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22 febbraio 2017

Centro Mondiale Commerciale, la pista italiana dell'omicidio Kennedy

Dai documenti il ruolo di una strana società aperta a Roma che aveva nel board Clay Shaw, implicato nell'inchiesa del giudice Garrison sull'omicidio di Dallas.
Grazie ad un importante ritrovamento di documenti, parte oggi un’inchiesta in più puntate che permette di guardare tra gli aspetti più occulti della Storia italiana ed internazionale.
In un breve filmato del 1959, è raccontata la cronaca della concessione alla S.p.A. Centro  Mondiale Commerciale, ad un anno dalla sua costituzione, della sua sede all’Eur, in una notevolissima cerimonia cui intervengono i maggiori notabili democristiani dell’epoca.

Trattasi dell’identico Centro Mondiale Commerciale per il quale lavorava Clay Shaw, un imprenditore statunitense che, nel 1967, grazie ai riscontri raccolti, diventa l’indiziato principe della più fondata inchiesta giudiziaria svolta sulla morte di John Fitzgerald Kennedy: quella compiuta da Jim Garrison, l’allora Procuratore distrettuale di New Orleans. Garrison, infatti, non persuaso dalla versione governativa, fornita dalla Commissione Warren, additante come colpevole un folle solitario, aveva, come consentitogli dalla legge, riaperto il caso.

La più fondata perché la sua totale lineare evidenza, una volta resa universalmente nota grazie al rinomato film d’Oliver Stone appunto intitolato JFK, è stata in grado di generare un movimento d’opinione pubblica tant’esteso ed efficace da obbligare le autorità USA ad emanare il cosiddetto Assassinations Disclosure Act, dispositivo tramite cui scaturisce l’Assassination Records Review Board, organo che, mettendo assieme nuove prove, e togliendo finalmente il segreto a molte già esistenti, dimostra ulteriormente la validità piena dell’inchiesta di New Orleans: John Kennedy è stato ucciso da un complotto.

La più fondata, altresì, visto quant’appurato grazie al mio essere riuscito ad entrare in possesso, integralmente, delle carte societarie del CMC.

Carte che ci raccontano di riunioni del Consiglio d’Amministrazione del Centro Mondiale Commerciale in un luogo della Capitale ben particolare; e cioè: Piazza di Spagna 72/A. Vale a dire, come specificato dagli stessi resoconti aziendali: «presso lo studio dell’avvocato Roberto Ascarelli».

Per capire meglio chi sia Roberto Ascarelli, prendiamo ora in mano Trame atlantiche, opera d’uno tra i massimi esperti su Licio Gelli: Sergio Flamigni.

Flamigni pone subito in evidenzia come durante gli anni Sessanta, a far sì che il fanatico mussoliniano Gelli intraprendesse la propria scalata all’interno della loggia P2, la quale stava allora vivendo i suoi importantissimi albori, fosse stata fondamentale una spinta, fornitagli proprio da Roberto Ascarelli. Ascarelli aveva infatti espressamente e con forza raccomandato a Giordano Gamberini, contemporaneamente uomo di fiducia della CIA e capo della massoneria cosiddetta di Palazzo Giustiniani – vale a dire: la più potente espressione massonica del nostro Paese – di affidare la segreteria della P2 a Gelli. Dati che Flamigni così, esemplarmente, chiosa:

I trascorsi fascisti e repubblichini di Gelli che ne hanno bloccato l’affiliazione divengono piuttosto un elemento di garanzia per la funzione anticomunista che verrà chiamato ad assolvere.

Il legame strettissimo tra Ascarelli e le fortune di Gelli è ribadito anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 presieduta dall’Anselmi, la quale scrive che «il Gran Maestro aggiunto, Roberto Ascarelli, segnala Licio Gelli al Gran Maestro, Giordano Gamberini, raccomandandolo come elemento in grado di portare un contributo notevole all’istituzione, in termini di proselitismo di persone qualificate».

Commissione Anselmi che, circa Ascarelli, aggiunge un ulteriore elemento chiave: era a capo d’una loggia denominata Hod. Loggia Hod della quale, prima d’approdare alla P2, entra a far parte lo stesso Gelli.

