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24 luglio 2011

PROTEGGERE L'AMBIENTE E' UN PRETESTO?

Gli "ismi" popolari e le necessità di governare dall'alto 
Di Václav Klaus
Ognuno ha una lista - per lo più implicita - di problemi, di sfide che sente e prende in considerazione - in base alle sue esperienze, le sue preferenze, i suoi pregiudizi e le sue priorità - come attuali, essenziali, minacciose. Cercherò di svelarvi alcuni di quelli che figurano nella mia lista. Essi sono inevitabilmente legati a qualcosa che non esisteva durante la maggior parte della mia vita, durante l'era comunista.
Penso naturalmente alla libertà, qualcosa alla quale gli americani attribuiscono un valore capitale, anche se non ne hanno sperimentato personalmente l'assenza. La nostra esperienza ci ha dato una sensibilità o anche un'ipersensibilità da un certo punto di vista.

Dove posso vedere nel ventunesimo secolo, le principali minacce alla libertà? Non voglio parlare di temi alla moda di cui i giornali sono pieni. In particolare, non voglio parlare dei nostri nemici esterni, dei Talebani, Al Qaeda, il fondamentalismo islamico perché non ho niente di speciale da dire o da aggiungere alla questione del terrorismo e non voglio ripetere fatti e argomenti ben noti di cui i giornali sono pieni. [...] Mi sembra più importante parlare delle nostre sfide interne. La nostra capacità di andare avanti e di affrontare finalmente i pericoli dipende in gran parte dalle nostre credenze, dalle nostre visioni, dalle nostre convinzioni, dalla nostra forza interiore e dalla nostra coerenza. […] Voglio, dunque, concentrarmi su tre principali sfide del momento.

La prima ha a che fare con il comunismo. Come tutti gli altri paesi ex comunisti, abbiamo sperimentato una difficile transizione. Abbiamo capito presto che dovevamo farlo noi stessi, che era possibile importare un sistema elaborato all'estero. Abbiamo anche capito che un cambiamento così fondamentale non è stato un esercizio di economia applicata, ma un processo evolutivo umano e che dobbiamo trovare la nostra strada, la nostra "strada ceca" verso una società e un'economia funzionante in modo efficiente.

10-15 anni fa, ho parlato diverse volte negli Stati Uniti del processo di transizione, del suo costo, dei suoi vantaggi, dei suoi principi e delle sue insidie.
Come ho detto, siamo riusciti a liberarci dal comunismo, ma [...] crediamo erroneamente che i tentativi di reprimere le libertà e di organizzare, gestire, regolare, controllare tutta la società (e dell'economia) appartenevano già al passato, che erano un residuo quasi dimenticato. Ma per la nostra delusione, sono ancora lì. Vedo più esempi in Europa e nella maggior parte delle organizzazioni internazionali, ma si trovano anche qui.

La ragione è che ci sono nuovi "ismi", molto popolari le cui visioni e progetti sono in contrasto con le libertà individuali. Si tratta della social-democrazia (che non è altro che una versione soft del comunismo), il dirittumanismo (droit-de-l'hommisme) (basato sull'idea dei diritti, per lo più positivi, applicabili in tutto il mondo), dell'internazionalismo, del multiculturalismo, dell'europeismo, del femminismo, dell'ambientalismo e di altre ideologie simili.

Il comunismo appartiene al passato, ma i tentativi di dirigere dall'alto ci sono sempre, o forse ce ne sono di nuovi.
La seconda sfida principale è legata alla nostra esperienza dell'UE, ma va oltre, perché è parte di una tendenza più ampia della denazionalizzazione dei paesi, del sovranazionalismo e della governance globale.
Questa sensibilità particolare che condivido con molti dei miei connazionali mi fa considerare molte tendenze attuali in Europa in modo piuttosto critico. I miei avversari sembrano non sentire le mie argomentazioni e continuano a rifiutare a priori idee che a loro non piacciono.  

