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4 dicembre 2009

IL GOVERNO MESSICANO SI ARRENDE DI FRONTE ALLA MONSANTO

di Erika Ramirez

I governi panisti non solo autorizzano l’agroindustria transnazionale e la semina del mais transgenico, ma gli danno quasi 200 milioni di pesos in stimoli fiscali. La Monsanto, Hibrido Pioneer, Dupont e Dow Agrosciences ottengono
21 licenze e più di cinquanta progetti di investimento in tecnologia secondo le rivelazioni dei documenti ufficiali. Non importava alle autorità federali che il Messico sia un paese d’origine di un seme che è patrimonio dell’umanità nè che si mettano a rischio imminente 31 dei 59 tipi di mais messicano.

Fabbricante dell’
Agente Orange- erbicida usato durante la guerra in Vietnam per distruggere raccolti e vegetazione- la Monsanto ottiene la maggior parte dei permessi di applicazione per le industrie agricole presso il Ministero dell'Agricoltura, Allevamento, Sviluppo Rurale, della Pesca e dell’ Alimentazione (Sagarpa), per la semina sperimentale di mais transgenico nei campi messicani.

Inoltre, l’azienda originaria di Saint Louis, Stati Uniti,
ha beneficiato- insieme a Hibridos Pioneer, Dupont e Dow Agrosciences- di quasi 200 milioni di pesos in “stimoli fiscali” durante l’amministrazione di Vicente Fox Quesada e Felipe Calderòn Hinojosa, come dicono i documenti ufficiali.

Lo scorso 29 ottobre, le aziende Monsanto, Dow Agrosciences e PHI Messico vennero informate che i loro brevetti potevano essere seminati in “via esperimentale” nelle terre di Sonora, Chihuahua, Tamaulipas e Sinaloa, in base a quanto mostra lo Stato di applicazioni di mais 2009, emesso dalla Direzione della Biosicurezza per gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), dipendente dalla Sagarpa.


In questi stati, indica l’organizzazione ambientalista Greenpeace Messico, si trovano 31 dei 59 tipi di mais esistenti in Messico, e questo
espone a rischio contaminazione il 52% dei semi originari del paese.

Le risoluzioni si sono avute appena sette giorni dopo che Dow Agrosciences e la PHI Messico hanno manifestato formalmente il loro interesse nella semina dell’organismo geneticamente modificato DAS-01507-1. La semina del brevetto nella Valle del Yaqui, Sonora, luogo dove si trovano circa nove delle varietà del mais nativo del Messico, è stata approvata.


In una lista comparativa di richieste
della Sagarpa, con la mappa dei territori dei popoli indigeni e i tipi e varietà del mais che esistono lì (contenuti nell’edizione Maíz transgénico en México, riesgos y costumbres del giornale Ciencias, dell’ Università Nazionale Autonoma del Messico), si può osservare che nella Valle del Yaqui, Sonora, dove si trova la popolazione indigena che porta lo stesso nome, esiste il Mais Blando di Sonora, Chapalote, Dulce Norteño, Dulce, Dulcillo Noreste, Elotes Occidentales, Harinoso, Onaveño, San Juan e Tuxpeño.

Eduardo Perez Pico, rappresentante della Monsanto Messico, in interviste a
Contralínea dice che ognuno dei permessi avvallati dall’organismo a cui fanno capo Francisco Mayorga Castañeda e la Segretaria del Medio Ambiente e Risorse Naturali (Semarnat) a carico di Juan Rafael Elvira Quezada, costerà all’agroindustria circa di un milione di pesos per progetto.

L’ingegnere agronomo, laureato all’ Istituto Tecnologico di Monterrey, annuncia che “se la ricerca progredisce presto”,
la fase commerciale potrebbe cominciare tra tre anni, con un investimento iniziale di 400 milioni di dollari, dei quali la Monsanto pretende guadagnare circa 250 milioni di dollari.

Affare tondo


Oltre al mercato di affari che significa il Messico per l’agroalimentare, il governo federale ha finanziato tre colossi del settore. Dal primo anno dell’amministrazione foxista, le transnazionali hanno ricevuto stimoli fiscali dal Consiglio Nazionale di Scienza e Tecnologia (Conacyt), presieduto da Juan Carlos Romero Hicks, fino a 193.859.598 pesos.


Annualmente l' azienda di Saint Louis guadagnava maggiore risorse, che hanno potuto entrar a far parte della cassa dell’azienda pubblica attraverso le tasse, dato che il primo produttore di semi a livello mondiale era stimolato con risorse milionari. D’accordo con il documento pubblicato sul Giornale Ufficiale della Federazione, con data del 3 marzo 2008, SAM750414HN4-2007-2 è stato uno dei progetti che più benefici ha avuto, con 5 milioni 374 mila 532 pesos.


