: Maduro é brutto, Al-Sisi é bello

Slobodan Milosevic (1999), Saddam Hussein (2003), Muhammar Gheddafi (2011). Il prossimo obbiettivo è Nicolàs Maduro
Nel 1999 avevo capito che gli americani avevano l’intenzione di attaccare la Serbia di Milosevic, che non era un dittatore ma un autocrate, tipo il Putin di oggi, ma aveva il gravissimo torto di essere il capo dell’unico Paese rimasto paracomunista in Europa, quando vidi che la CNN trasmetteva ogni giorno, ripresa senza nessuna verifica dalla Televisione italiana, gli eccidi che avvenivano quotidianamente in Serbia a danno degli albanesi. Le immagini erano autentiche, ma si riferivano ad un solo episodio, avvenuto nella cittadina di Račak (45 morti)ma opportunamente miscelate, riprese da varie angolazioni, sembravano appartenere ogni volta ad episodi diversi, per cui l’apparenza era che in Serbia fosse effettivamente in atto un genocidio ai danni dei serbo-albanesi. E arrivò, contro la volontà dell’Onu, la prevedibile aggressione americana, una grande e colta capitale europea come Belgrado bombardata per 72 giorni (5500 morti) con la complicità del governo italiano (premier D’Alema) che si prestò a fare la parte più ignobile, la nostra, come sempre, quella del ‘palo’ (gli F-15 e i Tornado partivano dalla base di Aviano).

13 agosto 2017

Aveva ragione Maduro. In Venezuela trionfa la pace....

...e Rampini (Repubblica) diventa un Trumpiano doc
"La cosa più comica di tutte è che Repubblica si è abbassata a fare propaganda di basso livello per proteggere Trump dai suoi deliri criminali."
Abbiamo dedicato tutta la settimana (con tre diversi articoli che vi invitiamo a leggere quiqui qui) a provare a spiegarvi come la situazione interna in Venezuela sia esattamente il contrario di quella che descrivono quei media che, dopo ex Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina, stanno creando il terreno per l'ennesimo golpe “umanitario”.

Aveva ragione Maduro. Quello che aveva promesso il Presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela quando il primo maggio scorso, seguendo rigorosamente il dettame della Costituzione, devolveva le decisioni al potere originario, al popolo, si sta realizzando. L'Assemblea Costituente ha prodotto un miracolo: forse pentite di aver agito solo come gli utili idioti di Stati Uniti e Unione Europea, le destre venezuelane, dopo oltre 100 morti sulla coscienza per il terzo tentativo di golpe violento contro il legittimo governo (dopo 2002 e 2014), hanno tutte accettato il calendario elettorale del CNE (organo che ha garantito la regolarià del voto del 30 luglio).

12 agosto 2017

Musica, cori di bambini e cammelli nel deserto

Tre anni fa tra il 21 e il 28 luglio Israele uccise (assassinare è una parola vietata) 37 bambini palestinesi  sotto i 7 anni.
1. La mia amica B. vive a Kobar. Nel corso dei quattro anni di vita di suo figlio è riuscita a tenerlo lontano dai racconti non adatti ai bambini sull’esercito, la morte e l’occupazione, le sparatorie e i fucili. Insieme a suo marito ha costruito un’isola intono a lui, con libri per bambini e giochi, assicurandosi che la televisione con le sue terribili immagini non venisse accesa in sua presenza.

La settimana scorsa la realtà si è imposta a loro. Ogni giorno venivano i bulldozer dell’esercito per alzare ed estendere le barriere all’entrata del paese e per approfondire un buco nell’asfalto. Ogni giorno gli abitanti spazzavano via la terra sui bordi della barriera per permettere alle loro automobili di passare. E quando la mia amica volle passare con la sua macchina, con il figlio seduto vicino a lei, questo si meravigliò e chiese chi aveva accumulato questo grande mucchio di terra. Al Jaish, l’esercito, gli rispose. All’inizio lui pensava che lei avesse detto “al Jag” (la gallina) ed era molto perplesso. E poi gli ha dovuto spiegare che cos‘era l’esercito, di che esercito si trattava e perche sono contro tutti, grandi e piccoli.

10 agosto 2017

Venezuela, Facebook censura post di dirigente politico italiano contro le violenze e il terrorismo

Che i giganti di internet non siano affatto neutrali politicamente lo sapevamo. Vi abbiamo pubblcato questa bella inchiesta di Il Simplicissimus che mostra come Google non aiuti, per usare un grande eufemismo, i siti progressisti. Mai ci potevamo aspettare però che Facebook ritenesse di bannare, censurare quindi, un post di un dirigente politico solo perché non in linea con il cappio mediatico di fake news che si sta stringendo intorno al Venezuela bolivariano.
E' quello che è accaduto purtroppo al segretario della FGCI Francesco Valerio Della Croce, a cui va la solidarietà di tutta la redazione de l'AntiDiplomatico. Non si può davvero esprimere un'opinione diversa da quella di Repubblica, Corriere, Fatto Quotidiano e gli altri fake media italiani? A quanto pare, per Facebook no.

