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29 ottobre 2016

Maradona al servizio dell’occupazione marocchina del Sahara Occidentale

Il Ragazzo d’oro ha dimenticato il suo sostegno alle Nonne della Piazza di Maggio e ai diritti umani in Birmania
Diego Armando Maradona, la stella del calcio che una volta ha detto “l’ingiustizia mi indigna” e ha sostenuto la difesa dei diritti umani in Myanmar (Birmania) e si è congratulato con la presidente delle Nonne della Piazza di Maggio quando ha ritrovato il suo nipotino, utilizza nuovamente la sua immagine per giustificare l’occupazione del Sahara Occidentale, ove dal 1975 avvengono centinaia di sparizioni forzate.
Per il secondo anno consecutivo Maradona si recherà a El Aaiún per partecipare alla celebrazione dell’anniversario della “Marcia verde”, con la quale il Marocco ha iniziato la sua invasione del Sahara Occidentale che la Spagna ha abbandonato senza procedere alla sua decolonizzazione. L’idolo argentino del calcio parteciperà ad una partita d'esibizione organizzata dalla Federazione calcistica reale del Marocco e la sua presenza servirà al regime marocchino per proclamare la propria sovranità sul Sahara occidentale, riconosciuta da nessun paese.
La presenza di Maradona nella vecchia colonia spagnola ove numerosi casi di tortura sono stati riportati dalle organizzazioni internazionali dei diritti umani come Amnesty International, Human Rights Watch, il Centro Robert F. Kennedy e la Rete Euromed  si contrappone a certe sue performance precedenti.

26 ottobre 2016

U€: Non investire nelle armi: Petizione al Parlamento e al Consiglio €uropeo

Testo della petizione
Impedisca l’inclusione della ricerca per l’industria bellica nel nuovo budget dell’UE. Nessuna sovvenzione europea dovrebbe andare alla tecnologia militare. I finanziamenti per la ricerca dovrebbero essere destinati a progetti che sviluppano modi non violenti per prevenire e risolvere i conflitti ed in particolare per affrontare le cause alla radice dell’instabilità.
►Firma la petizione
Perché è importante?
Vogliamo tutti vivere in un mondo pacifico ed è per questo che è stata creata l’Unione europea.
Ma la Commissione europea, sotto la forte pressione dell’industria bellica, sta ora progettando di stanziare migliaia di milioni di euro di denaro pubblico per sviluppare una tecnologia militare avanzata per la prima volta da quando esiste l’Unione [1].
Anche se viene presentata come una misura di ‘difesa’, la verità è che lo scopo di questi sussidi è di preservare la competitività dell’industria bellica e la sua capacità di esportare all’estero, anche in paesi che contribuiscono all’instabilità e che prendono parte a conflitti letali, come l’Arabia Saudita [2].

25 ottobre 2016

Erdogan costruisce una dittatura fascista

Il 1 ottobre in Turchia è stato anche il canale socialista Hayat TV. Il golpe non c’entrava più niente. Un colloquio con Arif Kosar. Arif Kosar è coordinatore dei programmi di Hayat TV e presidente della direzione. 

Le trasmissioni di Hayat TV il 1 ottobre sono state interrotte dal governo turco per la durata dello stato di emergenza. Contemporaneamente altri 22 media sono stati vietati. Che orientamento politico ha il canale? 

Hayat TV è stato fondato dieci anni fa come voce critica della popolazione lavoratrice con indirizzo socialista. Decine di migliaia di persone e molti gruppi hanno raccolto denaro per rendere possibile il canale. Ci occupiamo soprattutto delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori e dei problemi etnici del Paese, soprattutto della questione curda. Eravamo uno dei canali tv di opposizione e per questo continuamente bersaglio della repressione dello Stato. L’ente statale per il controllo dei media RTÜK già nei mesi precedenti al tentativo di golpe del 15 luglio ha emesso nei nostri confronti molti più decreti di condanna e denunce in tribunale che nel periodo precedente. Un quotidiano vicino al governo aveva già annunciato la chiusura di Hayat TV, dopo il 15 luglio tutto è peggiorato. 

