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9 giugno 2009

GOOGLE: DIRITTI E SOMMOSSE...

Una prova su google, se cercate "Usa Riots" una nota vi indicherà : “forse stavi cercando Usa Rights”.

di Antonio Maira

Quando preparavo l’articolo del mio amico Eduardo Montes De Oca, e cercavo l’immagine adeguata, “Google” mi mostrò fin dove arriva il cinismo ed il controllo sociale. E' possibile fare un test adesso per sapere chi sono quelli che dominano le nostre vite, governano le nostre coscienze, ci criminalizzano, ci perseguitano, proclamano la libertà, la Democrazia, definiscono il Terrorismo, rompono l’Ordine Internazionale, prendono in giro i Diritti e li proclamano con la bocca piena, classificano il mondo in sudditi e ribelli……Sudditi sono i “paesi amici” dell’Impero, i complici, non di più. C’è stato un periodo nel quale il popolo veniva chiamato “servizievole”. Così- “servizievoli”- sono gli auto denominati “partiti democratici”, che hanno lanciato contro il popolo, come se fosse gentaglia, la nostra provinciale Patriot Act che denominano: Legge dei Partiti…negli Stati Uniti, già voi lo sapete: non ci sono sommosse di scioperanti, senza tetti o affamati, solo diritti soddisfatti. Nello Stato Spagnolo- anche questo sapete- non ci sono alternative al Regime della Transazione, solo terroristi e gente di quell’ “ambiente”. (segue l’analisi sulle sommosse- riots- negli Usa, di Eduardo Montes de Oca, giornalista cubano, a cui hanno rubato la parola...gliela riconsegno)

Articolo in questione:

MEGLIO PREPARARSI

di Eduardo Montes De Oca

Il fatto sembrava, quanto meno, prelevato dal realismo magico- con l’inerente esagerazione di aspetti della vita- se la fonte non avesse una irrecusabile solvenza professionale. Lo riferisce, in un articolo , il conosciuto sociologo e storico nordamericano Immanuel Wallerstein. Lo stesso Zbigniew Brzezinski, apostolo dell' ideologia anticomunista e assessore nella Sicurezza Nazionale del Presidente Carter, è preoccupato per la prospettiva che milioni e milioni di disoccupati, “gente che è diventata cosciente del fatto che la straordinaria ricchezza trasferita ad alcuni individui non ha alcun precedente negli Stati Uniti” affrontino delle difficoltà tali che , “ se la classe ricca non fa qualcosa volontariamente, ci possono essere perfino delle sommosse!”

Sommosse in Usa. Vade retro, Satana, starà dicendo Brzezinski, che forse ha tra le sue fonti un dossier nel quale l’agenzia LEAP- Europa, fornisce bollettini riservati a politici e servitori pubblici, uomini di negozi, investitori, ha areato la possibilità che nel Vecchio Continente, Stati Uniti e Giappone si crei una mobilizzazione generale che condurrà a scontri, e semiguerre civili.

L’Europa, gli Stati Uniti e il Giappone: tre empori pendolanti al ritmo di una crisi che non crede nè in ciclopi nè in titani. Ma organizziamo il testo, per motivi di leggibilità. Succede che l’Europa porta una recessione più profonda e un recupero più lungo degli Stati Uniti e del resto del mondo, secondo quanto dice l’FMI, come al solito portatore di cattive notizie. L’economia dell’UE si contrarrà quest’anno del 4%, e 0,3 % durante il 2010, se non falliscono per difetto, ancora una volta, i calcoli del “fondo”. Il calo sarebbe pari ad un 5,6 % nel caso della Germania, a 4,1% nel caso della Gran Bretagna, e al 4,4 in Italia.

Ci sono paesi, come la Spagna, con delle cifre allucinanti. Tra i mesi di gennaio e di marzo la quantità di scioperanti ha oltrepassato i 4 milioni, cifra che ha messo il tasso di disoccupazione nell’astronomico 17,3% della popolazione attiva, la più alta dal quarto trimestre del 1999, che fu del 17.99, ad un palmo di quella attuale.

