Sostieni la ricerca sulle polveri sottili

31 maggio 2017

AVAAZ: Ruffiani imperialisti del militarismo, protettori dell'oligarchia, fidati mediatori di guerra (3° Parte)

Asservilismo, plagio e pregiudizio razziale
“Se il caffè è scuro al punto da essere troppo forte per me, lo allungo aggiungendo del latte. Lo integro con il latte. Se continuo ad aggiungere più latte, ben presto l’aroma del caffè cambia; è la natura stessa del caffè a cambiare. Aggiungendo ancora più latte, alla fine non si distinguerà più neanche la presenza di caffè nella tazza. Una cosa analoga è accaduta con la marcia su Washington. I bianchi non erano lì per integrarla, ma per infiltrarvisi. I bianchi sono entrati a farne parte; l’hanno sommersa; ne sono divenuti parte integrante al punto da farle perdere significato. Non era più una marcia di neri; non era più militante; non era più arrabbiata; non era più impaziente. A tutti gli effetti, non era più una marcia.” – Malcolm X
Negli anni ‘60, all’apice del movimento per i diritti civili, si svolse una tavola rotonda il cui tema era l’efficacia dello stesso movimento. La discussione includeva Alan Morrison, Malcolm X, Wyatt T. Walker e James Farmer insieme a un moderatore. Malcolm X si trovava in minoranza, poiché gli altri componenti del panel facevano parte dell’ala maggioritaria del movimento per i diritti civili, quella che si occupava quasi esclusivamente di organizzare marce, votazioni e regolamenti. Malcolm X era l’unico a raccontare, senza giri di parole, la verità sul fatto che la struttura patriarcale di potere in mano ai bianchi era molto più potente di quanto i suoi colleghi volessero far credere;

Vaccini: I documenti segreti dell'AIFA sulle reazioni avverse

Si tratta di «rapporti clamorosi tenuti finora riservati dal Ministero della salute e dall’Agenzia del farmaco». Lo rivela il Codacons , il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. Il Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ha reso  pubblici alcuni documenti che metterebbero in luce dati importanti sulle reazioni avverse dei vaccini su un numero piuttosto elevato di pazienti. Si tratta in realtà delle relazioni Aifa relative agli anni 2014-2015-2016, finora mai rese pubbliche, e su cui il Codacons chiede se i ministri siano stati o meno informati prima dell’ok al decreto Lorenzin. Giornalettismo pubblica in esclusiva il rapporto Aifa con i numeri relativi alle reazioni avverse registrate. Questa azione – secondo quanto riportano fonti interne all’Aifa – potrebbe anche avere delle conseguenze. Anche perché questo documento è in realtà la replica dell’Aifa a una precisa e circostanziale richiesta della procura di Torino. E in quanto tale era un documento riservato. Documento che però è stato consegnato nelle cartelle stampa dei giornalisti presenti nella conferenza stampa organizzata dal Codacons.

Caracas: Giovane bruciato da "manifestanti" anti-Maduro

Aveva finito la giornata di lavoro, tornava a casa, era di pelle scura, un afro-venezuelano. Carlos Ramirez cercava  una stazione del metro. Dimenticò di trovarsi nella zona chic di Altamira e Chacao, quella dei piú benestanti e reazionari di Caracas. Lí vivono soprattutto i discendenti dei migranti Europei, Arrivarono con valigie di cartone e pantaloni rattoppati,  ora vedono come un pericolo tutto il resto dei venezuelani, vale a dire il 95% della popolazione. Avevano le pulci, sono diventati una lumpen-borghesia improduttiva, peró si credono discendenti diretti dell'aristocrazia spagnola. Quella che perse l'impero su cui non tramontava mai il sole, per mano di un certo Simon Bolivar e degli antenati di questo giovane vilmente sacrificato. Questo lavoratore afro-venezuelano, ha commesso il terribile errore di imbattersi in un assembramento di estremisti facinorosi dell'estrema destra razzista.

30 maggio 2017

Palestina: Chi passerà alla storia, l'arciterrorista palestinese o l'arcicarceriere israeliano?

Comincia la quarta settimana di sciopero della fame di più di 1.200 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Viene mantenuta l’incomunicabilità e l’isolamento dei prigionieri, mentre in tutto il mondo ci sono manifestazioni di solidarietà, in particolare in israele e nei Territori Occupati della Palestina.
L’aneddoto della settimana è stato il tentativo di screditare Marwan Barghouti, con un video nella cella dove è incarcerato senza contatti in cui lo si vede mangiare una galletta salata. Il video è stato diffuso nell’ora di maggiore audience dalla TV israeliana, che si è fatta beffe della “serietà” del suo sciopero della fame. Questo primitivo e basso esercizio di “verità alternativa” ha avuto la reazione contraria a quanto ci si aspettava, come ha messo  in rilievo il comico israeliano Assaf Harel in un video.

Qui sotto riproduciamo la giusta indignazione di Gideon Levy, editorialista politico del quotidiano Haaretz.