Questo il post censurato in cui si esaltava il grande successo elettorale della Costituente e in cui si condannava il terrorismo e le violenze delle destre che negli ultimi mesi ha prodotto oltre 100 morti.

Lettera aperta a Macron:
“No, Signor Presidente, l’antisionismo non è la forma reinventata dell’antisemitismo!”

Lo storico israeliano Shlomo Sand scrive a Emmanuel Macron in seguito al discorso, tenuto in presenza di Benjamin Netanyahu, per la commemorazione del Rastrellamento del Velodromo d'Inverno
Cominciando a leggere il suo discorso sulla commemorazione della retata del vel’di Hiv, ho provato gratitudine verso di lei. In effetti, alla luce di una lunga tradizione di leader politici, di destra come di sinistra che, al passato e al presente, si sono defilati riguardo la partecipazione e la responsabilità della Francia nella deportazione nei campi della morte delle persone di origine ebraica, lei ha preso una posizione chiara e priva di ambiguità: “Sì, la Francia è responsabile della deportazione; sì, c’è stato  antisemitismo in Francia, prima e dopo la seconda guerra mondiale. Sì, dobbiamo continuare a combattere tutte le forme di razzismo.”

Ho visto queste posizioni come in continuità con la sua coraggiosa dichiarazione fatta in Algeria, secondo cui il colonialismo costituisce un crimine contro l’umanità. Per essere del tutto sincero, sono stato piuttosto infastidito dal fatto che lei abbia invitato Benjamin Netanyahu, che è indubbiamente da classificare nella categoria degli oppressori e non può quindi essere presente per rappresentare le vittime di ieri.

9 agosto 2017

L’Ungheria non è una dittatura

Il paese sta scivolando verso una tirannia? Secondo i media sì.
L’Ungheria è “tenuta ostaggio”” dal “tiranno” Orban, che sta facendo tornare il proprio paese al “totalitarismo”, scrive The New Statesman. L’International Business Times è preoccupato del “sinistro percorso ungherese verso la dittatura“. L’UE si sforza di contenere il “dittatore” , dice il Sydney Morning Herald. Orban è il “nemico ” in Europa, avverte il Financial Times. È il “nuovo dittatore europeor“, dice Politico.

Questi titoli sono un’esagerazione totale. Certo, il governo non è perfetto, ma questa è una macchina del fango. Bruxelles ama fingere di promuovere la democrazia nei 28 Stati membri: quando tuttavia Orban inizia ad attuare politiche a lei sgradite (ma gradite agli ungheresi), il presidente viene sùbito attaccato. Vediamo degli esempi.

6 agosto 2017

Morgellons: che cosa sappiamo fino ad oggi?

Introduzione e premessa
La storia comincia nel 2001 con la signora Mary M Leitao, laurea di primo livello in Biologia e una passata esperienza come ricercatrice medica. Nessun dermatologo sa spiegare cosa sono le strane fibre che escono dal corpo del figlio di due anni. La Leitao perde la pazienza quando un dermatologo le diagnostica di essere affetta della sindrome di Munchausen per procura (DeVita-Raeburn, 2007), ovvero di vedere nel figlio una malattia inesistente per attirare l’attenzione su lei stessa. Studiando su internet e su vecchi resoconti medici la Leitao trova uno scritto di Sir Thomas Browne del 1686 che descrive una malattia riscontrata su bambini francesi nella Linguadoca. La Leitao trae ispirazione da questo scritto per definire la malattia del figlio ed istituire una organizzazione no-profit che ne porta il nome, la Morgellons Research Foundation (MRF di seguito). È il 2002.

5 agosto 2017

Macron-Libia: la Rothschild Connection


«Ciò che avviene oggi in Libia è il nodo di una destabilizzazione dai molteplici aspetti»: lo ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron celebrando all’Eliseo l’accordo che «traccia la via per la pace e la riconciliazione nazionale». Macron attribuisce la caotica situazione del paese unicamente ai movimenti terroristi, i quali «approfittano della destabilizzazione politica e della ricchezza economica e finanziaria che può esistere in Libia per prosperare». Per questo – conclude – la Francia aiuta la Libia a bloccare i terroristi. Macron capovolge, in tal modo, i fatti. Artefice della destabilizzazione della Libia è stata proprio la Francia, unitamente agli Stati uniti, alla Nato e alle monarchie del Golfo.