Perché l’Europa? Secondo diversi analisti, la virulenza della situazione è dovuta, in parte, alla tardiva reazione delle autorità. “Quando si osserva la combinazione della politica monetaria e fiscale, chiaramente, gli Usa sono stati molto più aggressivi”, assicura l’economista David Mackie (citato da IAR notizie), per chi, a causa del timore di una maggiore inflazione e debito pubblico, i dirigenti hanno ritardato anche per ridurre i tassi d’interesse o nell’intraprendere ambiziosi piani di stimolo fiscale, a questo si somma il deteriorarsi della qualità degli attivi delle banche e "l' incentivo” corruttore dell’acuta crisi economica, fiscale e politica in Europa dell’Est.

Adesso, in mezzo a migliaia di diagnosi e prognosi, qualcosa richiama l’attenzione. “Piani di riscatto tardivi o a tempo?” Come è possibile precisarlo se, nella saggia osservazione dello specialista cubano Osvaldo Martinez, i programmi nordamericani, europei e giapponesi (l’economia nipponica deve affrontare una contrattazione del 6,2 % nel 2009), che hanno mobilizzato nell’ultimo semestre non meno di 8.000 miliardi di dollari, sono risultati nulla come freno all’ecatombe? Questo, non solo per l’insufficienza quantitativa, ma anche per il peccato originale che i progetti sono diretti agli “oligarchi finanzieri falliti”, più che ai “disoccupati, i minacciati da sfratto, la gente comune che soffre la crisi”.
Cioè: mentre il supernominato keynesianismo salvatore prescriveva l’aumento della spesa pubblica in attività che creino o conservino il lavoro, per sopperire il settore privato in caduta, stimolando la domanda congiuratrice del collasso, il grosso delle erogazioni è andata in aiuto delle istituzioni e dei personaggi protagonisti della debacle speculativa.

Non in vano il nordamericano Joseph Stiglitz, Premio Nobel dell’Economia nel 2001, calcola che nel suo paese la rovina creditizia è stata guidata nei peggior dei modi e ha qualificato come rapina ai contribuenti il piano per risanare gli attivi tossici delle banche, dato che li espone troppo al rischio e, alla lunga, provocherà un' arrabbiatura colossale. Arrabbiatura ravvivata da fatti come il crescente disimpiego (8,5 % a marzo), un deficit della finanziaria che nei primi sei mesi del corrente anno fiscale sale a 956.000 milioni di dollari, il più alto registrato in questo periodo, e una povertà che colpisce a 37 milioni di esseri umani.

A questo punto, qualcuno nel pieno delle sue facoltà mentali, oserebbe anche solo giocare con l’idea che Wallerstein dovrebbe apparire nella lista degli scrittori di scienza finzione? Ad insinuare che il suo “allarmismo” risulta essere frutto di un delirio apocalittico? Più che dubitare sul concretismo di guerre civili nel seno delle nazioni del primo mondo, dovremo prepararci alla reazione delle elites al potere. Casomai. Solo casomai.
Nota della redazione di InSurGente

Data l’attitudine terroristica del ministro Rubalcaba con il popolo in generale, al quale ha tolto il diritto del voto e con la Candidatura Iniziativa Internazionalista- La Solidarietà tra i Popoli che accusa di essere contaminata di “complicità con il terrorismo”, riproduciamo il suggerimento di Rodolfo Walsh, uno dei migliori e più onorati giornalisti che c’è stato al mondo. Assassinato dalla tenebrosa Giunta Militare Argentina:

“Riproduca questa informazione. La faccia circolare dai mezzi alla sua portata: a mano, a macchina, a mimeografo , oralmente. Invii copie ai suoi amici: nove su dieci la staranno aspettando. Milioni vogliono essere informati. Il terrore si basa sull'incomunicabilità. Rompa l’isolamento. Ritorni a sentire la soddisfazione morale di un atto di libertà. Stronchi il terrore. Faccia circolare questa informazione.”

Rodolfo Walsh, Ancla (Agenzia di Notizie Clandestine),1976

Fonte: http://www.insurgente.org/modules.php?name=News&file=article&sid=16875

Tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

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