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9 gennaio 2017

L’incontro con un amico

Fidel ritorna di nuovo a Santa Clara, e lo fa come allora: invitto e vittorioso.
Santa Clara – Fidel ritorna di nuovo in questa terra dopo circa 58  anni dalla sua entrata trionfale a Santa Clara in quel 6 gennaio del 1959 e lo fa come allora, vittorioso e con mete da realizzare.
In quella storica giornata era un giovane carico di sogni e di speranze, con un mondo di impegni da realizzare per onorare quel che aveva promesso durante il processo per la Moncada. Le sfide erano immense, ma senza dubbio la forza d’ uragano che lo caratterizzava e il suo impeto giovanile straordinario auguravano la vittoria.
Era tornato in questo territorio moltissime volte per fondare fabbriche, scuole, centri scientifici,  affrontare cicloni, ricevere amici e anche per combattere il nemico che fomentava il banditismo nelle  montagne, come base per le azioni contro la nascente Rivoluzione.
Fu così che nacque l’amore reciproco che lega Villa Clara a Fidel, vincolo sigillato dalla presenza in questo territorio del Comandante Ernesto Che Guevara, uno dei suoi uomini di fiducia al quale diede il benvenuto nel1997, con la missione che il Che da qui continuasse a sferrare e vincere più battaglie che mai.
E dato che questo non è tempo per riposare, Fidel è arrivato qui un’altra volta, dopo la mezzanotte, sino all’accampamento dell’Eroe della Battaglia di Santa Clara e delle gesta boliviane, per coordinare insieme idee e  nuove battaglie.
Per queste e per altre mille ragioni il popolo di Villa Clara è accorso in massa a ricevere Fidel, così come  in quel giorno dei Re Magi, ma non per accomiatarsi, Lo ha fatto con la solennità e il rispetto che merita un uomo della sua statura. Lo ha fatto con amore l’arte, in una veglia che ha colpito per la forza che esprimono la musica, la danza la poesia e i muri dell’invisibile.

I villaclaregni erano emozionati sapendo che alla base del Complesso Monumentale c’era l’invitto Comandante.
Ma nonostante la tristezza, la maggioranza concorsa che l’Eroe della Moncada, del Granma, della Sierra, di Girón e di tante altre prodezze, non se n’è andato. Ora starà in ogni luogo dove ci sarà una causa da difendere, un pericolo che minaccia la Patria,  un’ingiustizia da riparare, una missione solidale da realizzare.

E come il Che che stabilì il suo accampamento di lotta a Santa Clara, adesso Fidel marcia verso Santiago di Cuba per fondare là il suo, assieme a Frank, Abel e altri combattenti, convinto che restano molte missioni da compiere.
La frase pronunciata da un combattente della Rivoluzione Cubana, riassume tutto: “Se prima eravamo invincibili, come sarà adesso che abbiamo Maceo in occidente, il Che al centro e Fidel con Martí in oriente.

QUANDO LA NOTTE SI È FATTA LUCE
L’oscurità della notte non ha impedito ai villaclaregni di congregarsi ai lati della Carretera Central per ricevere il loro Comandante in Capo.
Cascajal, Mordazo, Manacas, Santo Domingo, Esperanza, Ranchuelo e Santa Clara si sono colmati con tutti coloro che non hanno voluto perdere l’opportunità di salutare Fidel, perchè lui è e sarà più presente che mai nelle azioni dei cubani.
Maidy Gutiérrez, per esempio, è anadata a rendere omaggio a Fidel con tutta la famiglia, a un uomo che ringrazia per tutto quello che ha dato a lei e ai suoi bambini Lindalba e Leonardo. Quando si ammalano nessuno all’ospedale mi chiede se ho denaro per pagare e questo si chiama Fidel.
L’ex lanciatore  della squadra di baseball di Villa Clara e della Nazionale, Isidro Pérez, nonostante il suo problema alle corde vocali ha detto a gesti perchè è venuto sino alla Piazza del Che a rendere omaggio all’eroe della Moncada. Identificandoci ha messo le dita sulla spalla, lì dove stavano le mostrine del Comandante e ha mostrato il suo pollice in alto,  simbolo di ringraziamento.
Anche il giovane Juan José Díaz Casanova, studente del liceo Mariano Clemente Prado, ha detto che fin da piccolo ha appreso in famiglia a voler bene a Fidel e per questo ha sentito l’impegno di compiere il suo dovere di rivoluzionario. “Onorerò le sue ceneri e starò in Piazza sino a che durerà la veglia organizzata dagli artisti del territorio, come omaggio alla sua memoria”.
Tra le persone che si sono sommate all’omaggio, c’erano decine di giovani stranieri che studiano a cuba e altri giunti per l’occasione, come Antonio Manco, un giovane regista di cinema che risiede a Napoli, in Italia,  e Nacho Levi, argentino, che dirige la Fondazione La Poderosa, incaricata di salvaguardare l’integrità dei bambini in questa nazione.
“Siamo arrivati ieri e siamo andati direttamente in Piazza della Rivoluzione a L’Avana ed ora siamo a Santa Clara e poi andremo a Santiago.
Il nostro impegno con questo faro di luce che è Cuba non ha limiti e per questo siamo qui”, hanno assicurato.
Oggi alle sette di mattina la Carovana a lutto continuerà la sua rotta verso l’oriente cubano, con il commiato dei santaclaregni che in massa si riuniranno per dire Hasta Siempre al Comandante Fidel. 
 

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