14 febbraio 2012

HIV-AIDS: Una balla almeno è al capolinea!

 
Alla fine degli anni Settanta tutto il complesso industrial-farmaceutico scientifico
che era stato schierato sulle indagini dei retrovirus come causa del cancro
era ad un vicolo cieco. Sembrava proprio che non si potesse dimostrare che i retrovirus causassero il cancro.
Fu chiaro in quel momento storico a tutti i partecipanti che formulare una qualsiasi ipotesi di un ruolo dei retrovirus in una patologia umana sarebbe stato appoggiato dal sistema con tutte le sue forze politiche ed economiche disponibili!

Mancavano solo il test fasullo e l’accerchiamento di persone che erano molto malate per attribuire su di loro l’epidemia dell’ipotetico retrovirus assassino.  Gli sforzi vennero concentrati su categorie che schieravano nelle proprie fila persone molto malate, drogati, omosessuali, prostitute, africani tubercolotici, e di lì poi anche i vari sistemi religiosi e umanitari si unirono al carrozzone.
Insomma fu una scelta “obbligata” quella di una conversione di tutte quelle strutture e dipartimenti in qualcos’altro. Gallo con alcune imprecisioni che poi sono entrate nella storia trovò un varco e così iniziarono gli investimenti miliardari all’immensa balla della ricerca sull’ AIDS !

Questo video di 8 minuti non ha la pretesa di essere un’altra storia dell’Aids che possa competere con quelle – di valore – che sono già state scritte, è solo una modesta ricerca, un’esigenza interiore.
Oggi il movimento del dissenso raccoglie oltre 1500 firme tra virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all’AIDS.
Lorenzo Acerra

15 commenti:

  1. Curati.
    Ma vai da uno bravo.
    Uno strizzacervelli bravo, per la precisione.

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  2. Condivido ciò che dice l'anonimo.
    Si sta esagerando con il complottismo. E quando si mette da parte la razionalità, si produce morte. Queste teorie fanno in modo di favorire l'epidemia.

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  3. Ai precedenti 2 commentatori: il sistema vigente tende ad anestetizzare il cervello delle persone, affinche' non vedano piu' la realta' per quella che e', non siano in contatto con la parte profonda di se stessi, non sappiano di avere una propria verita' e quanto importante sia onorarla.

    A leggere i vostri commenti pare il lavoro sia riuscito discretamente...

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  4. ...più che discretamente....
    ;)

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  5. @ Anonimo del 15/2/2012 h.13:40

    Concordo.
    Ed a leggere il tuo -di commento- pare proprio che il lavoro sia riuscito molto ma molto più che discretamente...

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  6. I retrovirus sono andati di moda negli anni 70/80 e ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente innocui. Tutti meno quello HIV che oltre ad essere assolutamente terribile è anche l’unico mai... isolato.
    Successive ricerche hanno confutato l’esistenza stessa dei retrovirus: le strutture biochimiche ed i processi enzimatici che avevano giustificato tale "scoperta" sono risultati appartenere alla cellula e non al presunto ospite.
    Trovare ai retrovirus un leit-motiv patologico era una credenza degli anni settanta.
    Poi si sono levati il vizio, nei retrovirus non c'e' niente di virale o di collegabile con le malattie. Guardiamo all'argomento da un punto di vista piu' ampio per un momento.
    Era solo una moda al crepuscolo su cui nessuno piu' si avvicina per cercare di capire le malattie. Perche' nessuno piu' si avvicina all'analisi di centinaia di altri retrovirus per correlarli con altre categorie di malattie?

    lorenzo

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  7. Eh vabbeh... allora se è così fatevi le ferie in Uganda: tranquilli, i preservativi non servono...

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  8. @Anonimo ha detto...

    Eh vabbeh... allora se è così fatevi le ferie in Uganda: tranquilli, i preservativi non servono...

    Tesoro mio, i profilattici non li hanno inventati per proteggere dall'Aids...quindi potrebbero essere comunque utili e non solo in Uganda...fattelo spiegare meglio dalla mamma...
    Buona giornata

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  9. Quindi se in Uganda tutte le donne prendono la pillola, i preservativi secondo te non servono..?

    Ah... se vuoi... chiedi pure aiuto alla tua, di mamma...

