Riflessioni di un medico veterinario sulla gestione delle emergenze e sull’efficacia dello “stamping out”
I recenti casi di Peste Suina Africana (PSA) e di Lumpy Skin Disease (LSD)
e l’approccio con il quale, ormai da anni, la medicina veterinaria
affronta la comparsa di focolai di malattie infettive degli animali,
inducono a profonde considerazioni di carattere etico sul ruolo del
medico veterinario.
Si sceglie di fare il veterinario (o il medico, trattandosi di professioni sanitarie) non per mero calcolo, ma per passione e desiderio di “curare” con dedizione morale e responsabilità; per questo motivo è necessario condividere alcune riflessioni su una strategia di gestione che mette in evidenza
una profonda frattura fra obblighi normativi e deontologia, per il
prevalere della logica burocratica-commerciale sulla realtà biologica
degli esseri viventi.
