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8 febbraio 2010

AVVISO ALLA NATO: LA RUSSIA IMPONE LE REGOLE DEL "GRANDE GIOCO"

Nell'immagine, la bandiera USA, e dietro la bandiera della Romania,  
dove gli Usa prevedono di installare missili intercettori.

Nella scacchiera del “Grande Gioco” geopolitico e militare mondiale ci sono due conflitti strategici che (a causa dei loro allineamenti ed influenza globale) si riassumono in “uno solo” e possono far scoppiare il pianeta in un finale militare:
A) La guerra fredda tra USA- Russia e
B) La guerra fredda tra gli USA-Cina. I fattori detonanti che trasformano questi due fronti di conflitto in "uno solo", sono l’Iran e il conflitto nel mondo islamico con Israele (la miccia di incendio verso qualsiasi sviluppo militare futuro). Nella settimana trascorsa, il Cremlino, senza sottigliezze diplomatiche, ha segnato la scacchiera e ha messo i limiti al gioco USA- NATO nell’ex spazio sovietico. 

Di Manuel Freytas

Mosca “nuclearizza” la guerra fredda
Così come Washington questa settimana (attraverso la sua “Revisione della Difesa Quadrieannale 2010”), ha identificato il “terrorismo” con l’Iran (l’alleato chiave di Pechino e Mosca) come le minacce principali alla “sicurezza globale”, la Russia ha identificato l’espansione della NATO (alleanza USA- Europa) come una delle principali minacce alla sua sicurezza nazionale.
Ma Mosca è andata oltre: In una riaffermazione dottrinale della sua potenza militare ha rivendicato il diritto della Russia di usare armi nucleari se l’esistenza del paese fosse in pericolo.

La forza nucleare della Russia (la seconda potenza militare dopo gli USA) è composta da sistemi di missili balistici, sottomarini nucleari equipaggiati con bombe atomiche e missili da crociera capaci di trasportare testate nucleari in qualsiasi punto del pianeta.

Ad agosto del 2007, la Russia annunciò la messa in moto di un sistema difensivo aereo spaziale senza comparazione nel mondo, con l' S-400, capace di colpire simultaneamente 12 obiettivi aerei di qualsiasi tipo da un’altezza di 10 metri fino ai 30 km.

Usando come strumenti strategici il petrolio e lo sviluppo delle armi, la Russia (con Vladimir Putin come motore) ha continuato a rilanciarsi come la gran potenza nucleare del XXI secolo in aperta concorrenza con gli USA e i suoi partner dell’UE.

Secondo la sua nuova dottrina, la Russia continuerà a sviluppare e modernizzare il suo apparato militare-nucleare e aumentando la sua capacità di superare i sistemi antimissilistici e la capacità nucleare di qualsiasi nemico che minacci la sua sopravvivenza futura.

La nuova ipotesi di conflitto militare russa, che è stata approvata dal presidente russo, Dimitri Medvedev, identifica l’espansione della NATO verso l’Europa dell’Est (ex spazi sovietici) e l’installazione dello scudo antimissili degli USA in Europa, come i principali rischi per la sua sicurezza militare.

Il testo del documento dice che una delle “minacce principali di guerra” provengono dall’espansione della NATO verso le frontiere della Russia. Come punto complementare allude alla proliferazione di armi di distruzione di massa e Stati regionali con armi nucleari. Più precisamente, “la creazione e l’insediamento di sistemi antimissili strategici che minacciano la stabilità globale”, in relazione con il sistema progettato per la Polonia e la Repubblica Ceca, e il più recente, quello di installare uno scudo nucleare.

A sua volta, Mosca, rifiutò la petizione per ritirare i suoi missili nucleari tattici dalle frontiere con l’UE, nell’enclave baltico-russo di Kaliningrado e la penisola di Kola, tra i mar Bianco e di Barents.

Dmitri Rogozin, ambasciatore russo per la NATO, venerdì ha criticato il progetto degli USA in Romania secondo il quale si pianifica di collocare missili intercettori in questo territorio ed ha predetto che i nuovi piani di Washington colpiranno “direttamente” le negoziazioni del disarmo nucleare in cammino tra i due paesi.

Da parte sua, lo Stato Maggiore dell’Armata russa ha annunciato che, se il Pentagono continua con l’insediamento del suo sistema antimissili, Mosca rafforzerà con unità nucleari la sua potente Flotta nel Mar Nero.

Martedì, Putin (il potere dietro Medvedev) ha sollecitato gli USA perchè consegnino alla Russia tutti i dati sul suo sistema di difesa antimissilistico (DAM) ed ha avvertito che i sistemi di difesa in Europa potrebbero colpire lo sviluppo delle conversazioni tra le due potenze circa il nuovo trattato per ridurre le armi nucleari strategiche (START).