Alla fine la storia giudicherà. E chi ricorderà la storia, Gilad Erdan (ministro della Sicurezza Interna di Israele, n.d.t.) o Marwan Barghouti?

Nessuno tocchi…il denaro

Torturare si può, come lo era nel medioevo è tornato ad essere legale anche nel terzo millennio. La vita non ha valore però il Gas si, è un bene prezioso. Cos’hanno in comune queste 3 considerazioni? La tortura, la vita e il GAS.
In Kazakistan, sono una cinquantina le aziende italiane che fanno affari per importare GAS e altri prodotti petroliferi, centinaia sono invece le aziende di altri paesi nel mondo. Il GAS è infatti un bene prezioso, preziosissimo, tanto che negli ultimi 20 anni è aumentato del 750% il  consumo e altrettanto il prezzo. Si sa anche però che,  dove ci sono di mezzo ingenti affari economici è sempre meglio non preoccuparsi più di tanto di quello che succede a livello “civile”  in quei paesi, sia mai che i governi di tali succursali di B.C.E. “Beni Costosi Essenziali” dovessero (letteralmente) chiudere i rubinetti.
Ebbene, in pieno terzo millennio quale siamo, abbiamo scoperto che esiste ancora la tortura quale forma di persuasione e repressione. “Non è possibile”; dirà qualcuno. Altri invece credono che ormai nulla sia più impossibile.

29 maggio 2017

Scandalo Vaccini: Analisi e fatti a cura del Dott. Stefano Montanari



Contro il Neoliberismo e la sua visione del mondo

«Perché quando non si lavora, o si lavora male, si lavora poco o si lavora troppo, è la democrazia che entra in crisi, è tutto il patto sociale. E’ anche questo il senso dell’articolo 1 della Costituzione italiana, che è molto bello: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”. In base a questo possiamo dire che togliere il lavoro alla gente o sfruttare la gente con lavoro indegno o malpagato o come sia, è anticostituzionale. Se non fosse fondata sul lavoro, la Repubblica italiana non sarebbe una democrazia, perché il posto di lavoro lo occupano e lo hanno sempre occupato privilegi, caste, rendite».
Questo, tra le altre cose, ha affermato Papa Francesco, ieri, incontrando a Genova operaie e impiegati dell'ILVA.
Una visita, quella del Papa all'ILVA, il cui significato simbolico non deve sfuggire, che fa da contraltare alla riunione  "sette grandi" ladroni a Taormina.
Il discorso di ieri è in linea con prese di posizione già note e impegnative, contenute nell'Esortazione apostolica Evangeli Guaudium del 24 novembre 2013 (in particolare i capitoli: No a un’economia dell’esclusione [53-54]; No alla nuova idolatria del denaro [55-56]; No a un denaro che governa invece di servire

28 maggio 2017

Manchester: i “ribelli moderati” che uccidono i nostri figli

ACCORDO SEGRETO
C’è un rapporto diretto tra la strage di Manchester e la scellerata guerra in Libia che, nel 2011, Londra condusse insieme a Parigi e Washington per abbattere il regime di Gheddafi.
Partendo dalle origini libiche di Salman Abedi, il giovane attentatore, è possibile ricostruire la follia di una politica estera che l’Occidente conduce da anni in Medio Oriente aiutando coloro che poi uccidono i nostri figli. Vediamo perché.

Due anni fa il giornale britannico The Guardian pubblicò dei documenti rinvenuti a Tripoli dopo la caduta di Gheddafi. I documenti aprivano uno squarcio importante su una storia che i media occidentali decisero di ignorare. Noi fummo tra i pochi a parlarne in questo articolo, ma la censura imposta attorno alla questione fu praticamente impenetrabile.
La storia è questa: Tony Blair aveva siglato un accordo segreto con il leader libico Gheddafi per un’intensa attività di collaborazione tra il MI6 (l’intelligence britannica) e i servizi segreti di Tripoli. L’obbiettivo era reprimere le organizzazioni terroristiche islamiste che operavano in Libia e Gran Bretagna attraverso fuoriusciti o cittadini britannici di origini libiche.

27 maggio 2017

G7: Nè terra, nè mare, nè aria per gli imperialisti!

In occasione del G7 di Taormina, il Partito Comunista organizza un Convegno Internazionale in contrapposizione al Vertice in cui si riuniranno i capi di stato e di governo di 7 potenze imperialiste (USA, Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania, Canada, Giappone) insieme all'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale.

"Il 26 e 27 maggio i capi di stato e di governo delle potenze imperialiste del G7, assieme all'Unione Europea e al Fondo Monetario internazionale, si riuniranno a Taormina per discutere nuovi accordi e strategie per garantire gli interessi di grandi banche e gruppi economici. Questo significa nuovi attacchi a diritti e salari dei lavoratori, aumento della disoccupazione, tagli ai diritti sociali, misure antipopolari, guerre imperialiste e politiche di saccheggio. Per questo il Partito Comunista il 27 maggio chiama lavoratori, disoccupati, pensionati e studenti a mobilitarsi contro il G7, le unioni imperialiste di UE e NATO e gli interessi che esse rappresentano".

