Oltre che uno stupratore di bambine e un ricattatore seriale, Jeffrey Epstein era un ideologo della superiorità razziale. Con la sua cerchia di interlocutori perseguiva una lucida visione eugenetica
Non è uno scandalo come gli altri. I file Epstein – le migliaia di pagine di email, trascrizioni e registrazioni audio rilasciate tra la fine del 2025 e il febbraio del 2026 – raccontano, sì, di potere, soldi e violenza sessuale. Ma raccontano anche, e forse prima di tutto, di un pensiero che circolava tra le menti più celebrate dell’Occidente accademico e politico: un pensiero sulla gerarchia umana, sulla qualità del materiale biologico, sulla possibilità – anzi, sulla necessità – di selezionare, controllare e migliorare la composizione delle popolazioni. In una parola: eugenetica. Solo che nessuno la chiamava così.