Per comprendere le mie critiche, bisogna conoscere lo sviluppo dell'UE, la sua metamorfosi graduale che ha fatto di una comunità di nazioni che collaborano un'unione di nazioni non sovrane dalle tendenze sovranazionali. […]
Sono sempre stato un sostenitore della cooperazione amichevole, pacifica e arricchente per ognuno degli Stati europei. Tuttavia, ho ripetutamente affermato che la tendenza verso un'Europa sempre più chiusa, il cosiddetto "approfondimento" dell'Europa, la rapida integrazione politica e le tendenze sovranazionali in assenza di una vera identità europea, di un demos europeo, non sono necessari per la libertà e la democrazia, ma piuttosto dannosi.
La libertà e la democrazia, questi due valori così preziosi per noi, non possono essere garantiti senza la democrazia parlamentare con un territorio chiaramente definito e che è esattamente ciò che le élite politiche europee e dei loro sostenitori stanno cercando di eliminare. E questo mi preoccupa.
 
La terza principale minaccia alla libertà è, a mio parere, nell'ambientalismo. Per essere più precisi: capisco le preoccupazioni circa un deterioramento dell'ambiente ma il problema risiede per me nell'ambientalismo come ideologia.
L'ambientalismo finge di cercare solo la tutela dell'ambiente, ma dietro una retorica del rispetto per l'uomo e per la natura, i sostenitori di quest'ideologia, tentano ambiziosamente di riorganizzare e cambiare il mondo, la società, gli individui e i loro comportamenti così come i loro valori.
E' evidente che il nostro dovere è di proteggere la natura per il bene delle generazioni future, ma i sostenitori dell'ideologia ambientalista non smettono di presentarci scenari catastrofici al fine di persuaderci ad applicare le loro idee alla società umana nel suo complesso. Non è solo ingiusto, ma estremamente pericoloso. [...]

* Estratto da un documento presentato al CATO Institute di Washington il 9 marzo 2007. Il testo completo, dal titolo «Environmentalism and Other Challenges of the Current Era» (Ambientalismo ed altre sfide dell'era attuale), è disponibile sul sito: www.cato.org/pub_display.php?pub_id=9301 

Fonte: Zeit-Fragen

14 commenti:

  1. Ho letto, non mi ricordo dove, che ci sarebbe un progetto da parte dell'onu di creare i "caschi verdi" per la "difesa dell'ambiente" non sò se la notizia è vera o meno.

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  2. Ciao Zak,
    figuriamoci se non può essere vero!
    Se le inventano tutte!
    ;(

    http://www.greenstyle.it/arrivano-i-caschi-verdi-dellonu-per-le-crisi-ambientali-4329.html

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  3. Profetico Václav Klaus, questo grande vecchio.
    L'unico capo di stato in Europa ad essersi preso la responsabilità di opporsi strenuamente ed in prima persona al trattato di Lisbona.
    E' dotato di una forte passione per la sua nazione .... passione, parola grossa, pregna di significato, che deriva dal verbo greco pasco che vuol dire soffrire, patire...................
    Vedi qualcuno alla sua altezza sul palco del teatro politico italiano ? c'è solo da ridere, per non piangere amaramente....
    Ciao , Alba :)

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  4. Ciao Alina,
    è sempre un piacere dialogare con te, in particolare per questo articolo dove sullo sfondo aleggia il nostro vechhio e odiato Trattato di Lisbona!
    Mi chiedevo..."in quanti si ricorderanno di Vaclav Klaus come grande oppositore del trattato?
    Ovviamente sei arrivata tu!
    Un abbraccio e un caro saluto!
    Alba

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  5. Posso capire che si sia contrari al Trattato di Lisbona e all' UE
    per come è fatta. Ma mi sembra molto strano che in base a questo si sposino le posizioni di destra
    estrema e ultra-lberiste di Havel.
    Come posso andare d'accordo con uno che condanna i diritti umani, l'ambiente, il femminismo, la socialdemocrazia da lui definita come comunismo soft? Nelle posizioni del presidente ceco non c'è nulla di democratico. A lui preme soltanto il capitalismo, costi quello che costi. Mi dispiace, ma l' Unione Europea è più democratica di lui.

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  6. @Vinicio
    La dittatura di oggi è molto più pericolosa di quella di una volta perchè negli anni passati i popoli si rendevano conto di essere oppressi e prima o poi tutti si sono ribellati, facendo cadere le "dittature".

    Oggi che i paesi occidentali vivono una dittatura mascherata da democrazia (o social-democrazia) credono di essere liberi e accettano di essere presi in giro...

    Se uno riesce a vedere nei fatti un pò oltre le belle parole che ci propinano (democrazia, libertà, diritti umani) si capisce che questa è l'era più Oscura di tutta la storia dell'umanità.