26 maggio 2017

La classe operaia non è scomparsa, manca la coscienza

La pubblicazione del rapporto annuale dell'ISTAT 2017 ha consentito ai giornali di formulare i consueti titoli da scandalo sulla "fine della classe operaia". I maggiori telegiornali hanno parlato di "classe operaia spazzata via dalla crisi". Al netto di qualche critica ad alcune delle scelte operate dall'ISTAT sulle categorie statistiche – dalla scelta delle categorie spesso dipende anche il risultato politico dell'analisi – i dati che si ricavano dal rapporto spingono ad un ragionamento più articolato, che non mette in discussione l'esistenza numerica dei lavoratori salariati, ma punta dritto alla questione della percezione che i lavoratori hanno di sé stessi.

In termini marxisti si potrebbe esprimere questa situazione con la differenza tra il concetto di classe in sé, storicamente determinato sulla base dei rapporti sociali di produzione, e quello di classe per sé, ossia di classe cosciente del proprio ruolo e della propria funzione storica. Andiamo con ordine, in attesa di un'analisi più accurata del dossier, che condurremo nei prossimi giorni.

24 maggio 2017

La mia critica sui vaccini è autorevole

Dopo il mio articolo di denuncia sull’abominevole affare Lorenzin, dove citavo una ricerca pubblicata sui data base gestiti dal governo degli Stati Uniti e che avverte del tasso di MORTALITA’ INFANTILE che si sospetta sia cresciuto assieme alle vaccinazioni, mi sono arrivate addosso critiche sguaiate, ma in particolare alcuni medici e ricercatori italiani mi hanno accusato di:

1) aver scelto uno studio “spazzatura” firmato da due “buffoni che neppure sono medici”.

2) che lo studio stesso non è affatto approvato dal The National Institutes of Health, del governo USA, e specificamente dal National Center for Biotechnology Information, ed è solo una delle tante stupidaggini non scientifiche che si possono trovare in PubMed, che è l’archivio dei suddetti Istituti della Sanità governativa americana.

Invito a uno sciopero della fame mondiale il 25 maggio a sostegno dei prigionieri palestinesi

Data la difficile situazione dei prigionieri palestinesi e il rifiuto di Israele di prendere in considerazione le loro richieste, un appello è stato lanciato affinché tutti gli uomini e le donne di coscienza in tutto il mondo si mobilitino nelle pubbliche piazze giovedì 25 maggio, osservando uno sciopero della fame per mostrare la loro solidarietà con l'eroica resistenza dei prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame dal 17 aprile.


Diverse capitali in tutto il mondo, hanno già risposto a questo appello, tra cui Washington (USA), Londra, Parigi, Sydney e Dublino.

23 maggio 2017

Un attentato emotivo, mediatico e politico. Che spiana la strada a una nuova pax mediorientale

Azzardo ipotesi a caldo riguardo l’attentato di Manchester, dove -nel momento in cui sto scrivendo – hanno perso la vita 22 persone, mentre altre 59 sono rimaste ferite. Si parla di un kamikaze, come a Parigi nel 2015 ma un qualcuno che, se fosse confermata l’ipotesi, ha atteso il momento del deflusso dall’arena a fine concerto per farsi esplodere, in un’area esterna vicino alla biglietteria, quindi per ottenere il massimo effetto, senza correre il rischio di dover eludere i controlli di sicurezza per poter entrare nella struttura. Insomma, morti per la deflagrazione più effetto calca della gente che scappa. Allo Stade de France, come dissero gli inquirenti, di fatto i kamikaze si suicidarono, facendosi esplodere all’esterno della struttura ma quando la partita era in corso: uno, addirittura, andò a farsi brillare in un vialetto senza uscita.

Restano due cose strane: il fatto che sia circolata in tempi brevissimi la notizia che fosse stato identificato l’attentatore (se fosse stato davvero un kamikaze, ci sarebbe voluto più tempo e una gran fortuna), smentita solo in parte poco fa dal capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins, (il quale ha detto che non poteva confermare né se l’identità fosse stata scoperta, né se si trattasse di un cittadino britannico) e quello che a parlare per primi di attentatore suicida siano stati funzionari USA, come riportato da SkyNews britannica. Come mai questa certezza dall’altra parte dell’Oceano?