24 ottobre 2016

Solidarietà con Mikaël Doulson, processato il 7 novembre a Boulogne-sur-Mer per aver appoggiato i migranti di Calais L’accusa : “Partecipazione ad una manifestazione illegale, con dissimulazione del viso”

Riceviamo e pubblichiamo questo messaggio del nostro amico Mikaël Doulson, vittima dell’arbitrarietà imperante a Calais oramai da troppo tempo.

Mi chiamo Mikaël Doulson e sono un giornalista impiegato da un media associativo.
Il primo ottobre alle ore 17.15 sono stato interpellato dalla polizia francese di Calais dopo aver partecipato ad una manifestazione di sostegno a favore dei migranti che vivono in un campo chiamato “la Giungla” e che verrà demolito nei prossimi giorni.

Sono stato accusato di aver “partecipato ad una manifestazione illegale, dissimulando il mio viso”.

Ma in verità ero venuto a Calais solamente per animare dei workshop di percussioni coi migranti e per scrivere un articolo sulla manifestazione, della quale non sapevo che non fosse stata autorizzata. Inoltre avevo certamente coperto la mia bocca e il mio naso con una sciarpa per proteggermi dagli effetti deleteri dei gas lacrimogeni utilizzati tantissimo dalla polizia  quel giorno, come prova anche il video che segue.

21 ottobre 2016

La classe operaia contro il TTIP e il CETA

L'attuale fase di sviluppo del capitalismo richiede strumenti che offrano una maggiore espansione e reddittività alle multinazionali. Gli inganni denominati trattati di libero commercio, come il TTIP o il CETA, sono per ora, la formula più avanzata dei monopoli per esercitare la loro dittatura. L'imperialismo necessita delle proprie leggi e i trattati di libero commercio lo sono.

Il TTIP (Trattato Transatlantico di Commercio e Investimenti. In inglese. Transatlantic Trade and Investment Partneship) è un accordo commerciale che attualmente si trova in fase di negoziazione tra la Commissione Europea e gli USA.
Il CETA (Accordo Comprensivo Economico e di Commercio. In inglese: Comprehensive Economic and Trade Agreement) ha praticamente le stesse clausole del TTIP e le negoziazioni avvengono tra l'UE e il Canada.

Il CETA è considerato il fratello piccolo del TTIP, ma è ugualmente aggressivo contro i nostri interessi perché le negoziazioni sono già terminate e si solo in attesa della sua ratifica.

20 ottobre 2016

Stati Uniti: spese militari ed egemonia globale

Il discorso del presidente Barack Obama alle Nazioni Unite, ed anche le dichiarazioni della candidata democratica Hillary Clinton e del suo rivale repubblicano Donald Trump, coincidono su un punto: la "necessità" dell'egemonia mondiale degli Stati Uniti.
Nonostante alcune differenze tattiche e sfumature tipiche della campagna elettorale, nessuno dei tre sorprende il mondo quando conferma le aspirazioni di dominio di Washington.

Clinton e Trump competono da diverse settimane nell'illustrare agli elettori le loro posizioni in merito a tali questioni, e cercano di convincere i cittadini - senza molto successo, secondo le opinioni degli esperti - sulle loro rispettive capacità di mettere in pratica gli obiettivi della politica estera.

A suo modo, l'ex Segretaria di Stato vuole ripulire la sua immagine di "falco", e mentre pretende di mantenere ad ogni costo la supremazia statunitense, giura che se arriverà alla Casa Bianca userà la forza solo come ultima risorsa.
Da parte sua, Trump critica con veemenza la situazione in cui versano le forze armate e propone cambiamenti profondi in questa istituzione.

Ma il Comitato per un Bilancio Federale Responsabile - organizzazione non di partito - assicura in uno studio recente che i cambiamenti annunciati dall'imprenditore di New York potrebbero costare al contribuente più di 450 miliardi di dollari nel prossimo decennio, risorse che nessuno sa da dove verrebbero.

13 ottobre 2016

Brasile, la ragione e la storia

Il carattere anomalo dell’impeachment contro Dilma Rousseff -anomalo perché il fatto di aver rispettato ritualmente i passi costituzionali non è riuscito a occultare il dato fondamentale, cioè l’assenza del delitto- non deve impedirci di analizzare gli errori che lo hanno reso possibile, non per colpire il pugile già al tappeto ma per cercare di salvare il salvabile in un processo che merita attenzione.