In conferenza stampa, Putin ha annunciato che la Russia “continuerà a sviluppare le armi offensive” col fine di mantenere “l’equilibrio strategico” con gli USA, che (a differenza della Russia), stanno ingrandendo il loro sistema di difesa anti missili in Europa.

In questo modo, e nel contesto di un rinnovo (per adesso congelato) del trattato nucleare con gli USA, la Russia ha deciso di “nuclearizzare” la guerra fredda (per zone d’influenza) con gli USA in una riaffermazione chiara della sua potenza militare e pianificando una nuova sfida all’egemonia USA-UE-NATO negli spazi euroasiatici.

Il “Grande Gioco”
Mappa dell' oleoducto BTC: per il quale passa la maggior parte di petrolio che produce la regione.
 
Nella scacchiera del Grande Gioco geopolitico e militare mondiale ci sono due conflitti strategici che (a causa dei loro allineamenti ed influenza globale) si riassumono in “uno solo” e può far scoppiare il pianeta in un finale militare: 
A) La guerra fredda USA-RUSSIA e 
B) La guerra fredda USA-CINA
Sul terreno geoeconomico, il motivo centrale delle dispute sono le fonti e le vie dell’energia e del petrolio, e le alleanze per il controllo dei mercati.

La Russia e la Cina (in piani separati) disputano con gli USA e l’UE una guerra per aree d’influenza economica e di conquista dei mercati che si estende lungo l’Asia, il Medio oriente, l'Africa e l'America Latina.
I fattori detonanti bellici, che trasformano questi due fronti di conflitto in "UNO SOLO", sono l’Iran e il conflitto del mondo islamico con Israele (la miccia di incendio verso qualsiasi svolta militare futura).

Sotto questo centro gravitazionale (l’ombelico della terza guerra mondiale) si collocano, come catene emergenti, tutti i conflitti (militari, politici ed economici) che nascono e sono attivi in Asia, Africa, Europa e America Latina.
Questo è il punto centrale per capire in modo ordinato e logicao le ultime mosse che gli USA stanno facendo, sia nello spazio russo che in quello cinese.

Inoltre, nell’agenda militare e geopolitica dello spazio asiatico, Pechino, come la Russia, si trova agli antipodi del progetto strategico dell’asse USA-UE che hanno militarizzato la regione euroasiatica per destabilizzare le reti energetiche della Russia, delle quali la Cina è la principale beneficiaria.
Le strategie degli USA e della NATO, sia in Russia che in Cina sono convergenti.

Destabilizzare permanentemente l’ex spazio sovietico in Eurasia (golpe “arancio”, espansione della NATO e presa di mercati e governi) e la balcanizzazione dello spazio cinese con operazioni secessioniste in Taiwan con la minaccia di militarizzazione, a Xianjiang con il “terrorismo islamico” e nel Tibet con i preti buddisti del Dalai Lama.

In entrambi gli spazi (russo e cinese) l’espansione militare e la guerra psicologica mediatica dell’asse “occidentale” USA-UE sono esercitate come mezzi di pressione nella guerra per i mercati e le risorse strategiche, principalmente energetici.

Per quanto riguarda l’aspetto geoeconomico, si tratta di una guerra per il controllo delle reti degli oleodotti (corridoi energetici) euroasiatici dove la Cina gioca la sua sopravvivenza accanto alla Russia.

I lineamenti del “nuovo ordine mondiale” costruito sulla base del controllo dei mercati e delle risorse strategiche, è, fondamentalmente, un ordine creato affinchè le transnazionali, le banche, le petroliere e gli armamentisti capitalisti, facciano “affari”.

Mosca e Pechino, sfidando l’egemonia europea-statunitense, hanno tracciato accordi militari strategici ed hanno consolidato un blocco militare ed economico comune in Asia, in aperta sfida alla NATO.
In questo gioco, il “Grande Gioco”, Mosca e Pechino fanno le loro mosse nel teatro delle operazioni della guerra intercapitalista per le zone d’influenza che si disputano (a diversi livelli operativi) dall’Eurasia e gli spazi ex sovietici fino al Medio Oriente.
Ed il Cremlino (al centro dello scenario della guerra fredda) sa che conta solo su due alleati strategici: l’Iran e la Cina.

La strategia di Mosca

Mappa della regione del Caucaso.
Ad agosto 2008, l’esercito georgiano ha attaccato l' Ossezia del Sud, e la Russia si è vista costretta ad intervenire con unità militari per difendere la popolazione dell'Ossezia del Sud, gran parte della quale ha cittadinanza russa.

Durante il conflitto armato durato 3 settimane, Mosca ha realizzato cinque mosse chiave: Ha polverizzato l’esercito della Georgia allenato e armato dagli USA, si è posizionata nel controllo delle aree strategiche della regione (principalmente l’oleodotto BTC, un enclave energetico delle petrolifere anglo- statunitensi), ha rotto virtualmente “rapporti” con la NATO, ha diviso l’ONU boicottando tutti i progetti di risoluzione contro di lei, e agli inizi di settembre del 2008 ha riconosciuto l’indipendenza delle provincie separatiste dell’Abkhazia e Ossezia del Sud che erano sotto pressione per la tutela del governo della Georgia, burattino della NATO e dell’ “asse occidentale” nel Caucaso.