22 maggio 2017

Vaccino esavalente, ecco il documento “riservato” Glaxo che cita l’autismo

Il Tribunale di Milano ha stabilito che il ministero della Salute dovrà versare un assegno a un bimbo di 9 anni affetto dalla malattia dopo che nel 2006 ipotizzando una correlazione con il farmaco Infanrix Hexa Sk. Ilfattoquotidiano.it ha letto il documento della casa produttrice che cita tutte le possibili reazioni avverse.
Fa discutere la sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che afferma l’esistenza di “un nesso causale” tra il vaccino esavalente Infanrix Hexa Sk (contro difterite, tetano, poliomelite, epatite b, Haemophilus influenzae di tipo B e pertosse) prodotto da GlaxoSmithKline e l’autismo, e condanna il ministero della Salute (che ha “adottato” questo farmaco) a versare per tutta la vita un assegno bimestrale a un bimbo di nove anni affetto dalla patologia, al quale nel 2006 fu iniettato il vaccino.
La sentenza cita la perizia del medico legale Alberto Tornatore, nominato dal Tribunale milanese, il quale sottolinea che “è probabile, in misura certamente superiore al contrario, che il disturbo autistico del piccolo sia stato causato, o almeno concausato dal vaccino Infranrix Hexa Sk”, e che questo vaccino “mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico”.

21 maggio 2017

Decreto Vaccini: il commento che sui giornali non leggerete mai

C’era un tempo in cui qualcuno mandava affanculo tutti, per qualunque cosa. Era la rivoluzione. Mandava affanculo i corrotti, mandava affanculo i ladri. Mandava affanculo chi viveva attaccato alle poltrone, i giornalisti servi, i ministri, i banchieri senza scrupoli, mandava affanculo le case farmaceutiche e i loro business.
Oggi, proprio le case farmaceutiche e i loro business hanno messo a segno un colpaccio mica male. Con un decreto legge scritto dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, con il probabile aiuto dal consulente ministeriale Roberto Burioni,  il Governo ha emanato un decreto in base al quale i vaccini obbligatori passano da 4 (di cui uno conseguente a una tangente da 600 milioni pagata da GlaxoSmithKline al Ministro della Salute De Lorenzo, con sentenza confermata in cassazione), a 12. Dodici vaccini obbligatori. Non solo: impossibilità di frequentare le scuole da zero a sei anni per i non vaccinati, mentre per le scuole dell’obbligo pesanti sanzioni a carico dei genitori che non vaccinano, in tutto o in parte: fino a 7500 euro. E la segnalazione al Tribunale dei Minori per la sospensione della patria potestà.

Vaccini: Vaxxed come Fahrenheit 451

Il censore ragazzino, segugio meccanico premiato dal regime
"Mai l'individuo è stato così completamente abbandonato a una collettività cieca, e mai gli uomini sono stati più incapaci non solo di sottomettere le loro azioni ai loro pensieri, ma persino di pensare" 
"Appare abbastanza chiaro che l'umanità contemporanea tende un po' dovunque a una forma totalitaria di organizzazione sociale ..., vale a dire a un regime in cui il potere di Stato deciderebbe sovranamente in tutti gli ambiti, anche e soprattutto nell'ambito del pensiero"
Simone Weil 1934 - Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale. 
Quando ho assistito alla proiezione di Vaxxed a Milano in ottobre, seguita in sala da un silenzio più eloquente e denso del dibattito fra il sobrio regista e un tiepido Pregliasco (che si aspettava forse un film anti-vaccini e si è ritrovato invece un documentario inchiesta sulla frode non già del Dr Andrew Wakefield - i cui studi sono stati peraltro confermati da almeno una trentina di altri studi in tutto il mondo- bensì quella perpetrata da quel pozzo di corruzione e di porte girevoli e lobbismi che sono a detta di Robert F Kennedy Jr i Centers for Disease Control and Prevention di Altanta colpevoli di aver insabbiato i dati che dimostravano con "evidenze scientifiche inoppugnabili" il legame fra MPR e autismo «Abbiamo programmato incontro per distruggere i documenti di studio vaccino autismo»),

20 maggio 2017

Fitoussi: “La democrazia è a rischio perché le élite odiano i popoli”

Non ne rispettano le scelte e sovvertono i risultati popolari. Impongono le loro politiche e non si fermano di fronte al malcontento che sorge dalla disuguaglianza. Secondo il professore ed economista francese, è questo il grande errore che rischia di rovinare l’Europa.

«Il problema più grande, oggi? È la disuguaglianza». Lo dice sbuffando (anzi, svapando) dal suo sigaro elettronico, con sguardo sornione, il professore ed economista francese Jean Paul Fitoussi. Lo fa a margine del suo intervento a Linkontro, meeting annuale organizzato dalla Nielsen per mettere a fuoco i trend del largo consumo. Lui, il professore, è un ospite d’onore per l’apertura. Poco prima, dal palco dell’auditorium, si era divertito a tracciare il quadro della situazione politica globale. «Trump? Un pazzo», aveva detto. E «ciò che l’ha portato al potere è un errore che stiamo replicando anche in Europa». Del resto, «gli Usa sono i più grandi produttori mondiali di dottrina – a uso esterno. Mentre l’Europa è la più grande consumatrice di dottrina – a uso interno». Ciò che succede là si ripete anche qua. Ora «l’ultima opportunità per l’Europa è Macron». E, nonostante sia suo amico, non risparmia un po’ di malizia. «Con la Merkel andranno d’accordo, eccome. Si innamoreranno».