Informazioni pubblicate nella Gazzetta Ufficiale suggerisce che gli "stimoli", concessi con il pretesto di investimenti in innovazione tecnologica, sono iniziati nel 2001 con tre progetti Pioneer Hybrid Company del Messico, che hanno rappresentato l'erario 10.927.500 pesos
.


I fondi e le partecipazioni aumentarono annualmente e, dai più di 10 milioni registrati il primo anno, si è arrivati ai 12.131.642 pesos nel 2002 per la PHI Mexico- azienda della Dupont, oltre ad essere rappresentante e
controllata di Pioneer Hi.bred INT-; 11.545.891 pesos nel 2003 e altri 13.994.763 pesos nel 2004.

E' nel 2005 quando alla Dow Agrosciences e la Monsanto, vengono autorizzate dal governo federale, arrivano gli "stimoli fiscali" di 20.447.766 pesos, attraverso 15 progetti di ricerca. Nel penultimo anno della gestione di Vicente Fox, il progetto che ha rappresentato più investimento all' azienda pubblica è stato "Lo Sviluppo delle linee pure e la produzione di ibridi sperimentali del Mais (in serra)" che è costata all'azienda 7.782.861 pesos.

Durante l'anno di transizione dall'amministrazione Fox a quella di Calderon, le transnazionali hanno ottenuto un aumento globale superiore agli 11 milioni di pesos. Dagli oltre 20 milioni nel 2005, gli stimoli sono saliti a 31.666.153 pesos. E, anche se le cifre indicano che PHI fu quella che ottenne maggiori benefici, con 21.442.051 pesos, la Monsanto ha anche aumentato i suoi "appoggi" passando dai 5.780.906 pesos a 7.978.795 in un anno fiscale.

Attualmente l'azienda di Saint Louis guadagnava maggiori risorse, che sono entrate nelle casse dell'azienda pubblicata attraverso le tasse, dato che la prima produttrice di semi a livello mondiale era stimolata con risorse milionarie. In base al documento pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, il 3 marzo 2008, SAM750414HN4-2007-2 fu il progetto che ha ricevuto più benefici, con 5.374.154 pesos. Ma nonostante questo, nessuna delle chiavi della Monsanto, che appaiono registrate nelle liste ufficiali, specifica quale fu l'uso di tale risorse.

Il salto quantitativo c’è stato durante il 2008-2009 quando le esenzioni per le aziende degli agroalimentari si sono concentrate sulla Monsanto e Dow Agrosciences. Entrambe si sono accaparrate 30.896.157 pesos. A partire dal secondo anno dell’amministrazione di Felipe Calderon al primo semestre dell’anno in corso hanno raggiunto la somma di 26.263.532 pesos.


Adelita San Vincente Tello, ingegnere agronoma dell’ Università Autonoma Metropolitana e rappresentante dell’associazione civile
Semillas de Vida, critica la consegna di "stimoli fiscali" all’agroindustria, dato che “la tecnologia della Monsanto è stata messa in discussione nei mercati europei, dove è stata vietata la loro entrata”. Inoltre è assurdo che parlino di investimento quando è il governo che sta finanziando la ricerca attraverso il Coacyt, mentre il campo è stato abbandonato. Quello che cercano è di appropriarsi delle risorse genetiche dei nostri semi”.

Ma, per il rappresentante della Monsanto, Eduardo Perez Pico, gli appoggi servono per “investire nello sviluppo della tecnologia che potrà avere il paese per poter avere un reddito”. Dice che tutto quello investito fin'ora dalla Monsanto in ricerca è dedicato al mais convenzionale, sorgo, cotone, soia e altri tipi di coltivazioni dove sviluppano migliorie genetiche”.


I permessi ed il giudizio


D’accordo con i 21 permessi autorizzati dalla Sagarpa e la Semarnat- fino al 29 ottobre scorso-
nove corrispondono agli interessi della Monsanto, il resto rappresenta un' associazione tra le aziende Dow Agroscience e PHI Messico. Ma, i brevetti MON, proprietà intellettuale della Monsanto, appaiono in 17 delle petizioni, sotto la richiesta dei loro presunti concorrenti nel settore delle agro-alimentare.

Questo tipo di pratiche, dove la Monsanto promuove i suoi brevetti attraverso altre compagnie, ha fatto si che l’azienda fosse portata davanti ai tribunali statunitensi. In base all’informazione del giornalista Christopher Leonard, dell’agenzia internazionale di notizie
The Associated Press (AP), il Dipartimento di Giustica a Saint Louis, Missouri, indaga sul se “la Monsanto ha violato le norme di difesa della competizione nel suo intento di ampliare il suo dominio sul mercato delle coltivazioni geneticamente modificate”.

