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22 agosto 2016

“Stato del Male” e presunti fondamenti legali internazionali

Per Eva Illouz, docente di sociologia presso l’università di Gerusalemme e giornalista del quotidiano israeliano “Haaretz”, Israele è un membro della famiglia degli “Stati del Male”, con radici sociali e politiche profonde e radicate nella società. Per Gideon Levy il regime di occupazione non si può spiegare senza fare riferimento al male … Male sadico, male fine a se stesso …C’è un regime malvagio in Israele …Israele è uno Stato del male…1)
Vediamo dunque quali sono i presunti fondamenti legali internazionali dello “Stato del male” che permettono ad Israele l’occupazione della Palestina e vediamo anche le responsabilità delle grandi potenze.

La pietra miliare su cui si fondano le rivendicazioni sioniste sulla Palestina è la Conferenza di Sanremo del 1920 (un’estensione della Conferenza di pace del 1919) cui parteciparono le potenze vincitrici ad eccezione degli Stati Uniti. In tale occasione venne affidato alla Gran Bretagna il “Mandato per la Palestina, come “impegno sacro” per la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico.

Le potenze coloniali ritennero di nessuna importanza il fatto che la “terra santa” fosse abitata da un popolo di cui di fatto venne riconosciuto uno stato illegittimo di occupazione. Venne perciò riconosciuta la connessione storica del popolo ebreo con la Palestina e con essa le basi per ricostituire la loro nazione in quel Paese. Nel mandato veniva specificato che nulla dovesse essere fatto che potesse pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina. Meglio ancora se i naturali abitanti si fossero ritirati da terre non loro. Dove? La Gran Bretagna, prima della firma del Mandato, sottrasse al territorio in questione la Cisgiordania che venne aggiunta ai territori sotto sovranità araba. Tutto a posto? Per il professor Yehuda Zvi Blum ” Gli Arabi palestinesi godono da lungo tempo dell’autodeterminazione nel proprio Stato, lo Stato arabo della Giordania”.

Nel luglio del 1922 il Mandato venne approvato dalla Società delle Nazioni e in tal modo divenne vincolante per tutti i 51 membri della società. La dichiarazione Balfour del 1917 (che riconosceva i legami storici e religiosi degli Ebrei con la terra dei loro padri,denominata, nel periodo greco-romano, Palestina) ebbe, dunque, la consacrazione di un riconoscimento giuridico internazionale che dava il via alla “legittima” conquista della Palestina e con essa agli illegali atti di terrorismo e alle illegali espulsioni di massa.

Il Sionismo ha sempre rifiutato il concetto di occupazione, che lo si esprima in termini giuridici o in termini politici. Infatti, secondo il Sionismo, il termine Palestina utilizzato nel Mandato venne designato “soltanto” per la ricostituzione del focolare nazionale ebraico e quindi se un territorio è “ricostituito per “un popolo senza patria” risulta che il territorio, cioè la Palestina, appartiene, secondo il diritto internazionale “soltanto” agli Ebrei 2).

Di occupazione non si tratta perché non vi è invasione di un altro stato. Il territorio non è mai stato una nazione araba. “Giustificata” perciò l’espulsione dalle loro terre degli abitanti della Palestina, la distruzione di villaggi e la scomparsa dei loro nomi, l’abbattimento di case “abusive”, il controllo dispotico dei loro movimenti. Giustificati gli omicidi mirati, la detenzione amministrativa, il regime carcerario durissimo (in cui non è estranea la tortura) anche per i bambini in modo che imparino a non ribellarsi, a obbedire, a tacere…
Winston Churchill “E dove altro potrebbero essere gli Ebrei se non nella terra di Palestina con la quale sono stati intimamente e profondamente associati per oltre tremila anni ?”.

Gli Arabi palestinesi 3) non sono perciò i legittimi abitanti del territorio proprio come un tempo i pellerossa 4) . Perciò giusto eliminarli o espellerli 5) .

NOTE
1) Gideon Levy ” Smettere di vivere nella negazione, Israele è uno stato del male” in La bottega del Barbieri, 14/8/2016

2) La pretesa sionista di vantare diritti legittimi su una terra abitata da un popolo si è valsa di una concezione imperiale e razzista del diritto che era patrimonio di tutto l’Occidente. Il diritto internazionale su cui il Sionismo fonda le sue deliranti teorie è del tutto marcio e dever essere completamente respinto come è stato respinto a suo tempo il diritto di schiavitù

3) Elin Ben, ex vice ministro delle religioni “I Palestinesi non sono esseri umani, sono persone che non meritano di vivere e sono solo animali

4) I nativi d’America erano considerati “illegali” dagli invasori perché, secondo la dottrina del “Destino manifesto, le terre dove erano approdati erano destinate loro da Dio. Chi si fosse opposto avrebbe agito criminalmente contro la volontà del Signore. Perché tutto era di proprietà dei civilizzatori: terre; foreste; animali; esseri umani …

5) Robinson, Università della California ” Per Israele i Palestinesi non servono più. Devono andarsene o restare e farsi massacrare”
Ricordo che in Israele non pochi politici ed intellettuali hanno giudicato che la questione palestinese debba essere risolta con una “soluzione finale”. Come dice Gideon Levy “Non c’è nessun processo di pace. Ad Israele non interessa la pace …”

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