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21 dicembre 2014

La battaglia per il Messico

Il movimento sorto dopo la sparizione e il massacro degli studenti di Ayotzinapa ha enormi implicazioni mondiali e storiche. La battaglia per le risorse naturali, per la cultura millenaria e per il sistema politico messicani costituisce una prova di forza sia per l’oligarchia mondiale e i suoi apparati repressivi che per la mobilitazione civica mondiale per la pace, l’ambiente e la giustizia. È responsabilità di tutti i messicani dentro e fuori dal paese, così come dei cittadini con coscienza di tutto il mondo, contribuire e collaborare per assicurare che la fine dell’attuale crisi non apra la porta alla rinascita del fascismo globale e che, anzi, apra la via alla liberazione umana.
Il Messico oggi gioca un ruolo simile a quello della Spagna durante la Guerra Civile del 1936-1939. Il tragico risultato di quel conflitto preparò il terreno all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1939, appena cinque mesi dopo che il generale Francisco Franco dichiarasse la propria vittoria sulle forze repubblicane - ottenuta con l’appoggio risoluto della Germania nazista – Adolf Hitler invadeva la Polonia. Successivamente, la quantità di persone quotidianamente sterminate nei “campi di concentramento” del Terzo Reich si sarebbe esponenzialmente moltiplicata.
Durante quella Guerra Civile, gli USA, la Francia e la Gran Bretagna furono passivi osservatori e complici della distruzione della democrazia in Spagna e, in seguito, in tutta Europa. Oggi, alla stessa stregua, queste stesse potenze agevolano la distruzione della democrazia messicana, coprendo e avallando in maniera cieca una classe politica che ha totalmente perso la fiducia del suo popolo.
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