L’importanza ed il retaggio di tale loggia Hod sono tali da spingere Tina Anselmi a scriverne anche nella propria Pre-relazione: una sorta di bozza di quella che sarà poi la Relazione finale. Pre-relazione nella quale l’Anselmi rilevache tanto la Hod che la stessa P2 avevano per propria sede esattamente l’anzidetto studio di Roberto Ascarelli. Leggiamo:
[Licio Gelli] cominciò con il riunire i fratelli già affiliati alla P2 e quelli che avrebbero dovuto entrarvi, presso lo studio dell’avvocato Ascarelli in piazza di Spagna. Qui si erano fino ad allora dati appuntamento i fratelli di un’altra loggia molto riservata, considerata da alcuni anticamera e da altri distaccamento della P2, la loggia Hod. Con l’arrivo di Gelli questi fratelli cominciarono a distinguersi con l’etichetta “Raggruppamento Gelli-P2”.
Scopriamo così, quindi, incrociando il tutto, un primo sconcertante dato, circa la Società per Azioni. Determiniamo, cioè, che il Centro Mondiale Commerciale svolge propri incontri nel medesimo luogo di riunione sia del Raggruppamento Gelli-P2 che, precedentemente, di quella loggia Hod definita, dai testimoni interrogati dalla Commissione, come anticipatrice, se non, addirittura, distaccamento gemello, della stessa Propaganda2; loggia Hod diretta in prima persona da Roberto Ascarelli.

Attenzione: che piazza di Spagna 72/A sia stato il punto di partenza della Propaganda2 è circostanza, più in là negli anni, confermata addirittura dallo stesso Gelli. E per ben due volte.

La prima, è quando stila un promemoria a beneficio della magistratura di Firenze che lo sta indagando. Il testo, disponibile pure tra gli allegati della Commissione Anselmi, recita:
Nel 1967 il Maestro venerabile Avv. Bruzio Pirrongelli mi condusse dal Prof. Roberto Ascarelli, – Piazza di Spagna, 72 – , Gran Maestro Aggiunto all’epoca della Gran Maestranza del Prof. Giordano Gamberini, per essere elevato al grado di Maestro: successivamente mi fu chiesto di interessarmi della Loggia “P.2”.
Perfino più dovizia, poi, Gelli mette in una lunga intervista concessa, assai dopo, a Sandro Neri, per il libro di quest’ultimo: Parola di Venerabile. A domanda su dove avvenissero le iniziazioni dei suoi neofiti, così s’esprime:

Nella prima fase iniziavamo tutti [nel senso, appunto, d’iniziare alla massoneria] nello studio di Ascarelli, al numero 72 di piazza di Spagna, al terzo piano. Ci assisteva Virgilio Gaito, che all’epoca svolgeva l’apprendistato di avvocato e che successivamente sarebbe diventato Gran Maestro del Goi. La cerimonia durava circa un’ora e un quarto, perché molti passaggi del rituale venivano saltati. Ascarelli iniziava i nuovi fratelli, io facevo da testimone. Non essendo in una sede massonica, utilizzavamo un tempio portatile, contenuto in una valigetta 24 ore che aprivo sul tavolo. Aveva tutto: una riproduzione in scala delle colonne, del pavimento a scacchiera, dell’ara che guarda all’Oriente. La spada era pieghevole. In vista di ogni iniziazione consegnavo ad Ascarelli un curriculum del nuovo arrivato, così che lui, a cerimonia conclusa, potesse anche parlare col neofita del suo lavoro e delle sue esperienze. In genere, queste conversazioni finivano sempre sui grandi personaggi della storia.


Quando Gelli afferma non essere Piazza di Spagna 72/A sede massonica, quel che intende – si badi – è sede massonica palese. È l’essere sede massonica occulta a far sì che, in effetti, manchino quelle strutture architettoniche tipiche – pavimento a scacchiera, colonne, ara – alle quali si sopperisce con la riproduzione in miniatura da Gelli recata con la valigetta.

Non è finita. Perché, sempre grazie ai documenti del CMC da me reperiti, arriva la seconda sorpresa: la novità – inedita, enorme – di vedere tanto Roberto Ascarelli che Virgilio Gaito comparire, altresì, tra i vertici del Centro Mondiale Commerciale. Virgilio Gaito che, oltretutto, è nome destinato adindossare, dal 18 dicembre 1993 al 21 marzo 1999, la veste, già portata da Gamberini, di Gran maestro del Grande Oriente d’Italia.


Un quadro al quale unire, per un verso, la certezza d’un ruolo di fiduciario della CIA ricoperto da Clay Shaw, come inequivocabilmente attestato da Rapporti della stessa massima agenzia di spionaggio statunitense oggi desecretati. Per altro verso, la presenza, sempre nel CMC cui Shaw presta la propria opera, di tantissimi altri individui al centro delle trame più occulte del nostro Paese: quelle trame da cui scaturisce quel così deprecabile pezzo della nostra Storia patria che va sotto il sanguinoso nome di strategia della tensione. Ma, di questo, ne parleremo in una prossima puntata.

di Michele Metta - Globalist 2.0

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