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27 aprile 2009

LA CRISI POTREBBE PORTARE DISTURBI SOCIALI E COLLASSO DEL CREDITO

Esperti avvertono su possibili disturbi sociali in Germania. Economisti prevedono una contrazione economica del 6%, la più grande dopo la Grande Depressione. Il peggio potrebbe ancora arrivare.

La crisi finanziaria ha colpito la più grande economia europea con tutta la sua forza. Gli istituti leaders in ricerca economica pronosticano per quest'anno una contrazione dell'attività economica di un 6%, cosa che ha fatto suonare tutti i campanelli d'allarme.
Politici e leaders sindacalisti avvertono su possibili disturbi sociali, simili ai recenti fatti accaduti in Francia, dove ultimamente i sequestri di managers da parte dei lavoratori disperati, hanno catturato i titoli della stampa.
"Se il governo tedesco non fa qualcosa potrebbero scoppiare dei disturbi sociali in Germania", avverte il leader della potente confederazione dei sindacati tedeschi, DGB, Micheal Sommer.

Gesine Schwan, candidata alla presidenza del Partito Socialdemocratico tedesco, ha espresso i suoi timori. "Posso immaginare che tra due o tre mesi, la rabbia della popolazione aumenterà considerevolmente", ha detto.


Pronostici anticipati.

Norbert Walter, l'economista capo della Deutsche Bank, la prima banca del ranking tedesco, si aspetta che l'economia tedesca tocchi il fondo a metà 2009. Walter da tempo ha avvertito su una contrazione nella crescita economica tedesca di un 5%, cosa che gli è valsa parecchie critiche.
Le previsioni pubblicate da rinomati Istituti di Ricerca economica superano le stesse previsioni di Walter. In base alle previsioni anticipate il mercoledì, la più grande economia europea affronta la recessione più profonda dal 1949. Gli esperti pronosticano che il prodotto interno lordo (PIL) della Germania soffrirà una contrazione del 6% quest'anno e dello 0,5% nel 2010.

Tale inversione avrà anche i suoi effetti sul mercato lavorativo e i bilanci pubblici. Durante il 2009 la Germania perderà più di un milione di posti di lavoro e la disoccupazione in autunno toccherà 4,7 milioni di persone. Alla fine del 2010, la cifra potrebbe essere di 5 milioni.
In un'intervista con la Deutsche Welle, Walter ha sollecitato il governo a non adottare misure protezionistiche. "Sarebbe una politica sbagliata quella di destinare risorse al salvataggio di imprese e adottare misure protezionistiche. Se un paese come la Germania, che dipende fortemente dall'export, agisce in maniera protezionistica dà un cattivo esempio cercando di salvare posti di lavoro a tutti i costi, allora esisterebbe il pericolo che altri paesi facciano la stessa cosa. E se altri fanno lo stesso, quella più colpita sarebbe la Germania e la sua economia di esportazione", ha segnalato.

La pace sociale in pericolo.

L'esperto riconosce che la pace sociale è in pericolo, un valore importante per la stabilità europea.
Inoltre, se si producessero delle reazioni sbagliate, la situazione potrebbe portare alla successiva bancarotta delle imprese.
Le previsioni economiche di primavera hanno scatenato una nuova discussione sul ruolo dello Stato di fronte alla recessione. Uno degli economisti autori delle previsioni, Kai Carstensen, dell'Istituto di Ricerca Economica di Monaco, consiglia al Governo tedesco di non prendere tutti i "titoli tossici" delle banche senza avere le spalle coperte.
"Anche se il governo tedesco ha risposto velocemente lanciando un pacchetto di riscatto, i problemi nel settore bancario non sono stati eliminati. Continua il rischio che si produca una crisi di credito", spiega l'esperto.

Da tutti gli ambiti si ascoltano voci che dicono che urge una soluzione al problema bancario per evitare la temuta crisi creditizia, e ciò sarà possibile solo facendo pressione sulle banche. "Se si risolve la crisi bancaria, allora la politica monetaria avrà i suoi effetti permettendo che fluiscano nuovamente i crediti in modo normale. E questo avrà anche un effetto positivo nella creazione del lavoro", dice Carstensen.
Generandosi incertezza sul lavoro, la popolazione tende a risparmiare per i tempi difficili. Ma la mancanza di consumo produce un pericolo circolo vizioso, dato che colpisce negativamente tutti i settori della produzione che a loro volta devono continuare a ritagliare posti di lavoro aumentando, in questo modo, la disoccupazione.
In questo caso il peggio potrebbe ancora arrivare.


Tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

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