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12 febbraio 2012

DIVIDE ET IMPERA – IL PUGNO CHIUSO

Cos’è questo Impero che ci sovrasta e ci domina ? Questo Impero che inquina i nostri pensieri e ci impedisce di allargare lo sguardo e di agire ? Questo Impero che, giorno dopo giorno, mostra sempre più i contorni allucinanti di una nuova, postmoderna e imperturbabile macchina totalitaria ? Se io dovessi descriverlo ricorrerei alla figura enorme e strabordante di un parco giochi edificato su un immenso deserto, o – il che non è poi tanto diverso – di un supermercato ove, chi se lo può permettere, può acquistare qualunque prodotto, voluttuario, superfluo o di lusso che sia…
Fuori da questo gigantesco magazzino si concentra una massa composta da un numero incalcolabile di persone che, attratte da quel che luccica nelle vetrine, sogna di poter un giorno o l’altro entrarvi e poter acquistare tutto ciò che desidera, senza lesinare sul prezzo…

Ai nostri deboli occhi di gente postmoderna e “civilizzata” quella che viene esposta è la manifestazione della più grande felicità possibile, la sola – materiale e tangibile – che si possa sperare di raggiungere, ma il sogno sbagliato di questa piccola e tremante folla che anima una società sempre desiderante e colma di bisogni materiale si rivela per quello che è agli occhi più allenati e disincantati, una pericolosa illusione… Il miraggio di un deserto senza fine…
Dietro le vetrine sontuose e luccicanti scorrono il sangue, il sudore e la merda che, ormai, hanno imbrattato e ferito mortalmente la Bellezza nascosta del Mondo, che pare ormai essersi arresa da tempo alle violenze e alle brutture a cui è stata esposta…

Ma la folla, desiderante, smaniosa e persa, continua ad accalcarsi e a desiderare, senza alcun rispetto per il prossimo e senza alcuna regola… Solo in pochi riescono ad entrare e a fare incetta di ogni “ben di dio”. Sono, appunto, i mafiosi, i gangster, i truffatori d’alto bordo, i mercanti, i giocatori d’azzardo, i pubblicitari, gli imbonitori, gli intrattenitori e i pagliacci, coloro che reggono le sorti dell’Impero. Nel gaudio delle spese folli e smodate e nell’esibizione narcisistica costoro sguazzano nel tripudio di una folla masochista e plaudente, ormai preda e vittima dei  propri, conculcati, impulsi. Fra questi ultimi solo pochi possono accedere alle “meraviglie” dell’ipermercato e solo per pochi minuti… Poi riprende la vita, assiepata nella calca della massa ferocemente addomesticata dal rito consumistico…

L’Impero, il suo ingannevole luccichio, i suoi monumentali ipermercati e parchi giochi dimostrano una volta di più quanto, in realtà, “Matrix” non fosse che una timida parodia della realtà. La “matrice” che regola e indirizza le nostre vite è ben più tangibile e consistente…
Ciononostante non basta l’illusione a garantire il conformismo e l’ammaestramento delle masse, perché, nelle ansie, nelle frustrazioni e nelle fobie quotidiane, moltiplicate esponenzialmente dagli effetti della Crisi, la macchina mostra delle crepe, si inceppa e deraglia…

V’è stato un tempo in cui un grande impero ha esteso il suo dominio sul mondo grazie a una macchina amministrativa e bellica di irripetibile efficienza, suscitando orrore ed ammirazione. Tutto questo, però, non sarebbe bastato ai romani per garantire stabilità e durevolezza al loro incontrastato dominio. Occorreva dividere i nemici, confidare nei contrati dinastici, alimentare le tensioni interne ai popoli soggiogati. E’ una lezione che rimane scolpita sulla pietra della Storia e non è un caso se la maggior parte dei Presidenti USA abbiano spesso citato e preso a modello i latini…
Ma il nostro… Beh ! Il nostro Impero postmoderno, in gran parte immateriale e territoriale è ben strano…  Non ha un sovrano, ma tanti cortigiani d’alto bordo… Parla apparentemente il comodo linguaggio della democrazia e della libertà, ma si è premunito investendo incalcolabili risorse su una macchina bellica e terroristica capace di annientare il mondo mille e mille volte… 

