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23 agosto 2016

Sicurezza privata: un business in espansione e fuori controllo

"Uccidiamo per divertimento e
profitto dal 1997
"
Bosnia fine del 1990. La società di sicurezza privata DynCorp, assunta dal governo degli Stati Uniti per operare in Bosnia, è coinvolta in una rete di prostituzione minorile e tratta di persone. 2007 Stati Uniti d'America. Il Congresso sostiene che la società Blackwater, schierata in Iraq, è responsabile di morti civili, abuso di armi, abuso di alcol e droghe e comportamenti violenti. Sono solo due esempi dell'impatto della sicurezza privata nel campo dei diritti umani negli ultimi anni.

L'ondata di privatizzazione non colpisce solo i servizi pubblici come la sanità o l'istruzione: sempre più spesso, gli eserciti regolari e statali, vengono sostituiti in molti luoghi di conflitto da forze armate delle società di sicurezza. Il miglior esempio è l'Iraq, dove ​​nel 2007 gli agenti privati superarono il numero dei soldati regolari. Una crescita che supera i limiti, senza, in parallelo, si sia sviluppata una legislazione internazionale in questo senso che consenta un controllo effettivo.

Queste sono alcune delle principali idee che denuncia l'organizzazione International Institute for Nonviolent Action (Novact) nella sua relazione The Invisible Force (La forza invisibile), nella quale ha condotto un'analisi comparativa dei tre casi paradigmatici: quello dell'Iraq, della Colombia e della Palestina. "Si sta vivendo un processo di privatizzazione brutale in questi paesi che nessuno mette in discussione" allerta Felip Daza, co-direttore del Novact. Inoltre l'organizzazione ha diversi ricercatori sul terreno in ciascuno di questi paesi.

Anche se lo scenario del dopo-guerra in Iraq è stato il punto di svolta per l'industria, in luoghi come la Palestina, a volte gli agenti di sicurezza "hanno più autorità rispetto allo stesso esercito", ha detto Daza. "A Gerusalemme si sta compiendo una parte del processo di occupazione mediante la sicurezza privata", spiega. Il paese si avvale di queste società per garantire la confisca di terreni e illegali insediamenti e spesso si arriva ad eccessi, che si concludono anche con la morte dei sospetti, secondo il rapporto.

L'insicurezza, una fonte di business

Il crescente grado di conflitto nel mondo sta producendo un aumento "allarmante" di questo settore. Paesi come la Colombia, dove si sofferma il documento di Novact, sono diventati un buon posto per reclutare agenti, raggiunto il processo di pace. Per il business, vale qualsiasi bando, "Si assumono paramilita e ex guerriglieri, persone congedate il cui unico lavoro è sempre stato il militare e che vengono trasferiti ai paesi in conflitto", spiega Daza.


Come indicato nella relazione, queste aziende, ben lungi dal raggiungere la stabilizzazione dei paesi in conflitto, provocano il contrario. " Essi causano una frammentazione di attori armati che alla fine finisce con un impatto negativo sui diritti umani, e un aumentato dell'insicurezza", segnala.
La conclusione principale del documento preparato dal Novact è la necessità di sistemi giuridici internazionali, che mettano un freno alla privatizzazione della sicurezza affinché non si basi su interessi puramente privati. Alcuni paesi, come gli USA, sono per il diritto internazionale vigente. Tuttavia, questo non funzionerebbe in situazioni di pre-conflitto e post-conflitto in cui si verifica un vuoto giuridico. "Dal momento che queste aziende non operano solo nelle zone di conflitto, ma in diversi momenti, con differenti settori e clienti, ci vuole una regolamentazione a livello internazionale", conclude Daza.

Di Eduardo Muriel

Fonte: http://www.lamarea.com/2016/08/01/la-seguridad-privada-una-industria-auge-control/

Traduzione di VociDallaStrada

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