13 maggio 2009

LA COSPIRAZIONE D'ISLANDA

L’Islanda sembra possedere grandi riserve di petrolio e di gas nell’Artico.

L’Islanda si trova in una posizione strategicamente importante.

La maggior parte degli islandesi, nel passato, si è opposta all’Unione con la Comunità Europea e la NATO.

L’Islanda non ha un esercito permanente.

Nel 2002-03 le tre più grandi banche islandesi sono state privatizzate "con una serie di trattative private".

Queste banche, in seguito, sono arrivate a possedere più di 100 miliardi di dollari.

Nell’aprile 2009 le elezioni in Islanda sono state vinte dal ‘centro-sinistra’ che desidera unirsi alla Comunità Europea.

Il Professor Micheal Hudson, del Global Research, il 29 aprile 2009 ha scritto:

Il Risveglio del Collasso economico. Elezioni in Islanda: non si tratta di Destra o Sinistra

Tra i suoi punti:

1. Nell’aprile 2009 le elezioni in Islanda non sono state una sfida tra ‘destra’ e ‘sinistra’.

Si trattava fondamentalmente di banche selvagge.

I neoliberali volevano che le banche venissero privatizzate: i "soliti furbetti" sono stati in grado di far naufragare il sistema finanziario.

2. Alcuni elettori desideravano che l’Islanda si unisse alla Comunità Europea al fine di ottenere una valuta più stabile (l’euro).

Se l’Islanda si unisce alla Comunità Europea, molto probabilmente perderà il controllo sulle acque del Nord Atlantico, utili alla pesca, e aumenteranno le tasse.

3. L’Islanda è una nazione piccola, un pollo pronto da spennare.

Per molti elettori, unirsi alla Comunità Europea non è altro che una “fantasia affascinante”.

The Iceland Conspiracy 800px Reykjavik pano SagaReykjavík di Wurzeller

4. L’alternativa, per l’Islanda, è modificare le proprie regole bancarie e ‘ribaltare le giveaways fatte in passato a favore di membri politicamente ben connessi’

5. Nazioni come la Romania e la Bulgaria nei primi anni ’90 hanno votato a favore del proprio ingresso nell’Unione Europea.

I leader dell’Unione Europea hanno apparentemente rivolto un’occhiata molto distratta ai “cleptocrati” di stampo sovietico che dominano l’economia di tali Paesi.

6. Il caso della Lettonia e dei suoi vicini baltici è ‘istruttivo’.

Proprio come l’Islanda, erano oberati da debiti contratti in valuta straniera.

Joaqim Almunia della Commissione Europea, in una lettera del 26 gennaio 2009 al Primo Ministro della Lettonia, ha spiegato nei dettagli i termini secondo i quali l’Europa avrebbe garantito per le banche straniere operative in Lettonia – a spese della Lettonia stessa.

Chiaramente la Lettonia non doveva utilizzare i prestiti dell’Unione Europea per sviluppare la propria economia o alleggerire il fardello delle tasse, ma solo per pagare i debiti ai propri creditori di stanza nell’Occidente (specialmente banche scandinave) e per acquistare prodotti di importazione da loro. La qual cosa ha lasciato la Lettonia ‘nella posizione di una nazione sconfitta in guerra e costretta a pagare per i danni’.

7. Invece di aiutare le nazione uscite dall’Unione Sovietica a sviluppare economie auto-sufficienti, l’Occidente le ha considerate ostriche economiche da spezzare, indebitandole per estrarre capitali dall’interesse e dai rendimenti, lasciandosi dietro solo conchiglie svuotate.

8. Il fallimento della tutela europea nel Baltico e nell’Europa centrale suggerisce che l’Islanda farebbe meglio a risolvere i propri problemi indipendentemente, cercando l’interesse nazionale e ripulendo i resti del disastroso esperimento neo-liberale.


Video delle Proteste sull'entrata dell'Islanda nella NATO 1949

1. Nel 2005, I media islandesi hanno riportato di presunti aerei della CIA atterrati in Islanda almeno 67 volte dal 2001. (BBC - Nordic states probe ‘CIA flights’)

2. Bobby Fischer è arrivato in Islanda nel marzo 2005.

Bobby Fischer ‘ha trascorso gli ultimi anni lottando contro una banca islandese e ‘lo sporco schifoso governo islandese controllato dalla CIA’ (Cached)

3. Secondo il The Reykjavik Grapevine:

In un documento di 9 pagine della CIA, chiamato “Situazione Attuale in Isalnda”, pubbicato il 18 ottobre 1949 e reso accessibile il 23 gennaio 1978, la CIA fa osservazioni politiche inerenti la sicurezza, la minaccia comunista e lo stato economico del Paese:

Gli islandesi si oppongono all’insediamento di basi militari straniere sulla loro isola in tempo di pace, ma probabilmente riceverebbero volentieri le forze della NATO se la minaccia di una guerra rendesse il coinvolgimento dell’Islanda imminente.

Esclusivamente per la sua posizione strategica, l’Islanda è stata tirata dentro agli affari mondiali, sebbene controvoglia e titubante. Gli islandesi desiderano semplicemente essere lasciati in pace, ma è chiaro a ciascuno di loro e anche a tutti gli altri che quell’isola non verrà lasciata in pace in tempo di guerra, probabilmente nemmeno in tempo di pace.”

4. Il 21 agosto 2008: “L’Islanda sta per unirsi alla crescente corsa di Paesi in gara per appropriarsi delle riserve potenzialmente enormi di petrolio e di gas presenti nell’Artico. Reykjavik spera di attrarre investitori di alcune delle maggiori compagnie petrolifere del mondo e intanto finalizza I termini riguardanti le sue prime licenze off-shore. (Iceland to offer offshore drilling licences in race for Arctic’s …)

Le licenze di trivellazione per grandi giacimenti ancora vergini che l’Islanda condivide con la Norvegia sono stati offerti, negli scorsi mesi, a cercatori di petrolio e compagnie petrolifere. Le società statunitensi e russe sono sicuramente interessate. (Nato fears as Iceland turns to Moscow for £3bn loan Mail Online)

5. Jon Asgeir Johannesson… “ci sono state asserzioni selvagge a Miami, in un’aula del tribunale, riguardanti festeggiamenti esotici su uno yacht .” (Business big shot: Jon Asgeir Johannesson - Times Online)

Fonte: http://www.prisonplanet.com/the-iceland-conspiracy.html

Tradotto per Voci Dalla Strada da Chiara De Giorgi

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2 commenti:

  1. Buongiorno.
    Avere risorse da sfruttare sul proprio territorio o nelle sue vicinanze è diventato ormai più un problema che un vantaggio.Nel sistema attuale le nazioni non hanno nè il potere nè la possibilità di scegliere il meglio per sè stesse.Devono scendere a sordidi compromessi per garantirsi una sopravvivenza a volte indecorosa.Vogliamo ancora chiamarle nazioni?Anche solo l'idea di nazione è un'altra cosa.
    Vale.

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  2. E' vero Alina, basta vedere in che direzione si dirigono gli avvoltoi del FMI, Banca Mondiale, oppure istituzioni che con l'econmia e le risorse non c'emtrano, come l'ONU...la NATO...che però guarda caso sono presenti sempre nei territori con grandi risorse...perchè "i poveri" senza risorse non hanno diritto alla democrazia?
    ;)
    C'è un video...che dice tutto sul "portare democrazia"!
    Ma ora nn ho audio e rischio di mandarti una cosa per un'altra...
    :(

    RispondiElimina

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