In questo strano Impero, noi, comuni mortali che spendiamo gran parte del nostro tempo dietro le vetrine, siamo i sudditi, ma anche i potenziali nemici… Siamo potenziali nemici, perché, coloro che hanno congegnato l’Impero hanno cercato di conferirgli una veste da totalitarismo “soft”, legittimato dai meccanismi e dall’ingegneria democratica che, comunque, ha bisogno di un minimo di consenso per avviarsi e marciare. Se il consenso, assicurato, in fondo, più che da un presunto civismo e dall’impegno nella vita della comunità, dall’adesione incondizionata ai precetti culturali della società consumista e spettacolarizzata, regge, i cortigiani d’alto bordo, i simpatici nazisti dal volto umano, dormono sogni tranquilli. Ma che accade quando il meccanismo mostra i colpi…

Niente paura, signore e signori, i nostri amici sono stati previdenti… L’Impero ha sancito l’inviolabile ed inderogabile diritto alla felicità, quella gioia smisurata che si prova ad accedere nei grandi punti vendita edificati sul deserto, ma quella felicità te la devi guadagnare e conquistare con il sudore della fronte e delle natiche, attraverso la competizione con i tuoi simili.
Sii competitivo, efficiente, scattante…
Conquista denaro, remunerazione d’immagine e successo…
Conquistala, abbattendo i tuoi simili, i tuoi nemici che cercano di contrastare le tue legittime aspirazioni…
Concentra tutte le forze per vincere, senza regole o scrupolo, sovrastando e umiliando i tuoi avversari…
Tale è il segreto per l’ascesa sociale, per arricchirsi, avere successo e… acquistare ciò che si vuole senza limiti di spesa.
Paradossalmente la disgregazione sociale e il conflitto atomizzato consentono all’Impero di riprendere fiato e, anzi, agevolano la sua progressiva trasformazione totalitaria.

L’uomo abbatte l’uomo, il fratello offende il fratello e la violenza autistica diventa la vera cifra della vita quotidiana.
Nelle metropoli, nelle città si ha paura di uscire e anche in casa le cose non vanno molto meglio: aumentano gli omicidi consumati al calore del focolare domestico.
Sulle strade, per non soccombere alle intemperie e ai rischi della vita, giovani e giovanissimi si stringono nelle gang che spadroneggiano sempre più e si fronteggiano per marcare il territorio…
Da risorsa lo straniero diventa il Nemico, colui che sottrae e ruba ai nativi casa, pane e lavoro, in una spirale razzista che alimenta i nazismi e i razzismi  da “suburra”…

Perfino il sesso, sempre più aggressivo e “ginnico”, diventa terreno di conquista, mezzo di affermazione che elide ogni tentativo di affetto e di tenerezza.
Verrà tempo in cui scoccherà l’ora per l’Impero, ma quel momento verrà quando deporremo l’ascia di guerra e smetteremo di azzuffarci e scannarci fra noi per le briciole…
Riconosciamo nell’Altro, il nostro Me stesso…
Tale cognizione non è poi così ardua, poiché tutti noi, la massa che si accatasta davanti agli ingressi degli Ipermercati e dei grandi parchi giochi, siamo accomunati dal comune destino chiamato precarietà…
Io, straniero… Io, giovane… Io, donna… Io, perseguitato, umiliato e sottomesso…
Io, lavoratore sfruttato, con contratto più o meno flessibile…
Io, artigiano e piccolo imprenditore o commerciante vessato…
Io… Noi…
Incontriamoci per essere nuovamente e tenacemente Noi…
Incontriamoci per riprenderci le strade, le piazze e le città…
Per riappropriarci delle risorse strategiche, energetiche e ambientali…
Per controllare finalmente i processi produttivi, di formazione dei prezzi e di concessione dei crediti…

Per essere definitivamente padroni dell’informazione e della “rete”…
E tutto suona molto utopistico e distante… Un  sogno nel sogno…
Ma il tempo incombe e il futuro bussa alle nostre porte e a quelle dei nostri figli…
Deponiamo l’ascia di guerra e volgiamo il nostro sguardo a chi realmente ha prodotto fame, miseria, guerre, inquinamento e danni climatici nell’intero pianeta…
Lo esigono la decenza e la coscienze…
Solo se, finalmente, saremo Noi, la nostre deboli mani sei serreranno in un pugno…
Il pugno chiuso che può abbattere questo bizzarro e squallido Impero policentrico…

E più non sarà…
Deserto…
HS

1 commento:

  1. Ciao Alba, bellissimo articolo, condivido, parole sacrosante, amen.

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