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2 novembre 2009

OBIETTIVO: SCHEDARE IL DNA DI TUTTA LA POPOLAZIONE

di Jean Marc- Manach
Bug Brother
  • Il primo passo consiste nello stabilire l’infrastruttura e impegnare tecnici di laboratori. E questo dovrebbe portare via almeno un anno.
  • L’obiettivo è schedare, finalmente, tutta la popolazione.
  • La nostra meta è quella di ottenere i campioni di un milione di persone all’anno, e questo dovrebbe richiedere 10 anni, se teniamo conto dell’evoluzione della popolazione.
Il DR. Ahmed al Marzooqi, è il responsabile della base nazionale dei dati del DNA del ministero degli Interni degli Emirati Arabi Uniti.

Gli Emirati sono il primo paese che ha deciso di creare uno schedario delle impronte genetiche di tutta la sua popolazione, incluso gli espatriati, gli immigraTi ed i "visitatori", in modo indefinito, o almeno fino alla sua morte.

I primi ad essere schedati saranno i minorenni, dato che la maggior parte dei crimini cominciano quando sono giovani. Se li identifichiamo a quell’età, sarà più facile riabilitarli prima che commettano crimini più gravi”.

The National, il giornale inglese (controllato dalla famiglia reale di Abu Dhabi) che pubblica l’informazione, segnala ad un passo, che alcuni “funzionari” hanno suggerito che la schedatura generale dell’informazione genetica della popolazione, poteva richiedere una nuova legislazione.

Il DR. Al Marzooqi non è d’accordo:
  • Si tratta di una semplice misura di sicurezza e si ordinerà a tutta la popolazione di aprire la bocca per permettere che i tecnici delle forze di sicurezza prendano un pò di saliva. Non è necessario fare un dibattito pubblico, una legge o un controllo di conformità delle più alte cariche dello Stato
D'altronde, la banca dati nazionale è stata creata, e i kit di prelievo sono stati ordinati.

Apprendisti stregoni o all'avanguardia?

Certamente, alcuni s'interrogano su determinate questioni etiche, cominciando dal fatto di schedare innocenti, così come a tutta la popolazione, mentre, fin' ora, si schedavano solo i criminali.

Il DR. Al Marzooqi rifiuta totalmente questo tipo di critiche:
  • “Questo sforzo sarà di enorme utilità nel caso di un disastro naturale o umano (per poter identificare i resti dei cadaveri, fare le prove di paternità e concedere la cittadinanza ai figli espatriati, N.DR) Questo ridurrà anche drasticamente i crimini, così come la quantità di innocenti sospettati erroneamente, e permetterà, in maniera scientifica, d’identificare i criminali molto più velocemente”
Alec Jeffreys, il padre del DNA giudiziale, si mostra più dubbioso e ha chiesto una “giustificazione trasparente dei motivi per elaborare uno schedario universale al posto di un data base unicamente con il DNA dei criminali

  • Sarà interessante vedere come si svilupperà. Avrà un’importanza considerevole nel modo in cui altri paesi affrontino il problema.
  • Se si percepisce come un gran successo totalmente accettato dalla popolazione, penso che porterà molti altri paesi a seguire la stessa strada.
  • Se, per qualunque motivo, sarà un disastro, sarà la fine di questa storia. Per questo motivo, questa esperienza è interessante.
Il DR al Marzooqi si dichiara cosciente dell’importanza di questa “sfida”:

  • “Siamo convinti che gli aspetti positivi vinceranno su quelli negativi. La protezione della vita privata è così importante per noi quanto lo è per il pubblico.
  • Stabiliremo norme di applicazione molto ristrette e procederemo ad esami supplementari quando le mostre saranno usate in processi giudiziali, per garantire la loro validità”.
Il 75 % delle persone schedate non è stata condannata.
Nel suo editoriale, The National, sottolinea che “la chiave è la fiducia nel governo”.
Ma si sa che, matematicamente parlando, quante più persone schedate ci sono, maggiore è il rischio d’errore.

Falsi positivi (una persona identificata per errore), falsi negativi (una persona dichiarata innocente per errore), errori di manipolazione, conservazione, etichettatura, analisi; gli annuari giudiziari già menzionano decine di casi di errori giudiziali sulla questione delle impronte genetiche: Il ne faut pas “croir” les “ experts” (Non bisogna credere agli esperti)

Per non parlare del rischio di “perdita” di dati, venduti o cambiati da persone senza scrupoli, o la possibilità di usare questi DNA con scopi medici, per identificare futuri malati, aumentare o diminuire le polizze vita, e senza dimenticare le velleità di alcuni eugenisti.