E in questo senso la prima cosa che occorre mettere in evidenza è il cambiamento di contesto. Com’è noto, a partire dal 2002-2003 l’America Latina ha vissuto un decennio di alta crescita economica che in alcuni Paesi ha raggiunto tassi cinesi (anche se si dovrebbe rivedere questo paragone perché ormai la Cina non cresce più a tassi cinesi). Il Brasile, anche se è cresciuto a un ritmo più lento della media regionale, è cresciuto in modo sostenuto finché, a un certo momento tra il 2011 e il 2012, si è fermato. La risposta di Dilma a questo cambio di direzione del vento è stata la peggiore tra tutte quelle possibili: tradendo le sue promesse elettorali, ha imposto un aggiustamento ortodosso non molto diverso da quello che proponeva l’opposizione di destra durante la campagna elettorale, incaricando di questo compito il banchiere ultraliberale Joaquim Levy al quale dopo ha tolto l’appoggio, a tal punto che alla fine rifiutava di farsi fotografare con lui.

12 ottobre 2016

Il Congresso del Cile qualifica Augusto Pinochet come "dittatore artefice di un apparato di Stato terrorista"

Con una larga maggioranza, la Camera ha approvato una risoluzione che dichiara Pinochet "architetto di un apparato di stato terrorista". Inoltre chiede al Ministero della Difesa di vietare tributi all'interno delle forze armate.
La Camera dei Deputati ha approvato una risoluzione in cui dichiara Augusto Pinochet come il governante più 'Violento e criminale' che abbia avuto il Cile nella sua storia.
L'iniziativa è stata approvata con 69 voti a favore, 23 contrari e sei astensioni.
Il testo dichiara Pinochet come il "governante più violento e criminale che abbia avuto il Cile nella sua storia" e indica Pinochet come "il dittatore, creatore di un apparato statale terrorista e mente del premeditato e infido assassinio dell'ex ministro degli Esteri Orlando Letelier a Washington, nel 1976", questo, dopo la declassificazione di documenti della Central Intelligence Agency (CIA) delgli Stati Uniti.
I file hanno confermato che Pinochet ha ordinato l'attentato, il 21 settembre 1976 a Washington, che ha uccise l'ex ministro Orlando Letelier.
Inoltre, coincide anche con il 28° anniversario del Plebiscito in cui cileni dissero "NO" alla continuità di Augusto Pinochet.

11 ottobre 2016

Referendum Costituzionale: la “legge oscura”

La Costituente, prima di approvare il testo, lo fece rileggere a scrittori e letterati per renderlo più semplice e chiaro a tutti, con periodi lunghi in media 20 parole. Per De Mauro è l'unico testo comprensibile alla stragrande maggioranza degli italiani. Il testo della riforma Renzi-Boschi ha articoli di oltre 300 e 400 parole. In un caso si è passati da 9 a 439 e il punto arriva dopo oltre 170 vocaboli.
Articolo 1l’Italia è Repubblica democratica, fondata sul lavoro. I 556 della Costituente l’avevano scritto così, forse solenne ma bruttino. Una, mancava unauna Repubblica. A mettere un colpetto di matita dopo la quarta parola della bozza di Costituzione uscita nel 1947 non fu un giurista né un funzionario del ministero né un parlamentare. Fu uno scrittore, si chiamava Pietro Pancrazi, scriveva anche sul Corriere della Sera, era di Cortona, non lontano da Laterina. Fu il presidente dell’Assemblea, Umberto Terracini, a chiamarlo a rivedere la legge fondamentale dello Stato che stava nascendo. A qualcuno dei costituenti il testo non piaceva, in qualche parte era troppo rigido, troppo tecnico, aulico. Insieme a Pancrazi, prima dell’approvazione finale, la Costituzione fu rivista anche dal latinista Concetto Marchesi (amico di Togliatti) e dal saggista Antonio Baldini. E’ così che diventò la più bella del mondo. “Un monumento in termini di sobrietà, di essenzialità, di economia e anche di eleganza del linguaggio” ha definito la Costituzione Michele Ainis

10 ottobre 2016

F-18 dipinti come Sukhoi: Preparano un False Flag?

