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30 maggio 2017

Nessuno tocchi…il denaro

Torturare si può, come lo era nel medioevo è tornato ad essere legale anche nel terzo millennio. La vita non ha valore però il Gas si, è un bene prezioso. Cos’hanno in comune queste 3 considerazioni? La tortura, la vita e il GAS.
In Kazakistan, sono una cinquantina le aziende italiane che fanno affari per importare GAS e altri prodotti petroliferi, centinaia sono invece le aziende di altri paesi nel mondo. Il GAS è infatti un bene prezioso, preziosissimo, tanto che negli ultimi 20 anni è aumentato del 750% il  consumo e altrettanto il prezzo. Si sa anche però che,  dove ci sono di mezzo ingenti affari economici è sempre meglio non preoccuparsi più di tanto di quello che succede a livello “civile”  in quei paesi, sia mai che i governi di tali succursali di B.C.E. “Beni Costosi Essenziali” dovessero (letteralmente) chiudere i rubinetti.
Ebbene, in pieno terzo millennio quale siamo, abbiamo scoperto che esiste ancora la tortura quale forma di persuasione e repressione. “Non è possibile”; dirà qualcuno. Altri invece credono che ormai nulla sia più impossibile.
Purtroppo invece è quello che è accaduto proprio in Kazakistan, esattamente nella città più popolosa con i suoi oltre 1.500.000 abitanti, Amalty. Il tribunale di Astana, capitale del Kazakistan, lo scorso 2 Maggio, ha condannato Tejmur Achmedov alla pena detentiva di cinque anni di reclusione. Il reato è davvero “gravissimo”,  svolgeva  la sua pacifica opera di istruzione biblica, la qual cosa è stata considerata  dalla corte come un mezzo per “incitare alla discordia religiosa” e “promuovere la superiorità [religiosa]”.
Esagerato??? Niente affatto, perché oltre alla pena detentiva, il giudice ha imposto ad Achmedov il divieto di partecipare all’opera di insegnamento della Bibbia per tre anni. Esageratamente esagerato? Non ancora. Perché a quest’uomo è impedito di tenere con se materiale biblico e la Bibbia stessa. Questo è troppo? Niente affatto!!! Tejmur Achmedov ha sessantuno anni, marito e padre di tre figli, soffre di un tumore sanguinante e gli sono state negate le cure mediche di cui ha bisogno, perciò la sua è una situazione drammaticamente pericolosa. Achmedov impugnerà la sentenza del tribunale. L’udienza d’appello si terrà probabilmente alla fine di maggio o ai primi di giugno.

L'art. 174 comma 2 del Codice Penale del Kazakistan, (già al centro di numerose polemiche)  prevede appunto che incitare alla discordia religiosa e distinguerne le varie forme considerando una più importante dell’altra, sia un reato, e che tale reato possa “forzatamente” abbinarsi ad altri articoli di legge mirati a loro volta al controllo di atti terroristici. È palese nonché risaputo a livello mondiale che i Testimoni di Geova nulla hanno a che vedere con nessuna forma di coercizione religiosa psicologica o altro, e tanto più non sono mai stati oggetto di attenzione in merito ad atti terroristici di nessun tipo, essendo come ben noti dei pacifici studenti biblici, i quali desiderano onorare quel Dio di cui parla la Bibbia, (Geova). Nel fare questo si sforzano di imitare Gesù Cristo e quindi considerano un onore essere cristiani. Il loro comportamento e la loro testimonianza a livello mondiale è chiara, non lascia dubbi sulla loro natura altruisticamente sobria e pacifica. David Semonian, un portavoce presso la sede mondiale dei Testimoni di Geova, ha dichiarato: “I Testimoni di Geova di tutto il mondo sono profondamente preoccupati per la salute di Tejmur. Ci auguriamo che le autorità ritirino queste accuse infondate e permettano finalmente a questo cristiano leale e rispettoso della legge di tornare dalla sua famiglia e ricevere le cure mediche di cui ha urgente bisogno”.

Questo non è niente altro che una forma di tortura, nemmeno un po’ velata ma diretta, cruda, insensibile e ingiustificata. Un chiaro disprezzo per la libertà in senso lato, non solo religiosa ma anche di vivere i propri sentimenti e  Così facendo si da alla vita un valore inferiore di una bomboletta di GAS.

La Corte Suprema Russa, ha da poco sentenziato la chiusura del Centro Amministrativo dei testimoni di Geova in Russia, a questo punto pare piuttosto chiaro che il Kazakistan abbia voluto imitare lo stesso modello di persecuzione religiosa. Il portavoce David Semonian ha dichiarato quanto segue: “Come accaduto in Russia, Tejmur Achmedov è vittima di una legge apparentemente nata come misura antiterrorismo che però è stata applicata erroneamente al nostro culto. Gli organismi internazionali, inclusi il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e la Commissione statunitense sulla libertà religiosa internazionale, hanno invitato il Kazakistan a smettere di usare tali leggi per perseguitare un culto pacifico”. David Semonian ha concluso: “Siamo preoccupati per tutti i nostri compagni di fede del Kazakistan e speriamo che possano svolgere la loro opera di istruzione biblica senza essere più attaccati. Questa opera è infatti nota in tutto il mondo per l’aiuto che dà alle comunità. Seguiremo tutti da vicino questo caso”.


I paesi i quali hanno ricchezze da esportare sanno di avere per così dire, “il coltello dalla parte del manico”, pertanto difficilmente qualche appartenente alle 7 teste mondiali (G7) di preoccuperà del povero Achmedov. Similmente i paesi disagiati sono tutti alle prese con la “guerra dei poveri” per un pezzo di pane e un goccio d’acqua, e non ci si scandalizziamo più delle centinaia di uomini donne e bambini “incivili” che ogni giorno rimangono vittime di bombe,  tranne se questi uomini donne e bambini sono “civili” e quindi fanno parte del mondo occidentale moderno, hanno un’apparente vita tranquilla, bei vestiti, cellulari alla moda e scarpette lucide. In quel caso ogni esplosione scuote i palazzi, ma è un’illusione frammentaria, una bottiglia sporca dentro e fuori dove non si conosce il contenuto ma se ne sente il fetore, e quindi va bene per raccogliere voti e consensi che verranno ripartiti  su un piatto o l’altro della stessa bilancia di proprietà dello stesso padrone, lo stesso “negoziante”.


Di Moreno Corelli

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