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  7. Anch' io penso che questa sia l' era più oscura, ma lo è anche grazie ad uno come Havel. Ogni società può essere criticata da sponde opposte. Io la critico da sinistra. Havel la critica da destra. Quello che lui intende per libertà non è altro che liberismo; cioè la libertà per pochi, quella libertà che si fonda sulla schiavitu' di tutti gli altri. Anche il fascismo era un movimento antisistema, ma lo era dalla parte delle classi dominanti. Capisco bene che Havel, essendo nato ricco in un paese comunista, gioisca della caduta del comunismo e lotti contro tutto ciò che anche solo velatamente glielo ricorda, come fanno i tea party contro Obama.
    Ma io, essendo nato povero in un paese che è sempre stato capitalista, non posso stare dalla sua parte.

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  8. @Vinicio
    possiamo discutere fino a domanio di questo, ma devi spiegarmi cosa c'entra Havel con questo articolo...

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  9. Ho sbagliato nome. Dovevo riferirmi
    a Vaclav Klaus, non ad Havel.
    Scusa, sai com'è, la fretta.

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  10. Ok, però io non vedo in quali passaggi dice quello che dici tu.

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  11. Bè, lui nega il problema ambientale
    e definisce la socialdemocrazia comunismo soft. Ognuno di noi vede le cose in modo diverso. A me mi basta già quello. Di sicuro lui è contrario all' uguiaglianza economica tra le persone, infatti è
    ferocemente anticomunista.

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. @Vinicio
    Klaus non nega il problema ambientale, anzi dice che "E' evidente che il nostro dovere è di proteggere la natura per il bene delle generazioni future..."

    Però....con il pretesto dell'ambientalismo si cerca di imporre altre cose.

    Cosa sta facendo l' "ambientalismo" per proteggere l'ambiente?
    Finora sono stati creati solo i crediti di carbonio per permettere alle grandi multinazionali (quelle che inquinano veramente il pianeta) di continuare ad inquinare come stanno facendo...
    Oppure altra cosa hanno proposto di tassarci per "risarcire" i paesi poveri del danno...
    Ora, a parte il fatto che a me non piace che il ricco può fare qualsiasi cosa solo perchè può permettersi di pagare...rimane il fatto che non viene fatto nulla per l'ambiente, olytre al fatto che i paesi poveri non vedranno il becco di un quattrino.

    Klaus non ha fatto una tesi sulle ideologie degli ultimi 2 secoli dicendo quale era meglio o peggio, se è meglio la socialdemocrazia o il comunismo, ha detto solo che QUESTA socialdemocrazia (cioè quella finta) è come un comunismo soft...(inteso come dittatura, anche se sappiamo che questa è stata una "deviazione" del comunismo, ma questo era ben altro).

    Io invece dico che è molto peggio della dittatura, perchè come detto prima le dittature "evidenti" prima o poi vengono sconfitte, sono quelle mascherate da socialdemocrazia che rimangono a fare danni se nessuno se ne accorge!

    Eppoi vorrei farti un piccolo appunto. Una volta hai avuto parole di "comprensione per Brzezinsky, perchè aveva vissuto nella Polonia occupata, ed ora Klaus sarebbe quello che non ama il comunismo?
    Forse non ama "quel" comunismo...
    ;)

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  14. Si, certo, è chiaro che Klaus non può amare quel comunismo ormai passato,come Brezinski. E ci sono molte cose vere in quello che dici.
    Ma io ho sempre paura che si faccia di ogni erba un fascio. Il comunismo del Novecento è degenerato perchè si è sviluppato come dittatura di un unico partito.
    E' per questo che io ho anche delle riserve su Cuba. Tuttavia io penso che, proprio come il comunismo bolscevico del secolo scorso, la socialdemocrazia, l'ambientalismo, il femminismo, i diritti umani, nascono da esigenze vere ed esprimono idee positive. Poi è chiaro che vengono snaturati dal potere ed usati ai suoi fini, vengono cioè stravolti e degenearati, come tutte le ideologie esistite finora. Successe così anche al francescanesimo. Ma bisogna sempre distiguere tra la finalità originaria di un movimento politico e il suo snaturamento successivo. Non vorrei che si buttasse il bambino con l' acqua sporca, come successe qui in Italia con l' operazione Bolognina di Occhetto 20 anni fa, alla quale io mi opposi. Tutto qui.

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