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29 novembre 2009

LE VERITA' DI UN PONTE INUTILE

di Italo Romano

Ho visto che in questi giorni molti hanno parlato del Ponte sullo Stretto per cui voglio dirvi anche io la mia sulla grande opere che dovrebbe unire l’Italia.


Tra poco partiranno i lavori per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Oltre 6 miliardi di euro come costo iniziale: di cui 2,5 mld arriveranno dalla società Stretto di Messina (i cui soci maggioritari sono Anas e Trenitalia), i restanti 3,5 mld si dovranno ricercare tra gli investitori privati. Il ponte verrà costruito sul debito. La Stretto di Messina emetterà delle obbligazioni che lo Stato italiano dovrà ripianare nei prossimi 30 anni. Questi 6 mld di euro la società Stretto di Messina conta di recuperali con i padaggi. Si, perchè tutto il progetto ponte è basato su uno strampalato piano di rientro economico che starà in piedi solo dinanzi ad un traffico di mezzi e di uomini imponente. Ma negli ultimi anni i traffici risultano drasticamente diminuiti. Vuoi la crisi, vuoi l’indecenza delle più basilari vie di comunicazione di Sicilia e Calabria, i dati parlano chiaro.

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Secondo le stime il ponte dovrà smistare circa 100mila autovetture al giorno. Oggi “solo” 15mila vetture transitano da un parte all’altra dello stretto, da dove viene tutta questa necessità di costruire questa opera inutile? Senza contare che i 10 km circa (tratto in nero nella figura) percorribili in pochi minuti con i traghetti saranno, causa ponte, quintuplicati. Difatti per raggiungere il ponte, per esempio per andare da Messina a Reggio Calabria, bisognerà uscire dall città e prendere la nuova tangenziale (tratto in rosso in figura), poi attraversare il ponte (tratto in giallo in figura) e prendere l’autostrada A3 (tratto in viola in figura) fino a Reggio Calabria per una distanza pari a circa 56 km!!! Ingenti perdite di tempo e di denaro. Per cui al maggiorparte dei pendolari che attraversano giornalmente lo stretto non useranno il ponte!!!


Inoltre secondo i dati forniti dalle Autorità portuali (aggiornati al 2008) il traffico lungo lo stretto è in nette diminuzione. Il traffico Camion è diminuito del 7%, quello dei passeggeri -20%, quello delle auto -30%, quello dei treni passeggeri -33%, quello dei treni merci -11%. Dinanzi a questi numeri il piano di rientro economico del Ponte sullo Stretto è come un castello di carte pronto a cadere prima di essere costruito. Sarà lo Stato e, quindi, saremo noi cittadini a finanziare totalmente la faraonica opera. La società Stretto di Messina tra 30 anni, allo scadere della concessione, si vedrà rimborsata per metà il valore dell’opera. A quel punto chi gestirà l’abominevole cattedrale nel deserto?


Questo è quello che dovrebbe avvenire se tutto filasse liscio come l’olio. Ma, sappiamo bene che in Italia non è mai così. Il tempo stimato per l’ultimazione della grande opera è di 6 anni e mezzo. Però nessuno ad oggi, visto l’unicità della struttura, può prevedere con precisione i tempi finali. Tra ritardi di progetto, ritardi tecnici, ritardi naturali e ritardi politici la costruzione del ponte potrebbe richiedere tempi biblici. I costi col passare degli anni lieviterebbero. I meteriali, come l’acciaio (di cui il ponte è quasi totalmente composto) negli ultimi anni hanno subito e potrebbero subire aumenti decisi e inaspettati che, probabilmente, faranno gonfiare l’iniziale investimento di 6 mld di euro di un somma pari almeno alla metà.


Autostrada Salerno-Reggio Calabria docet. Così vi sguazzeranno mafiosi e costruttori italiani che in quest’opera hanno intravisto le loro ricchezze future. L’inganno sta tutto nelle Partnership Pubblico Privato. Tutte le grandi opere, dal Ponte sullo Stretto sino alle linee TAV, sono costruite con soldi pubblici o (come nel caso del Ponte che collegherà Sicilia e Calabria) garantiti dallo Stato, ma pensate per portare profitto ai privati che investono senza rischio alcuno in queste opere tanto grandi quanto inutili. In questo modo si generano debiti che si ripercuoteranno sulle generazioni a venire. Stiamo parlando di oltre 6 mld di euro, come un grossa manovra finanziaria!


