13 aprile 2026

CANADA ➤ L'ex primo ministro canadese Justin Trudeau è stato sorpreso ad accedere alla pornografia infantile

Una nuova causa legale sostiene che l'ex primo ministro canadese Justin Trudeau è stato sorpreso ad accedere alla pornografia infantile da RCMP quando era in carica

Un documento clamoroso depositato presso il Tribunale per le controversie di modesta entità dell'Ontario l'8 aprile 2026 ha rivelato un'intricata rete di legami personali e accuse penali che coinvolgono l'ex Primo Ministro Justin Trudeau, sua moglie Sophie Grégoire Trudeau e il Toronto Star. Il querelante, l'autore canadese di "In Trudeau's Kitchen", Jeffrey Brown, sostiene che il giornale abbia violato il suo dovere fiduciario nei confronti del pubblico, occultando prove di gravi reati che avrebbero potuto far crollare il governo liberale di Trudeau anni prima della sua uscita di scena nel 2025.

Il documento depositato da Brown in tribunale descrive in dettaglio un'inaspettata storia personale tra lui e la famiglia del Primo Ministro, che, secondo il querelante, sarebbe iniziata nel febbraio 2017 dopo che la moglie di Trudeau, Sophie Grégoire Trudeau, aveva condiviso alcuni suoi scritti su Facebook. Questa interazione iniziale avrebbe dato il via a una relazione pluriennale caratterizzata dallo scambio di centinaia di email, una telefonata e un incontro privato presso la residenza di famiglia, Rideau Cottage, che, come sottolinea Brown, si sarebbe svolto su richiesta della moglie. Brown afferma di aver fatto tre tentativi distinti per "prendere le distanze" dalla signora Trudeau e dal mondo politico che circonda la famiglia Trudeau tra settembre 2019 e giugno 2021. Sostiene che la natura delle reazioni a questi tentativi, unitamente alle sue esperienze personali con la famiglia Trudeau, descritte nel suo libro "In Trudeau's Kitchen", lo abbiano spinto a contattare giornalisti investigativi a partire da gennaio 2021.

Secondo quanto riportato nel documento, il 21 ottobre 2021 si è tenuto un incontro tra Brown e il noto giornalista investigativo del Toronto Star, Robert Cribb. Brown afferma che, durante una passeggiata lungo Kew Beach a Toronto, Cribb gli avrebbe rivelato che la RCMP (Royal Canadian Mounted Police) aveva scoperto che il Primo Ministro guardava "pornografia infantile" sui suoi dispositivi, nell'ambito di un monitoraggio per possibili interferenze straniere.

Il documento afferma che la RCMP ha fornito queste informazioni al Toronto Star perché si trovava ad affrontare "restrizioni interattive" simili a quelle subite durante il caso SNC-Lavalin. Brown sostiene che, sebbene Cribb abbia presumibilmente confermato la credibilità della fonte, il giornale non abbia adempiuto al suo dovere di condividere l'informazione con il pubblico canadese.

L'argomentazione legale si concentra su un "dovere fiduciario" che, secondo Brown, il Toronto Star avrebbe nei confronti del pubblico a causa dei significativi sussidi federali ricevuti, che, come sottolinea, ammontavano a circa 115.000 dollari a settimana in crediti d'imposta entro il 2022. Brown introduce un nuovo illecito civile denominato "violazione rafforzata del dovere fiduciario", sostenendo che quando un'azienda mediatica privata è sostenuta da fondi pubblici, ha un obbligo maggiore di denunciare con coraggio le malefatte del governo. Afferma che, scegliendo di "proteggere la propria quota di mercato" e filtrando le informazioni attraverso un "filtro politicamente conveniente", il giornale si è reso responsabile di omissione e falsa dichiarazione colposa.

Brown chiede il risarcimento massimo consentito di 50.000 dollari, collegando la soppressione delle informazioni alla permanenza del governo Trudeau e alla successiva amministrazione di Mark Carney.

La denuncia cita una serie di problemi nazionali, tra cui la proliferazione di accampamenti di senzatetto, l'inflazione e le preoccupazioni per la sicurezza personale, come "realtà inutilmente difficile" causata dalla presunta omissione di informazioni da parte dei media. La richiesta di risarcimento include 20.000 dollari per danni morali e fisici, 20.000 dollari per perdite economiche quantificabili dovute all'aumento del costo della vita e 10.000 dollari a titolo di danni punitivi per porre rimedio alla "piaga" dell'occultamento di informazioni di rilevanza giornalistica.

È possibile consultare la denuncia al seguente link:
https://drive.google.com/file/d/1UVZkrFig9W6idGzebFKS1p3GZY9o2-6h/view

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