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23 aprile 2017

Eduardo Galeano: "Vivere senza paura"



La paura ci minaccia
se tu ami, prenderai l'AIDS
se fumi, ti verrà il cancro
se respiri, respirerai inquinamento
se bevi, farai degli incidenti
se mangi, avrai il colesterolo
se parli, sarai disoccupato
se cammini, subirai violenze
se pensi, avrai angoscia
se dubiti, avrai follia
se senti, avrai solitudine
Per avere il respiro, devi espirare
per alzarsi, bisogna saper cadere
per vincere, bisogna saper perdere
e bisogna sapere che questa è la vita, che si cade e ci si rialza molte volte
e alcuni cadono e non si rialzano più che di solito sono i più sensibili,
i più facili da ferire, quelli che più provano dolore nel vivere
le persone più sensibili sono le più vulnerabili
invece questi figli di puttana
che si dedicano a tormentare l'umanità, vivono a lungo, non muoiono mai
perchè non hanno una ghiandola, che in effetti è piuttosto rara che si chiama COSCIENZA  e che ti tormenta la notte
Credo che l'esercizio della solidarietà, quando praticato davvero nel quotidiano
è anche un esercizio di umiltà che ti insegna a riconoscerti negli altri
e a riconoscere la grandezza nascosta nelle piccole cose. 
che implica anche denunciare la falsa grandezza delle cose granducce
in un mondo che confonde la grandezza delle cose con le cose grandi.
Poco tempo fa, in un'intervista che mi hanno fatto a Madrid
un giornalista mi ha detto:
"Sto leggendo i tuoi libri e sento che tieni un occhio al microscopio
e l'altro al telescopio"
e mi è sembrata una buona definizione, almeno nelle mie intenzioni di cosa mi piacerebbe fare scrivendo, essere capace di guardare ciò che non si guarda, ma che merita di essere guardato
le piccole, minuscole cose della gente anonima
quella gente che gli intellettuali di solito disprezzano
questo micro-mondo credo sia davvero ciò che alimenta la grandezza dell'universo, e allo stesso tempo è capace di contemplare l'universo
dall'occhio della serratura, che è dalle piccole cose passare alle cose più garndi
ai grandi mistei della vita, al mistero del dolore umano
ma anche al mistero dell'umana persistenza, 
di questa mania a volte inspiegabile
di combattere per un mondo che sia la casa di tutti, e non la casa di pochi
e l'infermo della maggioranza...e altre cose ancora
la capacità di bellezza
della gente più semplice, la gente più sensibile
che ha un'insolita capacità di bellezza
che a volte si manifesta in una canzone, in un graffito, in una conversazione qualunque
quella che hanno i bambini...
succede che poi da adulti, li vogliamo farli diventare noi stessi
e roviniamo loro la vita
ma bisogna vedere ciò che è un bambino, sono tutti pagani...
Da poco ho sofferto una tragedia, perchè è morto il mio compagno Morgan
il mio cane, il mio compagno di passeggio
ch mi accompagnava anche mentre scrivevo
perchè quando mi prendeva la mano e scrivevo già da 18 ore
lui con la zampa mi diceva: "dai, andiamo!"
la vita non finisce qui in un libro andiamo a passeggiare insieme
e così andavamo insieme... ed è morto
così io andavo con una cattiva musica nell'anima
e parlando di perdita, come mi chiedevi prima,
la perdita di Morgan è stata molto dura per me
mi ha strappato un pezzo dal petto e così ero molto triste
e sono andato a camminare qui nel quartiere
era mattina presto, non riuscivo a dormire, mi sono vestito, sono andato a camminare
ho incontrato una bambina piccola che non doveva avere più di 2 anni,
che veniva saltando nel senso opposto
e veniva salutando l'erba e le piantine così
"buongiorno piantina" diceva "buongiorno"
quindi a quell'età siamo tutti pagani e siamo tutti poeti
poi il mondo si occupa di rimpicciolirci l'anima
Lui diceva che questa domanda se la poneva tutti i giorni
a cosa serve l'Utopia? se l'utopia può servire a qualcosa
disse: "Perchè l'utopia sta all'orizzonte
e se sta all'orizzonte, io non la raggiungerò mai
perchè se faccio 10 passi, l'utopia si allontana di 10 passi
e se faccio 20, l'utopia si mette 20 passi più in la
quindi io so che mai la raggiungerò
Allora a cosa serve?
Per questo...per camminare
Il XX secolo che nacque annunciando pace e giustizia, morì in un bagno di sangue
e ha lasciato un mondo molto più ingiusto di quello che aveva trovato 
Il 21° secolo, che è anche lui nato annunciando pace e giustizia
sta seguendo i passi di quello precedente.
nella mia infanzia ero convinto
che tutto ciò che si perdeva sulla Terra, andava a finire sulla Luna
ma gli astronauti non hanno trovato sulla Luna sogni pericolosi,
né promesse tradite, né speranze rotte
Se non sono sulla Luna, dove sono?
sarà che sulla Terra non si sono perse?
può essere che sulla Terra si sono nascoste?
e che ci stanno aspettando?
Si, come no! Il mondo è fatto di atomi!
Il mondo non è fatto di atomi, il mondo è fatto di storie.
Io credo di si, che il mondo deve essere fatto di storie.
perchè sono le storie che uno racconta, ascolta, ricrea, moltiplica
sono le storie che permettono di trasformare il passato in presente
e che permettono anche di trasformare ciò che è distante in ciò che è vicino
ciò che lontano in qualcosa di prossimo, possibile, visibile
Il mondo è questo, rivelò...
un sacco di gente
un mare di fuocherelli
non ci sono due fuochi uguali
ogni persona brilla di luce propria tra tutte le altre
ci sono fuochi grandi e fuochi piccoli, e fuochi di tutti i colori
ci sono persone di fuoco sereno, che non si accorgono neanche del vento
e persone di fuoco pazzo, che riempiono l'aria di scintille
alcuni fuochi, fuochi tonti, non illuminano né bruciano
Pero altri...
altri ardono la vita con tanta voglia
che non si possono guardare senza venire abbagliati
e chi si avvicina prende fuoco.

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