In piccolo, avviene già nelle nostre città, dove i costruttori alzano palazzi e centri commerciali uno dopo l’altro, pagando le ditte fornitrici con assegni post-datati di 2 o 3 anni. Nel frattempo le ditte esterne che forniscono il materiale, non ricevendo pagamenti, falliscono e i termitai (nomignolo dispreggiativo assegnato ai costruttori) vedeno realizzarsi un doppio guadagno: costi di costruzione abbattuti e ricavi dovuti alla vendita o all’affitto degli stabili. Così si fanno i miliardi, sulle spalle di chi lavora onestamente e anche, lasciatemelo dire, grazie all’ignoranza e all’indifferenza della gente che poi affolla le decine di inaugurazioni di centri sportivi, ipermercati, multisale e grandi catene mondiali!


Se poi ci addentriamo nei dettagli tecnici riguardanti l’impatto ambientale non se ne esce più. Scriveremmo decine di manuali contro l’innalzamento del Ponte sullo Stretto. Ma dinanzi tanto guadagno la tutela del territorio passa in secondo piano. Magari manderanno Sgarbi in giro nei vari salotti a dirci che il Ponte darebbe un tocco d’arte basato sulla prossima natura morta!!!

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Il tratto che comprande la punta della Calabria e la punta nord-orientale della Sicilia è a forte rischio sismico e, come abbiamo visto di recente, soggetto a innumerevoli fenomeni franosi, anche di elevata entità. Immaginate se una frana come quella di Messina di poche settimane fa interessase la zone di ancoraggio dei piloni…Dio solo sa il disastro che ne verrebbe fuori! Il ponte, per dati di progetto, è costruito per resistere a scosse di terremoto fino al 7° della scala Richter, pari a quello che rase al suolo Reggio e Messina nel 1908, perchè si pensa che il prossimo sisma che interesserà la zona sia della medesima portata. A questi ingegneri chi gli da così tanta sicurezza? E se ci fosse un terremoto di livello superiore? Chi si prenderà la responsabilità del disastro? Questi soldi potrebbero essere ben spesi per la ristrutturazione e messa in sicurezza di Reggio e Messina dove solo un quarto delle case sono a norma anti-sismica. Cosa aspettiamo? Un’altra tragedia come quella avvenuta in Abruzzo mesi orsono? E poi? Che facciamo? Piangiamo in coro e ci disperiamo imprecando contro chissà quale dio malevolo?


Bisogna investire sul dissesto idrogeologico in cui versa la maggiorparte del territorio italiano. Bisogna investire sulle piccole opere locali, sono queste che possono generare ricchezza e posti di lavoro per tutti. Sono queste le opere che darebbero nuovo vigore all’economia e alla popolazione tutta. Se andiamo a vedere la situazione in cui versano le linee ferroviare e le “grandi” strade sicialiane e calabresi potremmo percepire l’immane inutilità del Ponte sullo Stretto. Qui esistono ancora le linee mono-rotaia, ci sono galleria vecchie 50 anni, strade continuamente interotte per eterni lavori di ammodernamento, che, una volta ultimati risultano nuovamente obsoleti. Vogliono costruire un Ponte in mezzo al nulla! Vogliono distruggere habitat naturali millenari e sgombrare migliaia di cittadini senza possibilità di scelta in nome del più malefico dei profitti.


La società appaltatrice della ciclopica opera è la Imprese Eurolink S.C.p.a. il cui la maggioranza delle quote è detenuta dalla Impregilo S.p.a.. Ricordiamo che la Impregilo è il più grande gruppo di costruzioni italiano e il primo gruppo general contractor per le grandi opere in Italia. Nonchè ditta appaltatrice delle linee TAV, del passante di Mestre, della Salerno-Reggio Calabria, dello Smaltimento rifiuti in Campania e di opere minori quali l’ospedale San Salvatore della città de L’Aquila dichiarato per il 90% inagibile dopo l’ultimo sisma e costato nove volte tanto l’iniziale stima dei costi!