19 maggio 2017

L’esperienza di Trump ci libera dal falso idolo della democrazia

Il bombardamento della Siria ha regalato all’amministrazione Trump un mese di tregua, ma non è stato seguito dall’auspicata rottura dei rapporti tra Casa Bianca e Cremlino. La visita a Washington del ministro degli Esteri russo ha innescato un furioso attacco contro Donald Trump, col chiaro intento di paralizzarne l’azione: l’oligarchia euro-atlantica rifiuta qualsiasi riconciliazione con la Russia. La presidenza di Trump non sarà comunque un’esperienza inutile: dopo i governi tecnocratici in Europa, il recente golpe bianco in Brasile ed le elezioni francesi sporcate dalla strategia della tensione e dall’eliminazione politica degli avversari, l’accanimento contro Trump testimonia che l’idolo delle democrazia è ormai al tramonto. 

L’impossibile riavvicinamento alla Russia
L’indice di gradimento di Donald Trump tra i “populisti” statunitensi ed europei è inversamente proporzionale a quello goduto presso l’establishment: scesa ai minimi termini in occasione del bombardamento sulla Siria dello scorso 6 aprile, la sua popolarità tra i movimenti anti-sistema sta conoscendo un rimbalzo in questi giorni, complici le manovre per defenestrarlo. È quasi certo che l’amministrazione Trump si concluderà (prematuramente o meno) senza aver mantenuta nessuna delle promesse che avevano inizialmente suscitato molte speranze, soprattutto in Europa: disimpegno degli USA dalla NATO, neo-isolazionismo, lotta alla globalizzazione selvaggia, smantellamento dell’architettura geopolitica post-1945, arresto della destabilizzazione del Medio Oriente, etc. etc.

18 maggio 2017

Le Dame in bianco di Tintori oscurano la scena


Risultati immagini per damas en blanco tintori

Ieri, in Venezuela, le marce delle donne sono state due, e hanno messo nuovamente a tema il quadro dello scontro in atto fra due modelli di paese. Da una parte le destre, i settori agiati e parte di quelle classi medie impoverite dagli anni di neoliberismo selvaggio, poi tornate a vivere periodi di vacche grasse con la ridistribuzione petrolifera voluta dal chavismo (e il barile sopra i 100 dollari) e ora di nuovo scomode in periodo di «guerra economica». Dall'altra le femministe dei settori popolari che appoggiano il socialismo bolivariano: i collettivi – Ni una menos, Lgbtq, Comitati di rifornimento e produzione (Clap), media alternativi, studenti, «classe media socialista»… – che muovono critiche, ma difendono le conquiste sociali.

LE AGENZIE STAMPA – tutte, rigorosamente tutte – e i media mainstream hanno però annunciato entusiasticamente solo quella delle damas en blanco: che hanno sfilato vestite di bianco, per richiamare le anticastriste di Miami. Indubbiamente numerose. È così da un mese. È stato così ogni volta che «l'insopportabile ex operaio del metro» ha segnato qualche punto nella «diplomazia di pace», sostenuta dal papa, dalla Unasur e da un gruppo di ex presidenti guidati dallo spagnolo Zapatero. Impossibile essere informati da più fonti. Oltre una decina di lanci, invece, – su un profluvio dedicati a una sola campana – per lodare enfaticamente «la grinta e il coraggio delle donne venezuelane».

16 maggio 2017

Euro-crack: l’Italia è ora in prima linea

Sfumato lo scenario di una conflagrazione “politica” dell’Unione Europea sull’onda di una vittoria elettorale di Marine Le Pen, tornano alla ribalta le forze centrifughe di natura economica: l’Italia si trova adesso in prima linea. Gli allarmanti dati su debito pubblico, disoccupazione, crescita e sofferenze bancarie, suggeriscono che la situazione, complice la prossima instabilità politica, possa precipitare anche prima del rialzo dei tassi da parte della BCE: è quasi certo che, come nel bollente autunno del 2011, Mario Draghi ed Angela Merkel, spalleggiati dal neo-presidente francese Emmanuel Macron, tenteranno di commissariare l’Italia, spingendola verso un “salvataggio” del FMI/ESM. Rimane da capire se la nostra classe dirigente, incalzata da una società sempre più insofferente, cederà al ricatto.

Un nuovo 2011 alle porte

Le presidenziali francesi rappresentavano la principale, e forse unica, occasione del 2017 per una conflagrazione “politica” dell’Unione Europea: se il Front National, sospinto dalla disoccupazione record e dalle montanti tensioni sociali, avesse conquistato l’Eliseo, l’intera architettura europea sarebbe crollata nel volgere di pochi mesi, travolta dall’esplosione del motore franco-tedesco.

15 maggio 2017

La situazione in Venezuela: le violenze dell’opposizione, la contromossa di Maduro e la manipolazione dei media


Da circa un mese, ed esattamente dal 6 aprile in alcune zone del Venezuela sono in corso manifestazioni di protesta portate avanti dalla coalizione di partiti che si oppongono al Governo di Nicolas Maduro.