E’ stato un giornalista canadese che lavora in Europa centrale, Christian Borys, a postare su  Facebook le foto e la notizia:  “Gli Usa dipingono i loro F/A 18 per somigliare al tipo di colori dei jets russi in Siria.  Addestramento standard, ma però interessante”.


The U.S is painting their F/A-18's to match the paint schemes of Russian jets in . Standard training, but interesting nonetheless.
Può anche darsi... L’US Air Force dipinge i suoi aerei dei colori “nemici”  a volte per abituare i suoi piloti durante delle simulazioni. Ma il fatto è che è diffusa una conversazione del ministro degli esteri John Kerry, il primo ottobre,  captata nei locali della delegazione olandese all’Onu, a margine della assemblea plenaria. Kerry parla con non meglio identificati esponenti della “resistenza” siriana, e dice loro esasperato: I’ve lost the argument  per l’uso della forza” militare (americana) contro Assad.

Onorate l'eredità di Edward Said sostenendo il movimento BDS

Edward Said
Il 25 settembre di 13 anni fa morì il Professor Edward Said, uno degli intellettuali più influenti del Novecento e un’icona politica per tutti coloro che si impegnano a favore della Palestina. E come avviene con la maggior parte delle icone della storia, anche l’eredità di Said provoca un braccio di ferro tra i “sionisti liberali” e migliaia di critici antisionisti e attivisti del movimento BDS che si riferiscono alla sua erudizione e al suo impegno politico radicali. 

Per decenni, quando Said era ancora in vita, veniva accusato di essere un “professore del terrore”, e la rivista di destra Commentary lo offendeva, affermando che condurrebbe una “doppia carriera, da professore di letteratura ed ideologo del terrore”. Nel 2000 veniva diffamato e accusato di essere violento perché da un villaggio nel Sud del Libano, appena liberato dall’occupazione israeliana, durata ben 22 anni, aveva gettato una pietra in direzione di Israele. Durante la sua carriera sono stati compiuti degli sforzi concertati al fine di discreditare la sua erudizione e persino di negare la sua identità palestinese. Questa negazione è un’offesa vissuta da numerosi palestinesi della diaspora: anche se lo statuto di profugo palestinese è l'unico al mondo a venire trasmesso da una generazione all’altra, alla nostra gente nata al di fuori della sua patria storica e il cui stato di profugo non è stato documentato dalle Nazioni Unite viene negata l’identità palestinese mentre i sionisti cercano di cancellare il nostro diritto di ritorno, negando che centinaia di migliaia di palestinesi furono sfollati durante la nakba.

8 ottobre 2016

L'attribuzione del Premio Nobel per la Pace a Santos è uno scandalo!

Il Premio Nobel per la Pace al presidente colombiano Juan Manuel Santos, è di per sé un gesto che lascia senza parole. Noi non crediamo alle nostre orecchie e ci strofiniamo gli occhi: e, così, il merito della firma di un accordo di pace sarebbe solo di uno dei firmatari? Ma dunque a cosa ha pensato il comitato norvegese? Per firmare un accordo, bisogna essere almeno in due e in Colombia, i due firmatari sono stati: Santos e le FARC-EP.
Di Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي
Basta Yekfi !


Perché le FARC non hanno ricevuto anch'esse il premio? Per l'accordo di pace in Vietnam, furono Kissinger e Le Duc Tho che a ricevere il premio nel 1973 (il vietnamita lo rifiutò) per l'accordo tra Egitto e Israele, furono Sadat e Begin nel 1978, per l'accordo sudafricano, Mandela e De Klerk nel 1993, per gli accordi di Oslo, furono Arafat, Rabin e Peres nel 1994.

7 ottobre 2016

Szymon Perski o il crimine dal volto umano

Come un necrologio per Shimon Peres
L'attesa morte di Shimon Peres questo 28 settembre alla rispettabile età di 93, solleva ovviamente un coro unanime di lode all' "operatore di pace". Purtroppo, dobbiamo rompere questa unanimità. Szymon Perski era fin dalla sua giovinezza un cane dia guerra, ma un cane furbo, una vera e propria volpe, che è sempre stato un maestro nell'arte di rivestire le spoglie dell'agnello e trasformare le sconfitte in vittorie.
Di Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي
Basta Yekfi !