Nel 2010, documentava la Banca mondiale, la Libia registrava in Africa i più alti indicatori di sviluppo umano, con un reddito pro capite medio-alto, l’accesso universale all’istruzione primaria e secondaria e del 46% alla terziaria. Vi trovavano lavoro circa 2 milioni di immigrati africani. La Libia favoriva con i suoi investimenti la formazione di organismi economici indipendenti dell’Unione africana. Usa e Francia – provano le mail di Hillary Clinton – si accordarono per bloccare il piano di Gheddafi di creare una moneta africana, in alternativa al dollaro e al franco

4 agosto 2017

Venezuela, Renzi e la democrazia popolare

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Matteo Renzi mostra ancora una volta di avere un’insana passione per il golpismo in Venezuela. Il segretario del Partito Democratico ha dichiarato attraverso il proprio profilo Facebook: «Ciò che sta accadendo in Venezuela continua a essere ignorato da larga parte della comunità internazionale. Lo so, siamo ad agosto, abbiamo tutti voglia di staccare e abbiamo ragione. Ma quel popolo che muore di violenza e di fame non può essere abbandonato. Le immagini di un giovane violinista, di una mamma in coda a cercare cibo per suo figlio, di ragazzi che chiedono libertà e benessere devono continuare a scuotere le coscienze in tutto il mondo. Il regime di Caracas, che qualcuno anche in Italia considerava un modello, sta distruggendo la libertà e il benessere di un popolo bello e fiero. Non giriamoci dall'altra parte. Almeno non anche noi».

Parole che a voler essere buoni possiamo definire surreali. Renzi afferma che ciò che sta accadendo in Venezuela continua a essere ignorato da larga parte della comunità internazionale. A noi sembra esattamente il contrario: troppe sono le ingerenze indebite negli affari interni di un paese vittima di un vero e proprio assedio politico, economico e mediatico internazionale. Un’aggressione che vede l’Italia accodarsi, come al solito, alle decisioni folli prese da Washington.

2 agosto 2017

LE VACCINAZIONI INFANTILI NEI PAESI DELLA COMUNITÀ EUROPEA
Manifesto Europeo contro la vaccinazione obbligatoria

Il dott Franco Verzella si interroga sui motivi per cui in Italia esiste ancora l’obblgo vaccinale per 4 vaccinazioni, ed esamina la normativa negli altri paesi europei, nei quali, in gran parte, non esiste alcuna vaccinazione obbligatoria
a cura del Dr Franco Verzella – © Riproduzione Riservata
Vaccinazioni Obbligatorie:
Belgio(solo per Polio), Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria = 14 Paesi
Vaccinazioni Non Obbligatorie:
Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, UK.= 15 Paesi
Fonte e contatti:
– info@ecdc.europa.eu.
– citizen_reply@edcc.ec.europa.eu.
– Eurosurveillance, Volume 17, Issue 22, 31 May 2012

Le Domande dei Genitori
  • Se i Vaccini sono Farmaci e il numero delle malattie infettive infantili oggi è estremamente contenuto, in rapporto alle migliorate condizioni di igiene, di alimentazione, di bonifica del territorio ed i protocolli di cura sono assai efficaci, perché si rende obbligatoria la vaccinazione di massa?

1 agosto 2017

Venezuela: Le foto che i grandi Media del "Mondo Libero" non vi hanno mostrato

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30 luglio 2017. Riviste dell'America Latina, Europa e Stati Uniti manipolano l'immagine di una bomba nel centro di Caracas nel corso di un ennesimo attentato della destra contro le forze dell'ordine per illustrare ... "la repressione di Maduro durante l'elezione dell'Assemblea Costituente"!

Dopo la Brexit una “Polexit”?

I giovani polacchi hanno vinto una battaglia contro i conservatori
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Dopo la Brexit si parlerà di una “Polexit” per la Polonia, o direttamente di una “Estexit” per l’eventuale scissione tra i vecchi paesi membri dell’Unione europea e quelli nuovi dell’Europa centrale e orientale?
La decisione presa il 24 luglio dal presidente polacco Andrzej Duda di apporre il veto su due delle tre riforme del sistema giudiziario proposte dal governo di Varsavia e adottate dal parlamento, allontana per il momento questa minaccia. Si tratta però soltanto di una tregua, una battaglia vinta nella guerra dell’autoritarismo combattuta in seno stesso all’Unione europea.
Il presidente Duda, al quale fino a oggi nessuno aveva attribuito una simile forza di carattere, ha detto di essere stato colpito dalle parole di Irena Zofia Romaszewska, 77 anni, anziana intellettuale associata all’epopea di Solidarność nell’era comunista.