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20 luglio 2017

Conto alla rovescia per un violento “Cambio di Regime” in Venezuela

Gli Stati Uniti sostengono l’opposizione di destra, che è da aprile che cerca di detronizzare con la forza il governo socialista di Maduro.
Le proteste di strada sono infatti guidate da gang violente e militarizzate:
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Le rivolte somigliano sempre più ad una guerriglia. La polizia spara proiettili di gomma, bombole di gas lacrimogeno e talvolta proiettili veri e propri contro la folla; le orde sempre più irrequiete rispondono con fionde letali, mortai fatti in casa e bombe Molotov.
Questa settimana, sette membri della Guardia Nazionale sono rimasti feriti a Caracas da una bomba esplosa sul ciglio della strada, mentre loro erano in moto.
L’opposizione consta di gruppi sciolti di giovani che hanno nomi come i Templari, i Guerrieri e gli Arcadi. Collettivamente, sono conosciuti come la Chamos de la Resistencia o, traducendo approssimativamente, la Giovane Resistenza.
La situazione è non casualmente simile a quelle delle rivoluzioni colorate pilotate dagli americani in Libia, Siria ed Ucraina. Forze para-militari che si nascondono dietro i “manifestanti pacifici” attaccano la polizia per provocare un’escalation. La settimana scorsa l’opposizione in Venezuela  ha annunciato che oggi è il “day zero” per un altro tentativo di colpo di stato violento contro Maduro:
Il poliziotto in fuga che si dice abbia rubato un elicottero per attaccare la Corte Suprema del Venezuela, è apparso ad un raduno dell’opposizione a Caracas, alcuni partecipanti hanno detto a CNN.
Oscar Perez, un ufficiale della polizia investigativa, ha parlato del raduno, sollecitando l’opposizione a continuare a protestare.

“Faremo uno sciopero generale il 18 luglio, saremo in strada a difendere la gente”.
La data è stata confermata ieri:
I leader dell’opposizione hanno chiesto ai propri sostenitori di fare uno sciopero di 24 ore questa settimana, dopo che più di 7,1 milioni di persone hanno respinto una riforma della costituzione.

Una coalizione di circa 20 partiti di opposizione si è riunita lunedì per chiedere una disobbedienza civile nelle prossime due settimane che porteranno al voto del governo.
Domenica l’opposizione ha tenuto un sondaggio privato in cui hanno partecipato meno persone di quanto sperato. Nessun risultato è stato annunciato, solo il numero dei partecipanti:
Si pensa che il risultato maggioritario sia stato il “sì” al rifiuto della riforma costituzionale.
Ci sono circa 19 milioni di elettori registrati in Venezuela. Sette milioni di persone per un sondaggio privato sarebbero un dato significativo, ma non decisivo né rilevante. Il non aver diffuso i risultati fa supporre che le risposte al sondaggio non fossero a favore del piano dell’opposizione.
È difficile capire il reale parere dei venezuelani, essendo i sondaggi storicamente distorti. Le politiche economiche di Maduro, ostacolate dal calo dei prezzi del petrolio, sabotate da parte di ricchi importatori ed esportatori e dalle sanzioni statunitensi, non hanno avuto successo. Ma la vittoria dell’opposizione all’Assemblea Nazionale nel 2015 è stata più dovuta ad un voto di protesta che al programma, estremamente vago.
È ovvio che l’opposizione in Venezuela sia fortemente sostenuta dalla fazione americana favorevole al regime change. Alcuni dei suoi operatori hanno profondi legami con la DEA e la CIA. I media U.S.A stanno, come sempre, dalla parte dell’interventismo: è da molto che cospirano contro il governo socialista di Maduro.
Trump ha rilasciato un comunicato totalmente privo di fatti:
Ieri, il popolo venezuelano ha fatto capire chiaramente ed ancora una volta che vogliono democrazia, libertà ed uno stato di diritto. Le loro azioni forti e coraggiose, tuttavia, continuano ad essere ignorate da un cattivo leader che sogna di diventare un dittatore.
Gli Stati Uniti non staranno a guardare dovesse il Venezuela sgretolarsi. Se Maduro riuscisse ad imporre la propria Assemblea Costituente il 30 luglio, Washington prenderà decisioni forti.
Trump farebbe una dichiarazione simile sulla volontà del “popolo americano” se i Democratici tenessero un sondaggio privato contro di lui, con un’affluenza di milioni di persone?
Maduro ha chiesto di votare il 30 luglio per eleggere i membri di una prossima assemblea costituente. Non c’è nulla di “imposto”. L’opposizione cercherà di fomentare il caos nelle strade fino a quella data e probabilmente ha previsto anche un culmine all’azione.
Il governo ha finora reagito passivamente alle violente proteste. La polizia protegge alcuni edifici governativi e rimuove alcune barricate che bloccano la strada, ma nessun’ondata di arresti è stata finora ordinata. Ci si chiede a quale punto tali misure diverranno inevitabili. 


Per concessione di Comedonchisciotte
Fonte: http://www.moonofalabama.org/2017/07/zero-day-for-violent-regime-change-in-venezuela.html
Data dell'articolo originale: 18/07/2017
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=20981 

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