Putin e Medvedev, dopo essersi collocati militarmente con il controllo della Georgia e aver verificare la lentezza dei riflessi del decadente Impero capitalista “occidentale” che ha come referente l’asse USA-UE, hanno vissuto il conflitto come una vittoria nella disputa per il controllo del Caucaso.
Nello scenario attuale della crisi economica mondiale, un riposizionamento della NATO e della flotta russa nel Mar Nero mettono in risalto nuovamente il ruolo strategico della zona nella grande scacchiera internazionale.

Ma l’offensiva russa non finì nel Caucaso: il Cremlino (in un’instancabile capacità di mosse tattiche) si proiettò in avanti e lanciò una sfida militare a Washington nel suo stesso cortile di casa, impensabile prima della risoluzione del conflitto nel Caucaso.

Con Chavez come punta di diamante, Mosca ha annunciato, dopo la guerra del Caucaso, gli esercizi navali congiunti realizzati con il Venezuela nel Mar dei Caraibi a fine del 2008, che gli analisti hanno interpretato come l’inizio di uno scenario di guerra fredda in America Latina.

L’atterraggio precedente ai due bombardamenti nucleari russi in Venezuela, sono stati interpretati come una risposta del Cremlino alla “nuclearizzazione” dello spazio ex sovietico in Europa dell’Est iniziato con l’accordo degli USA e la Polonia per installare uno scudo nucleare che minaccia la sicurezza della Russia.
Allo stato attuale, gli USA sono tornati alla carica con una tripla offensiva: Re- installazione del suo progetto dello scudo nucleare in Europa dell’Est, nuova espansione militare della NATO nel Caucaso e nello spazio euroasiatico, ed il recente intervento militare in Cina con la vendita di armi a Taiwan.

Di riflessi veloci, Mosca ha contrattaccato questa settimana aumentando la sua scommessa con un avvertimento nucleare.

Fonte: http://www.iarnoticias.com/2010/secciones/europa/0006_guerrafria_se_nucleariza_06feb2010.html

Pubblichiamo anche questo commento di Manuel Freytas scritto sulla sua pagina di Facebook in relazione all'articolo stesso.
I punti rossi dell'economia mondiale:
Ci sono tre temi centrali che bisogna seguire con attenzione in questa settimana che inizia:
La crisi fiscale degli USA.
La crisi fiscale dell'Europa e la crisi commerciale USA-CINA.
L'UE, in blocco, è la seconda economia mondiale, dopo gli USA.
La Cina, individualmente, è, per la maggior parte degli analisti, la seconda potenza esportatrice del mondo dopo gli USA.
Insieme, queste tre economie centrali (USA-UE-Cina) rappresentano più di un terzo del PIL mondiale, e sono completamente inter-relazionate attraverso il commercio dell'import- export. Inoltre, nel caso della Cina, ha le sue riserve in dollari (2,3 mila miliardi) che la lega al destino dell'economia nordamericana, in bene o in male.
Questo significa che: Qualsiasi squilibrio nelle economie degli USA (in crisi fiscale) e l'UE (in crisi fiscale), investe direttamente la Cina (in crescita ma con problemi) che trascina dietro la sua espansione economica esportatrice al resto delle potenti economie asiatiche, come il Giappone, la Corea del Su, l'India e Taiwan, tra le altre. (Se si sommano queste economie a quelle degli USA- UE- Cina, si supera il 70% del PIL mondiale).
A sua volta, dell'equilibrio economico dell'asse USA-UE- CIna (principalmente della Cina e dei paesi asiatici) dipendono le esportazioni del petrolio e delle materie prime, il motore della crescita dei paesi sottosviluppati ed emergent dell'Asia, Africa e America Latina.
In questo feedback economico mondiale, i punti in rosso, la minaccia di uno scoppio generalizzato, c'è la crisi fiscale degli USA e di alcune nazioni dell'UE, che attraversano un pericoloso processo di "insolvenza dei pagamenti" a causa della brusca caduta della recaudazione fiscale e della debole crescita delle loro economie.
Fino ad ora la Cina (in difesa delle sue esportazioni) ha rifiutato la richiesta di Washington, scatenando una crisi bilaterale di difficile pronostico che minaccia di estendersi pericolosamente al terreno geopolitico e militare (guerra fredda per zone d'influenza).
Questa triade conflittuale strategica, il cui svilupo può detonare un nuovo collasso finanziario ed economico globale, continuerà a segnare l'agenda dell'attenzione mondiale nei giorni a venire.
(Manuel Freytas)

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

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