Tali manifestazioni spesso sono sfociate in violenti disordini che hanno provocato alla data odierna (3 maggio 2017) 33 morti, centinaia di feriti, qualche migliaio di persone fermate ed arrestate, danni ingenti per milioni e milioni di dollari.

Tranne rari casi, tali manifestazioni sono sempre state concentrate nelle zone dei quartieri bene di Caracas e qualche altra città del Venezuela. Fin da quando Hugo Chávez è salito al Governo nel 1999, hanno protestato contro di lui sempre e solo le classi più ricche, la classe alta e settori delle classi medie.

L’avversione della classe media ai governi di Chávez e Maduro

Queste classi non hanno mai accettato la politica di Hugo Chávez prima e di Nicolas Maduro poi, incentrata sulla redistribuzione in maniera più equa delle ricchezze dello stato; non hanno mai accettato che il Governo "sperperasse" - a loro dire - ingenti risorse per le classi più povere, da sempre emarginate ed abbandonate a vivere nella più totale miseria.

14 maggio 2017

“Sfruttazero Contest” di Cucina Sovversiva

Cucina Sovversiva lancia il suo primo social contest – sulla pagina facebook https://www.facebook.com/cucinasovversiva – a sostegno della nuova campagna preordini della salsa Sfruttazero.
Un modo per opporsi al G7 finanziario che nei prossimi giorni si terrà a Bari e che vedrà pochi Ministri dell’Economia decidere le sorti del pianeta. Col tag #decidiamonoi il Contest vuole diffondere e promuovere quelle  buone pratiche di mutualismo e cooperazione economica dal basso già portate avanti dal “Progetto Sfruttazero“, capace di garantire inclusione sociale, solidarietà e i diritti per i  lavoratori, e genuinità e socialità tra i consumatori.  Tale progetto che nasce nella stessa Bari del G7 dei prossimi giorni e a Nardò, si oppone al centralismo, allo sfruttamento, alla speculazione, alle logiche di mercato; in modo concreto, attraverso la socializzazione dei proventi, la partecipazione ai processi di produzione e trasformazione, la distribuzione nella filiera Fuorimercato, l’ autocertificazione partecipata, l’ ecologia sociale.

12 maggio 2017

Venezuela Vs Mass Media: Apologia dei disordini

Ci raccontano la verità sulla violenza delle manifestazioni in Venezuela?
Le agenzie di informazione internazionali in questi ultimi giorni sono state intrise dai disordini sociali venezuelani, le manifestazioni dell'opposizione e la violenza nelle strade. Il tono dominante nei media è stato quello di un governo di Nicolás Maduro che reprime gli oppositori che chiedevano democratizzazione e dimissioni.
Tuttavia, nei social network e media comunitari sono apparsi segni di violenza da parte dei gruppi dell'opposizione ed azioni di polizia molto lontane dalla repressione che molti media spagnoli hanno proclamato.
Informazione in Spagna, apologia degli scontri:
Le forze di sicurezza venezuelane sono costantemente dipinte come repressori di pacifici manifestanti:

11 maggio 2017

La Francia ha scelto il suo Matteo Renzi (e già sappiamo che fine farà)

Il secondo turno delle presidenziali francesi non ha regalato l’attesa rivoluzione politica: con il 66% delle preferenze, l’ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, ha conquistato l’Eliseo. Alla base della sconfitta di Marine Le Pen c’è un’affluenza che, sebbene in calo, è rimasta comunque sopra il 75% e, soprattutto, la tenuta del “fronte repubblicano” in ossequio alle vecchie logiche della Quinta Repubblica. Con il 39enne Emmmanuel Macron, rottamatore, liberale, europeista, la Francia rivive la stessa esperienza politica che l’Italia ha sperimentato con Matteo Renzi: il tentativo di somministrare dosi di liberismo/austerità ad un’economia stagnante, ucciderà politicamente “l’ultima speranza delle élite francesi” in un triennio scarso. Sempre che il contesto economico non travolga lui, e la moneta unica, molto prima.

Il vecchio “fronte repubblicano” ha regalato la vittoria alla banca Rothschild
La dissoluzione dell’Unione Europea è come un pendolo che oscilla tra due estremità: la fine politica ed il collasso economico. 

9 maggio 2017

Venezuela 2017: un giorno, e molte minacce, alla volta

Nei quattro anni dalla morte di Hugo Chavez nel marzo 2013, la rivoluzione bolivariana in Venezuela è invecchiata prematuramente. L'entusiasmo del popolo venezuelano ha lasciato il posto ad un clima tetro. Nella divergenza di opinioni su chi o cosa sia da biasimare, il fervore rivoluzionario o l'odio viscerale del "regime" lasciano il posto all'apatia e alla stanchezza rassegnata.
Di Supriyo Chatterjee সুপ্রিয় চট্টোপাধ্যায়
TLAXCALA

Il paese ricorda quei vecchi alcolizzati felici (erano numerosi all'epoca in cui la birra era a buon mercato) che improvvisamente furono privati ​​della loro bibita: almeno questa è l'impressione che ho avuto durante il mio recente soggiorno lì. Il calo del prezzo del petrolio ha provocato una recessione economica; l'abbondanza degli anni di Chavez è finita, e i venezuelani si sono rassegnati al fatto che quel periodo non tornerà mai più.