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  10. Quindi (per te) l'unica malattia (?) trasmissibile sessualmente è l'AIDS?

    ...ok...lascia stare la mamma...il tuo problema è più serio...

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  11. Concordo sul "lascia stare"... a parte che il verbo giusto sarebbe stato "lasciamo stare", 1a persona plurale... ;) Comunque diciamo che nessuno ha offeso nessuno e va bene così.
    Tornando a noi... beh... forse il mio problema sarà "più serio" ma magari non andrò incontro ad altri problemi ben più seri... sicchè riformulo la domanda: escludendo le altre malattie trasmissibili per via sessuale ovvero riferendosi soltanto a comportamenti che potrebbero -nella convinzione comune- fare ammalare di AIDS, riterresti opportuno l'uso di preservativi se un tizio volesse farci delle divertenti ferie, in Uganda..? O mi vuoi dire che il rischio di contrarre l'AIDS per via sessuale non esisterebbe comunque..?

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  12. Escludi le altre malattie, ma poi dici: "-nella convinzione comune-"
    ...il punto è proprio questo, per fortuna, non tutti hanno le convinzioni che sono "comuni" alla massa.

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  13. Sin dal 2001, anno in cui sono arrivati i risultati del Progetto per la mappatura del Genoma Umano è stato chiaro che stava per essere irrimediabilmente buttato a mare il concetto stesso di "retrovirus".
    Nel 1970 fu scoperto, in estratti di certe cellule, un enzima (denominato poi "transcriptasi inversa") capace di convertire la molecola di RNA in DNA. I ricercatori, insomma, verificarono che alcuni RNA trascrivevano se stessi "all'inverso" al DNA. Ma (in ossequio al Dogma Centrale della Genetica molecolare) si dissero che qualsiasi cosa causa la trascrizione dal RNA al DNA è da considerarsi eccezionale e deve essere una sorta di contaminazione virale (da cui il termine "retrovirus").
    Dunque, negli anni '70, Nixon dichiaro' la guerra al cancro e il 60% dei finanziamenti alla ricerca andarono ai virologi nel loro sforzo di correlare queste attivita' anomale al cancro. Ma dopo dieci anni di fallimenti, Gallo dimostro' che almeno si poteva attribuire ad un test di frammenti di HIV la malattie dei drogati.
    Ma di retrovirus ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente innocui. Perche' gli altri ipotetici retrovirus non causano malattie?
    In qualsiasi momento e in qualsiasi luogo la attività transcriptasica inversa venisse rivelata si riteneva che i retrovirus fossero presenti. Ma questo si dimostrò un grave errore, poiché era già noto agli inizi degli anni '80 che la medesima attività enzimatica era presente in tutta la materia vivente provando così che la transcriptasi inversa non aveva niente a che fare con i retrovirus per sé. ( Franchi 1997)
    Ciò nonostante molti scienziati non tennero conto di questa evidenza e continuarono a lavorare alacremente sull'ipotesi oramai falsificata.
    Ma gli ultimi sviluppi del Progetto Genoma Umano dimostrano ormai inequivocabilmente che il passaggio da RNA a DNA non è affatto una aberrazione, piuttosto è ciò che potrebbe spiegare la complessità umana. Il DNA sarebbe allora come una sorta di libreria dove il RNA va a prendere le informazioni che gli servono per governare la cellula. Il Dogma Centrale è soltanto una costruzione teorica che non ha retto alla prova dei fatti.
    L'appartenenza dell'HIV alla famiglia dei retrovirus e' l'unico dato su cui tutti sono d'accordo. Ebbene se l' HIV è un retrovirus, la teoria virale dell'Aids è priva di fondamento! L'intero gruppo di virus cui l'HIV apparterrebbe, i retrovirus non ha niente di patologico e non e' un gruppo di virus. Era ritenuto tale fino all'inizio degli anni ottanta.
    La questione è stata ben sintetizzata nel 1998 dal virologo Stephen Lanka: "...studiando la biologia evolutiva trovai che ognuno dei nostri genomi, e quelli delle maggiori piante e animali, è il prodotto della cosiddetta trascrizione inversa: RNA che si trascrive nel DNA. [...] L'intero gruppo di virus cui l'HIV apparterrebbe, i retrovirus [...] nei fatti non esiste per nulla". ( Lanka 1998)

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  14. Mi astengo da ogno giudizio, e mi tengo la mia opinione per me...per quanto non mi sorprenda la truffa che esiste dietro l'aids.
    http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/2012/02/22/671523-modena-ricerca-hiv.shtml
    Questa è una notizia fresca...ora io mi chiedo solo se l'hiv non esiste o non è la causa dell'aids questi ricercatori su che virus o retrovirus hanno lavorato sino ad ora?

