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18 febbraio 2010

LA NATO "HA CENTRATO L'OBIETTIVO ASSEGNATO" UCCIDENDO 12 CIVILI

La NATO, la scorsa domenica in Afghanistan,  non ha commesso nessun errore uccidendo 12 civili. Così garantisce il generale britannico Nick Carter, comandante delle forze dell’alleanza, che ha assicurato inoltre, che il proiettile “ha centrato l’obiettivo stabilito”.
In una video-conferenza dall’Afghanistan organizzata dal ministero britannico della Difesa, Carter, ha assicurato che che si era creduto fosse un lancio sbagliato, “adesso sappiamo che abbiamo centrato l’obiettivo, non è stato un missile fallito, non c’è stato nessun errore tecnico nell’accaduto”.
I primi documenti militari hanno segnalato che i due missili statunitensi del Sistema dell’Artiglieria Balistica dell’Alta Mobilità avevano deviato di 300 metri dal loro obiettivo avendo un impatto contro una casa nella località di Marjah, dove si erano rifugiati un numero indeterminato di civili.
Il capo di Stato Maggiore britannico, il generale dell’aviazione Jock Stirrup, ha descritto quanto successo domenica come “un risvolto molto serio” per l’Operazione Moshtarak, l’offensiva lanciata il fine settimana nel sud dell’Afghanistan per espellere i talebani. Inoltre, il capo della Forza Internazionale dell’Assistenza alla Sicurezza (ISAF), il generale statunitense Stanley McChrystal, ha chiesto scusa per quello che aveva considerato come un “accadimento sfortunato”.

Un attacco corretto

Però, il generale Carter ha cambiato totalmente la visione delle investigazioni ed ha sottolineato che la NATO ha concluso che l'attacco è stato effettuato correttamente e, che quindi si è tornato ad attivare questo sistema di attacco con missili dopo una sospensione temporanea a causa dell’incidente.

Il militare ha assicurato che sono “molto attenti” in questa offensiva, la più grande dall’inizio dell’invasione del 2001, e che la politica a partire da adesso, sarà quella di usare questo tipo di missili unicamente in zone rurali aperte.
Carter ha assicurato che l’esercito alleato stan assumendo un rischio extra per le proprie vite per evitare altre morti civili tra gli afgani e che “in questo particolare incidente, il giovane ufficiale del corpo dei Marines degli USA che era al comando, stava proteggendo un gruppo di civili che erano proprio dietro la sua posizione”.

Il portavoce del ministero britannico della Difesa, il generale Gordon Messenger, ha detto che “sarebbe opportuno precisare” che tra le 12 vittime di questo bombardamento c’erano talebani.
Sulla tabella di marcia dell’operazione, Carter ha dichiarato che si sta avanzando significativamente in Nad-e–Ali nonostante si sia trovato con “una resistenza significativa” da parte di “gruppi isolati” ed ha spiegato che la maggior minaccia continuano ad essere gli artefatti esplosivi che i talebani hanno lasciato collocati in strade e città.
 “Quello che ci ha sorpreso è la quantità (di artefatti). Hanno avuto molto tempo per preparare questo non sono stati oziosi all’ora di farlo bene per i loro interessi”, ha segnalato il generale.

“Sono dislocati”

Il comandante della NATO ha indicato che due terzi di Marjah, il principale bastione talebano, lo controllano le forze alleate, ma avvertendo che saranno necessari alcuni giorni in più affinchè l’operazione sia conclusa con successo.
Carter ha espresso la sua soddisfazione per la detenzione nel Pakistan del massimo responsabile militare dei talebani, il mullah Abdul Ghani Barader, ed ha manifestato che “in termini di leadership sul terreno, la nostra impressione è che (i talebani) siano dislocati”.

“Certamente, la natura della resistenza che sia i marines statunitensi quanto le forze di sicurezza afgana nazionale hanno trovato a Marjah indica che è così” ha detto.
Sulle morti, il generale ha informato che tra le forze della NATO e dell’esercito afgano ci sono stati 4 morti e 35 feriti, e si è rifiutato di verificare il numero di decessi tra i talebani, anche se ha assicurato che erano stati identificati vari combattenti stranieri”.


Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

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