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26 febbraio 2012

Contro l’Infame Carta di Hardin del 1968 dagli Stati Uniti

Il risultato: Rispetto dei Popoli ed Ecologia scientifica.
© Horizons et débats
A margine del Forum Economico Mondiale di quest’anno Francisco Mayorga, Ministro dell’Agricoltura messicano avrebbe affrontato la pietosa situazione agricola nella provincia deel nord del Messico, lo Stato di Chihuahua. Un periodo di siccità durato due anni ha portato alla carestia, che affligge particolarmente la popolazione indigena – tutto come nelle altre parti di questo mondo neoliberale. Si potrebbe credere che i leaders nel campo della finanza e dell’economia abbiano preso a modello il libro di Jean-Christophe Rufin “Globalia”. Secondo il Ministro Mayorga la causa del problema risiede negli Ejidos, terreni la cui proprietà è l’utilizzo sono collettivi e che, dopo la Rivoluzione all’inizio del XX secolo, sono stati radicati nella Costituzione per proteggere le popolazioni povere.

Gli Ejidos corrispondono da noi a beni comuni che hanno rivestito grande importanza per la fondazione della Svizzera, amministrata in modo simile. Mayorga vuole ora abolire gli Ejidos, sperando di trovare già a Davos degli investitori e delle multinazionali dell’agricoltura industriale. Ciò equivarrebbe ad evacuare i territori con la forza: cacciare gli animali da fattoria e quelli selvatici? Distruggere i villaggi con i bulldozer? E le persone? Espellerli con l’uso dell’esercito o abbatterli? Saranno i soldati messicani a farlo? O si tratterà di una missione che un investitore regalerà alla Blackwater? Atti di violenza per devolvere grandi superfici di terreno agli investitori?

L’opera di Chingiz Aitmatov contiene due libri che non si ama leggere, perché toccano direttamente il centro nevralgico del nostro presente ed esigono una nuova base per la negoziazione politica ed economica. Essi sono “La marque de Cassandre” e “les Reves de la louve”. Quest’ultimo inizia con un capitolo in cui viene descritto il processo agricolo violento volto a soddisfare le esigenze delle norme della produzione e l’effetto brutalizzante che esercita sugli esseri umani che lo eseguono. Senza parlare del mondo animale e vegetale.
Il Rapporto sull’agricoltura mondiale ha confutato l’affermazione secondo la quale tali interventi sarebbero necessari in aggiunta ai grandi ipermercati già esistenti. Le piccole strutture agricole si rivelano essere molto produttive se vengono arricchite di un know-how scientifico. Non sarebbe necessario che un Ministro e i suoi collaboratori, che si riferiscono a se stessi come degli “economisti ben addestrati”, interpretino unilateralmente esempi solo per mantenere in vita questa infame carta di Hardin del 1968.

Una richiesta per Klaus Schwab, direttore del GEF (Global Environment Fund)

Si dice che al GEF si riuniscano personalità ricche ed intelligenti per trovare soluzioni ai problemi attuali. Non potreste, Mr. Schwab, trovare qualche sponsor tra i partecipanti per permettere allo Stato di Chihuahua di costruire una scuola di agricoltura? Le piante produttive tradizionali potrebbero essere protette e coltivate con profitto e questo nel senso di “Pro Specia Rara” (Svizzera e Germania) e dell’associazione “Verein zur Erhaltung der Nutzpflanzenviefalt e V.-Ven” (Associazione per la salvaguardia della diversità delle piante economicamente utili) rispettivamente per l’iniziativa “Vielfaeltige Initiative zur Erhaltung gefaehrderer Haustierrassen – VIEH (Iniziativa diversificata per la conservazione delle razze animali domestiche minacciate) (Germania); le razze animali da fattoria in via di estinzione potrebbero, grazie ad un allevamento moderno e ad un buon approvvigionamento conforme ai regolamenti veterinari, formare una base alimentare come da noi.
L’”Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica” svizzero che è stato consulente di numerosi paesi circa i problemi della fame e della cultura, parteciperebbe certamente a questo progetto e potrebbe restituire alla Svizzera una certa fiducia.
Una tale scuola di agricoltura non costa molto – in paragone al denaro sprecato per scopi bellici nel mondo attuale. Inoltre Elinor Ostrom, premio Nobel per l’economia, potrebbe sicuramente cooperare nel comitato di patronato in cui siederebbero anche la DDC, la FAO e alcuni collaboratori del Rapporto sull’agricoltura mondiale. Questo sarebbe tanto più necessario per garantire che gli sponsors non lavorino in segreto per i Chicago Boys per fornire la prova della bassezza dell’affermazione di Hardin.

I campesinos e le popolazioni indigene ritroverebbero dignità e avrebbero i propri esperti come avviene in Svizzera con i contadini bio. “Organic Food” è già molto popolare in Cina. Nessuno dice che la popolazione del Messico non è capace di legare le sue proprie risorse alle conoscenze nel campo dell’ecologia scientifica, della cultura bio, se glielo si mostra e spiega in una scuola di agricoltura! La Svizzera ne ha l’esperienza.
Ciò che è riuscito in Nepal perché non potrebbe riuscire in Messico? Bisogna solamente volerlo. Una tale scuola di agricoltura non rappresenterebbe per il GEF un’azione “duratura” che designa una nuova strada verso l’avvenire?

Linz Hirn descrive nella pagina seguente il Messico come un paese pieno di vita e di movimento – una popolazione che non ha difficoltà a capire, quando si tratta di costruire il proprio futuro.

Traduzione per Voci Dalla Strada di Ale Baldelli

1 commento:

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