Rimane molto poco dei segni esteriori della vita politica, che siano manifesti, striscioni o graffiti; è come se la politica fosse stata esorcizzata dalla strada. Le conversazioni che precedentemente finivano nel dibattito politico, oggi ruotano principalmente intorno alla ricerca di pane, zucchero o di mais, dove trovarli e a che prezzo. Ci sono code nei supermercati, ma meno di prima da quello che mi è stato detto, e i venditori del mercato nero, qui chiamati "bachaqueros", vendono i loro prodotti sulle bancarelle installate sui marciapiedi, esponendo i loro prezzi senza timore delle autorità.

Attali, cioè Macron: salvare la Francia a spese dell’Italia

Ho riletto recentemente un libro importantissimo, il saggio “Come finirà” di Jacques Attali: ebreo, estremamente influente, consigliere di svariati presidenti francesi senza distinzione partitica e soprattutto vero mentore di Emmanuel Macron, molto probabilmente il prossimo presidente d’oltralpe. Oggi molti in Italia pensano erroneamente che avere un giovane come presidente in Francia sia una buona notizia. Nulla di più errato, sarà il perfetto contrario per gli interessi italici. Visto che quanto verrà fatto da Macron ricalcherà le idee di Attali ben spiegate nel saggio in oggetto, vale la pena di spiegarvi quale può essere la strategia eurofrancese del nuovo presidente in relazione all’Italia. Notasi: il saggio citato è del 2010, ossia antecedente a tutti gli eventi più scottanti che hanno riguardato l’Italia, di fatto anticipati in modo addirittura imbarazzante. In breve, i concetti fondamentali che emergono dallo splendido saggio sopra citato sono, secondo chi, scrive quattro. Primo: la storia insegna che gli Stati perdono la loro autonomia venendo fin anche smembrati principalmente a causa dell’eccesso di debito (normalmente in presenza di un debito eccessivo si diventa un protettorato alla mercè di chi detiene le tue obbligazioni).

8 maggio 2017

E’ nato il partito unico dell'€uropa post-nazionale

Macron e Jacques Attali alla riunione del Bilderberg a Copenhagen, giugno 2014 (nella foto).  Lì Attali ha presentato il suo giovane protetto a quelli che contano. E lì probabilmente è  stata architettata la  strategia per fare del giovanotto il candidato sintetico al silicone,   visto che il loro Hollande stava rovinando nei sondaggi e diventava impresentabile alle elezioni il  partito detto “socialista”.
Dovrà diventare “il campione del pop-futurismo, trasformare i francesi nei nomadi ideali alla Attali: una classe di precari che ha acquisito qualche competenza e un inglese passabile, ma, manca di impiego stabile, di una professione affidabile, di un vero salario e di un avvenire”  (The Saker):  insomma esattamente quel che aveva preconizzato la Boldrini nello stesso anno: “I migranti sono l’avanguardia della globalizzazione, ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso per moltissimi di noi,  perché nell’era globale tutto si muove. Si muovono i capitali.  Si muovono le merci.  Si muovono le notizie.  Si muovono gli esseri umani”.  O come auspica  il filosofo post-hegeliano materialista Alain Badiou, i migranti ci devono insegnare a diventare migranti noi stessi, stranieri in casa nostra, per “non rimanere prigionieri di questa lunga storia occidentale e bianca che volge  al termine”.

Perché noi prigionieri palestinesi siamo in sciopero della fame nelle carceri israeliane

Marwan Barghouti
Marwan Barghouti
Carcere di Hadarim, Israel-Dopo aver trascorso gli ultimi 15 anni in una prigione israeliana, sono stato sia un testimone, sia vittima, del sistema illegale di Israele di arresti arbitrari di massa e maltrattamenti di prigionieri palestinesi. Dopo aver esaurito tutte le altre opzioni, ho deciso che non c’era altra scelta che resistere a questi abusi cominciando uno sciopero della fame.
Circa 1.000 prigionieri palestinesi hanno deciso di prendere parte a questo sciopero, che inizia oggi, giorno che qui celebriamo come Giorno dei prigionieri. Lo sciopero della fame è la forma più pacifica di resistenza a disposizione. Esso infligge dolore esclusivamente a coloro che vi partecipano e ai loro cari, nella speranza che gli stomaci vuoti e il sacrificio aiutino il messaggio a risuonare al di là dei confini delle buie celle.
Decenni di esperienza hanno dimostrato che il sistema inumano di occupazione coloniale e militare israeliana punta a sfibrare lo spirito dei prigionieri e della nazione a cui appartengono, infliggendo sofferenze sui loro corpi, separandoli dalle loro famiglie e comunità, utilizzando misure umilianti per costringere alla sottomissione. A dispetto di tale trattamento, non ci arrenderemo ad esso.