“Le domande sono su come la compagnia di semi più grande del mondo vende e dà licenze dei suoi geni brevettati. La Monsanto ha accordi di licenza con aziende di semi che permettono a queste di inserire i geni della Monsanto nel 96% delle coltivazioni di soia degli Stati Uniti, e l’80% delle coltivazioni di mais. I rivali della Monsanto sostengono che l’azienda usa gli accordi di licenza per spremere i suoi competitori e controllare le aziende più piccole di semi, accusa che la Monsanto nega”, informa il giornalista specialista in agroalimentari.

Tra le aziende che hanno iniziato processi contro la Monsanto c’è la Syngenta e la Dupont, che “hanno sostenuto che violano le leggi della competitività degli Stati Uniti. Syngenta ha presentato la sua domanda nel 2004 ed ha risolto il caso l’anno scorso. La Dupont ha presentato una richiesta la scorsa estate, il caso è ancora al Tribunale Federale a San Luis”, dice AP.


Perez Pico, direttore di sviluppo delle tecnologie e affari regolatori per la Monsanto in America Latina del Nord, dice di non conoscere il processo che ha l’azienda negli USA; però ha fiducia che le autorità “sapranno portare avanti il caso”.


Contaminazione transgenica


In aggiunta alla permanenza del brevetto,
consente le autorizzazioni alle imprese straniere di Monsanto, i rappresentanti delle organizzazioni civili che si oppongono alla semina sperimentale dei transgenici segnalano che le autorizzazioni sono concesse nelle zone dove prevalgono i semi oriundi del mais; come conseguenza, avvertono, esiste il rischio di perdere le specie al nord del paese a causa della contaminazione transgenica o “flusso genico” come lo chiama l’agroindustria.

Le autorizzazioni di Sagarpa e della Semarnat, pubblicate dalla Direzione della Biosicurezza per l’ OGM, indicano che le autorizzazioni sono state date per Valle Del Yaqui, Huatabampo, San Ignacio Rio Muerto, Cajeme e Bacu, Sonora, Cuahutemoc e Delicias, Jimenez, Chihuahua; Rio Bravo y Diaz Ordaz, Tamaulipas; Los Mochis, Angostura, Novolato, Ahome e Guasave, Sinaloa.


In queste zone si trova il Mais Blando di Sonora, Chapalote, Dulce Norteño, Dulce, Dulcillo Noreste, Elotes Occidentales, Harinoso, Onaveño, San Juan e Tuxpeño, tra le altre specie.


Aleira Lara, coordinatrice della Campagna Agricoltura Sostentabile e Transgenici di Greenpeace Messico, indica che
è impossibile la coesistenza di coltivazioni di transgenici con quelli convenzionali e organici. “Questo si acutizza maggiormente se parliamo della versione per l'ambiente nel centro di origine e di diversità genetica del mais, il Messico, abbiamo le piante madri, 59 tipi, circa di 200 varietà adatte alle nostre terre. Questa ricchezza genetica è quello che si sta mettendo a rischio con l’introduzione del mais transgenico”.

Fino a questo momento, l’organizzazione ambientalista ha documentato casi di contaminazione di transgenici a Oaxaca, Sinaloa, Tamaulipas, Puebla, Veracruz, Yucatan, Guanajauto, Distretto Federale e Chihuahua, e quindi
è veramente una bugia che il governo messicano dica che si preserverà la nostra ricchezza genetica quando già esistono casi di contaminazione”

L’ambientalista dice che da quando il governo messicano importa dagli Stati Uniti, è iniziata una forte contaminazione, dato che gli Stati Uniti non separano le coltivazioni convenzionali
da quelle geneticamente modificate, e “il mais che stiamo seminando viene mischiato con queste varietà geneticamente modificate”.

Aleira Lara critica che in Messico non esiste
un sistema di tracciabilità che indichi se il mais che si sta importando per l’alimentazione dell’allevamento è destinato specificamente a quello; perché in caso contrario ci possono essere “fughe di transgenici”.

“La coltivazione del mais è molto promiscuo perché ha una impollinazione aperta ed i nostri contadini hanno l’abitudine comune di scambiare i loro semi migliori per migliorarle. Questa è la miglioria tradizionale tra le varietà di una stessa specie. Grazie a questo, ci sono varietà resistenti a qualsiasi variazione agronomica”, spiega.


Erbicida assassino


Per Eduardo Perez Pico, direttore di sviluppo di tecnologie e affari regolatori della Monsanto in America Latina del Nord, l’opposizione delle organizzazioni sociali, contadine e ambientaliste non ha motivo d’essere, dato che bisogna aprire la strada alla tecnologia.