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  15. IL RAPPORTO KRYNEN

    Due leader d'un gigantesco programma francese di volontariato sull'AIDS, i coniugi Krynen, dopo cinque anni di permanenza nel presunto epicentro dell'epidemia africana con un'equipe di 150 medici e paramedici europei, hanno smontato totalmente i dati della finta epidemia: "In Africa, politici, operatori sanitari e utenti dei servizi hanno tutto l'interesse a gonfiare i dati della malattia per il semplice fatto che, per chi si occupa di Aids, sono disponibili enormi fondi internazionali". E continuavano, con un pizzico di humor nero: "Se in Africa sei un semplice affamato, nessuno si occupa di te, ma se sei un malato di Aids 750 organizzazioni assistenziali occidentali e le Nazioni Unite sono pronte a coprirti di cibo e pacchi-dono (...) Il giorno in cui non ci sarà più l'Aids se ne andrà il benessere".

    Prima del 1987 una sola banda Hiv specifica era considerata come prova di un avvenuto contagio, in seguito si venne a scoprire che il 25% degli individui sani - e non a rischio - presentano bande Hiv specifiche e quindi fu urgente ridefinire un WB positivo aggiungendo bande extra e selezionandone di particolari. Ma anche in tal modo i problemi sono sempre presenti: su 89.547 campioni di sangue analizzati, prelevati da degenti non a rischio ed in maniera anonima in 26 ospedali americani, una percentuale del 21,7% dei maschi e il 7,8% delle femmine risultò positiva al test WB. Quindi la correlazione tra anticorpi Hiv e Aids, comunemente accettata dagli esperti, sembra un'invenzione dell'uomo. L'artificiosità di tale relazione è evidente nel dato di fatto che istituti e nazioni differenti stabiliscono come test di sieropositività serie di bande WB diverse. Questo comporta che in Australia un test richiede quattro bande per essere positivo, mentre negli USA ne sono sufficienti due o tre, che siano o meno le stesse bande richieste in Australia. In Africa, addirittura, basta una sola banda. A conti fatti, una persona esaminata ipoteticamente lo stesso giorno nei tre differenti luoghi, può risultare sieropositiva in un paese e sieronegativa in altri. Il sistema di valutazione varia addirittura da laboratorio a laboratorio di uno stesso stato e, nella medesima sede di analisi, anche da un giorno all'altro si possono riscontrare risultati differenti! Uno documentario che la Meditel Produzioni ha realizzato a Londra per la BBC nell'ottobre 1996 mostrò che un campione di sangue fornito da un volontario fu valutato tre volte positivo e due volte negativo nello spazio di un mese.

    I FALSI POSITIVI
    A rendere la tragicommedia una vera tragedia è la possibilità che ad una o più bande si possa verificare una falsa reattività. La reazione al test, evidentemente instabile, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale. Sono stati contati circa 60 fattori estranei all'HIV che possono determinare un test positivo. Secondo gli esperti queste reattività vengono innescate da anticorpi non Hiv (che tutti noi possediamo) reagenti alle proteine Hiv. In parole povere, un anticorpo che reagisce ad una determinata proteina non è necessariamente un anticorpo prodotto dal sistema immunitario come risposta specifica a quella certa proteina. E quindi le popolazioni povere dell'Africa, il continente con il maggior numero di casi di sieropositività, esposte ad una miriade di infezioni e che producono moltitudini di anticorpi, avranno una falsa reattività ai test molto più alta che in altri paesi. Inoltre i POSITIVI sono particolarmente veri per DONNE IN GRAVIDANZA.
    Ricordate che la placenta e' particolarmente ricca di attivita' retrovirale?

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