Schedare tutta la popolazione è una scelta politica alla quale sono stati coinvolti anche, in particolar modo, la Francia e il Regno Unito, che hanno preso l’abitudine di schedare non solo le persone con condanne, ma anche semplici sospetti e anche coloro che successivamente sono dichiarati innocenti (che è il caso di 800.000 sui 4,5 milioni di britannici schedati, vedere "Le père de la preuve ADN critique le fichage de ses concitoyens britanniques" – Il padre della prova del DNA critica la schedatura dei suoi concittadini britannici)

Olliver Joulin, del sindacato della magistratura, me l'aveva spiegato molto bene nel 2007:
  • Secondo un metodo collaudato, in un primo momento si giustifica un attentato generale contro le libertà pubbliche insistendo sul suo carattere eccezionale (delitti sessuali gravi) e sull’importanza delle forme di controllo, in modo particolare per quanto riguarda l’abilitazione del personale e i protocolli che saranno messi in pratica.

  • Tutto questo viene messo in evidenza per tranquillizzare coloro che gridando a rischio di attentati alla libertà.
    Dopo si estende al campo applicativo del FNAEG
    (Archivio Nazionale Automatizzato delle Impronte Genetiche francese, N.d.R) che attualmente interessa quasi tutte le infrazioni, e riduce le possibilità di controllo. L’eccezione diventa la norma.”

Creato nel 2002 per schedare i criminali sessuali, il FNAEG si è esteso a quasi tutti i crimini e delitti (137, per essere precisi, con notevole eccezione dei delitti finanziari). Ormai sono schedate 1.080.000 persone, delle quali 263.000 sono state condannate, si registrano 30.000 schedature mensili (la cui tariffa unitaria è stata fissata a 17 euro, ma questa spesa potrebbe arrivare a 300€).

Più del 75 % delle persone ha il DNA schedato in Francia, continuano ad essere, quindi, “presunti innocenti”, ma per essere state sospettate un giorno, vennero processate e schedate.

Dall’altra parte, questi “innocenti” costituiscono la fonte principale di alimentazione del FNAEG, come si può osservare in questo grafico:

http://www.rebelion.org/imagenes/94223_1.jpg

La schedatura generalizzata è in marcia.

Le Monde ha rivelato recentemente che, dalla sua creazione, il FNAEG, ha permesso 25.000 comparazioni tra le impronte prese nella scena di un delitto e le impronte schedate.

“Certo, è possibile risolvere i casi, ma adesso ci troviamo in una logica di alimentazione dello schedario, pensa Matthieu Nonduelle, segretario generale del Sindacato della Magistratura. Nessuno predica lo schedario generalizzato ma, di fatto, lo stiamo facendo”.

Due personalità della politica francese, Jean–Christophe Lagarde e Christian Estrosi, si sono pronunciati a favore della schedatura generalizzata della popolazione, fin dalla nascita (vedere “ la petition pour l’abrogation du FNAEG” – petizione per abrogare il FNAEG ) si è presentato un progetto di modifica in questo senso che dopo è stato tolto dall’agenda parlamentare perché era troppo costoso.

Coloro che rifiutano (volontari, sindacalisti, militanti politici...) questa forma di schedatura rischiano un anno di prigione e 15.000 euro di multa. Tra il 2003 e il 2005, su 452 persone che hanno rifiutato la schedatura genetica, 108 sono state dispensate da pene, 267 sono state in carcere (3 mesi in media), 16 hanno avuto la condizionale e 58 hanno pagato multe ( in media 300 euro).

Il collettivo “RefusADN” ha lanciato una campagna di cancellazione dal FNAEG citando il caso particolare di un adolescente che, per aver fatto un sit-in di fronte ad un istituto per protestare contro la soppressione degli esami preparatori- una questione chiusa poi per mancanza di prove- si è visto le sue impronte digitali e genetiche schedate dalla polizia. La CNIL è intervenuta e quei dati furono cancellati.

Secondo il collettivo RefusADN, da come riporta il quotidiano The Brick, il 10% di rifiuti è sufficiente per intasare completamente i tribunali ...

Si legga anche del mio collega Bruno Fay, Les maitres de l’ADN (I maestri del DNA, NDT) sulla privatizzazione del patrimonio genetico di tutti gli islandesi; e sul mio blog Bug Brother:
Il ne faut pas “croire” les “ experts (Non bisogna credere agli esperti, NDT) (sugli errori giudiziale vincolati in modo speciale al DNA),
Comment légaliser les fichiers policiers? (Come per legalizzare gli archivi della polizia)
Le quart des 58 fichiers policiers est hors la loi (Un quarto dei 58 archivi di polizia è fuorilegge) e
En 2008 , la CNIL a constate 83% d’erreurs dans les fichiers policiers (Nel 2008, la CNIL ha rilevato l'83% di errori nellle schedature della polizia)

Fonte: http://bugbrother.blog.lemonde.fr/2009/10/08/objectif-ficher-ladn-de-toute-la-population/

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di Vanesa

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