Voi tutti siete a conoscenza del disastro ambientale della linee TAV specie nella tratta Firenze-Roma dove è stato riconosciuto un danno inestimabile del patrimonio naturale italiano. Voi tutti ricordate gli scandali (ancora attuali con l’ultimo caso Cosentino) dello smaltimento dei rifiuti in campania tra discariche abusive e inceneritori della morte. Voi tutti, se almeno una volta siete stati in Calabria, avete potuto ammirare lo stato in cui versa dell’inizio (oltre 30 anni!) della sua costruzione l’autostrada A3, addirittura, per lunghi tratti ad una sola corsia per senso di marcia!!! Voi tutti avete potuto vedere gli ammalati portati via in fretta a furia, tra una scossa e l’altra, lo scorso Aprile dall’ospedale abruzzese costatato quanto nove ospedali di media grandezza.


La Impregilo è sotto processo per disastro ambientale anche oltre confine! Questi anzichè impastare cemento, solidificano rapporti con mafie e uomini di Stato in modo da spartirsi senza inimicarsi nessuno il ricco piatto.


Ora voi fareste uscire vostra figlia/o e vostra sorella/fratello con un uomo sotto processo per stupro e pedofilia? Credo di no! Voi richiamereste lo stesso elettricista che ha sbagliato l’impianto di casa vostra per avere un nuovo impianto elettrico? La risposta è ancora no! Eppure noi italiani stiamo silenziosamente consentendo che la Impregilo S.p.a. metta mano a un’opera tanto delicata quanto il Ponte sullo Stretto! E’ una realtà veramente paradossale! Abbiamo raggiunto vette mai immaginate, qui siamo nel pieno di un abuso di potere grande quanto tutta la nostra Italia. Eh si, perchè per quanto ne possano dire i signorotti seduti in Parlamento, questa Italia è ancora nostra e siamo noi, in Democrazia, a decidere cosa è meglio per il nostro paese!


Sono nati così Movimenti di protesta territoriali, etichettati come egoisti e retrogradi, populisti e anti-democratici, che hanno avuto la lucida follia di comprendere il grande inganno di queste sciagurate politiche volte ad arricchire i pochi eletti. In tutta la Penisola sono sorti movimenti spontanei a difesa dei più basilari diritti di ogni cittadino, dai No Tav ai No dal Molin passando per i No Ponte. Movimenti composti da gente comune stanca delle politiche arroganti degli uomini di governo. E forse qui che deve nascere una nuova Italia, dal basso, tra noi gente comune, siamo noi il cambiamento, siamo noi il futuro…


La verità è che questo ponte non serve a nessuno tranne a chi sulle sciagure altri costruisce le propria fortune…


Il 19 Dicembre ci sarà una grande manifestazione per fermare i cantieri del ponte organizzata dalla Rete No Ponte credo che più saremo e meglio sarà! Dobbiamo abbattere il muro che la politica e i cani dell’informazione hanno messo tra noi e il Ponte sullo Stretto di Messina. Se non lottiamo noi per i nostri diritti non lo farà nessuno al nostro posto…


Vi lascio con una frase di Pericle nel suo famoso Discorso alla città di Atene che racchiude in sè tutto il senso di una democrazia: Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile“.


link e fonti:

http://www.porto.messina.it

http://www.impregilo.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Messina_S.p.A.

http://www.retenoponte.it/

Ponte sullo stretto e vacche da mungere (edito terrelibere.org)

Grandi Opere di Marco Cedolin (Arianna editrice)


Fonte: http://www.oltrelacoltre.com/


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2 commenti:

  1. tutto sacrosanto ma solo nel caso che fosse realtà la sua realizzazione.
    il ponte non verrà mai costruito.
    probabilmente inizieranno tutte le opere di fondazione dei due piloni di sostegno e quanto starebbe attorno.
    enormi gettate di cemento solo come specchietto per le allodole.
    intanto la massa monetaria viene drenata dalle casse dello stato (quindi dalle nostre) alle sempre aperte tasche dei soliti noti conduttori del vapore.
    a questo servono le "grandi opere".
    a non essere realizzate ma a movimentare ricchezza lontano dai reali bisogni dei cittadini.
    e così sia, tanto chi si muove per contrastarli?

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  2. Ottimo articolo. Grazie Alba. Sei anche coraggiosa a sfidare il vincolo della brevità che internet sembra imporre. Ciao. Stefanodandrea

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