La Monsanto, dice, di operare nel paese da 50 anni in diversi affari, e dal 2000 si è trasformata in un’azienda dedicata al 100% all' agricoltura. “Il mais è una delle coltivazioni più importanti per il Messico e oggi giorno abbiamo una partecipazione importante nei semi migliorati di ibridi che gli agricoltori usano in molte zone del paese”, dice.


Tuttavia, la società ora dice che vuole aiutare i contadini messicani
che hanno avuto un passato oscuro con la fabbricazione dell’erbicida chiamato Agente Orange. Documenti declassificati del governo statunitense, in possesso di Contralinea, mostrano le querele portate avanti dai veterani della guerra del Vietnam contro la Monsanto e altre aziende di questo genere.

Sotto l’espediente 05-1953-CV, l’ Associazione dei Veterani di Guerra hanno denunciato Down Chemical, Uniroyal, Hercules, Diamond Shamrock, Thompson Chemical, TH e Monsanto per la produzione del conosciuto
Agente Orange, chimico che ha causato circa di 400 mila morti e altre 500 mila nascite di bambini con deformazioni.

I querelandi sono l’ ex Viet Cong, soldati del Vietnam del Nord e i cittadini vietnamiti. “Loro cercano di recuperare le lesioni che teoricamente hanno sofferto come risultato delle operazioni durante la guerra del Vietnam, nella quale gli Stati Uniti hanno usato l’Agente Orange e
diserbanti simili per la defogliazione e la distruzione delle coltivazioni”, dice il documento.

Opportunità d’affari


Sostenendo che vogliono aiutare gli agricoltori messicani
, l’agroindustria inizia con la semina sperimentale di transgenici. Però, Victor Suarez Carrera, direttore dell’ Asociación Nacional de Empresas Comercializadoras del Campo, indica che l’entrata delle transnazionali nei campi messicani rappresenta un affare da 300 a 400 milioni di dollari per seme di mais transgenico.

Si tratta di stime del dipendente della multinazionale
, Perez Pico, che indica che sperano di ottenere un mercato con 280 milioni di dollari e circa di 2 milioni di contadini produttori di mais, situati al nord del paese.

Questa decisione, dice Suarez Carrera, “rappresenta la forma in cui l’attuale amministrazione opera.
Non come servitori pubblici nè segretari di Stato, ma come agenti di vendita della Monsanto. E’ preoccupante vedere come in Messico si stanno prendendo queste decisioni di grave impatto sociale, economico e ambientale, e che può rappresentare un danno irreversibile”.

Gli uomini di mais


Alfredo Lopez Austin, storico specializzato in antica religione
religione mesoamericana e ricercatore dell’ Istituto di Ricerche Antropologiche dell’ Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), dice che il mais per i messicani non solo è il sostento economico, ma parte della loro visione del mondo, è la vita stessa.

“Il mais è l’alimento principale dei messicani, ma a partire da questo acquista un senso in tutti gli aspetti della vita. Per esempio, nella visione del mondo è una delle figure più importanti per rappresentare l’albero cosmico, l’asse del mondo e in relazione all’uomo è il paradigma per la vita dell’essere umano: è il seme”, dice l’ex relatore a Parigi nell’
Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociale.

Il ricercatore universitario spiega che come paese d’origine e diversificazione genetica di almeno il 15,4% delle specie che compongono il sistema alimentare mondiale, il Messico ha la responsabilità di preservare le specie, motivo per il quale
l’autorizzazione di semina sperimentale di mais transgenico potrebbe rappresentare delle gravi perdite”.

“Questo colpirà la
visione del mondo e i nostri interessi economici, perché il contadino si vedrà fortemente colpito. La cultura non si crea dal nulla, non è un prodotto dell’intenzione dell’uomo, riposa nella vita quotidiana, è l’arma che ha l’essere umano per vivere, difendersi come individuo inserito nella collettività di diverse dimensioni; il mais è parte di questo”.

L’accademico dell’ UNAM indica che nella cultura maya, come in altre culture indigene, si crede che l’uomo nasce dalla pasta del mais; gli
huastecos ripetono lo stesso. Tutta la geometria del cosmo non è solo una curiosità, ma uno schema con il quale l’uomo sta costruendo gli elementi particolari della sua propria interpretazione del mondo nel quale vive e di se stesso “tutto questo è impregnato dal mais”. (ER)

Fonte:
http://contralinea.info/archivo-revista/index.php/2009/11/08/gobierno-mexicano-se-rinde-ante-monsanto/

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da
VANESA

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