Questo eterno immigrato che ha mantenuto tutta la sua vita il suo accento yiddish faceva parte della generazione più giovane dei "padri fondatori" dello stato sionista (aveva 37 anni meno di David Grün, alias Ben-Gurion, e 25 meno di Golda Mabovich alias Meir). Nato in Polonia ed è arrivato in Palestina, all'età di 11 anni, nel 1934, Szymon impegna nell'Haganah, il gruppo armato clandestino all'interno dell'Agenzia Ebraica, considerato un terrorista da alcuni e come un gruppo di liberazione da altri (i sionisti), che sarà il pilastro dell'esercito ufficiale di Israele.
All'interno dell'Haganah, Szymon è responsabile dell'acquisto di armi. Riesce a comprarle in Cecoslovacchia. Queste armi saranno contrabbandate in Palestina attraverso la Corsica, con la complicità di un prefetto chiamato Maurice Papon (sì, lo stesso Maurice Papon responsabile delle deportazioni di ebrei da Bordeaux cinque anni prima). Papon riceverà come segno di ringraziamento una pistola in oro, che adornò poi il suo ufficio di commissario di polizia della sede di Parigi, al tempo del massacro degli algerini il 17 Ottobre 1961.

6 ottobre 2016

L’omertà uccide più dell’epilessia

Era solo un ragazzo. Un ragazzo fermato perché in possesso di stupefacenti, ma in condizioni tali che avrebbero dovuto spingere al ricovero immediato in ospedale. Epilettico, in evidente stato di denutrizione, faticava a camminare, era pieno di lividi. Altro che carcere. Processo per direttissima, ma viene decisa una nuova udienza. Intanto il carcere. L’hanno fatto visitare, questo sì, e i referti sottoscrivono altri lividi alle gambe, alle braccia, una frattura alla mascella, due alla colonna vertebrale, un’emorragia alla vescica. Di nuovo,  ricovero urgente. Il ragazzo rifiuta, ma chissà come e dietro quale fiacca insistenza. Lo portano in ospedale nell’ala carceraria, finalmente, dove però muore in condizioni tragiche: pesava solo 37 chili. La famiglia viene avvisata solo per chiedere l’autorizzazione all’autopsia.
Si era procurato ecchimosi e fratture da solo? Sbattendo contro i muri, senza che nessuno se ne fosse accorto? Improbabile. Ci sono testimoni che dichiarano sotto giuramento che era stato picchiato, con violenza. Perché? E chi? E perché il personale medico l’ha lasciato moire senza tentare alcuna cura, nemmeno quel po’ di zucchero che potesse alzare i livelli glicemici, determinanti per accelerare il decesso?

5 ottobre 2016

Avaaz esce allo scoperto contro la Siria

”E’ ora di dire basta …assieme possiamo convincere Obama, Renzi e tutti i leader internazionali che è ora di rispondere al terrore di Assad e di Putin …che i cittadini di tutto il mondo pretendano una “no fly zone”, una zona dove non possano più volare i bombardieri, per proteggere i civili … stare senza far niente è la cosa peggiore…firma per chiedere subito una “no-fly zone…se ci fossero i nostri figli sotto le bombe cosa vorremmo che facesse il mondo ?”

Avaaz, una delle tante ong dello speculatore finanziario George Soros, esce prontamente allo scoperto proprio quando i jihadisti e con essi gli Stati Uniti sono in gran difficoltà. Una no-fly zone per chi difende l’indipendenza dello stato. Una no-fly zone per permettere ai bombardieri statunitensi ed inglesi di colpire l’esercito siriano e favorire la reazione belluina dei jihadisti. Aleppo est dove i terroristi asserragliati resistono, facendosi forte della popolazione usata come scudo umano, grazie ai massici aiuti in armamenti e vettovaglie che arrivano dagli “amici della Siria”, cioè da coloro che con violenza, terrore e menzogne assediano da più di cinque anni uno stato sovrano.