7 maggio 2017

Francia: Può la finanza dirigere direttamente lo Stato?

Emmanuel Macron, presidente della Francia
In Francia, ridotto al nocciolo, il gran dilemma è se il Potere Politico debba essere esercitato direttamente dalla Finanza. E se tutti debbano obbligatoriamente subirlo. La questione di fondo riguarda la liceità della permanenza di governi che agiscano come baluardo delle maggioranze sociali contro il potere del denaro, ormai sofferente di elefantiasi.

Putin riunì i nuovi oligarchi russi venuti dal nulla, ossia dalla liquidazione a prezzi simbolici della totalità del patrimonio nazionale. e disse loro con forza: "Voi avete già il potere economico, non potete far vostro anche il potere pubblico. O fate i politici oppure gli uomini d'affari".

L'arroganza delle elites globaliste impone loro di giocare a carte scoperte. Per far propri i governi nazionali, stanno declinando il noleggio -al pari di un taxi per una tratta- di politici disprezzati. Preferiscono lanciare nell'arena direttamente elementi del loro milieu più intimo. Per loro, il governo è meglio avercelo, ad ogni costo. Altri, pur credondo di contrapporsi, non hanno la stessa lucidità o feroce determinazione.

5 maggio 2017

Corea del Nord come esempio della fase finale del collasso dell'imperialismo USA


La nuova distribuzione dell'equilibrio del potere globale ha preso in contropiede i vecchi signori del mondo che si rifiutano di accettare il loro tramonto e vogliono continuare a dettare la politica 
Le minacce degli USA alla Corea del Nord non costituiscono solo una violazione, l'ennesima, del diritto internazionale che stabilisce (Carta delle Nazioni Unite) che l'uso della forza o semplici minacce di questa, sono inaccettabili nelle relazioni internazionali, ma sono anche la più chiara espressione, a cui stiamo assistendo, della fase finale del collasso dell'imperialismo.

Gli USA sono feriti a morte da molto tempo, da quando nel 2008 ebbe inizio la crisi economica dalla quale il mondo capitalista tradizionale non ha potuto, né saputo ancora uscire, benché esista qualche indizio di ripresa e da quando due paesi hanno visto arrivare il loro momento di vedere saldati i vecchi debiti.

3 maggio 2017

Caro Macron, l'Euro è già fallito: Cosa vogliamo fare?

Emmanuel Macron è candidato alla carica di prossimo Presidente francese. E in questo suo ruolo ha la necessità di definire rapidamente i principi della sua politica economica. Lui afferma che l’euro potrebbe fallire nel corso dei prossimi 10 anni se non verrà fatto qualcosa per evitarlo. Questo è un errore, un errore grave, perché l’euro è già fallito. L’unica questione utile o interessante che resta da porsi è: cosa vogliamo farci?
Emmanuel Macron, ex ministro dell'economia francese
L’euro potrebbe non esistere più da qui a 10 anni se Parigi e Berlino non si affrettano a rafforzare l’unione monetaria, ha detto Emmanuel Macron, candidato alla presidenza francese, questo martedì.  Macron afferma di ritenere che l’attuale sistema porti beneficio alla Germania a spese degli stati membri più deboli. Macron è stato Ministro dell’economia sotto il Presidente socialista Francois Hollande fino alle dimissioni presentate lo scorso anno per creare un proprio movimento politico e concorrere come candidato indipendente alle elezioni presidenziali di quest’anno.

2 maggio 2017

Le ONG nel business del microcredito ai migranti

Dopo le dichiarazioni del vicepresidente della Camera ed esponente del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, sulle responsabilità delle Organizzazioni Non Governative nel traffico di migranti, sono immediatamente cominciate sui media le esegesi alternative sul documento dell’agenzia europea Frontex che aveva dato origine a quelle stesse dichiarazioni. La parola d’ordine è “minimizzare”, ricondurre il rapporto Frontex al rango di lamentela per le inevitabili agevolazioni per il traffico di migranti che l’attività “umanitaria” delle ONG involontariamente determinerebbe. In questo senso si esprime, ad esempio, il quotidiano “La Repubblica”. 

Nulla di più prevedibile di questa levata di scudi dei media a favore delle ONG, se si considera che le stesse ONG, le fondazioni ed in genere il settore del cosiddetto “non profit” (ovvero della non tassazione), con il loro imperialismo “umanitario” svolgono un ruolo decisivo, e complementare al ruolo delle multinazionali, sia nella circolazione internazionale dei capitali, sia nella destabilizzazione dei Paesi attraversati da quella circolazione. L’ultima “manovrina” del governo Gentiloni riconferma tra i suoi provvedimenti persino una “immunizzazione” dall’IVA già decisa lo scorso anno a beneficio delle ONG; ciò a riprova del potere lobbistico del “non profit” ad alibi umanitario.